Pareri in materia di Appalti Pubblici

Argomento: incentivi per funzioni tecniche

La Centrale Unica di Committenza (CUC), alla quale è ricorso L’Ente per una gara svolta nel mese di febbraio 2018, ha comunicato richiesta di versamento dell’incentivo ai dipendenti che hanno preso parte al procedimento ai sensi dell’art. 113 del Codice degli appalti, sulla base di un regolamento approvato nel mese di aprile 2018, al quale la centrale di committenza ha dato valenza retroattiva per tutti i procedimenti avvenuti nel corso dell’anno.
Le ultime sentenze della Corte dei Conti stabiliscono che “per gli atti amministrativi a contenuto normativo – come appunto i regolamenti – la regola dell’irretroattività è affermata dal combinato disposto degli artt. 4 e 11 delle preleggi, secondo i quali il regolamento non può contenere norme contrarie alle disposizioni di legge e, nella specie, al divieto di retroattività imposto dal successivo art. 11 per gli atti normativi, derogabile solo attraverso una norma di legge che abiliti l’atto a produrre un tale effetto (ad esclusione della legge penale, per la quale la Costituzione pone un divieto assoluto)”. Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede se sia lecito procedere al pagamento delle somme richieste quale incentivo alla CUC.

La SUA (Stazione Unica Appaltante) della Provincia a cui questo Comune aderisce chiede l’erogazione dell’incentivo previsto dall’art. 113, comma 5, del D.L.gs 50/2016 calcolato sull’importo complessivo dell’appalto, ivi incluso quindi il valore di eventuali rinnovi o proroghe. Chiede inoltre l’erogazione dello stesso al momento dell’attivazione della procedura di gara.
E’ convinzione di questo Comune che l’incentivo debba essere conteggiato sul solo importo posto a base di gara, come previsto dall’art. 113, comma 2, del D.L.gs 50/2016 e dalla convenzione sottoscritta con la SUA della Provincia, escludendo pertanto dal conteggio il valore dei rinnovi o proroghe che sono solo eventuali.
Ciò premesso si chiede:
1. se l’incentivo di cui all’art. 113 del D.Lgs. 50/2016 debba essere calcolato esclusivamente sull’importo posto a base di gara oppure se a detto importo debbano essere conteggiati gli ulteriori valori degli eventuali rinnovi e proroghe ?
2. se l’incentivo, nell’ipotesi delineata dalla Provincia, debba essere versato alla SUA a prescindere dal verificarsi dell’ipotesi di rinnovo o proroga contrattuale e quindi contestualmente all’attivazione della procedura di gara ?

Alla luce della pronuncia della Corte dei Conti Sezione Autonomie n. 15 dell'11/06/2019, si chiede se, in caso di ricorso di un Comune ad una centrale di committenza, l'incentivo ex art. 113 D.Lgs. n. 50/2016 possa essere riconosciuto al personale di detta centrale, a carico del Comune, anche in relazione a contratti di concessione. In caso contrario, se possa farsi utilmente riferimento, in tale fattispecie, alla disciplina economica delle convenzioni fra enti di cui all'art. 43 della legge 27/12/1997, n. 449.

Nel caso in cui la funzione di RUP sia svolta da una figura dirigenziale, non spetta comunque al soggetto l'erogazione dell'incentivo di cui all'art. 113 del Codice?
Se la risposta è affermativa la quota a lui spettante incrementa la quota di fondo da ripartire o costituisce economia?

Relativamente all’articolo 113, comma 3, del d.lgs. 50/2016 nella parte in cui recita che “gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione”, si chiede se questi importi devono essere erogati in busta paga al netto, secondo l’esempio che segue:
Importo dell’appalto posto a base di gara = € 1.000.000,00.
Fondo incentivi per funzioni tecniche (2% dell'importo dell’appalto) = € 20.000,00.
Importo da ripartire al personale (80% del fondo) = € 16.000,00.
Importo da erogare al personale in busta paga = € 16.000,00 netti.

Il regolamento comunale per la costituzione e la ripartizione del fondo incentivi funzioni tecniche di cui all’art.113 del D. Lgs. 50/2016, approvato nel 2018 dalla Giunta Comunale, prevede tra l’altro il riconoscimento degli incentivi anche per l’affidamento di servizi solo in ipotesi che “l’importo a base di gara sia di valore superiore ad euro 500.000,00…”.

Occorre preliminarmente chiarire la differenza tra importo a base d'asta e valore stimato dell'appalto. L'espressione "importo massimo stimato come valore contrattuale dell'appalto" di cui all'art. 35, comma 4 del Codice, si riferisce al valore stimato di un appalto pubblico. Tale valore non è lo stesso dell'importo a base d'asta (che a sua volta si compone dell'importo a base d'asta soggetto a ribasso e dell'importo a base d'asta non soggetto a ribasso).

Diversamente, l'importo a base d’asta è il valore di riferimento per la presentazione delle offerte economiche da parte dei concorrenti; ai fini della determinazione dello stesso non occorre tener conto di eventuali opzioni.

