Art. 79. Fissazione di termini

1. Nel fissare i termini per la ricezione delle domande di partecipazione e delle offerte, le amministrazioni aggiudicatrici tengono conto in particolare della complessità dell'appalto e del tempo necessario per preparare le offerte, fatti salvi i termini minimi stabiliti negli articoli 60, 61, 62, 64 e 65. disposizione corretta con errata corrige del 15-07-2016

2. Quando le offerte possono essere formulate soltanto a seguito di una visita dei luoghi o dopo consultazione sul posto dei documenti di gara e relativi allegati, i termini per la ricezione delle offerte, comunque superiori ai termini minimi stabiliti negli articoli 60, 61, 62, 64 e 65, sono stabiliti in modo che gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie per presentare le offerte. disposizione corretta con errata corrige del 15-07-2016

3. Le stazioni appaltanti prorogano i termini per la ricezione delle offerte in modo che gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie alla preparazione delle offerte nei casi seguenti:

a) se, per qualunque motivo, le informazioni supplementari significative ai fini della preparazione di offerte adeguate, seppur richieste in tempo utile dall'operatore economico, non sono fornite al più tardi sei giorni prima del termine stabilito per la ricezione delle offerte. In caso di procedura accelerata ai sensi degli articoli 60, comma 3, e 61, comma 6, il termine è di quattro giorni;

b) se sono effettuate modifiche significative ai documenti di gara.

4. La durata della proroga di cui al comma 3 è proporzionale all'importanza delle informazioni o delle modifiche.

5. Se le informazioni supplementari non sono state richieste in tempo utile o la loro importanza ai fini della preparazione di offerte adeguate è insignificante, le amministrazioni aggiudicatrici non sono tenute a prorogare le scadenze.

Relazione

L'articolo 79 (Fissazione di termini) contiene disposizioni per la fissazione, da parte delle amministrazioni aggiudicataci, dei termini per la ricezione delle offerte. Trattandosi di norma a caratter...

Commento

L'art. 79 rappresenta la traduzione sostanzialmente conforme delle disposizioni eurounitarie di riferimento (in particolare: dir. 2014/24/UE, art. 47 e analoghe disposizioni delle direttive utilities ...

Giurisprudenza e Prassi

PROCEDURE TELEMATICHE - SPEDITEZZA - TERMINE PRESENTAZIONE OFFERTE - DISCREZIONE PA

TAR LOMBARDIA BS SENTENZA 2016

Il sistema del d. lgs. 50/2016 per il caso particolare per cui è causa, ovvero per le gare telematiche, non prevedrebbe alcun termine minimo per presentare le offerte. Ciò si ricava dal testo della legge, osservando che l’art. 79 citato, nel fissare appunto i termini minimi per tutte le gare, non richiama il precedente art. 63, che prevede appunto le gare telematiche; risulta però conforme anche a logica, dato che la ragion d’essere, per così dire, delle procedure telematiche è proprio la speditezza. In materia andranno quindi applicati i principi generali: fissare il termine entro il quale, in concreto, va presentata l’offerta, rappresenta esercizio della discrezionalità dell’amministrazione, sindacabile dal giudice nei soli casi di illogicità manifesta. Tale ipotesi non ricorre nel caso presente, in cui, come non contestato, presentare l’offerta tecnica era non particolarmente gravoso. In definitiva (v. memoria 27 agosto 2016 Comune p. 9 e doc. 3 Comune, cit. titolo 9) il concorrente doveva comprovare la propria capacità con tre schede di cinque facciate l’una relative a propri precedenti lavori, secondo logica desumibili da elementi già in suo possesso, e presentare un fascicoletto di dieci facciate massimo con la propria idea progettuale, basata su un progetto preliminare già pronto e offerto in libera visione nel sito telematico dell’amministrazione.

