Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Opere scomputo

DIFFERENZA TRA CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE E IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO (35.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

La cessazione della materia del contendere presuppone l'integrale soddisfazione dell'interesse sostanziale azionato mediante un provvedimento che definisce il merito della pretesa; al contrario, la sopravvenuta carenza di interesse consegue al verificarsi di una situazione di fatto o diritto nuova tale da rendere certa l'inutilità della pronuncia giurisdizionale sul piano dell'utilità pratica per (...)

LEGITTIMA LA RIDETERMINAZIONE DELLA CONVENZIONE URBANISTICA PER AGGIORNAMENTO COSTI E ISTRUTTORIA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

In tema di edilizia convenzionata, il procedimento si articola in due fasi funzionalmente distinte: la stipula della convenzione e la formazione del titolo edilizio. La convenzione ha natura strumentale e non definisce in via immutabile il rapporto, che resta affidato al successivo rilascio del permesso di costruire. È pertanto legittima la scelta della Stazione Appaltante di procedere alla ridete (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INGIUNZIONE PER IL SALDO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE DETERMINATI IN CONVENZIONE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

In materia di convenzioni urbanistiche, l'obbligo dei lottizzanti di corrispondere la differenza tra l'importo massimo pattuito e il valore delle opere effettivamente realizzate a scomputo non è condizionato alla sopravvenienza di 'spese documentate ed ineludibili', ove tale clausola non sia stata espressamente prevista; pertanto, il saldo è esigibile dal Comune anche qualora l'incremento dei cost (...)