Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Self Cleaning

MISURE DI SELF CLEANING – VALUTAZIONE DISCREZIONALE PA (80.8)

ANAC - DELIBERA

L’art. 80, comma 8, del Codice (disponendo testualmente “se la stazione appaltante ritiene che le misure di cui al comma 7 sono sufficienti, l’operatore economico non è escluso dalla procedura d’appalto…”) demanda espressamente alla stazione appaltante la valutazione relativa alla idoneità e sufficienza delle suddette misure per dimostrare l’integrità o l’affidabilità dell’operatore. Anche l’Autor (...)

ERRORE PROFESSIONALE OE - ANALISI SELF CLEANING – EFFETTO PROFUTURO (80.8)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Risponde a logica, prima che a norme, che le misure di self-cleaning (…) abbiano effetto pro futuro, ovvero per la partecipazione a gare successive alla adozione delle misure stesse. È infatti inimmaginabile un loro effetto retroattivo.Solo dopo l’adozione delle misure di self-cleaning la stazione appaltante può dunque essere stimata al riparo dalla ripetizione di pratiche scorrette ad opera deg (...)

SELF CLEANING - DEVE EMERGERE DAI VERBALI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

L’art. 80 comma 5 lett. c) del d. lgs. n. 50/2016 dispone che “Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d'appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni, (…) qualora: (c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o a (...)

SOCIETÀ COMPOSTA DI SOLI DUE SOCI - MISURE DI SELF CLEANING – IRRILEVANTI SE ANCORA POTERE DECISIONALE

TAR PUGLIA LE - SENTENZA

Osserva il Collegio che il perno della motivazione addotta dalla P.A. – in grado di reggere autonomamente l’impugnato provvedimento – sta nel fatto che il self-cleaning sia del tutto irrilevante nel caso di specie. Ciò sia perché tale self-cleaning non poteva, all’evidenza, incidere – in senso favorevole a parte ricorrente – sull’offerta a suo tempo presentata da quegli esponenti aziendali, sia (...)

PREGRESSA RISOLUZIONE CONTRATTUALE – CONTESTAZIONE IN GIUDIZIO – NON RILEVA AI FINI DEL GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE (80.5.c)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Alla luce della richiamata normativa:a) le Stazioni Appaltanti possono procedere all’esclusione di un concorrente unicamente dopo che le stesse dimostrano, con mezzi adeguati, che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità, vietando qualsiasi automatismo all’esclusione dalle procedure di gara;b) (...)

MISURE DI SELF CLEANING - GIUDIZIO DI ADEGUATEZZA PA (80)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

La ratio dello strumento del self-cleaning è quella di consentire, anche dopo vicende gravi di rilevanza penale, l’attivazione di un percorso virtuoso, salvaguardando la permanenza dell’impresa all’interno del mercato dopo aver assunto la prova del suo “risanamento”. L’esclusione dell’operatore economico, dunque, può costituire solo l’epilogo di un processo valutativo discrezionale della stazio (...)

Argomenti:

INFORMATIVA ANTIMAFIA – SELF CLEANING - NON AMMESSO (80.7)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il Collegio concorda con il Tar nel ritenere che ciò che occorre verificare, nel caso di adozione di misure di self cleaning, non è lo scopo soggettivamente perseguito dall’ente attinto dall’informativa e dai suoi esponenti, bensì l’effettiva idoneità delle misure stesse a recidere quei collegamenti e cointeressenze con le associazioni criminali che hanno fondato l’adozione della precedente inf (...)

MISURE SELF-CLEANING- EFFICACIA SOLO FUTURA - NO VALORE RETROATTIVO (80.5.c)

TAR TOSCANA - SENTENZA

Non appare censurabile l’omessa valutazione da parte della stazione appaltante delle misure di self cleaning (ex art. 80 commi 7 e 8 del codice dei contratti) adottate dal Consorzio in corso di gara nei confronti delle consorziate e dei soggetti coinvolti nel procedimento penale.Infatti, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, risponde a logica, prima che alla normativa vi (...)

Argomenti:

PROVA DEI PROVVEDIMENTI DI RAVVEDIMENTO OPEROSO -MISURE DA ADOTTARE (80.7)

CORTE GIUST EU - SENTENZA

L’articolo 57, paragrafo 6, della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, come modificata dal regolamento delegato (UE) 2015/2170 della Commissione, del 24 novembre 2015, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una prassi in forza della quale un operatore economico è tenuto a forni (...)

SELF-CLEANING - NECESSARIA VALUTAZIONE DELLA PA DELLE MISURE ADOTTATE - NO AUTOMATICA ESCLUSIONE (80.7)

TAR TOSCANA - SENTENZA

I fatti che emergono dalla richiesta di rinvio a giudizio dell’amministratore unico della ricorrente sono certamente suscettibili di incidere sul rapporto fiduciario con la stazione appaltante. Egli è imputato per avere alterato fraudolentemente la regolarità di una procedura di affidamento inducendo una stazione appaltante ad invitare imprese di cui conosceva la mancanza di interesse per il co (...)

EFFICACIA DELLE MISURE DI SELF -CLEANIG: HANNO EFFETTO PRO FUTURO E NON RETROATTIVO (80.7)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Secondo le ripetute indicazioni della Corte di Giustizia, il potere della stazione appaltante non può essere limitato da preclusioni poste dal diritto nazionale, ma si deve basare sull’accertamento in concreto dei fatti, rimesso esclusivamente al vaglio della stazione appaltante medesima (sul punto si veda CGUE n. C-425/18, nonché, sull’importanza che sia la stazione appaltante a effettuare in (...)

PERDITA DEL REQUISITO IN FASE DI GARA – SUSSISTENZA GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE – NON SELF CLEANING (80)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Dalla sequenza temporale dei fatti come documentalmente accertati, risulta chiaramente che la misura di self cleaning è stata adottata successivamente alla presentazione dell’offerta.Sul punto, il C. di St. con sentenza n. 2260/2020 ha affermato che “risponde a logica, prima che a norme, che le misure di self-cleaning… abbiano effetto pro-futuro, ovvero per la partecipazione a gare succe (...)

SELF CLEANING - QUALI MISURE DEVONO RITENERSI SUFFICIENTI E VALIDE (80.7)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

I gravi fatti che nel caso di specie assumono rilievo (le precedenti esclusioni comminate da Consip nei confronti della - ...........- - ...........-, il provvedimento sanzionatorio irrogato da AGCM ed i procedimenti penali cui è sottoposto il sig. - ...........– ...........-) non costituiscono ipotesi di esclusione automatica ex lege dalla partecipazione alle gare pubbliche. Nonostante l’art. (...)

MISURE DI SELF CLEANING - SONO APPLICABILI AI PROCEDIMENTI DI GARA ANCORA PENDENTI (80)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Ritiene il Collegio che dalla suddetta sentenza n. 9782 del 2022 si evinca il principio, già affermato da questo Consiglio di Stato nelle decisioni prima richiamate, secondo cui la direttiva 24/2014/UE non impedisce la valutazione delle misure di self cleaning assunte in corso di gara, relative a fatti insorti dopo la presentazione dell’offerta, come nel caso di specie.Del resto, tali pr (...)

