Art. 61 Categorie e classifiche

1. Le imprese sono qualificate per categorie di opere generali, per categorie di opere specializzate, nonché per prestazioni di sola costruzione, e per prestazioni di progettazione e costruzione, e classificate, nell'ambito delle categorie loro attribuite, secondo gli importi di cui al comma 4.

2. La qualificazione in una categoria abilita l'impresa a partecipare alle gare e ad eseguire i lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto; nel caso di imprese raggruppate o consorziate la medesima disposizione si applica con riferimento a ciascuna impresa raggruppata o consorziata, a condizione che essa sia qualificata per una classifica pari ad almeno un quinto dell'importo dei lavori a base di gara; nel caso di imprese raggruppate o consorziate la disposizione non si applica alla mandataria ai fini del conseguimento del requisito minimo di cui all'articolo 92, comma 2.

3. Le categorie sono specificate nell'allegato A.

4. Le classifiche sono stabilite secondo i seguenti livelli di importo:

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I - fino a euro 258.000

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II - fino a euro 516.000

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III - fino a euro 1.033.000

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III-bis - fino a euro 1.500.000

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IV - fino a euro 2.582.000

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IV-bis - fino a euro 3.500.000

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V - fino a euro 5.165.000

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VI - fino a euro 10.329.000

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VII - fino a euro 15.494.000

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VIII - oltre euro 15.494.000

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5. L'importo della classifica VIII (illimitato) ai fini del rispetto dei requisiti di qualificazione é convenzionalmente stabilito pari a euro 20.658.000.

6. Per gli appalti di importo a base di gara superiore a euro 20.658.000, l'impresa, oltre alla qualificazione conseguita nella classifica VIII, deve aver realizzato, nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando, una cifra di affari, ottenuta con lavori svolti mediante attività diretta ed indiretta, non inferiore a 2,5 volte l'importo a base di gara; il requisito é comprovato secondo quanto previsto all'articolo 79, commi 3 e 4, ed é soggetto a verifica da parte delle stazioni appaltanti.

Giurisprudenza e Prassi

QUALIFICAZIONE SOA - ATI ORIZZONTALE - INCREMENTO DI UN QUINTO

ANAC PARERE 2015

Nel caso di ATI orizzontale, secondo quanto affermato e ribadito dall’Autorita' con Deliberazione n. 75 del 6.3.2007, l’incremento del quinto della classifica è applicabile alla mandataria soltanto se la classifica da questa posseduta è almeno pari al 40% dell’importo complessivo dell’appalto.

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presentata dalla costituenda ATI A S.r.l./B S.r.l./C s.n.c. – Procedura aperta per l’affidamento di lavori necessari per la realizzazione del sistema di videosorveglianza esteso all’intera area demaniale relativa alla citta' antica di D. Importo a base di gara euro: 2.616.464,14. S.A.: Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di D, E e F. Categorie e classifiche di qualificazione: OS 19, classifica IV, per un importo di euro 1.665.526,90; OG 2, classifica III, per un importo di euro 933.971,34.

PERIODO TRANSITORIO DELLE ATTESTAZIONI SOA

AVCP PARERE 2013

L’art. 357 (commi 12 e 16) del D.P.R. n. 207 del 2010 ha stabilito, in via transitoria, che le attestazioni SOA rilasciate nella vigenza del D.P.R. n. 34 del 2000 conservano validita' fino alla naturale scadenza prevista per ciascuna di esse, che i relativi importi si intendono sostituiti dai valori di cui all’art. 61 dello stesso Regolamento e che, per tutto il periodo transitorio, le stazioni appaltanti predispongono i bandi di gara secondo le categorie di cui all’allegato A del D.P.R. n. 34 del 2000.

Nessuna disposizione del Regolamento, tuttavia, preclude in modo espresso l’utilizzo immediato delle attestazioni SOA rilasciate, come nella fattispecie, dopo il 9 giugno 2011.

