Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: Prevenzione Collaborativa
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE PERSISTE NONOSTANTE IL TENTATIVO DI SELF-CLEANING (94.BIS)
Ai fini dell'aggiornamento dell'interdittiva antimafia, le misure di self-cleaning adottate dall'operatore economico devono essere effettive e non meramente formali; la persistenza di coabitazioni con soggetti controindicati e l'assunzione di commesse pubbliche in pendenza di interdittiva precludono l'applicazione delle più miti misure di prevenzione collaborativa, configurando un pericolo di infi (...)
OCCASIONALITA' DELL'AGEVOLAZIONE MAFIOSA E DIRITTO ALLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA (94-BIS.1)
In tema di documentazione antimafia, l'Amministrazione non può legittimamente negare l'ammissione dell'impresa alle misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011 qualora l'agevolazione mafiosa risulti occasionale. Tale occasionalità è desumibile dalla predominante rilevanza dell'attività economica lecita rispetto al circoscritto periodo di coinvolgimento in sistemi illeciti e (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER GEMMAZIONE IMPRENDITORIALE E CONTINUITÀ CON SOGGETTI GIÀ INTERDETTI
In tema di contrasto alle infiltrazioni mafiose, la continuità tra una nuova compagine societaria e soggetti già destinatari di interdittiva, desumibile dal travaso di mezzi e personale, configura un rischio infiltrativo strutturale che preclude l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa, le quali presuppongono l'occasionalità dell'agevolazione. (...)
ILLEGITTIMA LA PUBBLICITÀ CAMERALE PER LE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA (94-BIS.5)
L'annotazione presso la Camera di Commercio delle misure di prevenzione collaborativa è illegittima, in quanto tali provvedimenti non condividono la natura interdittiva dell'informativa antimafia e sono finalizzati esclusivamente al monitoraggio dell'impresa in funzione di bonifica; la loro diffusione esterna violerebbe il regime di riservatezza previsto dall'art. 94-bis, comma 5, del d.lgs. 159/2 (...)
L'INERZIA PROCEDIMENTALE DEL PRIVATO PRECLUDE LA CONTESTAZIONE DEL DIFETTO DI CONTRADDITTORIO (92.2)
In tema di informativa antimafia, l'inerzia procedimentale del soggetto destinatario della comunicazione di avvio del procedimento impedisce di ravvisare una violazione del diritto al contraddittorio qualora gli elementi istruttori fossero conoscibili mediante l'accesso agli atti richiamati. La sussistenza di gravi reati associativi a carico del socio unico configura un pericolo di infiltrazione s (...)
AUTONOMIA DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ARCHIVIAZIONE IN SEDE PENALE
La misura interdittiva antimafia è espressione di un potere ampiamente discrezionale dell'autorità prefettizia e prescinde dall'accertamento di responsabilità penali o dall'esistenza di condanne, potendo fondarsi su elementi indiziari sintomatici di una possibile infiltrazione. L'autonomia del giudizio amministrativo rispetto a quello penale comporta che l'archiviazione di un procedimento non vani (...)
OBBLIGO DI MOTIVAZIONE RAFFORZATA E VALUTAZIONE DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA
In tema di certificazione antimafia, l'autorità deve superare ogni automatismo procedimentale basato sui titoli di reato e assolvere a un obbligo di motivazione rafforzata, valutando se il pericolo di infiltrazione sia meramente occasionale; in tale ipotesi, in ossequio al principio di proporzionalità e del minimo mezzo, l'amministrazione è tenuta a indicare le ragioni per cui ritiene inapplicabil (...)
ESCLUSIONE AUTOMATICA PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA E LIMITI DELLE SOSPENSIVE CAUTELARI (94.2)
Ai sensi dell'art. 94, comma 2, del D.Lgs. n. 36/2023, la sussistenza di un'interdittiva antimafia non sospesa erga omnes impone l'esclusione automatica dalla gara, senza che possa assumere rilievo l'iscrizione in white list ottenuta solo successivamente all'aggiudicazione per effetto del controllo giudiziario, in quanto tale misura non possiede natura retroattiva e non può sanare la mancanza dei (...)