Questo Comune deve affidare il servizio di pulizia della biblioteca comunale, dell'asilo nido e degli impianti sportivi per il periodo dal 01.01.2021 al 31.12.2023 con possibilità di ripetizione di ulteriori anni tre.
L'importo complessivo a base d'asta per il periodo dal 01.01.2021 al 31.12.2023 è pari ad euro 340.000,00 al netto di iva, mentre l'importo complessivo stimato d’appalto per tutto il periodo contrattuale compreso il rinnovo è pari ad euro 680.000,00 al netto di iva. A tal fine si intende ricorre ad una procedura aperta, ai sensi degli artt.35 e 60 del D.Lgs. 50/2016, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell'art.95, comma 2, del D.Lgs. 50/2016.

Alla luce di quanto sopra, posto che il regolamento comunale per la costituzione e la ripartizione del fondo incentivi funzioni tecniche di cui all’art.113 del D. Lgs. 50/2016 parla di “base dì gara” e prevede il riconoscimento degli incentivi anche per l’affidamento di servizi solo in ipotesi che “l’importo a base di gara sia di valore superiore ad euro 500.000,00…”, si chiede di sapere se sono dovuti gli incentivi tecnici per la gara di cui in premessa (che ha una base d’asta di € 340.000,00) e qual è l’importo da prendere in considerazione ai fini della determinazione (l’importo della base d’asta? Oppure l’importo complessivo stimato dell’appalto di cui all'art. 35, comma 4 del Codice?).

Con deliberazione in data 30/4/2019 questo ente ha approvato il regolamento per il riconoscimento di incentivi economici per funzioni tecniche ex D.lgs 50/2016, art. 113.
La Corte dei Conti ha avuto modo di occuparsi più volte più volte degli incentivi per le funzioni tecniche, precisando molti degli aspetti di dubbia interpretazione.
Rimane tuttora da meglio definire, a giudizio di chi scrive, l' elevata complessità delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria incentivabili.
Dice la Corte, sezione delle autonomie, n. 2/2019 che " Negli appalti di lavori di manutenzione è possibile realizzare, in astratto, tutte le attività tecniche previste dal secondo comma dell’art. 113, anche se, in concreto, le stesse risultano compatibili con interventi di manutenzione (soprattutto straordinaria) contrassegnati da elevata complessità , i quali possono richiedere, da parte del personale tecnico amministrativo, un’attività di programmazione della spesa, di valutazione del progetto o di controllo delle procedure di gara e dell’esecuzione del contratto rispetto ai termini del documento di gara, esattamente come qualunque altro appalto di lavori, servizi o forniture. ...omissis… Presupposto …omissis... è che le funzioni tecniche svolte dai dipendenti siano “necessarie” per consentire “l’esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti”. L’attività manutentiva, pertanto, deve risultare caratterizzata da problematiche realizzative di particolare complessità, tali da giustificare un supplemento di attività da parte del personale interno all’amministrazione affinché il procedimento che regola il corretto avanzamento delle fasi contrattuali si svolga nel pieno rispetto dei documenti posti a base di gara, del progetto, nonché dei tempi e dei costi programmati, aumentando, in tal modo, l’efficienza e l’efficacia della spesa."
A giudizio di chi scrive, pertanto, per quanto non tutte le attività manutentive possono essere incentivate, vanno individuate quali tipologie di opere manutentive, correlate alle attività ... di programmazione della spesa, di valutazione del progetto o di controllo delle procedure di gara e dell’esecuzione del contratto rispetto ai termini del documento di gara, esattamente come qualunque altro appalto di lavori, servizi o forniture …. che giustificano il supplemento di attività indicato dalla Sezione delle Autonomie.
Non si ritiene che procedure complesse, quali ad esempio l’Accordo Quadro, non siano incentivabili per il solo motivo che hanno ad oggetto interventi manutentivi, servizi o forniture, quando comportano attività di analisi del mercato, verifica e valutazione degli atti progettuali, impostazione e controllo delle procedure di gara e dell’esecuzione dei lavori o dei contratti.
Una lettura contraria significherebbe che qualsiasi attività manutentiva, che sia essa più o meno semplice da eseguirsi tecnicamente (ancorchè qualificabile come lavoro pubblico - vedasi la manutenzione ordinaria/rifacimento della segnaletica orizzontale, le ritinteggiature interne, i tappetini stradali), non sarebbe incentivabile malgrado venga programmata, fatta oggetto di progetto e messa a gara, ancor più con procedure complesse.
I quesiti che si pongono pertanto sono i seguenti:
1) se sia condivisibile che l'elevata complessità derivi sia della procedura amministrativa seguita e dall'esistenza di programmazione e progettazione sottostante sia dalla natura dei lavori manutentivi da realizzarsi, anche in considerazione del cambio di impostazione che negli anni ha avuto l’istituto dell’incentivazione, che da incentivo premiante per la progettualità e l’assunzione di responsabilità tecniche ha virato verso il riconoscimento economico di un “processo amministrativo” che coinvolge più professionalità, quindi non legate alla complessità tecnica o meno della tipologia dei lavori;
2) se sia condivisibile esemplificare le casistiche e normare nel regolamento le fattispecie di lavori manutentivi incentivabili, individuando, in tale sede, la fattispecie più semplici da escludersi dall'incentivo.