SELF CLEANING - LECITO ANCHE IN FASE DI GARA (80)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Occorre partire dalla questione della rilevanza o meno, nella gara in questione, delle misure di self cleaning, assunte da -OMISSIS-in corso di gara, per fatti astrattamente valutabili come gravi errori professionali, ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c), del d.lgs. n. 50/2016, occorsi dopo la presentazione delle offerte e prima dell’aggiudicazione.Nella sentenza n. 9782/2022 la Sezi (...)

Argomenti:

MISURE SELF CLEANING - AMMISSIBILI ANCHE IN CORSO DI PROCEDURA MA DEVONO ESSERE TEMPESTIVE (96.6)

TAR SICILIA CT - SENTENZA

Va premesso che, superando un orientamento affermatosi per via pretoria secondo cui le misure di self cleaning assunte da operatori economici colpiti da causa di esclusione rilevino solo per le gare future, la giurisprudenza recente ha evidenziato che l’istituto in esame ha una finalità conservativa e al tempo stesso mira a garantire il committente pubblico rispetto all’affidabilità professiona (...)

Argomenti:

SELF-CLEANING - CAUSE DI ESCLUSIONE AUTOMATICHE E NON AUTOMATICHE - NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI (94)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

Il nuovo codice degli appalti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023) distingue tra: I) cause automatiche di esclusione ex art. 94, tra cui alla lett. ‘b’ del primo comma, eventuali sentenze di condanna definitiva o decreti penali irrevocabili di condanna in riferimento ai delitti consumati o tentati, di cui agli artt. 317, 318, 319, 319 ter, 319 quater, 320, 321, 322, 322 bis (...)

DURC - IRREGOLARITA' FISCALE - SELF CLEANING (80.7)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Secondo i giudici di questo collegio, non può rilevare, in tale contesto, il pagamento frattanto intervenuto da parte della C..: anche qui, da un lato, a differenza di quanto sostenuto dall’appellante, il termine ultimo per la sanatoria della posizione dell’impresa (coincidente con quello per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara) non ammette d (...)

ILLECITO PROFESSIONALE - SELF CLEANING - CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE (80.7)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Per questo collegio, l’illecito professionale non può essere mai fonte di esclusione automatica ma soltanto di estromissione disposta a seguito di contraddittorio procedimentale.In occasione di tale contraddittorio, l’impresa accusata di illecito professionale è ammessa a provare di avere adottato efficaci misure di self cleaning; (...)

RAGGRUPPAMENTI TRA IMPRESE: I COMPONENTI DEVONO CONOSCERE EVENTUALI CAUSE DI ESCLUSIONE DEI PARTECIPANTI (97.1)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Osserva questo collegio che i rapporti interni fra i componenti del raggruppamento non si riverberano, di norma, sul rapporto di diritto pubblico (se non nei casi espressamente previsti).Che, altrimenti, l’istituto del raggruppamento, anziché rappresentare un volano per la concorrenza nel settore delle commesse pubbliche, diviene (...)

AFFIDABILITA' O.E.: VA ANALIZZATA SULLA BASE DEL COMPLESSO DELLE ATTIVITA' SVOLTE E NON DA UNA SINGOLA VICENDA

TAR LOMBARDIA - SENTENZA

Il fulcro della decisione ha riguardato invece la valutazione di affidabilità della ricorrente, da svolgere mettendo in comparazione il valore dell’appalto rispetto al quale si è verificato l’inadempimento e il complessivo volume d’affari della società. Sul punto è stato precisato che «venendo in rilievo quindi un solo episodio di risoluzione contrattuale, lo stesso (...)

FIRMA DIGITALE: IL LEGALE RAPPRESENTANTE HA UN DOVERE DI VIGILANZA SULL'UTILIZZO DELLA STESSA

TAR VENETO - SENTENZA

Per questo collegio, l’art. 98, comma 3, lett. b), del d.lgs. n. 36 del 2023 risulta chiaramente applicabile alla fattispecie.Infondato è il secondo motivo, con cui la ricorrente sostiene che non potrebbe esserle imputato il falso in quanto deriverebbe da un fatto illecito di un terzo e che in ogni caso sarebbe “significativo l’an (...)

MODIFICHE SOGGETTIVE DEL CONCORRENTE - ESAME DEL SELF CLEANING - NO DILAZIONE TEMPORALE PER AGGIUDICAZIONE (96.2)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il nuovo codice, pur avendo esteso la possibilità di self-cleaning e, più in generale, la possibilità di modificazione soggettiva del concorrente, che oggi può avvenire anche dopo la scadenza del termine di presentazione dell’offerta, ha chiaramente previsto, come contrappeso, che “in nessun caso l’aggiudicazione può subire dilazioni” in ragione dell’adozione delle misure necessarie da parte de (...)

SENTENZA IRREVOCABILE DI PATTEGGIAMENTO: NE' CAUSA DI ESCLUSIONE AUTOMATICA NE' CAUSA DI ESCLUSIONE NON AUTOMATICA

- SENTENZA

Osserva questo collegio che in sostanza il d.lgs. 36/2023 non considera espressamente la sentenza irrevocabile di patteggiamento (per uno dei reati di cui all’art. 94, 1° comma, commesso da uno dei soggetti di cui all’art. 94, 3° comma), né tra le cause di esclusione automatica né tra quelle di esclusione non automatica. Occorre chiedersi pertanto quale rilevanza ab (...)

OPERATORE INDICA NEL DGUE LE MISURE DI SELF CLEANING ADOTTATE: NECESSARIO IN OGNI CASO IN CONTRADDITORIO CON S.A.

TAR VENETO - SENTENZA

Osserva questo collegio che, prima di escludere il RTI ricorrente la stazione appaltante avrebbe quindi dovuto attivare il necessario contraddittorio procedimentale.Il fatto che il ricorrente avesse indicato già in sede di offerta le misure di self cleaning assunte non esclude la necessità del contraddittorio procedimentale.<p (...)

SELF CLEANING - RIMOZIONE DA RUOLO DI AMMINISTRATORE MA NOMINATO PROCURATORE CON RAPPRESENTANZA - INSUFFICIENTE MISURA (96)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Quanto invece alla rilevanza delle misure di self cleaning rispetto alla gara già espletata (motivo sub 3), pur in disparte il rilievo che proprio la gara de qua abbia occasionato le false dichiarazioni, deve condividersi -sulla scorta della prevalente giurisprudenza- la valenza pro futuro di tali misure nella vigenza del precedente codice dei contratti, applicabile ratione temporis al caso che (...)

