Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: interdittiva antimafia

CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE - IN MATERIA DI INFORMAZIONI ANTIMAFIA - NON RICHIESTO

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Questa Sezione ha perciò già chiarito che la delicatezza della ponderazione intesa a contrastare in via preventiva la minaccia insidiosa ed esiziale delle organizzazioni mafiose, richiesta all’autorità amministrativa, può comportare anche un’attenuazione, se non una eliminazione, del contraddittorio procedimentale, che del resto non è un valore assoluto, come ha pure chiarito la Corte di Giusti (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - RIMESSIONE CORTE GIUSTIZIA EUROPEA

TAR CALABRIA RC - SENTENZA

In presenza dell’attuale quadro normativo, (anche) questo motivo di censura dovrebbe essere rigettato, stante che l’art. 92 del D.lgs. n. 159/2011 come detto, non contempla la possibilità per il Prefetto di prendere in esame gli effetti che dal provvedimento interdittivo derivano, dal che consegue la rilevanza della prospettata questione di costituzionalità.Laddove venisse tuttavia accol (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - IMPORTANZA DEGLI INDIZI

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Le considerazioni sin qui svolte dimostrano l’insufficienza del quadro indiziario, posto a base del provvedimento prefettizio, a giustificare l’emissione dell’informazione antimafia, che non può assurgere, come questa Sezione ha più volte chiarito (v., ex plurimis, Cons. St., sez. III, 5 settembre 2019, n. 6105), a pena del sospetto in assenza di un solido quadro indiziario che, secondo il crit (...)

INFORMATIVA ANTIMAFIA – SELF CLEANING - NON AMMESSO (80.7)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il Collegio concorda con il Tar nel ritenere che ciò che occorre verificare, nel caso di adozione di misure di self cleaning, non è lo scopo soggettivamente perseguito dall’ente attinto dall’informativa e dai suoi esponenti, bensì l’effettiva idoneità delle misure stesse a recidere quei collegamenti e cointeressenze con le associazioni criminali che hanno fondato l’adozione della precedente inf (...)

INFORMATIVA ANTIMAFIA – PROCEDIMENTO RILASCIO - SOGGETTI AMMESSI

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il procedimento finalizzato all’emissione dell’informazione antimafia conosce una interlocuzione solo eventuale, prevista dall’art. 93, comma 7, d.lgs. n. 159 del 2011, secondo cui il Prefetto competente al rilascio dell’informazione, ove lo ritenga utile, sulla base della documentazione e delle informazioni acquisite, invita in sede di audizione personale i soggetti interessati a produrre, anc (...)

RECESSO CONTRATTO PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA - COMPENSO REVISIONALE - QUESTIONE ALL'ADUNANZA PLENARIA

CGA SICILIA - SENTENZA

Il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia, in sede giurisdizionale, visto l’art. 10 comma 4 del d. lgs. 24 dicembre 2003, n. 373 e l’art. 99 c.p.a., non definitivamente pronunciando sugli appelli principale e incidentale in epigrafe, deferisce all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la seguente questione: se gli artt. 92 e 94 del d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159, nel far (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA CONSORZIO STABILE – SUBENTRO DELLA CONSORZIATA ESECUTRICE NELLA TITOLARITÀ DEL CONTRATTO D’APPALTO - VINCOLI

ANAC - DELIBERA

L'assenza ab origine dell' l'attestazione SOA per la specifica categoria e classifica richieste per l'esecuzione dei lavori oggetto di affidamento non consente alla società consorziata di sostituirsi al Consorzio stabile, originariamente aggiudicatario, ma successivamente colpito da interdittiva antimafia, quale parte del contratto di appalto e quindi di assumere in proprio l&#3 (...)

IMPRESA AUSILIARIA COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA– SOSTITUZIONE – AMMISSIBILITÀ (89.3)

ANAC - DELIBERA

A mente dell’art. 89, comma 3, del codice la sostituzione dell’impresa ausiliaria deve essere consentita in tutte le ipotesi in cui l’impresa non soddisfi un pertinente criterio di sostituzione ovvero quando sussista un pertinente motivo obbligatorio di esclusione (ad eccezione dei casi di falsa dichiarazione, non presente nella fattispecie in esame); tra i motivi obbligatori di esclusione (e, (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA CONSORZIO STABILE - SUBENTRO DELLA CONSORZIATA ESECUTRICE – PRESUPPOSTI – POSSESSO DELLA SOA

ANAC - DELIBERA

L'assenza ab origine dell' attestazione SOA per la specifica categoria e classifica richieste per l'esecuzione dei lavori oggetto di affidamento non consente alla società consorziata di sostituirsi al Consorzio stabile, originariamente aggiudicatario, ma successivamente colpito da interdittiva antimafia, quale parte del contratto di appalto e quindi di assumere in proprio l'esec (...)

