Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: indebito arricchimento
APPALTO DI SERVIZI: INAMMISSIBILITA' VARIANTI E AZIONE DI INDEBITO ARRICCHIMENTO SENZA DELIBERA DI IMPEGNO DI SPESA E COPERTURA FINANZIARIA (25)
In tema di appalti pubblici, la disciplina dettata dall'art. 25 della Legge n. 109/1994 (e successive normative analoghe) relativa alle varianti in corso d'opera è applicabile esclusivamente agli appalti di lavori e non agli appalti di servizi, per i quali vige il divieto di modificazioni oggettive del regolamento contrattuale pattuito in sede di gara.<p (...)
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APPALTO STIPULATO "A MISURA" ANZICHÉ "A CORPO": NULLITÀ ASSOLUTA DELL'INTERO CONTRATTO PER CONTRASTO CON L'INTERESSE PUBBLICO ALLA STABILITÀ DELLA SPESA
In tema di appalti pubblici, la stipulazione di un contratto "a misura" in violazione dell'art. 19, comma 4, L. n. 109/1994 (applicabile ratione temporis) integra una fattispecie di nullità virtuale ai sensi dell'art. 1418, comma 1, c.c., rilevabile d'ufficio dal giudice. Tale vizio non costituisce una nullità di protezione riservata all'Am (...)
AZIONE DI INDEBITO ARRICCHIMENTO VERSO LA P.A.: DECURTAZIONE UTILE D'IMPRESA E DECORRENZA INTERESSI
Qualora un operatore economico esegua prestazioni in favore di un Ente locale in difetto dei requisiti di forma richiesti per l'evidenza pubblica e la contrattualistica amministrativa, il medesimo non può pretendere l'intero corrispettivo tariffario ma unicamente l'indennizzo per indebito arricchimento al netto dei margini di guadagno aziendale, le cui s (...)
INIDONEITÀ DEL VERBALE DI AGGIUDICAZIONE A FUNGERE DA CONTRATTO (11)
Il verbale di aggiudicazione definitiva di una gara non costituisce contratto tra la Pubblica Amministrazione e il privato, dovendosi distinguere la fase della scelta del contraente da quella della stipulazione del negozio, quest’ultima necessaria per la nascita del rapporto obbligatorio. Ne consegue che, in materia sanitaria, le prestazioni erogate oltre il tetto d (...)
LAVORI EXTRA-APPALTO SENZA RISERVE: L'INDENNIZZO NON È DOVUTO QUALORA L'ENTE DIMOSTRI DI AVER RIFIUTATO L'ARRICCHIMENTO O DI NON AVERLO POTUTO RIFIUTARE
Ai fini della proposizione dell’azione di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. nei confronti della Pubblica Amministrazione, il riconoscimento dell’utilità da parte dell’Ente non costituisce più un presupposto dell’azione, spettando unicamente al privato l'onere di provare l'arricchimento oggettivo; tuttavia, l'Amministrazione può legittimamente oppo (...)
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