Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: Onere Motivazionale
LIMITI ALL'ACCESSO DIFENSIVO IN PRESENZA DI SEGRETI TECNICI E COMMERCIALI (35.4)
In materia di accesso agli atti di gara, il diritto alla riservatezza dei segreti tecnici e commerciali dell'offerente recede di fronte alle esigenze difensive del concorrente solo se quest'ultimo assolve all'onere di dimostrare la stretta indispensabilità della documentazione richiesta. Tale vaglio di indispensabilità deve precedere la valutazione sulla sussistenza del segreto stesso, rendendo le (...)
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OBBLIGO DI MOTIVAZIONE PER L'AMMISSIONE DI OFFERTE CON PRODOTTI PREVALENTEMENTE EXTRA-UE (170.2)
L'art. 170 del D.Lgs. 36/2023 impone alla stazione appaltante operante nei settori speciali un onere motivazionale aggravato qualora decida di non respingere un'offerta contenente prodotti originari di Paesi terzi (non firmatari di accordi di reciprocità) in misura superiore al 50% del valore totale, dovendo giustificare la deroga alla logica escludente prevista dal legislatore. (...)
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L'ACCESSO DIFENSIVO RICHIEDE LA PROVA DEL NESSO DI STRUMENTALITÀ CON IL GIUDIZIO PENDENTE
In tema di accesso documentale, l'onere di motivazione non è assolto mediante il generico riferimento a un processo pendente, gravando sull'istante l'onere di dimostrare che il documento è necessario per la cura dei propri interessi, esplicitando i fatti oggetto di prova e la pertinenza della documentazione. (...)
PREVALENZA DELL'ACCESSO DIFENSIVO SUI SEGRETI TECNICI NON SPECIFICATAMENTE COMPROVATI DALL'OFFERENTE (35.5)
In materia di appalti pubblici, l'oscuramento dell'offerta tecnica per ragioni di segreto industriale è legittimo solo in presenza di una motivata e comprovata dichiarazione dell'offerente che individui specifici elementi di know-how. Qualora l'accesso sia strumentale alla difesa in giudizio, la trasparenza della gara prevale sulla riservatezza tecnica, gravando sulla stazione appaltante l'onere d (...)
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OBBLIGO DI MOTIVAZIONE PER MANCATA ESCLUSIONE DI OFFERTE CON PRODOTTI EXTRA-UE (170.2)
Ai sensi dell'art. 170, comma 2, del D.Lgs. n. 36/2023, la scelta della stazione appaltante di non escludere un'offerta nei settori speciali contenente prodotti di origine extra-unionale superiore al 50% deve essere accompagnata da una motivazione espressa che dia conto delle ragioni della scelta; tale onere non impone la ripetizione di accertamenti su fatti già pacifici, ma richiede una valutazio (...)
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LIMITI AL PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E ONERE DI MOTIVAZIONE ESPRESSA
Il principio di equivalenza funzionale richiede una previa dichiarazione e dimostrazione tecnica da parte del concorrente. La stazione appaltante non può procedere a una valutazione di equivalenza implicita o postuma, né può sovrapporre il giudizio di ammissibilità dell'offerta con quello relativo all'attribuzione del punteggio tecnico, dovendo motivare specificamente le ragioni per cui un prodott (...)
OBBLIGO DI RICORSO A CONSIP SENZA ONERE DI MOTIVAZIONE ANALITICA
L'adesione ai modelli di acquisto centralizzati non configura un obbligo assoluto ma una scelta gestionale prioritaria che non impone un onere di motivazione specifico, in quanto l'individuazione del miglior contraente nel rispetto dei principi comunitari e l'economia intrinseca del modello sono presunte. (...)
ONERE DI MOTIVAZIONE SPECIFICA NELL'ACCESSO DIFENSIVO E DIVIETO DI INTEGRAZIONE POSTUMA (35.5)
In materia di accesso difensivo, non è sufficiente un generico riferimento a non meglio precisate esigenze probatorie, dovendo il richiedente allegare e dimostrare puntualmente le ragioni per cui la conoscenza degli atti sia necessaria alla difesa dei propri interessi. Tale onere motivazionale deve essere assolto al momento della presentazione dell'istanza all'Amministrazione, restando preclusa l' (...)
OBBLIGO DI MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER L'ESCLUSIONE DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA (94-BIS.1)
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva che non espliciti le ragioni concrete e specifiche atte a rendere plausibile un condizionamento della società di natura continuativa e stabile, omettendo di assolvere al maggior onere motivazionale richiesto per escludere l'applicabilità delle misure di prevenzione collaborativa previste dall'art. 94-bis del D.Lgs. 159/2011 in presenza di un quadr (...)
OBBLIGO DI SPECIFICA COMPROVAZIONE PER LA TUTELA DEL SEGRETO TECNICO E COMMERCIALE (35.4)
In tema di accesso agli atti nelle procedure di affidamento, l'operatore economico che intenda opporsi alla divulgazione della propria offerta tecnica ha l'onere di specificare e comprovare analiticamente l'esistenza di segreti tecnici o commerciali, non essendo sufficiente il mero richiamo al know-how aziendale. La stazione appaltante deve effettuare una valutazione autonoma e rigorosa su tali di (...)