RECESSO – PER INTERVENUTA INTERDITTIVA ANTIMAFIA – PAGAMENTO OPERE ESEGUITE - RIMESSIONE ALL’ADUNANZA PLENARIA.

CGA SICILIA - SENTENZA

Il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia, in sede giurisdizionale, visto l’art. 10 comma 4 del d. lgs. 24 dicembre 2003, n. 373 e l’art. 99 c.p.a., non definitivamente pronunciando sugli appelli principale e incidentale in epigrafe, deferisce all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la seguente questione: se gli artt. 92 e 94 del d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159, nel far (...)

REQUISITI GENERALI – PRINCIPIO DI CONTINUITA’ PER TUTTA LA DURATA DELL'APPALTO - SOPRAVVENUTA INTERDITTIVA - ESCLUSIONE (80)

TAR PIEMONTE TO - SENTENZA

Per costante giurisprudenza, l’intervenuta iscrizione interdittiva nel casellario costituisce un autonomo motivo di esclusione che, come tale, comporta un effetto espulsivo immediato dal momento di inizio dell’iscrizione e fino a quando essa opera nel casellario informatico, cosicché la sua sopravvenienza, in qualsiasi momento della procedura, comporta l’esclusione dell’operatore economico ai s (...)

REVISIONE PREZZI IN CASO DI RECESSO DAL CONTRATTO DI APPALTO A SEGUITO DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - A.P. - SENTENZA

Informativa antimafia – Contratto di appalto – Appalto a prestazioni periodiche – Recesso – Per intervenuta interdittiva antimafia – Pagamento opere eseguite - Artt. 92 e 94, d.lgs. n. 159 del 2011 - Criterio – Revisione prezzi – Spetta. Negli appalti pubblici di servizi aggiudicati a seguito di una procedura di evidenza pubblica, aventi ad oggetto prestazioni periodiche o continuative c (...)

INFORMATIVA ANTIMAFIA - COMUNICAZIONE AVVIO DEL PROCEDIMENTO - NON NECESSARIA

TAR SICILIA PA - SENTENZA

Il provvedimento prefettizio impugnato – secondo la prospettazione di parte ricorrente - sarebbe illegittimo per violazione delle norme di legge in esame, non essendo stata data comunicazione dell’avvio del procedimento amministrativo finalizzato al rilascio dell’informativa, con conseguente violazione delle garanzie partecipative del ricorrente medesimo.La censura è infondata.Inf (...)

MANCATA TEMPESTIVA ESCLUSIONE PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA - INVARIANZA DELLA SOGLIA DI ANOMALIA - APPLICABILITA' (133.8)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

Il presente giudizio sottopone a questo Collegio la questione dell’applicabilità del principio di invarianza della soglia di anomalia, previsto dall’art. 95, co. 15 del d.lgs. n. 50/2016, qualora la stazione appaltante non abbia tempestivamente escluso un operatore economico che avrebbe dovuto escludere già nella fase delle ammissioni degli operatori economici alla gara, in presenza di una gara (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - CESSAZIONE CONTROLLO GIUDIZIARIO - PERDITA REQUISITI PARTECIPAZIONE - ESCLSIONE (80.2)

TAR CALABRIA RC - SENTENZA

La cessazione, per scadenza del termine, successivamente all’aggiudicazione definitiva, del regime di controllo giudiziario ex art. 34-bis d.lgs. n. 159/2011 applicato nei confronti della società ricorrente in relazione ad una precedente interdittiva, determina conseguente perdita, a far data dal 18.4.2021, del requisito di gara disciplinato dall’art. 80, co. 2, d.lgs. n. 50 del 2016. Irrilevan (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA IMPRESA CONSORZIATA ESECUTRICE - GIURISDIZIONE G.A.

TAR EMILIA BO - SENTENZA

L’art. 47, c. 2, d.lgs. n. 50/2016, stabilisce che “i consorzi stabili di cui agli articoli 45, comma due, lett. c), e 46, comma 1, lett. f), eseguono le prestazioni o con la propria struttura o tramite i consorziati indicati in sede di gara senza che ciò costituisca subappalto, ferma la responsabilità solidale degli stessi nei confronti della stazione appaltante”.L’art. 48, c. 7 bis, d. (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - SOGGETTI PERSONA GIURIDICA - NON HANNO LEGITTIMAZIONE PER IMPUGNARLA (80)