Buongiorno,
vorrei ricevere informazioni in merito al Bando (LAVORI DI PRIMO ADEGUAMENTO ALLE NORME DI PREVENZIONE ANTINCENDIO DELLA SCUOLA PRIMARIA DEL COMUNE DI CHIEVE) previsto dalla Legge n. 160 del 2019 e in particolare in rifermento agli articoli 4 (Revoca delle assegnazioni dei contributi) e 6 (Rendicontazione e controlli a campione). Domande:
1) è possibile modificare il quadro economico inserendo il pagamento del DDL e del RUP (subentrato in fase di approvazione) che nel quadro economico iniziale non era stato previsto (lavori terminati il 31/12/2020 e già fatturati e pagati). Il quadro economico deve essere chiuso nel 2021.
2) a fronte dei ribassi d’asta avvenuti e degli imprevisti non verificatesi si è determinato un avanzo di spesa di 2.447,39 €, pertanto è possibile destinare tale somma per pagare il DDL e il RUP?
3) per la modifica del quadro economico, con l’inserimento delle figure DDL e RUP, non previste nel quadro economico di partenza, è necessaria l’autorizzazione di un organo comunale (Giunta) o di una figura di responsabile altro. (Sindaco)?
4) può bastare la modifica apportata al quadro economico dal RUP, dopo aver emesso il Certificato di Regolare Esecuzione approvato con determina?
Visti e considerati gli articoli art. 4 al punto 2. e art. 6 al punto 1. relativi al Bando in oggetto, sembrerebbe possibile questa operazione (avanzo utilizzato per ulteriori investimenti).
5) cosa si intende per “ulteriori investimenti”?
Distinti saluti

Premesso
- che è stato individuato quale Soggetto Beneficiario di un finanziamento, a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020, un Ente Pubblico Economico (Consorzio di Sviluppo Industriale) e che tale Ente ha, all’interno della propria pianta organica, apposito Settore per la Progettazione e Programmazione dotato di competenze specifiche per la progettazione di lavori di particolare rilevanza, tra le altre e al caso di specie, ambientale e tecnologica così come novellato dall’art. 23 c.2 del D.Lgs. n. 50/2016 nel testo vigente;
- che al Settore di cui sopra, per esplicito incarico interno all’Ente, è stato demandato di provvedere alla redazione delle varie fasi progettuali, predisponendo tutti gli elaborati tecnici ai sensi del DPR n.207/2010 e smi in vigenza ex art. 216 c.4 del D.lgs. n. 50/2016, inerenti al Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, Definitivo ed Esecutivo nonché il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione per l’intervento finanziato;
- che alla data della presente, è stato predisposto ed approvato dal Soggetto Beneficiario il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE);
- che il quadro economico del PFTE approvato presenta nella voce SPESE TECNICHE specifiche poste economiche derivate dall’applicazione del DM 17/06/2016 (tariffe) dedicate all’individuazione delle competenze tecniche interne da riconoscere all’Ente per la redazione di tutti i livelli di progettazione e di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione;
- che tali spese presentano tutte le caratteristiche di ammissibilità richieste dall’art. 2 del DPR n.22/2018 - “Regolamento recante i criteri sull’ammissibilità delle spese per i programmi cofinanziati dai Fondi strutturali di investimento europei (SIE) per il periodo di programmazione 2014/2020”;
tutto ciò premesso,
con il presente quesito, si chiede se possono ritenersi ammissibili a finanziamento e gravanti sullo stanziamento previsto per la realizzazione dell’opera, ai sensi e per gli effetti dell’art. 113 comma 1 del D.Lgs. n. 50/2016 nel testo vigente, le poste economiche previste quali SPESE TECNICHE per la redazione di tutti i livelli di progettazione e di coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, esplicitamente escluse dall’incentivo di cui all’art. 113 comma 2 del D.Lgs. n. 50/2016 nel testo vigente, da riconoscere all’Ente, quale Soggetto Beneficiario che opera utilizzando le proprie risorse specialistiche interne, e che verranno giustificate, in analogia con quanto avviene relativamente alla rendicontazione del personale interno dai regolamenti europei per altre tipologie di fondi, come FESR e programmi di cooperazione territoriale europea, mediante, a titolo esemplificativo, Buste Paga, F24 e relativi mandati di pagamento quietanzati, Time-sheet per singolo dipendente impegnato attestante il tempo dedicato al progetto e le attività svolte nonchè prospetto riepilogativo che indichi, per ogni dipendente, l’inquadramento contrattuale – profilo professionale nonché la determinazione del costo unitario espresso in ore, beninteso che i compensi indicati all’interno del quadro economico e determinati con l’applicazione del DM “Tariffe” siano da intendere quale tetto massimo di spesa.

Incentivi per funzioni tecniche
QUESITO del 01/09/2021

Si chiede se, ai sensi dell'art. 113, comma 4, D.Lgs. 50/2016, è corretta l'interpretazione che segue: Nel caso di risorse derivanti da finanziamenti a destinazione vincolata, si prevede nel quadro economico di un lavoro la quota dell'80% del fondo per il compenso incentivante da distribuire ai dipendenti sulla base del regolamento approvato; mentre il 20% destinato al fondo innovazione non può essere previsto nè stanziato in quanto il lavoro è finanziato da fondi vincolati.

