Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: motivi aggiunti
MOTIVI AGGIUNTI - DIES A QUO - 30 GIORNI - LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE
La Corte dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 120, comma 5, dell'Allegato 1 (Codice del processo amministrativo) al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo), sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costit (...)
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INAMMISSIBILE IL RICORSO PER MOTIVI AGGIUNTI PROPOSTO DA SOGGETTI DIVERSI DAI RICORRENTI ORIGINARI
Il ricorso per motivi aggiunti è inammissibile qualora vi sia una mancata coincidenza soggettiva tra i ricorrenti originari e i soggetti che propongono i motivi aggiunti. Ai sensi dell'art. 43 c.p.a., la facoltà di estendere l'impugnazione è riservata esclusivamente ai ricorrenti principali e incidentali già costituiti; l'ingresso di nuovi soggetti o la modifica sostanziale della compagine dei ric (...)
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AUTONOMIA DEI MOTIVI AGGIUNTI E RIFERIBILITÀ SOGGETTIVA DELL'ESPERIENZA PROFESSIONALE RICHIESTA DAL BANDO
La clausola del bando che prevede l'attribuzione di punteggio per gli anni di esperienza maturata 'da' titolare o 'da' dipendente nel settore specifico va interpretata nel senso che tale esperienza deve riferirsi soggettivamente al concorrente che chiede di partecipare alla gara, identificando la preposizione un complemento predicativo della qualità rivestita dal medesimo e non un complemento di a (...)
DECADENZA DAI MOTIVI AGGIUNTI PER RICHIESTA TARDIVA DI ACCESSO AGLI ATTI
In tema di appalti pubblici, la presentazione di un'istanza di accesso agli atti oltre il termine di quindici giorni dalla comunicazione dell'aggiudicazione non consente la dilazione del termine decadenziale di trenta giorni per l'impugnazione, con conseguente irricevibilità dei motivi aggiunti notificati oltre il termine ordinario calcolato dalla conoscenza del provvedimento. (...)
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IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE E SANATORIA EDILIZIA
In tema di contenzioso edilizio, deve essere dichiarata l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c) del Codice del Processo Amministrativo qualora i provvedimenti di inibizione o nullità di titoli abilitativi vengano sostituiti da accertamenti di conformità o sanatorie emessi in corso di lite, atteso che la nuova determinazione dell' (...)
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DOVEROSO IL RINVIO PER MOTIVI AGGIUNTI E IRRILEVANZA CONOSCENZA DEL DIFENSORE (105.1)
In tema di processo amministrativo, sussiste l'obbligo per il giudice di disporre il rinvio dell'udienza di discussione qualora l'amministrazione abbia effettuato produzioni documentali che rendano necessaria la proposizione di motivi aggiunti, trattandosi di fattispecie che incide direttamente sul diritto di difesa. Inoltre, la conoscenza di un provvedimento amministrativo da parte del difensore (...)
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IMPROCEDIBILE IL RICORSO CONTRO IL BANDO SE NON SI IMPUGNA L'AGGIUDICAZIONE SOPRAVVENUTA (41.2)
L'impugnazione del bando o dell'atto di esclusione diviene improcedibile qualora il ricorrente ometta di estendere il gravame al provvedimento finale di aggiudicazione intervenuto e conosciuto in corso di causa, poiché l'inoppugnabilità di quest'ultimo impedisce la realizzazione del bene della vita e rende l'eventuale accoglimento del ricorso originario privo di utilità concreta. (...)
IMPROCEDIBILITA' DEL RICORSO PER MANCATA IMPUGNAZIONE SPECIFICA DELL'AGGIUDICAZIONE SOPRAVVENUTA
Il ricorso avverso il provvedimento di esclusione diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse qualora il ricorrente non impugni tempestivamente l'intervenuta aggiudicazione della gara in favore di terzi. La conoscenza legale dell'atto di aggiudicazione, idonea a far decorrere il termine decadenziale, si perfeziona con il deposito documentale nel fascicolo di causa e la successiva c (...)