CONSIGLIO DI STATO - A.P. - SENTENZA

L’Adunanza Plenaria formula il seguente principio di diritto: “gli amministratori ed i soci di una persona giuridica destinataria di interdittiva antimafia non sono titolari di legittimazione attiva all’impugnazione di tale provvedimento”.Come ha condivisibilmente affermato il prevalente orientamento della giurisprudenza di questo Consiglio di Stato (si veda, inter alia, Cons. Stato, sez (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - SOSPENSIONE TEMPORANEA DEI REQUISITI - VIENE MENO CONTINUITA' - LEGITTTIMA ESCLUSIONE (80)

ANAC - DELIBERAZIONE

In assenza di una disposizione che esplicitamente riconosca alla sospensione degli effetti interdittivi dell'antimafia conseguente all'ammissione al controllo giudiziario efficacia derogatoria nei confronti del principio di continuità del possesso dei requisiti di partecipazione, la perdita in corso di gara del requisito dell'assenza di tentativi di infiltrazione mafiosa non può con (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA E ANALISI DEL PREFETTO

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

La valutazione del pericolo di infiltrazioni mafiose, di competenza del Prefetto, è connotata, per la specifica natura del giudizio formulato, dall’utilizzo di peculiari cognizioni di tecnica investigativa e poliziesca, che esclude la possibilità per il giudice amministrativo di sostituirvi la propria, ma non impedisce ad esso di rilevare se i fatti riferiti dal Prefetto configurino o meno la f (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - CONTROLLO GIUDIZIARIO DELLE AZIENDE - NON HA VALENZA RETROATTIVA (80.2)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

La questione oggetto del presente contendere verte sugli effetti, per gli operatori economici colpiti da una interdittiva antimafia nel corso della procedura di evidenza pubblica, rivenienti dall’adozione di un provvedimento di ammissione al controllo giudiziario, ex art. 34 bis, del d.lgs. n. 159/2011.Al fine di inquadrare la problematica in discussione, si rende opportuno, anzitutto, (...)

ILLEGITTIMA ESCLUSIONE PER ERRATA APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA ANTIMAFIA - RISARCIMENTO DANNI

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Con riguardo all’elemento soggettivo della colpa, essa è palese, per gravissima violazione della normativa sugli appalti pubblici e della legge speciale in tema di antimafia, con il Comune ed i suoi dirigenti che si sono sostituiti alla Prefettura.La condanna al risarcimento dei danni non richiederebbe comunque il riconoscimento del carattere colpevole dell’illegittimità commessa dall&#3 (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - INDICI FORTEMENTE SINTOMATICI - CAUTELA AVANZATA COME PARAMETRO DI VALUTAZIONE

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

La giurisprudenza amministrativa consolidata ha invero evidenziato che l'interdittiva antimafia, per la sua natura cautelare e per la sua funzione di massima anticipazione della soglia di prevenzione, non richiede la prova di un fatto, ma solo la presenza di una serie di indizi in base ai quali non sia illogico o inattendibile ritenere la sussistenza di un collegamento con organizzazioni ma (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - LEGITTIMA ESCUSSIONE GARANZIA DEFINITIVA (103)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

A seguito e per effetto del suddetto provvedimento, -OMISSIS- ha proceduto al recesso dal contratto e all’incameramento della cauzione definitiva, affidando la commessa qui in rilievo alla ditta che si era classificata al secondo posto della graduatoria, che ha ultimato i lavori il 23 dicembre 2019, con quasi due anni di ritardo rispetto al termine originariamente previsto nel contratto stipula (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA - PENDENZA RICORSO PER CASSAZIONE - ESCLUSIONE LEGITTIMA

TAR LOMBARDIA - SENTENZA

La sopraggiunta ammissione di impresa attinta da informazione antimafia interdittiva al controllo giudiziario di cui all’art. 34 – bis) d.lgs. n. 159 del 2011 non ha effetti sul (provvedimento di) esclusione dalla procedura di gara cui la stessa abbia partecipato e dalla quale sia stata esclusa in ragione del provvedimento interdittivo.Poiché, nel caso di specie, la sentenza che ha confe (...)

AMMISSIONE AL CONTROLLO GIUDIZIARIO - AMMESSA PARTECIPAZIONE AGLI APPALTI - MA NON ELIMINA EFFETTI DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Orbene, secondo l’indirizzo consolidato della giurisprudenza amministrativa, i requisiti di ordine generale per la partecipazione alle gare per l’affidamento di appalti pubblici debbono essere posseduti con continuità non solo al momento della presentazione della domanda, ma per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e per tutta la fase di esecuzione del contratto, senza soluzione di (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - NON SI APPLICA AL LIBERO PROFESSIONISTA CHE OPERA COME PERSONA FISICA