IL CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE E' INDISPENSABILE PER ACCERTARE L'EVENTUALE OCCASIONALITA' DELL'INFILTRAZIONE MAFIOSA
In sede di adozione di un'informativa antimafia interdittiva, l'Amministrazione è tenuta a garantire il contraddittorio endoprocedimentale con l'impresa interessata, al fine di accertare se i tentativi di infiltrazione criminale siano dotati di carattere strutturale o meramente occasionale. Tale passaggio istruttorio è essenziale per consentire l'eventuale applicazione degli istituti di prevenzion (...)
OBBLIGO DI MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER L'ESCLUSIONE DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA (94-BIS.1)
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva che non espliciti le ragioni concrete e specifiche atte a rendere plausibile un condizionamento della società di natura continuativa e stabile, omettendo di assolvere al maggior onere motivazionale richiesto per escludere l'applicabilità delle misure di prevenzione collaborativa previste dall'art. 94-bis del D.Lgs. 159/2011 in presenza di un quadr (...)
L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRECLUDE LA PREVENZIONE COLLABORATIVA SE IL CONTROLLO SOCIETARIO NON È OCCASIONALE (94-BIS.1)
In tema di contrasto alle infiltrazioni mafiose, l'amministrazione non è tenuta ad ammettere l'operatore economico alla procedura di prevenzione collaborativa qualora il rischio di condizionamento derivi da un assetto proprietario stabilmente controllato da imprese interdette, venendo a mancare il presupposto dell'occasionalità dell'agevolazione. Inoltre, il potere prefettizio di ordinare la gesti (...)
INTERDITTIVA ANTIMAFIA E INAMMISSIBILITÀ DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA IN CASO DI CONDIZIONAMENTO NON OCCASIONALE
Ai fini dell'adozione di un'interdittiva antimafia, la Prefettura può legittimamente escludere l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa qualora il condizionamento mafioso non risulti occasionale, ma emerga un quadro di asservimento strutturale dell'impresa agli interessi di un clan, mediato da stretti vincoli di parentela e dall'ingerenza gestionale di soggetti gravitanti nell'orbi (...)
LA PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA DETERMINA L'IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO CONTRO L'INTERDITTIVA ORIGINARIA
È illegittimo il provvedimento amministrativo che fonda i propri effetti su un'interdittiva antimafia superata da un successivo provvedimento di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011; l'obbligo di contraddittorio procedimentale è imprescindibile qualora emergano nuovi elementi indiziari che possano mutare la valutazione sulla natura occasionale dell'agevolazione mafiosa. (...)
VALUTAZIONE PROBABILISTICA E AUTONOMIA DEL PREFETTO NELLA PREVENZIONE ANTIMAFIA (94.2)
Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia interdittiva, la Prefettura può legittimamente valorizzare indizi derivanti da procedimenti penali e legami societari o familiari stabili con esponenti della criminalità organizzata, operando una valutazione autonoma e discrezionale basata sulla probabilità del rischio di condizionamento, che prescinde dall'esito finale del giudizio penale o dalla r (...)
AUTONOMIA DELLA PREVENZIONE ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ESITO DEL PROCEDIMENTO PENALE
La misura interdittiva antimafia è legittimamente fondata sul rinvio a giudizio dei soci per reati associativi di stampo mafioso, in virtù della piena autonomia tra la valutazione amministrativa di prevenzione e l'accertamento penale. La risalenza dei fatti contestati non elide la sussistenza del pericolo di condizionamento in assenza di chiari elementi di discontinuità. Il diniego delle misure di (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE HA CARATTERE CONTINUATIVO E NON OCCASIONALE
È legittima l'informativa antimafia ostativa fondata su elementi indiziari gravi, quali il rinvio a giudizio del socio accomandatario per concorso esterno in associazione mafiosa, dovendosi escludere l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa qualora il condizionamento criminale non risulti meramente occasionale ma strutturale o continuativo. (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA IN PRESENZA DI MISURE DI SELF-CLEANING FITTIZIE (94-bis.1)
È legittima l'informativa antimafia interdittiva quando le misure di self-cleaning adottate dall'operatore economico risultino meramente elusive, non idonee a recidere i legami con la criminalità organizzata. La valutazione di non occasionalità del pericolo di infiltrazione mafiosa può legittimamente fondarsi sulle modalità ambigue di valutazione delle quote sociali cedute, sul ritardo nell'adempi (...)