Argomenti:

CAUSE DI ESCLUSIONE NON AUTOMATICHE - OBBLIGO MOTIVAZIONE - VALE PER LE ESCLUSIONI NON PER LE AMMISSIONI (95)

TAR LOMBARDIA MI - SENTENZA

Per questo collegio, costituisce regola generale – da ritenersi valida anche nel vigore del d.lgs. n. 36/2023 - quella secondo cui la stazione appaltante che sia venuta a conoscenza di condotte astrattamente ascrivili alle cause non automatiche di esclusione deve motivare puntualmente le esclusioni, e non anche le ammissioni, se su di esse non vi è, in gara, contest (...)

SELF - CLEANING: LA P.A. HA UNA CERTA DISCREZIONALITA' NEL VALUTARE I COMPORTAMENTI DEGLI OPERATORI

TAR LAZIO - SENTENZA

Osserva questo collegio che: l’art. 96 del D.lgs n. 36/2023 riprende la norma comunitaria, disponendo: “Un operatore economico che si trovi in una delle situazioni di cui all&#39;art. 94, a eccezione del comma 6, e all&#39;art. 95, a eccezione del comma 2, può fornire prova del fatto che le misure da lui adottate sono sufficienti a dimostrare la sua affidabilità. Se (...)

GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE: RISOLUZIONE CONTRATTUALE E MISURE SELF CLEANING INSUFFICIENTI LEGITTIMANO L'ESCLUSIONE DEL CONCORRENTE (98.3.C)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

Secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato, il vigente Codice “ben ricomprende, ai fini della valutazione dell’integrità e affidabilità dell’operatore, la sua condotta pregressa nell’ambito di altri affidamenti, e che individua in via tipica nella «intervenuta risoluzione per inadempimento» uno dei mezzi di prova dell’illecito professionale, in relazione alla (...)

Vicende penali dell'amministratore e obblighi dichiarativi: prevale il giudizio sull'affidabilità concreta dell'impresa (96.14)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Ritiene il Collegio che la vicenda in cui è incorso l&#39;Amministratore Delegato dell&#39;impresa aggiudicataria controinteressata assuma astratta rilevanza ai sensi del combinato disposto dagli artt. 95, comma 1, lett. e), 94 e 98, comma 3, lett. g) del d.lgs. n. 36/2023, trattandosi della contestazione di reati nei confronti dell’amministratore della società part (...)

ESCLUSIONE AUTOMATICA, PROPORZIONALITÀ E CONTRIBUTO UNIFICATO: RIMESSIONE ALLA CGUE (57)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Vanno rimesse alla Corte di Giustizia dell&#39;Unione Europea le questioni pregiudiziali relative alla compatibilità con la Direttiva 2014/24/UE (artt. 18 e 57) della normativa nazionale (art. 80, co. 4, d.lgs. n. 50/2016) nella parte in cui: a) prevede l&#39;esclusione automatica dalle procedure d&#39;appalto anche per il mancato (...)

ESCLUSIONE PER ILLECITO PROFESSIONALE: RETICENZA DEL CONCORRENTE NEL DGUE, RILEVANZA DELLA CONDANNA NON DEFINITIVA E MISURE DI SELF-CLEANING INADEGUATE (98)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

È legittimo il provvedimento di esclusione motivato dalla sussistenza di un grave illecito professionale desunto da una sentenza penale di condanna, ancorché non definitiva, per reati incidenti sulla moralità professionale (nella specie, art. 356 c.p. in ambito di refezione scolastica), unitamente all&#39;omessa dichiarazione della stessa in sede di gara. La non def (...)

SELF-CLEANING E MODIFICHE SOGGETTIVE: LA VALUTAZIONE DELLE MISURE ADOTTATE DAL CONCORRENTE ATTENGONO ALLA DISCREZIONALITA' DELL'ENTE (96.6)

CGA SICILIA - SENTENZA

La giurisprudenza ha precisato che, ai sensi dell’art. 57, paragrafo 6 della direttiva 2014/24/UE, la Stazione appaltante è tenuta a lasciare all’operatore la possibilità di adottare la misura di self cleaning quale spiraglio per ripristinare l’affidabilità vulnerata. Come la valutazione dell’integrazione del grave illecito professionale, anche la valutazione di rip (...)

ILLECITO PROFESSIONALE E AMMINISTRATORE DI FATTO: RILEVANZA SOSTANZIALE DELL'INTEGRITA' DELL'APPALTATORE (94)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di cause di esclusione dagli appalti pubblici, la qualifica di amministratore di fatto assume rilievo sostanziale ai fini della valutazione dell&#39;integrità e dell&#39;affidabilità dell&#39;operatore economico. La Stazione Appaltante è tenuta a compiere una valutazione fiduciaria che può basarsi su un quadro indiziario coerente e complessivamente significa (...)

CESSIONI DI RAMI D'AZIENDA SIMULATE ED ELUSIVE E MISURE DI SELF-CLEANING INEFFICACI: L'ESCLUSIONE E' LEGITTIMA (80)

TAR PALERMO - SENTENZA

Il concetto di grave errore professionale ex art. 80, comma 5, lett. c) del D.Lgs. 50/2016 include la condotta del gestore di fatto che alteri il leale confronto concorrenziale, consentendo l&#39;applicazione del &quot;principio del contagio&quot; laddove l&#39;operatore economico risulti in posizione di promiscuità sostanziale con imprese già colpite da provvedimen (...)

GARANZIA PROVVISORIA CON IMPORTO INSUFFICIENTE, ILLECITO PROFESSIONALE E LIMITI DEL SOCCORSO ISTRUTTORIO (101)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

&quot;Secondo la costante giurisprudenza, anche di questa Sezione, la funzione della garanzia provvisoria è quella di assicurare la serietà e l’affidabilità dell’offerta a garanzia del rispetto dell’ampio patto d’integrità cui si vincola chi partecipa a gare pubbliche, tale per cui è parte essenziale ed integrante dell’offerta, con il corollario che la sua mancata p (...)

SOGGETTO CESSATO DALLA CARICA MA "AMMINISTRATORE DI FATTO": RILEVA L'OMESSA DICHIARAZIONE DEL CONCORRENTE SUL RINVIO A GIUDIZIO (96)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di gravi illeciti professionali, la stazione appaltante può legittimamente escludere l&#39;operatore economico che ometta di dichiarare l&#39;intervenuta richiesta di rinvio a giudizio a carico di un amministratore, anche qualora quest&#39;ultimo sia formalmente cessato dalla carica, laddove permangano indici univoci di una sua gestione di fatto. Ai fini del (...)

MISURE DI SELF CLEANING: L'AMMINISTRAZIONE NON PUO' NEGARNE L'EFFICACIA IMMEDIATA ANCHE PER LA GARA IN CORSO

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

È illegittimo il provvedimento di esclusione di un operatore economico motivato sulla base di un grave illecito professionale qualora la stazione appaltante ometta di valutare l&#39;idoneità delle misure di self-cleaning adottate pendente gara, ritenendole erroneamente efficaci solo per le partecipazioni future.&quot;Le misure di (...)

GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE, OMISSIONE DICHIARATIVA E VALUTAZIONE DELL'IDONEITA' DELLE MSURE DI SELF-CLEANING (98)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la valutazione sulla sussistenza del grave illecito professionale ha natura non automatica e richiede un vaglio discrezionale della stazione appaltante sull&#39;affidabilità e integrità del concorrente, potendo trarre elementi di prova anche da procedimenti penali non definitivi, purché supportati da atti giudiziari che confermino la ser (...)

RESPONSABILITÀ DELL'OPERATORE ECONOMICO PER ILLECITI COMMESSI DA SOGGETTI APICALI E VALUTAZIONE DELLE MISURE DI SELF-CLEANING (96)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di sistemi di qualificazione, la responsabilità vicaria ex art. 2049 c.c. dell&#39;operatore economico per le false certificazioni prodotte da un proprio dirigente apicale integra un grave illecito professionale, in quanto l&#39;ente risponde dei danni cagionati dal preposto che abbia abusato della propria posizione. Ciono (...)

APPALTO INTEGRATO: DISTINZIONE TRA MIGLIORIE E VARIANTI (44)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

Nell&#39;affidamento di un appalto integrato, le proposte tecniche che arricchiscono il valore qualitativo dell&#39;opera senza alterarne i caratteri essenziali e strutturali costituiscono legittime migliorie e non varianti inammissibili. In tale tipologia di gara non opera il divieto legislativo di attribuzione di punteggio per opere aggiuntive stabilito dall&#39;a (...)

L'OMESSA DICHIARAZIONE DI VICENDE PENALMENTE RILEVANTI NON COSTITUISCE UN'AUTONOMA E AUTOMATICA CAUSA DI ESCLUSIONE (98)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di cause di esclusione non automatiche ex D.Lgs. 36/2023, il grave illecito professionale cessa di essere una fattispecie aperta per assumere confini rigidamente tipizzati dal legislatore. L&#39;omissione dichiarativa di una vicenda penale non produce un effetto espulsivo immediato, imponendo alla Stazione Appaltante di valutare l&#39;affidabilità dell&#39;o (...)

LA STAZIONE APPALTANTE NON PUÒ LIMITARE L'ATTIVAZIONE DELLA VERIFICA DI ANOMALIA ALLA SOLA MANCATA CONFERMA DEI COSTI DELLA MANODOPERA STIMATI (110)

TAR LOMBARDIA MI - SENTENZA

È illegittima la previsione della lex specialis che assoggetta a verifica di anomalia le sole offerte che presentino un ribasso sul costo della manodopera stimato dalla stazione appaltante, ponendosi in contrasto con la finalità della disciplina codicistica volta ad accertare la complessiva affidabilità dell&#39;offerta e determinando un effetto distorsivo. Tale obb (...)

LE MISURE DI SELF CLEANING NON VINCOLANO L'AMMINISTRAZIONE SE NON PROVANO UNA RADICALE SEPARAZIONE TRA L'OPERATORE ECONOMICO E IL SOGGETTO AUTORE DELL'ILLECITO (96)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In materia di contratti pubblici, la valutazione sulle cause di esclusione non automatiche impone alla Stazione Appaltante un onere istruttorio e motivazionale approfondito, pur godendo essa di un&#39;ampia discrezionalità. L&#39;adozione di misure di self cleaning non vincola l&#39;Amministrazione laddove le stesse non comprovino una radicale separazione tra l&#39; (...)

RILEVANZA DELL'ILLECITO PROFESSIONALE DELL'AMMINISTRATORE DI FATTO E LIMITI DEL SELF CLEANING (94.3)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'esclusione per grave illecito professionale può legittimamente fondarsi su fatti contestati a soggetti che, pur privi di investitura formale, agiscano come amministratori di fatto, individuati tramite elementi sintomatici di gestione sostanziale. In tali ipotesi, le misure di self-cleaning che intervengono esclusivamente sulla titolarità delle quote o sulle cariche formali sono inidonee a ripris (...)

Grave illecito professionale, rinvio a giudizio e inefficacia del self-cleaning

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

In tema di gravi illeciti professionali, la richiesta di rinvio a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato costituisce mezzo di prova adeguato ai sensi dell'art. 98, comma 6, del D.Lgs. 36/2023. Le misure di self-cleaning devono essere ritenute inidonee qualora la struttura dell'operatore economico presenti una concentrazione di plurimi ruoli apicali in capo ad un unico soggetto, in viol (...)

Sanzione AGCM e self-cleaning nella concessione di servizi museali

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Ordinanza

In sede di esame cautelare, l'istanza di sospensione dei provvedimenti di aggiudicazione deve essere respinta qualora non emergano palesi profili di illegittimità e la durata pluriennale del rapporto contrattuale consenta di differire la tutela della parte ricorrente alla decisione definitiva, senza pregiudicare l'efficacia del subentro in caso di accoglimento finale. (...)

Legittimità interdittiva antimafia e inefficacia del self-cleaning familiare elusivo

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA, SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Ordinanza

Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, il pericolo di infiltrazione mafiosa deve essere desunto da elementi sintomatici valutati unitariamente, tra cui assumono rilievo pregnante le frequentazioni dell'amministratore (anche cessato) con soggetti controindicati; le misure di discontinuità gestionale non assumono rilevanza esimente qualora si risolvano in un mero passaggio d (...)

NATURA MERAMENTE RICOGNITIVA E ASETTICA DELLE ANNOTAZIONI ANAC SUL SELF CLEANING (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Le annotazioni iscritte dall'Autorità Nazionale Anticorruzione nel Casellario Informatico hanno natura meramente ricognitiva e sono finalizzate a garantire la pubblicità-notizia dei fatti rilevanti per la valutazione dell'affidabilità degli operatori economici. L'Autorità non possiede un potere di valutazione discrezionale circa l'idoneità delle misure di self cleaning, la cui analisi è rimessa al (...)

EFFICACIA DELLE MISURE DI SELF CLEANING E RILEVANZA DELL'AMMINISTRATORE DI FATTO (96.6)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Ai fini della partecipazione a procedure di affidamento pubblico, l'operatore economico che abbia commesso gravi illeciti professionali deve dimostrare di aver adottato misure di self-cleaning concrete, tempestive e spontanee. Tali misure sono inefficaci qualora si limitino alla sostituzione formale degli amministratori senza recidere il legame sostanziale con il soggetto indagato, il quale, conse (...)

LIMITI AL SINDACATO GIURISDIZIONALE SULLE VALUTAZIONI DI AFFIDABILITÀ PROFESSIONALE (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

In tema di esclusione per gravi illeciti professionali, l'onere motivazionale della stazione appaltante è adeguatamente assolto qualora la stessa analizzi analiticamente le vicende dichiarate dall'operatore, valutando il tempo trascorso dalla commissione dei fatti, l'eventuale marginalità delle infrazioni e l'efficacia delle misure correttive adottate, restando precluso al giudice amministrativo o (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER PERICOLO STRUTTURALE DI INFILTRAZIONE DESUMIBILE DA LEGAMI FAMILIARI E AFFARISTICI (84.3)

CONS. STATO - Sentenza

Ai fini dell'emissione dell'interdittiva antimafia, il quadro indiziario fondato su legami di parentela e affaristici tra i soci di maggioranza di un'impresa e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata giustifica la misura preventiva quando il rischio di infiltrazione assume carattere strutturale, rendendo irrilevanti i cambiamenti meramente formali negli organi gestori qualora la proprie (...)