Come bisogna interpretare la modifica introdotta dal DL 121/2021 nella parte in cui prevede che:
"Gli oneri per la ripartizione delle risorse finanziarie di cui all’articolo 113, comma 2, del decreto legislativo n. 50 del 2016 fanno carico agli stanziamenti gia’ accantonati per i singoli appalti di lavori, servizi e forniture di cui al primo periodo negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti"?
Si chiede, in particolare, se con questo dettato normativo viene superato il problema della riconducibilità dell'incentivo, ex D.Lgs. 50/2016 maturato dalla sua entrata in vigore e fino al 1.1.2018, nell'ambito del trattamento accessorio del personale.

A seguito della conclusione di un accordo quadro, senza gara, con un solo operatore economico, questo comune con apposito contratto di servizio ha provveduto ad affidare il servizio di trattamento dei rifiuti urbani e della frazione organica a tale operatore economico.
ciò posto, si interpella Codesto Spettabile Ministero affinché formuli il proprio parere in ordine al riconoscimento, in tale situazione, degli incentivi per funzioni tecniche di cui all'art. 113 de D.lgs 50/2016 in favore del soggetti ivi elencati.

Si chiede se l'art. 113, D.Lgs. n. 50/2016 trovi applicazione a un affidamento effettuato nella vigenza della disposizione richiamata, ai sensi dell'art. 57, co. 5, lett. b), D.Lgs. n. 163/2006, applicabile ratione temporis in considerazione della data di pubblicazione del bando (marzo 2016). Si chiede cioè se anche in questa ipotesi debba ritenersi derogato il principio secondo il quale l'applicabilità di una disposizione normativa è valutata in base all'entrata in vigore della stessa al momento della pubblicazione del bando, sulla scorta delle considerazioni riportate nel Comunicato del Presidente dell'ANAC del 6 settembre 2017.
Analogamente, si chiede se l'acquisto così effettuato (ripetizione di servizi analoghi) sia soggetto a programmazione ai sensi dell'art. 21, D.Lgs. n. 50/2016, ricorrendone i presupposti.

Buongiorno pongo questo quesito. Sono un dipendente della Regione Campania incardinato presso il Genio Civile di Avellino. Nel corso degli ultimi anni ho diretto molti interventi di Somma Urgenza, con affidemanto diretto, ma a me e ai miei colleghi che, a vario titolo, hanno preso parte all'Ufficio di Direzione lavori, non è mai stato pagato l'incentivo previsto dall'art. 113 del D.Lgs 50/2016 anche se impegnato. La motivazione sembrerebbe che non sia stata esperita la gara di appalto. È possibile questa cosa?
Grazie

Nell'ambito del trattamento economico del personale rientrano anche le voci di carattere accessorio (Del. n. 280/2021/PAR Corte dei conti Abruzzo). Si può ritenere che anche gli straordinari percepiti dal singolo dipendente incidano nel calcolo del 50% (quindi vanno incluse nella determinazione del trattamento economico)?

INCENTIVO
QUESITO del 14/01/2022

Si chiede se sia legittimo retribuire, nell'ambito del compenso incentivante (art. 113, D.Lgs. 50/2016), la funzione di apposizione del visto di regolarità contabile (art. 183, co. 7, d.lgs. n.267/2000) in capo al del Servizio finanziario dell'Ente (a ciò istituzionalmente preposto), sulle determine redatte e firmate dal Settore tecnico.
Si chiede se in meritano risultano pronunce da parte della Corte dei conti
Si ringrazia e si segnala l'urgenza

L'introduzione della disposizione transitoria e di coordinamento di cui all'art.216 c.1 D. Lgs. 50/2016, ha stabilito che le disposizioni introdotte, si applicano alle procedure bandite dopo l'entrata in vigore del nuovo Codice. La "mera" interpretazione letterale della disposizione in argomento condurrebbe, pertanto, alla conclusione che per bandi pubblicati antecedentemente all'entrata in vigore del D. Lgs.50/2016, si dovrebbe invece seguire la previgente disciplina (D. Lgs. 163/2006), oggi abrogata!!!
La Segreteria Generale del ns. Comune, ha chiesto l'annullamenti di alcuni provvedimenti con i quali sono stati erogati incentivi ai sensi dell'art. 113 del D. Lgs. 50/2016 al personale tecnico coinvolto in un appalto di servizi e lavori bandito con il D. 163/2006 ed attualmente in corso di svolgimento.
Orbene, atteso che l'istituto dello incentivo pone la propria "ratio" nel favorire l'ottimale utilizzo delle professionalità interne ad ogni amm.ne (c.d. principio di autosufficienza organizzativa), appare inverosimile che il nuovo Codice possa invece sopprimere il diritto soggettivo retributivo per il personale in questione al pagamento del "salario accessorio" rappresentato dagli incentivi di cui all'art.92 del D. "De Lise" (come richiesto dal Segretario Generale), consentendo, INVECE, al personale di un stesso appalto, in vigenza del nuovo codice, di godere di tale vantaggio.
La Corte dei Conti - Sezione Autonomie, in varie adunanze, si è orientata, coerentemente al principio del "tempus regit actum" che ciascuna delle fasi di un appalto (es. liquidazione incentivi) debba essere sottoposta alla disciplina della legge vigente in cui essa viene compiuta.
Ciò detto, si interpella Codesto Supporto Giuridico affinché formuli il proprio parere in ordine al riconoscimento nella situazione "de quo", degli incentivi per funzioni tecniche di cui all'art. 113 del D.lgs 50/2016 anche in favore del personale coinvolto in un appalto antecedente il 2016 ed ancora in corso.