L’Autorita' ha gia' avuto modo di pronunciarsi sulla portata applicativa dell’art. 357 del Regolamento (cfr. A.V.C.P., comunicato del 10 giugno 2011), chiarendo tra l’altro che:

- durante il periodo transitorio, coesisteranno due tipologie di attestazioni SOA (quelle rilasciate ai sensi del D.P.R. n. 34 del 2000 e quelle rilasciate ai sensi del nuovo Regolamento), entrambe utilizzabili ai fini della partecipazione alle gare, con la possibilita' per le stazioni appaltanti di comprendere se l’attestazione esibita dall’impresa concorrente si riferisca alle categorie di cui al D.P.R. n. 34 del 2000 o alle categorie di cui al nuovo Regolamento;

- l’art. 61, commi 4 e 5, del Regolamento ha introdotto un nuovo sistema classificatorio delle categorie di lavori, modificando gli importi di tutte le classifiche a seguito dell’arrotondamento, in cifra tonda alle migliaia, dei limiti di importo previsti dal D.P.R. n. 34 del 2000: in ogni caso, durante il periodo transitorio le SOA, ai fini del rilascio di nuove attestazioni conformi al D.P.R. n. 207 del 2010, dovranno valutare il possesso dei requisiti rispetto ai nuovi limiti di importo e rilasciare, su richiesta delle imprese, le attestazioni anche con riferimento alle nuove classifiche III-bis e IV-bis;

- di conseguenza, l’art. 357, comma 16, del Regolamento, che ai fini della redazione dei bandi nel periodo transitorio obbliga le stazioni appaltanti ad applicare le disposizioni del D.P.R. n. 34 del 2000 e le relative categorie, va logicamente interpretato nel senso che la partecipazione alle gare è consentita anche alle imprese che nel frattempo siano venute in possesso di attestazioni SOA per le categorie non variate, di cui all’allegato A del nuovo Regolamento, e tenendo conto della classifica effettivamente riconosciuta (in questi termini, su fattispecie analoga: A.V.C.P., parere 21 marzo 2012 n. 49).

La societa', che si trova proprio nella situazione da ultimo considerata, avendo conseguito durante il periodo transitorio (il 17 settembre 2012) l’attestazione SOA per la categoria OG3 nella nuova classifica III-bis, secondo la corretta interpretazione dei commi 12 e 16 dell’art. 357 del Regolamento non poteva essere esclusa per il solo fatto di aver prodotto un’attestazione SOA non rilasciata nella vigenza del D.P.R. n. 34 del 2000.

Risulta percio' erronea l’operazione interpretativa che ha indotto la commissione di gara ad escluderla, ossia l’aver degradato la classifica III-bis effettivamente posseduta dalla mandataria (idonea a coprire lavori fino a euro 1.500.000) alla previgente classifica III (valida per lavori fino a euro 1.032.913).

In conclusione, il Consiglio ritiene che il comune, in una procedura di gara soggetta alla disciplina introdotta dal D.P.R. n. 207 del 2010, abbia illegittimamente escluso l’A.T.I., per avere quest’ultima fatto valere l’attestazione SOA per la categoria generale OG3 – classifica III-bis conseguita in data 17 settembre 2012.

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla A. s.r.l. – “Lavori di ampliamento del giardino litoraneo mediante la riqualificazione naturalistica paesaggistica dell’area di W. e la connessione funzionale con l’area X.” – Importo a base d’asta di euro 2.302.800,00 – S.A.: Comune di B..

Art. 357 D.P.R. n. 207 del 2010 – regime transitorio delle attestazioni SOA – nuova classifica III-bis.