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Con l’unico, articolato motivo di gravame le amministrazioni appellanti censurano la decisione impugnata in relazione al punto, sopra richiamato, della (im)possibilità di adottare un provvedimento antimafia a contenuto interdittivo nei confronti di un soggetto giuridico che non eserciti attività d’impresa. La questione infatti oggetto di contenzioso non è propriamente quella della esclusione o (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA E INDICI PROBATORI - CRITERIO DEL “PIÙ PROBABILE CHE NON”

TAR CALABRIA RC - SENTENZA

In linea generale, l’informativa antimafia, per come disciplinata dagli artt. 84 e ss. D.lgs. n. 159/2011, non si esaurisce nell’attestazione circa la sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’articolo 67 D.lgs. n. 159/2001 né nel mero accertamento di uno dei pregiudizi penali rientranti nell’ambito del cd. reati spia di cui all’art. 84 comma 4 c (...)

RATING LEGALITA' - LEGITTIMA LA REVOCA PER MANCATA COMUNICAZIONE DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA (93.7)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Il Collegio osserva come il fulcro della questione oggetto di esame ed il cuore motivazionale della gravata revoca risiedano nella rilevata violazione dell'obbligo di comunicazione previsto dall'articolo 7 del Regolamento AGCM “Rating”, posto che l’impresa non ha notiziato l’Autorità, entro il termine prescritto di 10 giorni, circa l’adozione dell’interdittiva prefettizia a proprio cari (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - LA VALUTAZIONE DEL PREFETTO E' AUTONOMA RISPETTO AL GIUDIZIO PENALE (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In proposito, è noto che la funzione di “difesa sociale anticipata” che contraddistingue, sul piano finalistico, il potere interdittivo consente di fondarne l’esercizio su dati probatori di carattere eminentemente indiziario, i quali, complessivamente (e non atomisticamente) considerati, legittimo la formulazione di una prognosi di condizionamento mafioso non irragionevole né inverosimile: prog (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - VA ISCRITTA NEL CASELLARIO INFORMATICO (213.10)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

Il casellario informatico rappresenta (…) la fonte attraverso la quale acquisire gli elementi notiziali strumentali alla individuazione, in capo ad un operatore economico, della sussistenza ed immanenza dei requisiti per la partecipazione alle pubbliche gare; orbene, va escluso, ad avviso del Collegio, che la determinazione in materia rimessa ad ANAC rivesta, con riferimento alle informative a (...)

WHITE LIST - INTERDITTIVA ANTIMAFIA - LETTURA UNITARIA E DISCREZIONALE DELLA P.A.

TAR EMILIA PR - SENTENZA

Ritiene il Collegio che il ricorso sia infondato, alla luce dei principi costantemente affermati dalla giurisprudenza amministrativa in materia di iscrizione nell'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (c.d. “White List”). Giova ricordare che tale iscrizione è disciplinata dagli stessi principi (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - SOSPENSIONE CONTRATTO APPALTO - VA ESAMINATA CON EFFICACIA AL MOMENTO DEL RILASCIO

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

Secondo l’indirizzo ermeneutico qui preferito – l’esito del giudizio avverso l’interdittiva non può rilevare ai fini della valutazione della legittimità dell’avversata sospensione dei lavori e del censurato rigetto della richiesta di accesso al Fondo di Garanzia, dovendo quest’ultima essere accertata sulla base della situazione esistente al momento dell’emanazione degli impugnati provvedimenti, (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA: DECADENZA AUTOMATICA DELL'ACCREDITAMENTO SANITARIO IN ASSENZA DI CONTRATTI CON IL SSN (67)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

"La mancanza di rapporti contrattuali con l’ASL [...] comporta la riespansione degli effetti inibitori/decadenziali discendenti dall’interdittiva e, conseguentemente, dell’obbligo giuridico in capo all’Amministrazione regionale di escludere la ricorrente in parte qua dall’accreditamento istituzionale. Il potere dell’Amministrazione regionale in concreto azionat (...)

PERENTORIETÀ DEL TERMINE PER LA SOSTITUZIONE DELLA MANDANTE COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (97)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

"Sebbene la norma non qualifichi espressamente il termine in questione come perentorio, né colleghi alla sua decorrenza un’esplicita sanzione di decadenza del raggruppamento dalla facoltà di sostituire l’impresa componente interessata dal provvedimento prefettizio, la fattispecie risulta costruita dal legislatore senza prevedere - a differenza di quanto sosteng (...)

SOPRAVVENUTO ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA: NON DETERMINA L'ILLEGITTIMITA' DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE A SUO TEMPO ADOTTATA DALL'ENTE (108)

TAR SICILIA CT - SENTENZA

Il sopravvenuto annullamento in sede giurisdizionale dell'informativa antimafia interdittiva non determina l'illegittimità derivata del provvedimento di risoluzione del contratto d'appalto precedentemente adottato dalla Stazione Appaltante, atteso che quest'ultima è tenuta ad agire con assoluta immediatezza a fronte di un provvedimento prefettizio ef (...)