LEGITTIMITÀ DELL'ESCLUSIONE E IMPROCEDIBILITÀ DELLE CENSURE AVVERSO L'AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA
Il rigetto del ricorso principale avverso il provvedimento di esclusione di un operatore economico da una gara d'appalto determina l'improcedibilità, per difetto di interesse, dei motivi aggiunti diretti a contestare l'aggiudicazione definitiva disposta in favore di altri concorrenti, nonché dell'impugnazione del diniego di accesso agli atti di gara. (...)
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IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER MANCATA IMPUGNAZIONE DELL'AGGIUDICAZIONE CON MOTIVI AGGIUNTI
In sede di contenzioso sugli appalti pubblici, la mancata impugnazione con motivi aggiunti del provvedimento di aggiudicazione definitiva intervenuto nelle more del giudizio avverso l'esclusione determina l'improcedibilità del ricorso originario per carenza di interesse, in quanto l'eventuale accoglimento della pretesa partecipativa non consentirebbe comunque al ricorrente di conseguire l'affidame (...)
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IMPROCEDIBILE IL RICORSO AVVERSO L'ESCLUSIONE SE L'AGGIUDICAZIONE NON E' IMPUGNATA CON MOTIVI AGGIUNTI
Il ricorso avverso l'esclusione da una gara pubblica diventa improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse qualora, nonostante l'intervenuta conoscenza, non sia impugnata nei termini l'aggiudicazione finale. Quest'ultima costituisce l'atto che rende definitiva la lesione dell'interesse azionato; pertanto, l'eventuale annullamento dell'esclusione non è idoneo ad attribuire all'operatore alcun (...)
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L'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO ESPRESSO RENDE IMPROCEDIBILE IL RICORSO CONTRO IL SILENZIO RIGETTO (35.1)
In tema di accesso agli atti, l'adozione di un provvedimento espresso di diniego parziale o totale intervenuto in pendenza di ricorso avverso il silenzio-rigetto determina l'improcedibilità dello stesso per sopravvenuta carenza di interesse, in quanto l'atto sopravvenuto si sostituisce alla precedente inerzia, imponendo al ricorrente l'onere di estendere l'impugnazione mediante motivi aggiunti per (...)
TERMINE DECADENZIALE DI TRENTA GIORNI PER L'IMPUGNAZIONE DEI MOTIVI AGGIUNTI (120.2)
In materia di appalti pubblici, il termine per la notifica dei motivi aggiunti avverso atti nuovi e diversi da quelli già impugnati è di trenta giorni. Tale termine ha natura decadenziale ed è funzionale a garantire la certezza dei rapporti giuridici e la pronta esecuzione delle opere pubbliche, trovando applicazione il rito speciale in deroga ai termini ordinari del processo amministrativo. (...)
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L'INCREMENTO DELL'ORGANICO NON VIOLA LA CLAUSOLA SOCIALE DI RIASSORBIMENTO DEL PERSONALE USCENTE
La clausola sociale è finalizzata a garantire la stabilità occupazionale dei lavoratori del gestore uscente come unità minima di forza lavoro, ma non impone un limite massimo all'organico né impedisce all'operatore subentrante di potenziare la struttura operativa. Una proposta tecnica che preveda un numero di lavoratori o un monte ore superiore a quello precedente non è contraddittoria rispetto al (...)
IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER MANCATA IMPUGNAZIONE SPECIFICA DELL'AGGIUDICAZIONE SOPRAVVENUTA
Nel processo amministrativo in materia di appalti, il ricorso avverso l'esclusione diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse se l'istante non impugna tempestivamente con motivi aggiunti l'aggiudicazione definitiva intervenuta nelle more. Tale onere non può essere superato da clausole di stile contenute nel ricorso principale, in quanto la domanda di annullamento deve essere rivol (...)
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INAMMISSIBILE IL RICORSO DEL QUARTO GRADUATO SENZA IMPUGNAZIONE DI TUTTI I CONCORRENTI PRECEDENTI
In materia di gare d'appalto, l'errore materiale contenuto nell'offerta economica è suscettibile di rettifica d'ufficio qualora sia facilmente riconoscibile e l'operazione di correzione non alteri il contenuto sostanziale dell'offerta, potendo la stazione appaltante utilizzare le informazioni già presenti nella documentazione di gara. Sotto il profilo processuale, l'interesse al ricorso del quarto (...)