CLAUSOLE DI DUBBIA INTERPRETAZIONE - RISPETTO MASSIMA PARTECIPAZIONE

AVCP PARERE 2012

Nell’incertezza della portata precettiva delle regole di gara, specie in tema di esclusione, va fatta applicazione del principio ermeneutico che privilegia una interpretazione più favorevole tra quelle leggibili, (ex multis Cons. St., Sez. V, 25 marzo 2002, n.1695; sez. VI, 7 giugno 2006, n. 3196), allo specifico fine di tutelare l’interesse dell’amministrazione al più ampio confronto concorrenziale. Difatti, in un contesto di incertezza circa l'interpretazione della portata precettiva di una clausola ambigua della legge di gara,deve accordarsi prevalenza all'interesse pubblico alla più ampia partecipazione dei concorrenti in vista della selezione della migliore offerta proposta (AVCP, parere n.125, del 19.07.2012; parere n.208, del 31.7.2008; TAR Piemonte, Sez. I, n. 252 del 24.2.2012; TAR Piemonte, Sez .I, n. 716 del 30.6.2011; Cons. Stato, Sez. V, n.6057 del 9.12.2008). Il principio di correttezza dell’azione amministrativa, in correlazione con la generale clausola di buona fede, che informa l’amministrazione nel suo complesso, non consente, inoltre, di traslare a carico del soggetto partecipante ad una gara le conseguenze di una condotta colposa della stazione appaltante (AVCP pareri n.117 del 16.6.2010; n. 93 del 10.9.2009; n. 21 del 12.2.2009). Ne deriva che i sopra menzionati principi ostano all’esclusione di un’impresa, nel caso in cui la stazione appaltante non abbia indicato in maniera chiara e puntuale la clausola di esclusione.

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da C. – Procedura aperta per l’affidamento dell’appalto di lavori: “Realizzazione del parcheggio pubblico nel quartiere Trinità e collegamento tra via Trinità e via Bellini” – Criterio di aggiudicazione: prezzo più basso – Importo complessivo lordo: € 626.863,12 oltre a € 20.436,60 quali Oneri per l’attuazione dei piani di sicurezza non soggetti a ribasso – S.A.: M..

INDIVIDUAZIONE LAVORAZIONI E CATEGORIE

AVCP PARERE 2010

L’orientamento consolidato di questa Autorita' e la giurisprudenza amministrativa sono univoci nel ritenere che l’errata attribuzione della categoria prevalente costituisce un vulnus al principio di concorrenza e di libero accesso al mercato, in quanto, da un lato, limita la partecipazione alla gara proprio a quei soggetti che sono in possesso della qualificazione necessaria alla realizzazione dei lavori oggetto dell’appalto, e, dall’altro, consente che i lavori vengano affidati ad un soggetto privo delle capacita' necessarie alla realizzazione dell’opera.

Del resto, l’individuazione della categoria prevalente, alla quale appartengono le opere da appaltare, non è rimessa ad una mera discrezionalita' della stazione appaltante, dovendo essa essere effettuata dal progettista sulla base delle indicazioni contenute nell’art. 3 e nell’allegato A) del D.P.R. n. 34/2000.

Fermo restando quindi che è specifico compito del progettista procedere alla corretta individuazione delle lavorazioni di cui l’intervento è composto e alla loro esatta qualificazione in categorie classifiche, nel caso di specie, dall’analisi del bando di gara, del capitolato speciale di appalto e del computo metrico afferente ai lavori da realizzare, presenti in atti, emerge innanzitutto una grave ed insanabile contraddittorieta' tra gli stessi documenti di gara, che assume carattere pregiudiziale e dirimente ai fini della valutazione di legittimita' dell’operato della stazione appaltante. Infatti, mentre il bando individua la categoria OS21 come categoria prevalente dei lavori da eseguire (punto 3.6), il capitolato speciale stabilisce che “i lavori sono classificati nella categoria prevalente di opere edili OG1” (art. 4).

La contradditorieta' e la gravita' degli errori commessi nella predisposizione della documentazione di gara che dovrebbe indurre la stazione appaltante, in presenza di una difformita' tra le norme del bando e quelle del capitolato cosi' radicale da apparire insanabile, a valutare discrezionalmente l’opportunita' di adottare – in autotutela – un provvedimento di annullamento degli atti di gara, onde scongiurare il rischio, da un lato, di restringere la partecipazione alla procedura di gara ai soli soggetti in possesso di una qualificazione per una categoria non pertinente ai lavori oggetto dell’appalto, e, dall’altro, di affidare il contratto ad un soggetto con una capacita' economico-finanziaria e tecnico-organizzativa non idonea alla tipologia di opere da realizzare.