OBBLIGATORIA LA VERIFICA DI ANOMALIA SULL'INTERA OFFERTA NONOSTANTE IL RISPETTO DEI COSTI DELLA MANODOPERA (110.1)

TAR LOMBARDIA, MILANO - Sentenza

È illegittima la clausola della legge di gara che esclude il subprocedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta qualora il costo della manodopera non sia oggetto di ribasso, in quanto i costi del personale costituiscono solo uno degli elementi di valutazione della congruità dell'offerta, la cui funzione è accertare l'affidabilità complessiva della proposta negoziale per prevenire rischi nell'e (...)

DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE NELLA VALUTAZIONE DELLE MISURE DI SELF CLEANING (96.6)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'esclusione di un concorrente per gravi illeciti professionali non costituisce un automatismo, ma richiede una valutazione discrezionale da parte della stazione appaltante che deve tenere conto delle misure di self-cleaning adottate dall'operatore; il pagamento di una sanzione pecuniaria esigua e l'esecuzione di bonifiche ambientali possono essere legittimamente ritenute prove sufficienti di affi (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE E DICHIARAZIONI RETICENTI (98.2)

CONS. STATO - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la condotta reticente dell'operatore economico che ometta di dichiarare una condanna penale non definitiva per reati tipicamente incidenti sulla moralità professionale, quale la frode nelle pubbliche forniture, legittima l'esclusione dalla gara. La violazione degli obblighi informativi, ispirati ai principi di lealtà e reciproca fiducia, non consente di inv (...)

OBBLIGO DI CONTRADDITTORIO E MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER L'ESCLUSIONE DA GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE (98.6)

CONS. STATO - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la stazione appaltante non può disporre l'esclusione automatica del concorrente, ma deve procedere a una valutazione discrezionale supportata da una motivazione analitica che tenga conto del bene giuridico leso e del tempo trascorso. L'operatore economico deve essere messo in condizione di provare l'adozione di misure di self-cleaning, la cui inidoneità dev (...)

INIDONEITÀ DEL SELF-CLEANING A FRONTE DI OPERAZIONI SOCIETARIE ELUSIVE E CONTINUITÀ PROPRIETARIA

CONS. STATO - Sentenza

L'informativa interdittiva antimafia è legittimamente fondata sulla valutazione di operazioni societarie strumentali all'elusione della normativa di prevenzione, quali la scomposizione di rami d'azienda finalizzata a svuotare di contenuto la misura della gestione straordinaria ex art. 32 d.l. 90/2014. Le misure di cosiddetto 'self-cleaning' adottate dall'impresa non sono idonee a superare la progn (...)

OBBLIGO ISTRUTTORIO ANAC SULLA RILEVANZA DELLE ANNOTAZIONI NEL CASELLARIO INFORMATIVO (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In tema di annotazioni nel Casellario Informatico dell'ANAC, l'Autorità deve fornire in giudizio prova documentale della completezza dell'istruttoria svolta, con particolare riferimento alla valutazione delle segnalazioni provenienti dalle Stazioni Appaltanti e alla replica alle deduzioni difensive dell'operatore in ordine alle misure di self-cleaning e di dissociazione da soggetti terzi. (...)

L'ESCLUSIONE RICHIEDE LA VALUTAZIONE ANALITICA DELLE MISURE DI SELF CLEANING ADOTTATE (80.7)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la stazione appaltante deve effettuare un bilanciamento tra la gravità del fatto storico e l'efficacia delle misure riparatorie poste in essere dal concorrente; la valutazione di inaffidabilità non può prescindere da un giudizio sull'attuale idoneità dell'impresa a eseguire l'appalto, specie se sono intervenuti atti di risanamento certificati dall'autorità (...)

IRRILEVANZA DEL SELF CLEANING TRIBUTARIO POSTERIORE ALLA PRESENTAZIONE DELL'OFFERTA (80.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

Nelle procedure di affidamento di contratti pubblici, le certificazioni sulla regolarità fiscale emanate dall'Agenzia delle Entrate s'impongono alla stazione appaltante senza possibilità di sindacato nel merito. L'esclusione è legittima qualora il debito tributario risulti definitivamente accertato e non sia stato integralmente estinto o non sia stata ottenuta la rateizzazione prima del termine ul (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVI VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA E OMISSIONE DI INDAGINI PENALI RILEVANTI (95.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

È legittima l'esclusione di un operatore economico per gravi illeciti professionali derivanti da plurime violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro, accertate dagli organi competenti, qualora la condotta risulti sistematica e recidiva. L'omessa dichiarazione di pendenze penali per fatti gravi integra una violazione dei doveri di trasparenza e lealtà, ledendo irrimediabilmente il rapporto fi (...)

LA FORMULA ECONOMICA DEVE PREMIARE IL PREZZO MINIMO E NON IL RIBASSO MINIMO (108.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

In tema di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, l'applicazione di una formula a proporzionalità inversa deve coerentemente premiare il ribasso maggiore, essendo manifestamente illogica un'interpretazione che assegni il punteggio massimo al ribasso più basso. Quanto alla valutazione dei gravi illeciti professionali, la stazione appaltante esercita una discrezi (...)

TRASMISSIONE DELL'INAFFIDABILITÀ PROFESSIONALE PER CONTAGIO TRA SOCIETÀ DELLO STESSO GRUPPO (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

È legittima l'esclusione per grave illecito professionale fondata sulla c.d. teoria del contagio qualora gli illeciti giuslavoristici e penali, ancorché archiviati, siano riconducibili a un amministratore di vertice comune a più società del gruppo. In tale ipotesi, le misure di self-cleaning consistenti nella rimozione dell'amministratore risultano inidonee se non sono tempestive e se non si accom (...)

SUFFICIENTE LA LEGITTIMITÀ DI UN SOLO MOTIVO PER SORREGGERE L'ATTO PLURIMOTIVATO (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la stazione appaltante può legittimamente risolvere il rapporto contrattuale qualora accerti l'insussistenza di requisiti tecnici del prodotto dichiarati in gara, costituendo tale circostanza un motivo autonomo e sufficiente a giustificare l'atto, con conseguente assorbimento delle ulteriori censure. Le misure di self-cleaning, pur avendo valenza pro-futuro, devono ess (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LEGAMI PARENTALI E FREQUENTAZIONI CON PREGIUDICATI

TAR CAMPANIA - NAPOLI - Sentenza

L'informativa antimafia implica una valutazione discrezionale dell'autorità prefettizia che, seguendo un ragionamento induttivo probabilistico, individui un pericolo di infiltrazione mafiosa desumibile da indizi gravi e concordanti, quali legami di parentela e frequentazioni con soggetti pregiudicati, senza necessità di raggiungere il livello di certezza tipico del giudizio penale. (...)