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APPLICABILITÀ DEL PRINCIPIO DI EQUIVALENZA ANCHE IN ASSENZA DI RICHIAMO NELLA LEX SPECIALIS (68.7)
In tema di appalti pubblici, le valutazioni della Stazione Appaltante in ordine all'equivalenza funzionale delle offerte tecniche costituiscono espressione di discrezionalità tecnica, sindacabile in sede giurisdizionale solo per manifesta illogicità o errore di fatto. Il principio di equivalenza opera come clausola immanente dell'ordinamento che impedisce l'esclusione di prodotti che, pur non risp (...)
INAMMISSIBILITÀ DEI MOTIVI AGGIUNTI PROPOSTI DALLA CONTROINTERESSATA IN ASSENZA DI RICORSO INCIDENTALE
Risultano inammissibili i motivi aggiunti proposti dalla controinteressata per impugnare il nuovo provvedimento di aggiudicazione (emesso a seguito di scorrimento) laddove la stessa non abbia proposto ricorso incidentale nel giudizio principale né abbia gravato l'atto di annullamento in autotutela dell'aggiudicazione originariamente disposta in suo favore. La funzione dei motivi aggiunti, ai sensi (...)
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INAMMISSIBILE L'ESTENSIONE DELL'OGGETTO DELL'ACCESSO AGLI ATTI TRAMITE MEMORIA DIFENSIVA NON NOTIFICATA
In tema di accesso ai documenti amministrativi, qualora l'Amministrazione esibisca la documentazione richiesta nell'istanza originaria nel corso del giudizio, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere. È inammissibile la richiesta di ostensione di ulteriori atti, formulata dal ricorrente solo con memoria difensiva non notificata, poiché tali pretese sono estranee all'oggett (...)
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L'OMESSA IMPUGNAZIONE DELL'AGGIUDICAZIONE SOPRAVVENUTA RENDE IMPROCEDIBILE L'APPELLO SULL'ESCLUSIONE
È improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse l’appello proposto avverso la sentenza di primo grado che ha confermato l’esclusione dalla gara qualora l’appellante ometta di impugnare, con autonomo ricorso, la determinazione di aggiudicazione definitiva adottata e comunicata successivamente alla pubblicazione della predetta sentenza. L’onere di proporre motivi aggiunti ex art. 120, comma 7, (...)
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TASSATIVITÀ DEI SOGGETTI LEGITTIMATI ALLA PROPOSIZIONE DEI MOTIVI AGGIUNTI
In materia di appalti pubblici, la controinteressata non è legittimata a impugnare atti sopravvenuti, quali la revoca dell'aggiudicazione, mediante lo strumento dei motivi aggiunti nel giudizio pendente; la tassatività delle parti legittimate ex art. 43 c.p.a. non trova deroga nella disciplina speciale dell'art. 120, comma 7, c.p.a., che regola le modalità di gravame senza ampliare la legittimazio (...)
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CESSAZIONE MATERIA DEL CONTENDERE SUL SILENZIO E MUTAMENTO DEL RITO (117.5)
In tema di silenzio-inadempimento, l'adozione da parte della stazione appaltante di un provvedimento espresso di conferma dell'aggiudicazione, intervenuta nel corso del giudizio, determina la cessazione della materia del contendere sulla domanda di accertamento dell'obbligo di provvedere. Qualora il ricorrente impugni il nuovo atto con motivi aggiunti, il giudice deve disporre il mutamento del rit (...)
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IRRICEVIBILITÀ DEI MOTIVI AGGIUNTI PER TARDIVA NOTIFICA E SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE
Il termine di trenta giorni per la notifica dei motivi aggiunti avverso il provvedimento di esclusione, comunicato via PEC, ha natura decadenziale; l'omessa tempestiva impugnazione rende l'esclusione definitiva, privando l'operatore economico della legittimazione e dell'interesse a coltivare il ricorso originario contro l'aggiudicazione definitiva in favore di terzi. (...)