"L’ANAC, con atto di segnalazione n.1 del 09.03.2021, approvato dal Consiglio dell’Autorità con delibera n.204 del 09.03.2021, avente ad oggetto l’art.113 del D.Lgs.n.50/2016, ha evidenziato come le disposizioni in esso contenute siano riferite solo agli appalti di lavori, servizi e forniture, tanto da escluderne l’applicazione sia alle concessioni che al partenariato pubblico privato, come stabilito anche dalla Corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, con deliberazione n.15/SEZAUT/2019/QMIG dell’11.06.2019.
Nel medesimo atto, l’ANAC, evidenziando che le attività oggetto di incentivazione ai sensi dell’art.113, comma 2, del Codice interessano anche i contratti di concessione e di partenariato pubblico privato, ha segnalato l’opportunità di una modifica legislativa, al fine di estendere l’applicazione dell’art.113 ai contratti di cui alla Parte III e alla Parte IV del medesimo Codice.
Alla luce delle ragioni espresse nei suddetti atti, con il presente quesito si richiede il parere in merito all’applicabilità delle disposizioni di cui al citato art.113 anche alle procedure di affidamento dei servizi sociali contemplate nel Codice del Terzo settore, in particolare alla procedura di co-progettazione che si svolga applicando per analogia il Codice dei Contratti Pubblici al fine di tutelare la concorrenza anche fra enti del terzo settore.
Restando in attesa di riscontro, si ringrazia per la collaborazione
Avv. Donatella Testani

INCENTIVO PER FUNZIONI TECNICHE
QUESITO del 27/04/2022

L’art. 13-bis della Legge n. 114/2014 ha introdotto l’art. 93 comma 7-ter al D.Lgs. N. 163/2006 e si.mm.ii. In cui viene statuito che “L’80 per cento delle risorse finanziarie del fondo per la progettazione e l’innovazione è ripartito, per ciascuna opera o lavoro, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale e adottati nel regolamento di cui al comma 7-bis, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori; gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione. Il regolamento definisce i criteri di riparto delle risorse del fondo, tenendo conto delle responsabilità connesse alle specifiche prestazioni da svolgere, con particolare riferimento a quelle effettivamente assunte e non rientranti nella qualifica funzionale ricoperta, della complessità delle opere, escludendo le attività manutentive, e dell’effettivo rispetto, in fase di realizzazione dell’opera, dei tempi e dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo…..”.
Orbene, si chiede a codesto organo di Supporto Giuridico se:
1) per un’opera, il cui bando di gara è stato pubblicato e il cui contratto è stato stipulato prima dell’entrata in vigore della Legge n. 114/2014, l’incentivo per le funzioni tecniche deve essere calcolato con i criteri dello stesso art. 93, comma 7-Ter, del D.Lgs n. 163/2006 e se.mm.ii.e, quindi, con la riduzione del 20% del fondo per incentivo, ovvero con i criteri dell’art. 92 dello stesso D.Lgs 163/2006 e si.mm.ii., vigente alla data della pubblicazione del bando e della stipula del contratto;
2) l’incentivo di un’opera, il cui bando di gara è stato pubblicato e il cui contratto è stato stipulato prima dell’entrata in vigore della Legge n. 114/2014, deve essere calcolato ai sensi del Regolamento di attuazione, vigente all’epoca della pubblicazione del bando di gara, di cui al D.M. n. 555/99.

Si chiede una vostra interpretazione riguardo l'applicazione del nostro regolamento relativo agli incentivi delle funzioni tecniche di cui all'art.113 del d.lgs.50/2016. In particolare il nostro regolamento all'art.4 comma2 così recita: Nel caso in cui il personale interno abbia solto le sole funzioni di RUP (pertanto qualora tutte le restanti funzioni/attività siano state affidate all'esterno dell'ente) potranno essere liquidati gli incentivi relativi alle attività di RUP (e i suoi eventuali collaboratori tecnici e amministrativi qualora vi siano figure interne all'ente che abbiano supportato le attività del RUP) nella misura percentuale indicate nel presente articolo incrementata nella percentuale del 50% in ragione dell'obbligo di coordinamento e di controllo dell'operato degli incaricati soggetti esterni all'ente e delle conseguenti responsabilità amministrative, erariali, civili e penali in capo allo stesso RUP (ed agli eventuali suoi collaboratori). Poi segue una tabella in cui viene ripartito l'80% del 2% come segue:
1-responsabile unico del procedimento e programma spesa 30%
2-Istruttore tecnico responsabile della verifica del progetto per la validazione 10%
3-Istruttore tecnico o amministrativo incaricato per la predisposizione delle procedure di bando di gara e esecuzione del contratto 25%
4-tecnico incaricato per la direzione dei lavori 25%
5-Tecnico incaricato per il collaudo amministrativo o per il certificato di regolare esecuzione 10%
Ora la domanda:
secondo voi l'incremento nella misura percentuale del 50% di cui al comma 2 da liquidare al RUP quando deve essere applicata? Quando svolge solo l'incarico rup ossia solo punto 1? O anche quando viene svolto all'interno oltre che incarico rup punto 1 altre funzioni es. anche punto 2 o punto 3?