ILLEGITTIMA LA SOSPENSIONE DELLA LICENZA COMMERCIALE SE LA SOCIETA' ALLONTANA L'AMMINISTRATORE CONDANNATO

CONS. STATO - Sentenza

L'intervenuta sostituzione dell'amministratore condannato con altro soggetto nella titolarità delle funzioni elimina ogni fattore di rischio per l'Amministrazione, rendendo l'adozione o il mantenimento del provvedimento di sospensione della licenza commerciale una misura sproporzionata e un mezzo eccessivo rispetto alle finalità cautelari previste dalla legge. (...)

ABBREVIAZIONE DEI TERMINI PER URGENZA OPERE GIUBILARI E VALUTAZIONE SELF CLEANING

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Decreto

In tema di appalti pubblici legati a grandi eventi imminenti, sussistono i presupposti per l'abbreviazione dei termini processuali qualora la celerit del giudizio cautelare sia indispensabile per contemperare l'effettivit della tutela giurisdizionale con l'esigenza di non ritardare l'avvio di lavori stradali funzionali all'accoglienza dei flussi di traffico previsti per celebrazioni religiose o (...)

ILLEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST SE IL SELF CLEANING RIMUOVE IL RISCHIO INFILTRATIVO (94.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE - Sentenza

È illegittimo il diniego di iscrizione nelle white list fondato sulla sola identità di codice fiscale e sede tra una rete di imprese e la società derivante dalla sua trasformazione, qualora quest'ultima abbia attuato efficaci misure di self cleaning, come l'estromissione dei soggetti gravati da precedenti penali e il rinnovo integrale degli organi di gestione, venendo così meno il requisito della (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER SISTEMATICA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLE FERIE (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

È legittimo il provvedimento di esclusione fondato sulla violazione delle norme a tutela del lavoro, con particolare riferimento al mancato godimento delle ferie annuali, in quanto tale condotta integra un grave illecito professionale che mina il rapporto di fiducia con l'amministrazione; l'efficacia delle misure di self-cleaning deve essere valutata dalla stazione appaltante con giudizio di veros (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVE VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLE FERIE DEI LAVORATORI (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

È legittimo il provvedimento di esclusione fondato sulla violazione sistematica del diritto dei lavoratori alla fruizione delle ferie annuali, in quanto tale condotta integra un grave illecito professionale idoneo a minare l'affidabilità del concorrente. L'importanza del diritto leso, garantito dalla Costituzione e dalle fonti UE, prevale su considerazioni di tipo quantitativo o sull'ambito territ (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER VIOLAZIONE SISTEMATICA DEL DIRITTO IRRINUNCIABILE ALLE FERIE (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

È legittima l'esclusione dalla gara di un operatore economico che abbia violato il diritto dei lavoratori alla fruizione delle ferie annuali retribuite, costituendo tale condotta un grave illecito professionale ai sensi dell'art. 80, comma 5, del D.Lgs. 50/2016. La stazione appaltante può fondare il proprio giudizio di inaffidabilità sugli accertamenti dell'Ispettorato del Lavoro, anche se non def (...)

ESCLUSIONE LEGITTIMA PER VIOLAZIONE SISTEMATICA DEL DIRITTO ALLE FERIE (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

L'accertamento di violazioni reiterate della disciplina giuslavoristica in materia di ferie configura una causa di esclusione per grave illecito professionale. La valutazione della stazione appaltante è espressione di discrezionalità tecnica, basata sul criterio del 'più probabile che non', ed è sindacabile in sede giurisdizionale solo per manifesta irragionevolezza o travisamento dei fatti, non p (...)

COMPATIBILITÀ UE DELLA SOGLIA FISSA PER L'ESCLUSIONE PER DEBITI FISCALI (80.4)

CONS. STATO - Ordinanza

È rimessa alla Corte di Giustizia UE la questione di compatibilità eurounitaria della soglia di 5.000 euro per l'esclusione obbligatoria per violazioni fiscali e dello sbarramento temporale alla regolarizzazione del debito, laddove l'automatismo escludente non consenta una valutazione di proporzionalità in rapporto al valore dell'appalto. (...)

INIDONEITÀ DELLE MISURE DI SELF-CLEANING A FRONTE DI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI (80.5)

TAR CAMPANIA, NAPOLI - Sentenza

È legittimo il provvedimento di esclusione di un operatore economico fondato su gravi illeciti professionali qualora la stazione appaltante valuti come inidonee le misure di self-cleaning che, pur prevedendo modifiche nell'assetto societario e nelle cariche rappresentative, non garantiscano un'effettiva e totale interruzione dei rapporti con i soggetti responsabili delle condotte illecite (falsifi (...)

CONFIGURABILITA' E RILEVANZA DELLA QUALIFICA DI AMMINISTRATORE DI FATTO NELL'ILLECITO PROFESSIONALE (94.3)

CONS. STATO - Sentenza

Ai fini dell'esclusione per grave illecito professionale ai sensi degli artt. 94 e 98 del D.Lgs. 36/2023, la stazione appaltante può legittimamente qualificare come amministratori di fatto soggetti privi di investitura formale ma esercenti poteri gestori stabili e continuativi, accertati sulla base di un quadro indiziario coerente. Il dies a quo per il calcolo del triennio di rilevanza dell'illeci (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVI VIOLAZIONI GIUSLAVORISTICHE RELATIVE ALLA MANCATA FRUIZIONE DELLE FERIE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È legittima l'esclusione di un concorrente dalla gara d'appalto per grave illecito professionale qualora sia accertata la mancata fruizione delle ferie minime legali da parte dei dipendenti per un periodo prolungato, costituendo tale inadempimento una violazione di norme imperative e costituzionali non compensabile con indennità pecuniarie. La valutazione di gravità operata dalla stazione appaltan (...)

DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE NELLA VALUTAZIONE DELLE GRAVI INFRAZIONI GIUSLAVORISTICHE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È legittima l'esclusione di un operatore economico fondata su gravi infrazioni lavoristiche accertate dall'Ispettorato del Lavoro, quali la mancata fruizione delle ferie minime legali, qualora la stazione appaltante fornisca un'adeguata motivazione circa l'incidenza di tali condotte sull'affidabilità professionale del concorrente. Le misure di self-cleaning devono essere provate rigorosamente dall (...)

SOSPESO L'OBBLIGO DI RIVALUTARE IL SELF CLEANING PER EVITARE UN INUTILE DISPENDIO AMMINISTRATIVO

CONS. STATO - Ordinanza

È legittima la sospensione dell'esecutività della sentenza di primo grado che impone alla stazione appaltante di rinnovare la valutazione delle misure di self-cleaning qualora l'esecuzione immediata comporti il rischio di interruzione del servizio e l'Amministrazione abbia già confermato, in precedenti fasi del procedimento, la propria valutazione negativa, rendendo l'attività di rinnovo un inutil (...)