RISOLUZIONE DEL SUBAPPALTO PER SOPRAVVENUTA INTERDITTIVA ANTIMAFIA: PER IL RISARCIMENTO DANNI, L'APPALTATORE PRINCIPALE DEVE PROVARE IL PREGIUDIZIO PATITO

TRIBUNALE DI SIRACUSA - SENTENZA

In tema di appalti e subappalti, la fattura commerciale, atto di provenienza unilaterale, non è idonea a costituire prova piena del credito nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Qualora il contratto di subappalto venga legittimamente risolto per la sopravvenuta adozione di un'informazione antimafia interdittiva a carico del subappaltatore, la domanda (...)

INFORMATIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA: L'APPALTATORE HA DIRITTO AL PAGAMENTO DELLE OPERE EFFETTIVAMENTE ULTIMATE ALLA DATA DEL RECESSO DELLA P.A.

CORTE DI APPELLO DI CATANZARO - SENTENZA

In caso di recesso della Pubblica Amministrazione da un contratto d'appalto a seguito di interdittiva antimafia sopravvenuta, l'esercizio della facoltà di recesso fissa il limite cronologico oltre il quale le prestazioni non sono più remunerabili. Ai fini del riconoscimento del diritto al pagamento delle opere già eseguite, l'appaltatore deve fornire la (...)

L'ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DELLA MANDATARIA NON COMPORTA IL DIRITTO AL REINTEGRO NELL'APPALTO SE L'ENTE HA GIÀ APPROVATO LA MODIFICA DEL RTI (80)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, l’intervenuta modifica soggettiva di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, disposta ai sensi dell’art. 48, comma 17, del d.lgs. n. 50/2016 a seguito di un’informativa antimafia interdittiva colpita da annullamento giurisdizionale per soli vizi formali, non consente la reintegrazione della società estromessa. La Stazione Appaltante è i (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA: EXTREMA RATIO CHE DEVE ESSERE PRECEDUTA DA UNA VALUTAZIONE CIRCA L’INIDONEITÀ DI MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA

TAR CALABRIA CZ - SENTENZA

È illegittima l'informativa interdittiva antimafia che non dia conto delle ragioni per cui l'Autorità abbia omesso di applicare le misure di prevenzione collaborativa di cui all'art. 94-bis del D.Lgs. n. 159/2011, gravando sull'Amministrazione uno specifico onere di adeguata motivazione circa l'insufficienza di tali strumenti graduati a fronteggi (...)

IL DINIEGO DI RINNOVO DELL'ISCRIZIONE ALLA "WHITE LIST" E' EQUIPARATO ALL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA E LEGITTIMA LA DECADENZA DALL'ALBO GESTORI AMBIENTALI E SOA (94)

TAR PIEMONTE - SENTENZA

In presenza di un diniego di iscrizione in "white list", i provvedimenti di cancellazione dall'Albo Nazionale dei Gestori Ambientali e di decadenza dell'attestazione SOA costituiscono atti dovuti e vincolati, non essendo richiesta una valutazione autonoma della stazione appaltante o dell'ente certificatore sulla concreta posizione del soggetto. (...)

RESPONSABILITÀ RISARCITORIA DELLA P.A. PER INFORMATIVA ANTIMAFIA ILLEGITTIMA PER CARENZA ISTRUTTORIA

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di informativa antimafia, l’illegittimità del provvedimento interdittivo costituisce un indice presuntivo della colpa della Pubblica Amministrazione, superabile solo qualora quest’ultima dimostri la sussistenza di un errore scusabile derivante da incertezza normativa o particolare complessità dell’accertamento. Tale errore deve essere escluso qualora l’illeg (...)

COMUNICAZIONE ANTIMAFIA INTERDITTIVA: PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO A NATURA VINCOLATA E RICOGNITIVA. IN ASSENZA DI RIABILITAZIONE, GLI EFFETTI OSTATIVI SONO PERMANENTI

TAR SICILIA CT - SENTENZA

In tema di documentazione antimafia, la comunicazione interdittiva è un atto vincolato e meramente ricognitivo che preclude l'instaurazione o il mantenimento di rapporti giuridici con la P.A. In assenza di riabilitazione, gli effetti ostativi della misura di prevenzione a carico del destinatario diretto sono permanenti."V (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE PERSISTE NONOSTANTE IL TENTATIVO DI SELF-CLEANING (94.BIS)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'aggiornamento dell'interdittiva antimafia, le misure di self-cleaning adottate dall'operatore economico devono essere effettive e non meramente formali; la persistenza di coabitazioni con soggetti controindicati e l'assunzione di commesse pubbliche in pendenza di interdittiva precludono l'applicazione delle più miti misure di prevenzione collaborativa, configurando un pericolo di infi (...)

