Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Informativa antimafia

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - EFFICACIA DECORSO DEL TERMINE ANNUALE -NECESSARIA REVISIONE

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il decorso del termine annuale ex art. 86, comma 2, d.lgs. n. 159 del 2011 non produce ex se la perdita di efficacia del provvedimento interdittivo, il quale, una volta spirato il termine suindicato, dovrebbe considerarsi tamquam non esset, ma produce l’effetto (strumentale e procedimentale) di imporre all’Autorità prefettizia il riesame della vicenda complessiva, ergo dei sintomi di condiziona (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA A PERSONA FISICA NON IMPREDITORE - ILLEGITTIMA

TAR CALABRIA RC - SENTENZA

L’accertamento antimafia sulla persona fisica (direttore tecnico, dipendente, socio ed amministratore) è pur sempre funzionale ad una valutazione di permeabilità criminosa dell’impresa individuale o societaria cui la medesima è collegata e che abbia chiesto una licenza, una concessione, un’autorizzazione o di contrattare con la P.A. ovvero, come nel caso concreto, l’iscrizione ad un Albo.<p (...)

SOPRAVVENUTA INTERDITTIVA ANTIMAFIA - INCAMERAMENTO GARANZIA DEFINITIVA - ATTO DOVUTO (103)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Le stazioni appaltanti, ai sensi degli artt. 92 e 94 del Codice Antimafia, nel caso di sopravvenienze di un’interdittiva antimafia, cui si riconnette l’accertamento dell’incapacità originaria del privato ad essere destinatario di un rapporto con la pubblica amministrazione, sono tenute a recedere dai contratti, fatto salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spe (...)

ISTANZA LIBERATORIA ANTIMAFIA - OBBLIGO DEL PREFETTO DI PRONUNCIARSI ENTRO 30 GIORNI

TAR EMILIA BO - SENTENZA

Va evidenziato che ai sensi ai sensi dell’art. 91, comma 5 del D. Lgs 159/2011, c.d. Codice Antimafia, “il prefetto, anche sulla documentata richiesta dell’interessato, aggiorna l’esito dell’informazione al venir meno delle circostanze rilevanti ai fini dell’accertamento dei tentativi di infiltrazione mafiosa”. La giurisprudenza ha costantemente evidenziato (cfr. ex plurimis, Consiglio di Stato (...)

RAPPORTI COMMERCIALI TRA IMPRESE - RISCHIO DI INFLUENZA CRIMINALE - VA VERIFICATO IN CONCRETO (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Come ha avuto modo di evidenziare questa Sezione (cfr. Cons. Stato, sez. III, 8 agosto 2023, n. 7674, 23 marzo 2023, n. 2953, 26 maggio 2016, n. 2232) in tema di interdittive “a cascata” l’instaurazione di rapporti commerciali o associativi tra un’impresa e una società già ritenuta esposta al rischio di influenza criminale giustifica l’adozione di una informativa sempre che possa presumersi il (...)

LEGISLAZIONE ANTIMAFIA - ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE - SOSPENZIONE EFFETTI INTERDITTIVA

CORTE COSTITUZIONALE - SENTENZA

Il legislatore ha previsto, quale condizione affinché possa essere richiesta l&#39;ammissione al controllo giudiziario volontario, che l&#39;imprenditore richiedente sia destinatario di una informazione interdittiva emessa ai sensi dell&#39;art. 84, comma 4, cod. antimafia (e, dunque, di una interdittiva adottata in esito alla valutazione discrezionale del prefetto (...)

CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME: IN CASO DI URGENZA, E' POSSIBILE PROCEDERE IN ASSENZA DI INFORMATIVA ANTIMAFIA (92.3)

TAR PUGLIA LE - SENTENZA

Oltre a doversi rilevare la non diretta applicabilità al caso di specie delle disposizioni di cui al d.lgs. 36/2023 (trattandosi di procedura per il rilascio di una concessione demaniale marittima – cfr. ex multis Cons. Stato. Sez. VII, sent. n. 6446 del 22 luglio 2022), deve evidenziarsi che l’art. 92, co. 3, d.lgs. 159/2011 consente di procedere in assenza del ril (...)

PERDITA DEI REQUISITI ANTIMAFIA: IL SUCCESSIVO RIPRISTINO NON FA VENIR MENO LA LEGITTIMITA' DELLA REVOCA DELL'AGGIUDICAZIONE (94)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In forza del principio generale tempus regit actum, l&#39;illegittimità sopravvenuta di un atto amministrativo per rimozione retroattiva del suo presupposto giuridico è configurabile solo nelle ipotesi tassative di legge retroattiva, incostituzionalità della norma o mancata conversione di decreto-legge; ne consegue che il decreto della Corte d&#39;Appello che ripris (...)

L’INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA DETERMINA LA PERDITA DEI REQUISITI PER L'ISCRIZIONE ALL'ALBO GESTORI AMBIENTALI E LA CONSEGUENTE CANCELLAZIONE D'UFFICIO

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

L&#39;informativa antimafia interdittiva, ai sensi dell&#39;art. 89-bis del d.lgs. n. 159/2011, deve essere interpretata nel senso che produce i medesimi effetti preclusivi della comunicazione antimafia anche qualora manchi un rapporto contrattuale con la Pubblica Amministrazione, determinando una forma di incapacità giuridica che impone la revoca o la cancellazione (...)

Legittimità interdittiva antimafia e diniego misure di prevenzione collaborativa

CONS. STATO - Sentenza

Ai fini della conferma di un'informativa interdittiva antimafia e del conseguente diniego delle misure di prevenzione collaborativa, assume valore sintomatico inconfutabile del pericolo di condizionamento la circostanza che l'operatore economico abbia continuato ad assumere commesse pubbliche in violazione del divieto sancito dal Codice Antimafia, palesando una capacità pervasiva di infiltrazione (...)

Legittimità interdittiva antimafia per pericolo infiltrazione clan malavitosi

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Ai fini della legittimità dell'interdittiva antimafia, l'Amministrazione non è tenuta a provare l'attuale infiltrazione mafiosa, essendo sufficiente il riscontro di un pericolo di ingerenza basato su indizi quali rapporti parentali, cointeressenze economiche e gestioni di fatto; la sottoposizione dell'impresa al controllo giudiziario non elide la valenza della misura interdittiva, in quanto tale i (...)

Informativa antimafia: standard probatorio del più probabile che non

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'EMILIA-ROMAGNA, SEZIONE STACCATA DI PARMA - Sentenza

Ai fini della validità di un'informativa interdittiva antimafia, l'amministrazione non è tenuta a provare l'avvenuta infiltrazione, essendo sufficiente il pericolo di condizionamento desumibile da un quadro indiziario unitario (frequentazioni, parentale e rapporti economici) valutato secondo la regola del 'più probabile che non'. (...)