Con D.M. 4 ottobre 2021, n. 204, pubblicato sulla G.U. Serie Generale n. 289 del 04-12-2021, entrato in vigore in data 19/12/2021, è stato approvato il "Regolamento recante norme per la ripartizione dell'incentivo per le funzioni tecniche, di cui all'art. 113 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50".
Il comma 3, dello stesso art. 113, dispone, tra l'altro, che "gli incentivi complessivamente corrisposti nel corso dell'anno al singolo dipendente, anche da diverse amministrazioni, non possono superare l'importo del 50 per cento del trattamento economico complessivo annuo lordo."
L'art. 93, comma 7-bis del D.Lgs. n. 163/2006 e ss.mm.ii., introdotto dall'art. 13-bis della legge n. 114 del 2014, disponeva che "a valere sugli stanziamenti di cui al comma 7, le amministrazioni pubbliche destinano ad un fondo per la progettazione e l’innovazione risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento degli importi posti a base di gara di un’opera o di un lavoro; la percentuale effettiva è stabilita da un regolamento adottato dall’amministrazione, in rapporto all’entità e alla complessità dell’opera da realizzare."
Come noto dalla data di entrata in vigore dell'art. 13-bis della legge n. 114 del 2014 fino alla entrata in vigore del D.M. 4 ottobre 2021, n. 204, il personale del MIMS non ha percepito l'incentivo per le funzioni tecniche.
Orbene, dal calcolo dell'incentivo per le prestazioni rese dal 2014 fino all'attualità, sono stati rilevati superamenti del tetto stipendiale annuale lordo, statuito prima dall'art. 93 del D.Lgs. n. 163/2006 e sss.mm.ii. come confermato dall'art. 113 del D.Lgs. n. 50/2016 e ss.mm.ii..
Per quanto sopra si chiede se il tetto stipendiale va considerato per ogni singolo anno di maturazione dell'incentivo, anche se corrisposto in una unica soluzione, o sull'importo totale risultante dalla somma delle quote di incentivo maturate negli anni precedenti.

Buongiorno, sono a richiedere se gli incentivi per le funzioni tecniche di cui all'art.113 del dlgs. 50/20216 sono compresi o esclusi dai limiti percentuali previsti dalla Circolare n.4 del Ministero dell'economia e delle finanze prot.8432 del 18/01/2022 per le spese tecniche, parametrate all'importo lavori IVA inclusa ammesso a finanziamento.
si porgono cordiali saluti.
arch.Raffaella Bonfiglio

In riferimento alla questione in oggetto chiedo cortesemente se l'importo sul quale effettuare il calcolo degli incentivi delle funzioni tecniche comprende anche il costo stimato degli eventuali rinnovi e/o proroghe previsti nei documenti di gara.

Spett. Servizio Supporto Giuridico,
L’Università degli studi di Trieste ha indetto una gara d’appalto per l’affidamento pluriennale dei Servizi Integrati di Biblioteca, per una durata certa di anni 4 e un importo a base di gara di Euro 3.008.000,00, più euro 28.000,00 per oneri sicurezza Covid-19, IVA esclusa e con la facoltà di opzione di rinnovo per 2 anni, più ulteriori 2 anni e una proroga tecnica per un massimo di un anno, per un valore massimo complessivo del contratto, tenuto conto anche degli eventuali rinnovi e proroga, di Euro 6.768.000,00.
Si è provveduto alla nomina del Direttore dell’Esecuzione del Contratto ed è stato accantonato l’importo necessario alla corresponsione dell’incentivo per funzioni tecniche ex art. 113 del Codice dei Contratti, calcolato secondo il regolamento adottato dall’Ateneo, il quale prevede criteri decrescenti di graduazione della percentuale all’aumentare del valore dell’appalto.
Dovendo procedere alla liquidazione dell’incentivo a favore delle figure che hanno operato nella programmazione e gestione dell’appalto, si chiede se sia corretto calcolare la quota dell’incentivo per la fase della programmazione e quella relativa alla predisposizione e controllo delle procedure di gara avuto riguardo all’intero valore stimato dell’appalto, tenuto conto anche degli eventuali rinnovi e proroga, per un importo pari ad Euro 6.768.000,00.
Si chiede, inoltre, se sia corretto calcolare la quota di pertinenza del RUP e del DEC avuto riguardo all’intero valore stimato dell’appalto, tenuto conto anche degli eventuali rinnovi e proroga, pari ad Euro 6.768.000,00, ovvero al solo importo a base di gara (parte certa) pari ad Euro 3.008.000,00.
Nell’ipotesi di applicazione del secondo criterio, si chiede se, al realizzarsi di ciascuna proroga, debba essere corrisposto l’incentivo, accantonato fin dall’approvazione dell’affidamento, e se il medesimo debba essere calcolato applicando i criteri decrescenti di graduazione della percentuale a partire dall’importo del rinnovo sommato all’importo a base di gara, oppure calcolato sul solo importo del rinnovo.