OCCASIONALITA' DELL'AGEVOLAZIONE MAFIOSA E DIRITTO ALLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA (94-BIS.1)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di documentazione antimafia, l'Amministrazione non può legittimamente negare l'ammissione dell'impresa alle misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011 qualora l'agevolazione mafiosa risulti occasionale. Tale occasionalità è desumibile dalla predominante rilevanza dell'attività economica lecita rispetto al circoscritto periodo di coinvolgimento in sistemi illeciti e (...)

L'ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA PER VIZI FORMALI NON COMPORTA IL REINTEGRO AUTOMATICO NELL'APPALTO (48.17)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, l'ammissione dell'impresa al controllo giudiziario ex art. 34-bis D.Lgs. 159/2011 non ha portata retroattiva e non rimuove gli effetti dei provvedimenti espulsivi già maturati. L'annullamento dell'interdittiva antimafia per vizi formali non obbliga la stazione appaltante al reintegro dell'operatore estromesso qualora il raggruppamento abbia già provveduto alla propria (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER COINTERESSENZE IMPRENDITORIALI E LEGAMI PARENTALI SINTOMATICI (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di informativa antimafia interdittiva, gli elementi di fatto posti a base del provvedimento prefettizio devono essere oggetto di una valutazione complessiva e non atomistica, ispirata al principio indiziario per cui i singoli elementi, pur se privi di autonoma valenza escludente, possono acquisire rilievo determinante se letti nel loro insieme. I legami parentali assumono rilevanza giuridi (...)

ANNULLAMENTO INTERDITTIVA ANTIMAFIA DETERMINA ILLEGITTIMITÀ DERIVATA DELL'ESCLUSIONE DALLA GARA (80.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'annullamento di un'interdittiva antimafia da parte del giudice amministrativo produce effetti ripristinatori ex tunc che travolgono gli atti consequenziali della procedura di gara, inclusa l'esclusione del concorrente. Sussiste infatti un nesso di stretta dipendenza che configura un'ipotesi di invalidità caducante, imponendo alla stazione appaltante di riammettere l'operatore economico e di proc (...)

LEGITTIMA L'ESCUSSIONE DELLA CAUZIONE DEFINITIVA PER RISOLUZIONE DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA (103.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA - Sentenza

La risoluzione del contratto d'appalto a seguito di interdittiva antimafia configura un'ipotesi di inadempimento imputabile all'operatore economico, poiché i fatti che giustificano la misura preventiva ricadono nella sua sfera di controllo. Di conseguenza, la Stazione Appaltante è legittimata ad escutere la cauzione definitiva non solo per l'applicazione delle penali contrattuali, ma anche per il (...)

IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SOSPENDE GLI EFFETTI DELL'INTERDITTIVA FINO ALL'AGGIORNAMENTO PREFETTIZIO (34-BIS.7)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA - Sentenza

È illegittimo il provvedimento di decadenza dai contributi pubblici adottato dall'amministrazione nelle more dell'aggiornamento prefettizio post-controllo giudiziario, in quanto la sospensione degli effetti dell'interdittiva antimafia deve perdurare fino alla rivalutazione finale della Prefettura per garantire la continuità aziendale e il recupero dell'operatore economico alla legalità. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER REATI-SPIA E RAPPORTI DI PARENTELA CON SOGGETTI CONTROINDICATI (84.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'informazione interdittiva antimafia, la pendenza di un procedimento penale per il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.) costituisce un rilevante reato-spia che, se associato a documentati rapporti di parentela e frequentazione con soggetti organici ad associazioni mafiose, giustifica la prognosi di pericolo di infiltrazione se (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER GEMMAZIONE IMPRENDITORIALE E CONTINUITÀ CON SOGGETTI GIÀ INTERDETTI

T.A.R. VENETO - Sentenza

In tema di contrasto alle infiltrazioni mafiose, la continuità tra una nuova compagine societaria e soggetti già destinatari di interdittiva, desumibile dal travaso di mezzi e personale, configura un rischio infiltrativo strutturale che preclude l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa, le quali presuppongono l'occasionalità dell'agevolazione. (...)

Interdittiva antimafia e rigetto cautelare monocratico per carenza di definitività

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA - Decreto

In sede di istanza cautelare monocratica ex art. 56 c.p.a., la sussistenza del pregiudizio estremo e urgente non può derivare dalla mera comunicazione di avvio del procedimento di risoluzione dei contratti d'appalto o di revoca delle autorizzazioni commerciali, occorrendo la definitività del provvedimento amministrativo che determina l'interruzione del rapporto. (...)