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ONERE MOTIVAZIONALE SULLA VERIFICA DI EQUIVALENZA DEL CONTRATTO COLLETTIVO APPLICATO (11.4)
In sede di verifica della dichiarazione di equivalenza delle tutele tra il CCNL applicato dall’aggiudicatario e quello indicato nella lex specialis, trovano applicazione analogica i principi propri del giudizio di anomalia dell'offerta. Ne consegue che l'amministrazione non è tenuta a esplicitare analiticamente le ragioni del giudizio positivo, gravando sull'operatore economico che contesta l'aggi (...)
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ONERE DI SPECIFICA COMPROVAZIONE PER IL DINIEGO DI ACCESSO AI SEGRETI TECNICI (35.4)
Ai sensi dell’art. 35, commi 4 e 5, del D.Lgs. n. 36/2023, l’esigenza di tutela della riservatezza tecnica e commerciale deve recedere a fronte del diritto di accesso difensivo del concorrente, qualora l’opposizione dell’offerente risulti priva di specifica comprova circa l’esistenza di informazioni segrete aventi valore economico e la stazione appaltante ometta una valutazione autonoma e motivata (...)
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VALUTAZIONE OBBLIGATORIA DELLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA PRIMA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA
In tema di interdittiva antimafia, l'amministrazione è tenuta a valutare se il rischio di infiltrazione malavitosa sia riconducibile a una situazione di agevolazione occasionale, per la quale risultano esperibili le misure di prevenzione collaborativa previste dall'art. 94 bis del D.Lgs. 159/2011. Un provvedimento che escluda tali misure senza un'istruttoria approfondita e una motivazione specific (...)
ILLEGITTIMO L'AFFIDAMENTO IN HOUSE SE LO STATUTO CONSENTE LA PARTECIPAZIONE DI SOGGETTI PRIVATI (7.2)
Ai fini della legittimità dell'affidamento in house, la partecipazione al soggetto affidatario deve essere interamente pubblica e tale requisito deve essere garantito statutariamente, prevedendo la decadenza dell'affidamento in caso di apertura a capitali privati. Inoltre, ai sensi dell'art. 7, comma 2, del D.Lgs. 36/2023, l'amministrazione deve fornire una motivazione rigorosa che dia conto dei v (...)
ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SOLO SU CONDANNE PER REATI NON SPIA (91.6)
L'informazione antimafia interdittiva non può fondarsi esclusivamente su una condanna penale per reati strumentali non tipizzati come delitti-spia, occorrendo una pluralità di indizi gravi, precisi e concordanti che dimostrino la permeabilità dell'impresa. Il solo curriculum criminale del titolare non giustifica un giudizio di mafiosità in re ipsa dell'attività economica, dovendo l'amministrazione (...)
OBBLIGO DI MOTIVAZIONE ESPRESSA PER L'AMMISSIONE DI CONCORRENTI CON GRAVI PRECEDENTI PROFESSIONALI (80.5)
Nelle gare pubbliche, la stazione appaltante deve motivare espressamente le ragioni dell'ammissione di un operatore economico qualora la pregressa vicenda professionale dallo stesso dichiarata sia di tale gravità o complessità da rendere la motivazione implicita o per facta concludentia insufficiente a garantire la trasparenza e la logicità della scelta amministrativa in merito all'affidabilità pr (...)
ILLEGITTIMO L’AUTOMATISMO ESPULSIVO PER ILLECITO PROFESSIONALE SENZA VALUTAZIONE DELLE MISURE DI SELF CLEANING (95.1)
Ai sensi degli artt. 95 e 98 del D.Lgs. 36/2023, l'esclusione per grave illecito professionale richiede una valutazione tecnico-discrezionale della stazione appaltante che non può risolversi in un automatismo derivante dalla mera sussistenza di precedenti penali o provvedimenti sanzionatori. L'amministrazione deve fornire una motivazione rigorosa che colleghi l'episodio contestato alla perdita del (...)
ONERE MOTIVAZIONALE DELLA PA PER LA MANCATA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI APPALTO
In tema di esecuzione degli appalti pubblici, la decisione dell'amministrazione di non avvalersi della risoluzione contrattuale a fronte di inadempimenti dell'appaltatore rientra nell'ampia discrezionalità della stessa. Il terzo che vanta un interesse alla risoluzione funzionale alla riedizione della gara non può dolersi del difetto di motivazione se non ha preventivamente sollecitato la PA con un (...)
L'ESCLUSIONE PER ILLECITO PROFESSIONALE RICHIEDE UNA MOTIVAZIONE ANALITICA SULL'EFFETTIVA INCIDENZA DELLA CONDOTTA (98.8)
È illegittimo il provvedimento di esclusione per grave illecito professionale motivato esclusivamente sulla scorta di una discrasia tra importi di lavori dichiarati e certificati di esecuzione, qualora la stazione appaltante non dimostri, con onere motivazionale puntuale, sotto quale profilo tale discrepanza abbia anche solo potenzialmente potuto influenzare o fuorviare le determinazioni dell'ente (...)
IL GIUDIZIO DI EQUIVALENZA TECNICA RICHIEDE UNA MOTIVAZIONE ANALITICA SULLA FUNZIONALITA' DEL BENE
Il principio di equivalenza assicura che la gara si svolga sulla base della qualità funzionale del bene offerto, evitando che difformità formali o l'indicazione di specifiche tecnologie escludano prodotti idonei allo scopo. Tuttavia, tale principio non esonera la commissione giudicatrice dall'obbligo di fornire una motivazione puntuale che giustifichi l'equivalenza tecnica tra il bene prescritto d (...)