Grazie e cordiali saluti

Con riferimento alla novella normativa di cui all’art. 5, c. 10 del D.L. 121 del 2021, con la quale si prevede che debba riconoscersi l’incentivo di cui all’art. 113 del Codice anche alle attività relative ad appalti eseguiti prima dell’entrata in vigore del regolamento di cui all’art. 113 comma 3, purchè inerenti a procedure avviate dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 50 del 2016, si richiede se il diritto del dipendente all’incentivo resti, in ogni caso, condizionato al preventivo accantonamento delle relative somme in sede di redazione del quadro/prospetto economico dell’intervento.
La soluzione affermativa è, infatti, imposta dall’inciso contenuto nel comma 10 dell’art. 5, del citato Decreto legge in base al quale “gli oneri […] fanno carico agli stanziamenti GIÀ accantonati per i singoli appalti”, nonché dall’unanime giurisprudenza contabile secondi cui “le condizioni di carattere generale che, in base all’art. 113 del Codice dei contratti pubblici, devono sussistere ai fini dell’incentivabilità di ogni singola funzione tecnica, […] sono così enucleabili: a) […]; b) […]; c) che il relativo impegno di spesa sia assunto a valere sulle risorse stanziate nel quadro economico dell’appalto, attraverso la costituzione di un apposito fondo vincolato non superiore al 2% dell’importo dei lavori posti a base di gara […]”.

Con riferimento alle attività incentivabili di cui all'art 113, c. 2 del Codice, si sottopone il quesito all'interpretazione della locuzione "attività di programmazione della spesa per investimenti". In particolare, si richiede se la norma si riferisca all'attività di programmazione triennale dei lavori pubblici e biennale degli acquisti di beni e servizi di cui all'art. 21 del Codice, ovvero alle attività connesse alla redazione del bilancio previsionale.

Con riferimento all'art 113, si richiede se il diritto del dipendente alla corresponsione dell'incentivo sorga a seguito del mero accertamento dell'effettivo svolgimento di una delle attività di cui al comma 2, ovvero se questo sia condizionato al raggiungimento di una determinata fase della procedura di acquisizione. Si pensi, a titolo esemplificativo alle attività svolte dal soggetto incaricato della programmazione di un investimento a cui non si sia dato seguito, oppure alle attività del RUP e degli incaricati della predisposizione di una procedura di gara che sia, successivamente, andata deserta. In tutti i predetti casi, infatti, appare opportuno condizionare la nascita del diritto all'incentivo, alla stipula del contratto o, quantomeno, alla effettiva aggiudicazione dell'appalto.

Con riferimento all'apparente contraddittorietà tra le disposizioni di cui ai commi 2 e 5 dell'art. 113 del Codice si chiede se sia corretta l'interpretazione della C. conti sez reg Lombardia n. 37 del 2020 secondo cui <>.
Si richiede, in particolare, se al c. 5 possa attribuirsi la portata espansiva proposta dalla Corte, tale da riconoscere l’incentivo anche per le attività escluse dall’elenco tassativo di cui all’art.113, c. 2 ma rientranti tra le ausiliarie di cui all’art. 3, c. 1, lett. m).

Con la presente si richiede se siano incentivabili le attività finalizzate all'attuazione di eventuali rinnovi, proroghe o altre opzioni previste dalla documentazione di gara e quantificate nell'ambito dell'importo massimo stimato di cui all'art. 35 del Codice.
Alla soluzione negativa condurrebbe la lettera dell'art. 113, nella parte in cui, per la quantificazione del fondo destinato agli incentivi, riferisce la quota del 2% alla sola "base di gara" (che, come noto, non comprende le opzioni). A ciò si aggiunga la pronuncia della C. conti, Sez. contr. Lombardia n. 64 del 2022 che, ammettendo la modifica (rectius "incremento") del fondo nei soli casi di modifiche contrattuali dovute a circostanze impreviste ed imprevedibili, esclude implicitamente che per rinnovi, proroghe e altre opzioni, un incremento del fondo possa avvenire successivamente (ad esempio, al momento dell'impegno di spesa finalizzato all'attivazione degli stessi).

Questa Amministrazione comunale con Deliberazione di Giunta n.2019/G/00207 ha approvato il regolamento per la costituzione e la ripartizione del fondo di incentivazione per funzioni tecniche di cui all'art. 113 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 diversificando la disciplina per l’erogazione degli incentivi relativi ai lavori da quella degli incentivi relativi ai servizi e alle forniture in considerazione della diversità delle fattispecie regolamentate.
Nel 2018, tramite procedura ristretta di cui all’art. 61 del D.Lgs. 50/2016 di rilevanza comunitaria, è stato affidato l’appalto misto di servizi, lavori e forniture denominato “Global service della rete viaria del Comune di Firenze”, con prevalenza di servizi.
Con il presente quesito si chiede se la normativa regolamentare da applicare per la distribuzione dell’incentivo debba seguire la regola delle attività poste in essere per l’esecuzione dell’appalto e quindi: per le attività svolte in relazione ai lavori applicare la disciplina regolamentare per la distribuzione dell’incentivo relativo ai lavori (che tra l’altro prevede come attività incentivabili quelle specifiche dei lavori pubblici quali il Direttore dei lavori) e per le attività relative ai servizi e alle forniture applicare la disciplina regolamentare per la distribuzione dell’incentivo relativa ai servizi e alle forniture (che prevede come attività incentivabili quelle specifiche dei servizi e forniture quali il Direttore dell’esecuzione).
In alternativa, trattandosi di unico appalto con prevalenza servizi, se sia necessario seguire la regola dettata dall’art. 28 del D.Lgs. 50/2016 per le aggiudicazioni dei contratti misti di appalto anche per la distribuzione dell’incentivo di cui all’art. 113 del D.Lgs. 50/2016 e quindi, per tutte le attività poste in essere per l’esecuzione dell’appalto, a prescindere dalla tipologia a cui esse afferiscono, ripartire l’incentivo secondo la disciplina regolamentare relativa ai servizi e alle forniture.