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Cooperativa Edile A. – Opere piu' urgenti di difesa idrogeologica nell’abitato di B. – Importo a base d’asta € 171.961,62 – S.A.: Comune di B. (OG).

QUALIFICAZIONE SOA

AVCP PARERE 2010

Oggetto: richiesta di parere in merito all’interpretazione dell’art. 3, co. 6, Dpr 34/2000

ATI - APPLICABILITA' INCREMENTO DI UN QUINTO

AVCP PARERE 2010

L’art. 3, comma 2, del D.P.R. n. 34/2000 stabilisce che “La qualificazione in una categoria abilita l’impresa a partecipare alle gare e ad eseguire i lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto” e con specifico riguardo alle A.T.I. – come nella fattispecie in esame – la stessa disposizione precisa che “nel caso di imprese raggruppate…la medesima disposizione si applica con riferimento a ciascuna impresa raggruppata…a condizione che essa sia qualificata per una classifica pari ad almeno un quinto dell’importo dei lavori a base di gara”.

Nella fattispecie, l’esclusione dell’A.T.I. in oggetto è stata disposta dalla stazione appaltante perche' l’impresa associata “non possiede un’attestazione di qualificazione pari a 1/5 dell’importo dei lavori a base di gara, pertanto non puo' usufruire dell’incremento del 20% nella categoria OG1, di conseguenza non possiede una qualificazione adeguata per la realizzazione del 20% dei lavori nella categoria OG1 come dichiarato dalla stessa nell’impegno a costituire l’A.T.I.”. Si tratta, quindi, di stabilire, se la qualificazione posseduta dalla mandante nella categoria OG1 consentiva o meno alla stessa di fruire dell’incremento del quinto, atteso che dal mancato riconoscimento di tale beneficio la stazione appaltante fa discendere la conseguenza del mancato possesso di qualificazione adeguata per realizzare i lavori nella categoria OG1 per la quota assunta del 20%. Ebbene, dall’attestazione SOA prodotta nel presente procedimento di precontenzioso emerge che la suddetta mandante possiede la categoria OG1, classifica I, che abilita l’impresa ad eseguire i lavori fino a euro 258.228, con possibilita' di fruire dell’incremento del quinto, purche', come testualmente disposto dal citato art. 3, comma 2, del D.P.R. n. 34/2000, l’impresa raggruppata “sia qualificata per una classifica pari ad almeno un quinto dell’importo dei lavori a base di gara”. Tale condizione, pero', non sussiste in capo alla mandante per la procedura di gara in oggetto, in quanto, essendo l’importo dei lavori a base di asta pari a euro 1.543.070,56, l’importo della classifica I posseduta nella categoria OG1, fino a euro 258.228, è largamente inferiore a un quinto dell’importo dei lavori a base di gara pari a euro 308.614,112.

Ne deriva quindi che l’esclusione dalla gara dell’A.T.I. disposta dalla stazione appaltante è conforme alla disciplina di settore.

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’impresa B. S.r.l., in qualita' di capogruppo dell’A.T.I. con l’impresa A. S.r.l. mandante – Lavori di completamento della piscina coperta ed area di pertinenza del Comune di C. – Importo a base d’asta € 1.543.070,56 – S.A.: Comune di C.

QUALIFICAZIONE IMPRESE - BENEFICIO INCREMENTO DI UN QUINTO

AVCP PARERE 2010

L’impresa è iscritta nella categoria OG3, classifica IV, che per legge da' la possibilita' al soggetto di partecipare alle gare per l’affidamento di lavori sino all’importo di € 2.582.284, che in virtu' dell’art. 3, comma 2, del D.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34 puo' essere incrementato di un quinto e raggiungere quindi € 3.098.740,80, mentre l’importo assunto con la dichiarata percentuale del 84,414% di detta categoria OG3, (prevista dal bando per un importo di € 3.670.896,75) risulta essere pari a € 3.098.750,75.