SUSSISTENZA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E DINIEGO DELLE MISURE DI COLLABORAZIONE PREVENTIVA
È legittima l'informativa antimafia basata su elementi sintomatici di un rischio di infiltrazione mafiosa non occasionale, derivanti dalla presenza di dipendenti con precedenti per reati associativi, dalla gestione di fatto affidata a congiunti coinvolti in procedimenti penali per reati gravi e dalla partecipazione dell'impresa a consorzi già interdetti; in tali casi, l'assenza del requisito dell' (...)
LEGITTIMITÀ INTERDITTIVA ANTIMAFIA: VALORE DELLE INTERCETTAZIONI E INAPPLICABILITÀ DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA
Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia interdittiva, l'Autorità prefettizia può legittimamente trarre elementi sintomatici di infiltrazione mafiosa da intercettazioni ambientali ancorché dichiarate inutilizzabili nel processo penale per vizi formali, rilevandone la valenza di fatto storico accertato. L'applicazione della misura di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011 (...)
ILLEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE L'IMPRESA È IN PREVENZIONE COLLABORATIVA (94.2)
In sede di affidamento di contratti pubblici, è illegittima l'esclusione automatica dell'operatore economico ex art. 94, comma 2, D.Lgs. 36/2023 motivata da un'interdittiva antimafia la cui efficacia risulti sospesa dal giudice amministrativo o superata dall'adozione di misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011 che consentano il reinserimento dell'impresa nelle 'white list (...)
ILLEGITTIMA L'OMESSA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA URGENZA CONCRETA (92.2)
In tema di informativa antimafia, l'omessa instaurazione del contraddittorio procedimentale previsto dall'art. 92, comma 2-bis, D.Lgs. n. 159/2011 determina l'illegittimità del provvedimento qualora l'Amministrazione non dia prova di concrete e specifiche ragioni di urgenza (quali l'imminente erogazione di contributi) che impediscano la previa comunicazione all'interessato; la gravità del quadro i (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SUI LEGAMI DI PARENTELA IN CONTESTI DI CRIMINALITA' ORGANIZZATA
In tema di interdittiva antimafia, il giudice amministrativo deve operare una valutazione unitaria e non atomistica degli elementi istruttori, considerando i legami di parentela con esponenti della criminalità organizzata come indizi rilevanti della permeabilità dell'impresa, specie in contesti dove il vincolo di sangue è fondante per l'organizzazione criminale. La misura della prevenzione collabo (...)
INCOMPATIBILITÀ TRA GRAVITÀ DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE E MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA
In tema di informativa antimafia, l'attivazione della misura di prevenzione collaborativa presuppone un'agevolazione mafiosa di natura occasionale; pertanto, l'estrema gravità del contesto di controindicazione rilevato dall'autorità prefettizia legittima il diniego della misura e la conferma dei divieti di contrattazione con la Pubblica Amministrazione, nell'esercizio di un'ampia discrezionalità a (...)
VALUTAZIONE DELLE MISURE COLLABORATIVE NECESSARIA PRIMA DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva qualora l'amministrazione ometta di valutare adeguatamente l'applicabilità delle misure di prevenzione collaborativa, le quali devono essere vagliate anche prima dell'adozione dell'interdizione per verificare se il rischio di infiltrazione sia solo occasionale. La motivazione del diniego di tali misure non può essere generica o basata sulla mera s (...)
Argomenti:
VALUTAZIONE OBBLIGATORIA DELLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA PRIMA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA
In tema di interdittiva antimafia, l'amministrazione è tenuta a valutare se il rischio di infiltrazione malavitosa sia riconducibile a una situazione di agevolazione occasionale, per la quale risultano esperibili le misure di prevenzione collaborativa previste dall'art. 94 bis del D.Lgs. 159/2011. Un provvedimento che escluda tali misure senza un'istruttoria approfondita e una motivazione specific (...)
VALUTAZIONE OBBLIGATORIA DELLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA PRIMA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA
L'ampio ventaglio di misure di prevenzione collaborativa previsto dall'ordinamento deve essere obbligatoriamente vagliato dall'autorità prefettizia per verificare se la permeabilità mafiosa dell'impresa sia occasionale. È illegittimo, per difetto di istruttoria, il provvedimento interdittivo che neghi tali misure basandosi su formule stereotipate circa la persistenza del pericolo senza analizzare (...)