SOSPENSIONE DELL'INTERDITTIVA PER SELF CLEANING E CONTINUITÀ NELL'ESECUZIONE CONTRATTUALE (96.6)

CONS. STATO - Ordinanza

Ai fini della concessione della tutela cautelare in appello contro un'interdittiva antimafia, l'avvenuta adozione di misure di autorganizzazione (self cleaning) e la cessione delle quote sociali da parte dei soggetti responsabili del rischio di infiltrazione giustificano la sospensione degli effetti del provvedimento, circoscritta però alla sola finalità di consentire la prosecuzione dei contratti (...)

LIMITI ALLA SOSTITUZIONE DELLA CONSORZIATA PER VIOLAZIONI TRIBUTARIE NON SANATE TEMPESTIVAMENTE (97.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA - Sentenza

In tema di consorzi stabili, la causa di esclusione automatica per violazioni tributarie definitivamente accertate non è neutralizzata se il pagamento avviene dopo la scadenza del termine di presentazione dell'offerta; la sostituzione della consorziata esecutrice ai sensi dell'art. 97 del D.Lgs. 36/2023 è subordinata alla previa comunicazione alla stazione appaltante della situazione escludente e (...)

DOVERE DI DICHIARAZIONE INTEGRALE E VALUTAZIONE DISCREZIONALE DEL SELF CLEANING (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, l'operatore economico deve dichiarare qualsiasi vicenda penale o professionale che possa incidere sul vincolo fiduciario con la Stazione Appaltante, inclusi i decreti penali di condanna non definitivi. L'omissione o la reticenza informativa hanno natura deceptiva e precludono alla Pubblica Amministrazione il corretto esercizio del potere discrezionale di va (...)

DISCREZIONALITÀ DELLA PA NELLA VALUTAZIONE DEL GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SARDEGNA - Sentenza

La valutazione in ordine al grave illecito professionale spetta in via esclusiva alla Stazione Appaltante, il cui giudizio è sindacabile dal giudice amministrativo solo per manifesta illogicità o errore di fatto. Non è necessaria l'identità tra il servizio oggetto di risoluzione e quello messo a gara, essendo centrale la verifica dell'affidabilità complessiva dell'operatore, desumibile dal rispett (...)

SOSPENSIONE CAUTELARE PARZIALE PER GARANTIRE LA CONTINUITA' DEL SERVIZIO PUBBLICO

CONS. STATO - Decreto

In sede di istanza cautelare monocratica ex art. 56 c.p.a., laddove l'esecuzione della sentenza di primo grado comporti l'immediata interruzione di un servizio pubblico, il giudice può disporre la sospensione parziale dell'efficacia del provvedimento impugnato al solo fine di consentire la prosecuzione del servizio nella forma attualmente in corso, mantenendo ferma l'esecutività dei capi della sen (...)

SOSPENSIONE PARZIALE DELLA SENTENZA PER LA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO

CONS. STATO - Decreto

Ai fini della concessione di misure cautelari monocratiche in appello, sussistono i presupposti di gravità e urgenza limitatamente alla necessità di evitare l'interruzione di un servizio pubblico in corso; deve invece permanere l'esecutività della sentenza appellata nella parte in cui impone alla stazione appaltante una nuova valutazione del self-cleaning e preclude la stipula definitiva del contr (...)

RESPONSABILITÀ DEL CONCORRENTE PER IL FALSO DOCUMENTALE COMMESSO DAL DIPENDENTE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Sentenza

Il legale rappresentante di un operatore economico, in quanto titolare della firma digitale apposta sulle dichiarazioni e sulla documentazione di gara, è gravato da un onere di vigilanza che rende a lui imputabile, quantomeno a titolo di negligenza, la presentazione di certificazioni false, senza che possa assumere rilievo esimente l'asserito sabotaggio da parte di un dipendente, specie se le misu (...)

AMMISSIBILITÀ DELLE MISURE DI SELF CLEANING ADOTTATE DOPO L'AGGIUDICAZIONE (80.7)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SARDEGNA - Sentenza

Le misure di ravvedimento operoso (self-cleaning) non possono essere considerate irrilevanti o tardive per il solo fatto di essere state adottate successivamente alla presentazione delle offerte o nel periodo intercorrente tra l'aggiudicazione e la stipula del contratto. La stazione appaltante ha il potere-dovere di verificare la permanenza dei requisiti di integrità e affidabilità del concorrente (...)

REQUISITI DI ESECUZIONE E ONERE DI MOTIVAZIONE NELL'AMMISSIONE ALLA GARA (100.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

I requisiti di esecuzione si distinguono da quelli di partecipazione poiché non condizionano l'ammissione alla gara ma la stipulazione del contratto o la fase esecutiva. Nelle fattispecie di esclusione non automatica per gravi illeciti professionali, la stazione appaltante non è tenuta a esplicitare analiticamente le ragioni dell'ammissione, potendo la motivazione di non gravità risultare implicit (...)

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER DICHIARAZIONI NON VERITIERE E INEFFICACIA DEL SELF CLEANING (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'EMILIA ROMAGNA - Sentenza

Nelle procedure di affidamento di contratti pubblici, la presentazione di dichiarazioni non veritiere e il ricorso a subappalti non autorizzati costituiscono gravi illeciti professionali che minano l'integrità e l'affidabilità dell'operatore economico. Le misure di ravvedimento operoso (self-cleaning) non hanno efficacia retroattiva e non possono sanare ex post la perdita dei requisiti morali inte (...)

IL REQUISITO DI ASSUNZIONE DISABILI DEVE SUSSISTERE ALLA DATA DI PRESENTAZIONE DELL'OFFERTA (94.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, il requisito della regolarità del collocamento mirato deve sussistere alla data di presentazione dell’offerta, non potendosi ritenere sufficiente la mera stipulazione di convenzioni ex art. 11 L. 68/1999 laddove le stesse siano rimaste inadempiute oltre i termini previsti. L'incameramento automatico della garanzia provvisoria, quale conseguenza legale dell'esclusione, (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA PERSISTENTE SE IL SELF CLEANING È SOLO FORMALE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

Ai fini della revoca o dell'aggiornamento dell'informativa interdittiva antimafia, l'operatore economico deve dimostrare una discontinuità sostanziale rispetto alla precedente gestione. Tale discontinuità non può ritenersi conseguita attraverso riforme meramente formali del consiglio di amministrazione o dell'organismo di vigilanza se la compagine proprietaria rimane interamente riconducibile al n (...)