La prevalenza dell’importo dichiarato su quello effettivamente posseduto, ancorche' di soli € 10, conduce a ritenere mancante per la capogruppo il requisito in questione per classifica adeguata e, quindi, corretta l’esclusione disposta dalla stazione appaltante. Ne' la discrepanza di cui trattasi puo' essere intesa come un mero errore materiale nella dichiarazione, emendabile secondo il dettato dell’art. 46 del D.Lgs. n. 163/2006, attesa l’esplicita e non equivoca previsione di un puntuale e formale obbligo di dichiarare, per categoria, la quota di partecipazione di ciascun componente il RTI, espressamente corredato dalla sanzione dell’esclusione. Peraltro, l’incremento del quinto previsto dal citato art. 3, comma 2, del D.P.R. n. 34/2000 è stabilito dal legislatore in modo vincolante per la stazione appaltante, senza alcuna possibilita' di aumentare tale limite fino a compensare il suddetto valore differenziale.

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’impresa A S.p.A. – Lavori di esecuzione delle sistemazioni superficiali lungo la linea ferroviaria Roma-Viterbo, nella tratta Roma San Pietro-La Storta, tra Monte Ciocci e la Stazione di Monte Mario nell’ambito del Comune di Roma – Importo a base d’asta € 4.825.383,70 – S.A.: B S.p.A.

RIPARTO REQUISITI TRA MANDANTI E MANDATARIA - BENEFICIO DEL QUINTO

TAR VENETO SENTENZA 2009

In base all’art. 95, comma 2 del D.P.R. 554/99, che regola il rapporto percentuale che deve intercorrere, in sede di qualificazione, tra le imprese mandanti e l’impresa mandataria, l’associazione risulta validamente costituita e puo' essere ammessa se la mandataria possiede almeno il 40% dell’importo complessivo dell’appalto e le mandanti almeno il 10%, ma detta soglia minima ai fini della qualificazione deve sussistere a prescindere dal ricorso al beneficio dell’incremento del quinto, di cui al secondo comma dell’art. 3 del D.P.R. 34/2000 (cfr. T.A.R. Lazio, Roma, sez. I, 5.5.2009, n. 397, orientamento condiviso dal C.d.S., sezione VI, con ordinanze n.2876/2009 e n. 2840/2009). Detto benefico sara', infatti, utilizzabile, subordinatamente al possesso dell’iscrizione pari ad almeno il 20% dell’importo a base dell’appalto, per eseguire lavori di categoria superiore a quella posseduta (possibilita' riconoscibile anche alle imprese che concorrono singolarmente all’aggiudicazione della gara).

ISCRIZIONE ALL'ALBO NAZIONALE DEI GESTORI AMBIENTALI

AVCP PARERE 2008

E’ illegittima la clausola del bando di gara per l’affidamento dei lavori indicati in oggetto, secondo la quale “le imprese partecipanti in aggiunta alla categoria OG12 cl. II, devono essere, a pena di esclusione, in possesso dell’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali per la categoria 9 D) previsto dal D. Lgs. n. 152/2006, costituendo tale iscrizione condizione legittimante per la stipula del relativo contratto di appalto.”

Infatti in linea generale, in presenza di norme di settore che prevedono una specifica idoneità per l'esecuzione di determinate lavorazioni richieste dall'appalto, quale l'iscrizione ad Albi, nel bando di gara deve essere inserita la richiesta del relativo possesso, esclusivamente come requisito da dimostrare in fase di esecuzione.