In riferimento ad accordi quadro di lavori affidati a seguito di procedura aperta o negoziata si chiede se l’ammontare del fondo per l’incentivazione delle funzioni tecniche di cui all’art.113 del D. Lgs. 50/2016 debba essere calcolato sull'ammontare dell’importo lavori posto a base di gara per l’aggiudicazione dell’accordo quadro, oppure sulla base dell’importo di ogni singolo contratto applicativo affidato nell’ambito dell'accordo quadro stesso al lordo del ribasso d’asta offerto dall’appaltatore.
Si evidenzia che in questa seconda ipotesi, qualora la stazione appaltante intenda impiegare l’intero importo stanziato per l’accordo quadro, l’importo netto complessivo di tutti i contratti applicativi potrebbe raggiungere il valore dello stanziamento iniziale (importo posto a base di gara) e, conseguentemente, l’importo complessivo dell’incentivo risulterebbe superiore a quello determinato secondo la prima ipotesi.

Per i casi in cui, nell’ambito di un singolo appalto, un unico soggetto debba svolgere, come previsto dalla normativa in vigore, più attività considerate dal regolamento separatamente ai fini dell’incentivo, si chiede se sia legittimo compensare le diverse attività svolte sommando le relative percentuali previste dal regolamento, oppure se sia necessario limitare tale compenso alla percentuale relativa all’attività prevalente.
In particolare, quale specifica applicazione del suddetto quesito, si chiede se nel caso di Responsabile unico del procedimento che, ai sensi del comma 6, lett. d) dell’art. 26 del D.Lgs.50/2016, per i lavori di importo inferiore al milione di euro svolge anche l’attività di valutazione preventiva dei progetti si possano incentivare entrambe le attività svolte (RUP e valutazione preventiva del progetto) ognuna con le relative aliquote previste dal regolamento comunale, oppure sia necessario incentivare solo l’attività del RUP con la aliquota per essa prevista.

Fasc. 3902/2022 (URCP 55/2022)

Oggetto: Quesito in merito all’applicazione dell’articolo 113 del codice dei contratti pubblici in caso di svolgimento di funzioni amministrative. L’attività relativa all’accensione del mutuo per il finanziamento dell’opera non possa rientrare tra le attività incentivabili?

In merito a quanto disciplinato dal c. 4 art 113 del D Dlgs n 50, ripreso in maniera quasi testuale nel Regolamento adottato dalla presente Stazione Appaltante, avendo la stessa accantonato negli anni una cospicua somma relativa al fondo “incentivi per le funzioni tecniche” non distribuite (cd 20% di legge) si richiedono chiarimenti in merito alle possibili tipologie di acquisizioni attraverso l’utilizzo di tale fondo.
Si riportano alcune soluzioni elaborate dall’ente:
1) Acquisto di materiale giuridico a supporto delle procedure di acquisizione (Codice Appalti commentato, pubblicazioni inerenti alla disciplina degli appalti);
2) Predisposizione di processi che consentano un miglioramento informatico dell’ente volto a garantire la protezione dei dati riguardanti le procedure di gara e la conservazione della documentazione inerente. A tal fine l’ente intende acquisire:
a. servizio di verifica della compliance GDPR secondo lo schema del Framework nazionale di Cyber security;
b. servizio di Intrusion Detection con funzionalità di monitoraggio in tempo reale della rete;
c. fornitura delle macchine virtuali/fisiche per l’installazione delle sonde per il sistema di Intrusion Detection;
d. Conservazione sostitutiva certificata mediante archiviazione in cloud.
3) Formazione professionale dedicata da parte di consulente esperto di appalti;
4) Alta formazione professionale attraverso la partecipazione a convegni accreditati in materia di appalti;
5) Alta formazione professionale attraverso la partecipazione a master di alta qualificazione nel settore dei contratti.
Si richiede, altresì, di suggerire ulteriori o alternative tipologie di beni o servizi da acquisire mediante il fondo.
Inoltre, si chiede di chiarire cosa si intenda per “[omissis] il miglioramento della capacità di spesa e di efficientamento informatico, [omissis]”.
In fine, per l’acquisto di beni e servizi mediante l’utilizzo del fondo si richiede quali informazioni sia opportuno riportare nei provvedimenti di acquisizione.