IL PATTEGGIAMENTO NON COMPORTA L'ESCLUSIONE AUTOMATICA DALLA GARA NELLA NUOVA DISCIPLINA (94.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - ROMA - Sentenza

Ai sensi dell'art. 94 del D.Lgs. 36/2023, la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (ex art. 444 c.p.p.) non determina l'esclusione automatica dell'operatore economico dalla gara. Spetta alla stazione appaltante valutare discrezionalmente se i fatti alla base del patteggiamento configurino un illecito professionale grave, fermo restando che l'adozione di idonee misure di self (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI DERIVANTI DA MISURE CAUTELARI PENALI E SELF CLEANING INADEGUATO (95.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Ordinanza

È legittima l'esclusione di un concorrente per gravi illeciti professionali ai sensi dell'art. 95, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 36/2023, quando la sottoposizione del legale rappresentante e del procuratore speciale a misure cautelari per reati di turbata libertà degli incanti e corruzione determini un giudizio di inaffidabilità dell'operatore, restando riservata alla stazione appaltante la valutaz (...)

SINDACATO GIURISDIZIONALE SULL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA E IRRILEVANZA DEL SELF CLEANING POSTUMO

TAR VENETO - Sentenza

Le modifiche societarie e organizzative intervenute successivamente all'adozione dell'informativa interdittiva antimafia sono irrilevanti ai fini del sindacato di legittimità del giudice amministrativo, il quale deve scrutinare l'atto alla stregua del canone del tempus regit actum; tali misure di self-cleaning possono essere valutate esclusivamente dall'Autorità prefettizia nell'ambito di un event (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC PER OMISSIONE INFORMATIVA QUALE ILLECITO PROFESSIONALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

L'ANAC può legittimamente disporre l'annotazione nel casellario informatico di un'omissione informativa quale grave illecito professionale, anche se la stazione appaltante non aveva ravvisato i presupposti sanzionatori. Le misure di self-cleaning non impediscono l'annotazione, poiché la valutazione della loro efficacia sull'integrità del concorrente è rimessa alla discrezionalità delle future staz (...)

EFFICACIA DEL SELF CLEANING E CONTINUITÀ FAMILIARE NELLA VALUTAZIONE DELL'AFFIDABILITÀ PROFESSIONALE (95.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

Ai fini della valutazione dell'affidabilità professionale ex art. 95 e 98 del D.Lgs. 36/2023, la stazione appaltante può legittimamente ritenere inidonee le misure di self-cleaning qualora la riorganizzazione aziendale non garantisca una reale e sostanziale discontinuità rispetto alla gestione coinvolta in gravi illeciti penali. La sostituzione degli amministratori indagati con consanguinei e il m (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL TITOLARE È INDAGATO PER REATI SPIA AGGRAVATI (94.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

È legittima l'adozione di un'informazione antimafia interdittiva qualora emerga un quadro indiziario robusto basato sul deferimento del titolare per reati di autoriciclaggio aggravati dal metodo mafioso e sulla presenza di prestanome del clan nell'organizzazione aziendale; la natura elusiva del licenziamento dei soggetti controindicati e la stabilità del legame criminale precludono sia l'annullame (...)

NECESSARIO IL CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE PER L'ADOZIONE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DOPO IL CONTROLLO GIUDIZIARIO (92.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA TOSCANA - Sentenza

Il provvedimento interdittivo antimafia è illegittimo se adottato in violazione dell'obbligo di contraddittorio procedimentale previsto dall'art. 92, comma 2-bis, d.lgs. n. 159/2011, qualora l'amministrazione non abbia comunicato preventivamente gli elementi indiziari del pericolo di infiltrazione, impedendo all'operatore economico di rappresentare l'esito positivo di pregresse misure di controllo (...)

LEGITTIMA LA VALUTAZIONE DISCREZIONALE SULLA IDONEITÀ DELLE MISURE DI SELF CLEANING (80.5)

T.A.R. LOMBARDIA - MILANO - Ordinanza

È legittima l'ammissione alla gara dell'operatore economico che abbia adottato misure di self-cleaning ritenute idonee dalla stazione appaltante, quali la rimozione di figure apicali coinvolte in vicende penali, in quanto la valutazione sull'integrità professionale e sull'irrilevanza di pregresse penali contrattuali rientra nell'ampia discrezionalità tecnica della Pubblica Amministrazione, non sin (...)

ONERE MOTIVAZIONALE AGGRAVATO PER IL DINIEGO DELLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

È illegittima l'informativa antimafia interdittiva qualora la Stazione Appaltante o l'Autorità Prefettizia non forniscano un'analitica motivazione circa l'inidoneità delle misure di prevenzione collaborativa previste dall'art. 94-bis del Codice Antimafia. Tale onere è ancor più stringente in presenza di una sentenza penale che ridimensiona il quadro indiziario a carico dell'amministratore della so (...)

DIFETTO DI LEGITTIMAZIONE DEL SOCIO NELL'IMPUGNAZIONE DEL COMMISSARIAMENTO STRAORDINARIO DELL'APPALTO (32.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

La misura della gestione straordinaria e temporanea dell'impresa prevista dalla normativa anticorruzione è finalizzata a sterilizzare l'esecuzione del contratto pubblico dal pericolo di acquisizione di utilità illecite. La legittimità di tale provvedimento non è inficiata dall'adozione di misure di self-cleaning qualora la gravità del quadro indiziario evidenzi una simbiosi tra vertici aziendali e (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER ILLECITO PROFESSIONALE SE IL SELF CLEANING E' SOLO FORMALE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la valutazione della stazione appaltante circa l'integrità del concorrente è connotata da ampia discrezionalità e deve permanere per tutta la durata della procedura; l'adozione di misure di self-cleaning non determina un obbligo automatico di riammissione qualora, per le modalità sostanziali della gestione societaria e i vincoli familiari tra i soci, la rim (...)

AMPIA DISCREZIONALITA' NELLA VALUTAZIONE DELLE MISURE DI SELF CLEANING E DELL'AFFIDABILITA' (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SARDEGNA - Sentenza

La valutazione dell'affidabilità professionale dell'operatore economico, comprensiva dell'apprezzamento delle misure di ravvedimento operoso, costituisce espressione di ampia discrezionalità amministrativa non sindacabile nel merito, se non per evidenti travisamenti fattuali o macroscopica irragionevolezza della decisione. (...)

PREVALENZA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA SULLE MISURE TARDIVE DI SELF CLEANING (94-BIS.1)

T.A.R. CAMPANIA, NAPOLI - Ordinanza

L'informativa antimafia è legittimamente emessa qualora emerga, secondo la regola del 'più probabile che non', un rischio di condizionamento mafioso basato su legami strutturali con la criminalità organizzata. Le misure di self-cleaning tardive non obbligano l'Amministrazione ad attivare la prevenzione collaborativa, la cui applicazione è preclusa laddove il pericolo di infiltrazione sia valutato (...)

IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA GIUSTIFICA L'INTERDITTIVA ANCHE SENZA PROVA DELL'AVVENUTA CONTAMINAZIONE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva prescinde dall'accertamento di fatti di reato, fondandosi sulla sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi che rendano verosimile il pericolo di condizionamento della criminalità organizzata. I rapporti di parentela tra i soci e soggetti affiliati a consorterie mafiose assumono rilievo determinante qualora la governance societaria e la struttura proprietari (...)