Legittimità interdittiva antimafia per legami familiari e cointeressenze economiche sospette

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA, SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Ordinanza

È legittima l'adozione di un'interdittiva antimafia fondata su elementi sintomatici quali i rapporti di parentela e le cointeressenze economiche tra il titolare dell'impresa e soggetti contigui alla criminalità organizzata, specialmente quando tali legami si riflettono nella gestione di società precedentemente interdette, configurando un quadro di probabile inquinamento mafioso. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI PARENTALI E COINTERESSENZE ECONOMICHE CON SOGGETTI CONTROINDICATI (94.2)

T.A.R. EMILIA-ROMAGNA, PARMA - Sentenza

L'incensuratezza dei soci e l'assenza di anomalie patrimoniali non precludono l'emissione di un'interdittiva antimafia qualora sussista un quadro indiziario convergente, costituito da rapporti di parentela con soggetti affiliati, frequentazioni non occasionali con pregiudicati e cointeressenze economiche stabili con imprese già colpite da provvedimenti ostativi. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA PROBABILITA' CRUCIALE DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'EMILIA ROMAGNA - SEZIONE STACCATA DI PARMA - Sentenza

La misura interdittiva antimafia, avendo natura preventiva e anticipatoria, prescinde dall'accertamento di responsabilità penali e può fondarsi su una valutazione complessiva di elementi indiziari, quali legami parentali e cointeressenze economiche con soggetti controindicati, che rendano probabile il condizionamento dell'impresa da parte della criminalità organizzata. (...)

Legittimità interdittiva antimafia e inefficacia del self-cleaning familiare elusivo

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA, SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Ordinanza

Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, il pericolo di infiltrazione mafiosa deve essere desunto da elementi sintomatici valutati unitariamente, tra cui assumono rilievo pregnante le frequentazioni dell'amministratore (anche cessato) con soggetti controindicati; le misure di discontinuità gestionale non assumono rilevanza esimente qualora si risolvano in un mero passaggio d (...)

ILLEGITTIMO IL DINIEGO WHITE LIST BASATO SU INDIZI RISALENTI (94.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'EMILIA ROMAGNA, SEZIONE STACCATA DI PARMA - Sentenza

È illegittimo il diniego di iscrizione nella White List basato su elementi istruttori privi di precisione e concordanza, quali parentele con soggetti condannati per fatti remoti o frequentazioni occasionali non attuali, che non consentono di inferire la permeabilità mafiosa dell'impresa secondo il criterio del "più probabile che non". (...)

Legittimità interdittiva antimafia fondata su elementi indiziari e contesti familiari

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA SEZIONE STACCATA DI REGGIO CALABRIA - Ordinanza

Il rischio di infiltrazione mafiosa, giustificante l'interdittiva, può essere desunto da un quadro indiziario complessivo che includa vicende giudiziarie non concluse con una piena assoluzione nel merito, rapporti parentali e frequentazioni con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, in quanto l'interdittiva risponde a una finalità di tutela anticipata della legalità. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER FALSE DICHIARAZIONI DEL LEGALE RAPPRESENTANTE SU FORNITURE SOSPETTE (94.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

Ai fini della legittimità dell'informativa antimafia interdittiva, l'autorità prefettizia deve operare una valutazione unitaria degli elementi sintomatico-presuntivi secondo la regola del "più probabile che non", senza necessità di prova certa del condizionamento. Le condotte del legale rappresentante volte a fornire false indicazioni agli organi inquirenti per coprire forniture riconducibili a co (...)

L'INERZIA PROCEDIMENTALE DEL PRIVATO PRECLUDE LA CONTESTAZIONE DEL DIFETTO DI CONTRADDITTORIO (92.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

In tema di informativa antimafia, l'inerzia procedimentale del soggetto destinatario della comunicazione di avvio del procedimento impedisce di ravvisare una violazione del diritto al contraddittorio qualora gli elementi istruttori fossero conoscibili mediante l'accesso agli atti richiamati. La sussistenza di gravi reati associativi a carico del socio unico configura un pericolo di infiltrazione s (...)

INEFFICACIA DEL SELF-CLEANING FAMILIARE AI FINI DELLA REVOCA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA (84.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Ai fini della legittimità dell'interdittiva antimafia, il giudizio prognostico sulla permeabilità criminale di un'impresa può fondarsi su provvedimenti cautelari penali anche non definitivi, qualora emerga che la società sia stata beneficiaria di condotte illecite; le misure di self-cleaning basate sulla cessione di quote a coniuge e figli e sulla nomina di un amministratore esterno non escludono (...)