NON SUSSISTE OBBLIGO DI MOTIVAZIONE ANALITICA PER ESCLUDERE LA PREVENZIONE COLLABORATIVA (94.2)
In tema di documentazione antimafia, l’esercizio in senso negativo del potere di applicazione delle misure di prevenzione collaborativa non richiede una specifica motivazione volta a escludere i presupposti dell'agevolazione occasionale, qualora la natura strutturale dei fattori di inquinamento mafioso sia chiaramente desumibile dal quadro sintomatico posto a fondamento dell'informativa interditti (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU LEGAMI PARENTALI E FREQUENTAZIONI CON LA CRIMINALITÀ
Il provvedimento di interdittiva antimafia può legittimamente fondarsi su una pluralità di elementi indiziari, tra cui assumono rilievo prioritario i rapporti di parentela e di frequentazione con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, quando tali legami siano idonei a suggerire un pericolo concreto di condizionamento mafioso. La misura di prevenzione collaborativa prevista dall'art. 9 (...)
DINIEGO AGGIORNAMENTO INTERDITTIVA PER PERSISTENZA DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
Il mantenimento della medesima compagine sociale e l'accertato esercizio di poteri gestionali di fatto da parte del soggetto controindicato costituiscono elementi sintomatici della mancata adozione di misure di self-cleaning, legittimando il diniego di aggiornamento dell'interdittiva antimafia e l'inapplicabilità delle misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis d.lgs. 159/2011. (...)
ONERE MOTIVAZIONALE AGGRAVATO PER IL DINIEGO DELLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva qualora la Stazione Appaltante o l'Autorità Prefettizia non forniscano un'analitica motivazione circa l'inidoneità delle misure di prevenzione collaborativa previste dall'art. 94-bis del Codice Antimafia. Tale onere è ancor più stringente in presenza di una sentenza penale che ridimensiona il quadro indiziario a carico dell'amministratore della so (...)
DINIEGO PREVENZIONE COLLABORATIVA PER LEGAMI MAFIOSI STRUTTURALI E CONVIVENZE PERDURANTI
Ai fini del riesame di un'informativa interdittiva antimafia, l'accesso alle misure di prevenzione collaborativa presuppone il carattere meramente occasionale dell'agevolazione mafiosa; tale beneficio è precluso qualora emerga una contiguità compiacente e strutturale derivante da legami di sangue e convivenze more uxorio mai effettivamente interrotte con esponenti apicali della criminalità organiz (...)
NEGATA LA PREVENZIONE COLLABORATIVA IN PRESENZA DI RISCHIO INFILTRATIVO STRUTTURALE
La misura della prevenzione collaborativa presuppone il carattere episodico e superficiale del legame tra impresa e criminalità organizzata; pertanto, deve essere esclusa qualora il pericolo infiltrativo sia radicato in un complesso reticolo di cointeressenze familiari e societarie che rendano l'attività economica funzionale ai fini dell'associazione mafiosa, indipendentemente dalle ridotte dimens (...)
RISCHIO INFILTRATIVO PERSISTENTE NONOSTANTE L'ESTROMISSIONE FORMALE DEL GESTORE DI FATTO
Ai fini dell’aggiornamento di un’informativa interdittiva ex art. 91 comma 5 D.Lgs. 159/2011, l’amministrazione deve verificare se le circostanze sopravvenute abbiano rimosso il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo la regola del “pi probabile che non”; tale pericolo non pu dirsi venuto meno in presenza di un mero dato formale di estromissione qualora riscontri probatori esterni attestino la (...)
LEGITTIMITA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU INDIZI DI CONDIZIONAMENTO STRUTTURALE E NON OCCASIONALE
Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, non occorre provare l'avvenuta infiltrazione, bensi la sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi dai quali sia deducibile il pericolo di ingerenza della criminalita organizzata. Tale pericolo deve essere valutato secondo un giudizio prognostico unitario degli elementi raccolti, superando la visione atomistica dei singoli fatti, e non richiede (...)
PREVALENZA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA SULLE MISURE TARDIVE DI SELF CLEANING (94-BIS.1)
L'informativa antimafia è legittimamente emessa qualora emerga, secondo la regola del 'più probabile che non', un rischio di condizionamento mafioso basato su legami strutturali con la criminalità organizzata. Le misure di self-cleaning tardive non obbligano l'Amministrazione ad attivare la prevenzione collaborativa, la cui applicazione è preclusa laddove il pericolo di infiltrazione sia valutato (...)