LA TEMPESTIVA IMPUGNAZIONE DELL'AMMISSIONE/ESCLUSIONE E' NECESSARIA AI FINI DELLA SUCCESSIVA IMPUGNAZIONE DELL'AGGIUDICAZIONE

TAR CAMPANIA NA SENTENZA

L'art. 120, comma 2 bis, c.p.a. prevede l’impugnativa immediata dei provvedimenti che determinano le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni ad essa. Per queste ipotesi il comma 6 bis dell'art. 120 c.p.a. delinea un rito "superspeciale", che va celebrato in camera di consiglio entro 60 giorni dalla notifica del ricorso, rendendolo applicabile esclusivamente ai casi di censura dei provvedimenti di ammissione ed esclusione dalla gara in ragione del possesso (o mancato) dei requisiti di ordine generale e di qualificazione per essa previsti e non per l’impugnazione del successivo provvedimento di aggiudicazione della gara (T.A.R. Campania Napoli, Sez. VIII, 19 gennaio 2017, n. 434).

La previsione di un rito “superaccelerato” per l’impugnativa dei provvedimenti di esclusione ed ammissione è evidentemente volta, nella sua ratio legis, a consentire la pronta definizione del giudizio prima che si giunga al provvedimento di aggiudicazione; ovverosia, in sostanza, a definire la platea dei soggetti ammessi alla gara in un momento antecedente all’esame delle offerte e alla conseguente aggiudicazione (parere Consiglio di Stato 1 aprile 2016, n. 855/2016).

Al tempo stesso tale norma pone evidentemente un onere di immediata impugnativa dei provvedimenti in esame, a pena di decadenza, non consentendo di far valere successivamente i vizi inerenti agli atti non impugnati.

In sostanza, una volta che la parte interessata non ha impugnato l’ammissione o l’esclusione non potrà più far valere i profili inerenti all’illegittimità di tali determinazioni con l’impugnativa dei successivi atti della procedura di gara, quale, come nel caso di specie, il provvedimento di aggiudicazione.

La parte ricorrente ha (…) indicato l’intempestività e l’irregolarità della comunicazione via PEC del provvedimento di ammissione, perché lo stesso sarebbe stato comunicato oltre il secondo giorno successivo all’adozione ex art. 29 D.Lgs. n. 50/2016 e non avrebbe riportato l’ufficio o il collegamento informatico ad accesso riservato dove sono disponibili i relativi atti, ex art. 79, comma 3, del medesimo D.Lgs. n. 50/2016.

Al riguardo il Collegio osserva come il termine di due giorni previsto per le comunicazioni ha natura ordinatoria, così come costituisce mera irregolarità la mancata indicazione dell’ufficio o il collegamento informatico ad accesso riservato dove sono disponibili i relativi atti, tanto più in quanto era ben chiaro, nel caso in esame, quali erano gli uffici di riferimento che detenevano gli atti di gara.

Pareri della redazione di CodiceAppalti.it

QUESITO del 02/02/2017 - DICHIARAZIONE PRESA VISIONE DEI LUOGHI A CURA DEL PARTECIPANTE

una procedura riporta nel capitolato speciale d'appalto "La partecipazione alla gara è subordinata, a pena di esclusione, all’esecuzione del sopralluogo. Il sopralluogo potrà essere effettuato previo appuntamento telefonando ai numeri XXXXXX –XXXXXXXXX. La ditta dovrà allegare all’offerta la dichiarazione di presa visione dei luoghi, a pena di esclusione." La ditta effettua in autonomia il sopralluogo, non essendo indicato nella documentazione di gara di inserire nella documentazione amministrativa "attestazione di avvenuto sopralluogo rilasciata dalla stazione appaltante" e procede inoltre ad allegare come previsto dal capitolato "dichiarazione di presa visione dei luoghi". Può essere esclusa dalla gara?


QUESITO del 23/02/2017 - RICHIESTE CHIARIMENTI - COMPUTO E PROROGA DEI TERMINI

Con riferimento al comma 4 dell'art 74, si chiede se il termine di 6 giorni dalla scadenza della gara per fornire le risposte ad eventuali richieste di chiarimento va calcolato considerando i soli giorni lavorativi, escludendo quindi il sabato e la domenica ed eventuali festività, oppure bisogna tenerne conto? In caso di eventuale inadempienza da parte della Stazione Appaltante è possibile richiedere una proroga della scadenza della procedura? Grazie