NATURA VINCOLATA DELLA COMUNICAZIONE ANTIMAFIA IN PRESENZA DI CONDANNE DEFINITIVE OSTATIVE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

La comunicazione antimafia si differenzia dall'informativa per la sua natura vincolata e accertativa, limitandosi a fotografare la sussistenza di cause di decadenza o divieto tipizzate dalla legge. Ne consegue che l'assenza di discrezionalità rende irrilevante la partecipazione procedimentale del destinatario e impedisce all'autorità valutazioni sull'attualità del pericolo. (...)

Limiti retroattività interdittiva antimafia su contributi agricoli erogati e definiti

TAR SICILIA - Ordinanza

In materia di erogazioni pubbliche, l'effetto retroattivo dell'informazione antimafia interdittiva sopravvenuta trova un limite invalicabile nei rapporti giuridici definitivamente esauriti; ne consegue che è illegittimo, per difetto di istruttoria e motivazione, il recupero di contributi integralmente percepiti in anni antecedenti basato esclusivamente su un'interdittiva successiva, qualora non ve (...)

Legittimità della revoca automatica di concessioni per interdittiva antimafia sopravvenuta

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA, SEZIONE STACCATA DI REGGIO CALABRIA - Ordinanza

Ai sensi dell'art. 92, comma 3, del d.lgs. n. 159/2011, l'informativa antimafia interdittiva determina l'obbligo per l'Amministrazione di attivare i poteri di revoca delle agevolazioni o di recesso dai contratti, configurando un meccanismo di salvaguardia dell'ordine pubblico economico che non ammette margini di discrezionalità qualora il provvedimento prefettizio non sia stato sospeso in sede giu (...)

Sospensione interdittiva antimafia per continuità dei contratti pubblici pendenti

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Ordinanza

È ammissibile la sospensione cautelare parziale dell'interdittiva antimafia al solo fine di consentire la prosecuzione dei contratti con la Pubblica Amministrazione già in corso di esecuzione, qualora la misura interdittiva rischi di compromettere definitivamente la stabilità economica dell'impresa e quest'ultima abbia adottato efficaci misure di self-cleaning. (...)

ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU UN ASTRATTO AFFASTELLAMENTO DI DATI SENZA VAGLIO CRITICO (84.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA, SEZIONE STACCATA DI BRESCIA - Sentenza

È illegittima l'interdittiva antimafia che aggrega una pluralità di elementi indiziari senza procedere a una valutazione critica della loro effettiva capacità rivelatrice di un condizionamento mafioso. L'amministrazione deve motivare sulla persistenza e sull'attualità del pericolo, escludendo i contatti meramente occasionali. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU FREQUENTAZIONI CON PREGIUDICATI E REATI AMBIENTALI STRUMENTALI (91.6)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva, avendo natura preventiva e non sanzionatoria, prescinde dall'accertamento di responsabilità penali definitive e può fondarsi su elementi sintomatici quali i contatti con ambienti malavitosi e la commissione di illeciti ambientali che, per quantità e tipologia, risultino connessi all'oggetto sociale dell'impresa, determinando una ragionevole probabilità di cond (...)

IL RISARCIMENTO DA INTERDITTIVA ANNULLATA RICHIEDE LA PROVA RIGOROSA DEL DANNO E DEL NESSO CAUSALE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di risarcimento danni da illegittima informativa antimafia, la perdita di chance per mancata partecipazione a procedure di gara richiede la prova di elementi oggettivi dai quali desumere un’elevata probabilità di successo, non essendo sufficiente la mera allegazione delle occasioni perdute. Parimenti, i danni subiti dall’amministratore o dal socio in via riflessa attraverso il patrimonio s (...)

PERENTORIETA' DEL TERMINE PER LA SOSTITUZIONE DELLA MANDANTE COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (122.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di raggruppamenti temporanei di imprese, nell'ipotesi di informativa antimafia ostativa sopravvenuta alla stipula del contratto nei confronti di una mandante, la facoltà di sostituzione prevista dall'art. 95, comma 1, D.Lgs. n. 159/2011 deve essere esercitata entro il termine perentorio di trenta giorni. Tale termine decorre dalla comunicazione dell'informativa alla mandante interessata, s (...)

NECESSARIA LA PROVA DELLA COLPA PER IL RISARCIMENTO DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA ILLEGITTIMA

CONS. STATO - Sentenza

In tema di risarcimento del danno derivante dall'illegittima adozione di un'informativa antimafia, la responsabilità dell'amministrazione non ha natura oggettiva, in quanto il provvedimento interdittivo costituisce un atto di prevenzione posto al di fuori della procedura di evidenza pubblica. Ne consegue che il danneggiato è gravato dall'onere di provare tutti gli elementi costitutivi dell'illecit (...)