Diversamente opinando, si attua una limitazione alla partecipazione alle gare di appalto di lavori pubblici, in violazione dell'articolo 1, commi 3 e 4, e dell'articolo 3, comma 2, del d.P.R. 34/2000, che statuiscono che la qualificazione in una categoria è condizione necessaria e sufficiente per la dimostrazione dei requisiti di capacità tecnica e finanziaria ai fini dell'affidamento di lavori pubblici.

Nel caso di specie, pertanto, la clausola in esame, così come formulata, stabilisce un ulteriore requisito di partecipazione, la cui richiesta non trova legittimazione nella normativa.

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla A. s.r.l. – messa in sicurezza di emergenza della discarica di RSU di C/da Martino – I modulo. S.A: Comune di S..

REQUISITI DI PARTECIPAZIONE

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2007

L’art. 3, co. 6, del d.P.R. n. 34 del 2000, trasfuso nel bando di gara, senza equivoci, indica che il quinquennio da prendere in considerazione ai fini del calcolo della cifra di affari minima richiesta quale requisito di partecipazione, è quello anteriore alla data di pubblicazione del bando, ed in mancanza di “ulteriori elementi chiarificatori contenuti nel bando, deve ritenersi che il riferimento debba essere fatto alla data di pubblicazione del bando ed ai cinque anni solari precedenti”.

Non dovevano, dunque, nel caso di specie essere presi in considerazione gli ultimi cinque bilanci approvati e depositati (tesi sostenuta dai ricorrenti in primo grado che hanno poi assunto la veste di appellati e che ora hanno proposto l’azione di revocazione).

Inoltre il requisito di partecipazione di cui all’art. 3, comma 6 del d.P.R. n. 34 del 2000, comporta il richiamo anche dell’art. 18 del medesimo decreto. Questa seconda disposizione indica le modalità con le quali deve essere provato il possesso di detto requisito.

Ai fini della cifra d’affari la dichiarazione da allegare alla domanda di partecipazione e di preselezione, ex art. 3, comma 6, del d.P.R. n. 34 del 2000, deve avere a riferimento i cinque anni solari antecedenti la pubblicazione del bando, mentre quanto dichiarato deve essere provato solo successivamente (al momento del sorteggio o dopo l’aggiudicazione della gara) mediante l’esibizione dei bilanci approvati (così dispone l’art. 18 del d. P.R. n. 34 del 2000).

QUALIFICAZIONE SOA - QUOTE DI PARTECIPAZIONE

AVCP PARERE 2007

Relativamente alla qualificazione SOA il Consiglio precisa quanto segue:

Il nominativo del direttore tecnico dell’impresa è attestato dal certificato SOA;

L'impresa in possesso di classifica I, ammessa a partecipare all'appalto grazie all'incremento di un quinto ex articolo 3, d.P.R. 34/2000, non è tenuta al possesso del certificato di qualità;

Il requisito della qualificazione deve sussistere al momento della scadenza per la presentazione delle offerte, permanere per tutta la durata del procedimento di gara e, in caso l’impresa risulti aggiudicataria, per tutta la durata dell’appalto.

L’Autorità inoltre chiarisce che è onere dell'associazione temporanea di imprese indicare in sede di gara le rispettive quote di partecipazione. Detto adempimento vale anche in mancanza di un'esplicita indicazione in tal senso del bando di gara, che deve intendersi integrato dalla inderogabile previsione di cui all'articolo 37, commi 3 e 13, del d.Lgs. n. 163/2006.

Oggetto: istanze di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del decreto legislativo n. 163/2006 presentate dalla C. s.r.l. e dal Comune di S. C. – adeguamento funzionale e recupero di un fabbricato per centro anziani.

ATI MISTA - QUALIFICAZIONE E QUINTO IN PIU'

AVCP PARERE 2007

In materia di qualificazione delle associazioni temporanee, ed in particolare in relazione alle associazioni di tipo misto ed all’applicazione alle ATI dell’istituto dell’incremento di un quinto, l’Autorità ha ritenuto che:

1. la mandataria deve possedere la qualificazione per la categoria prevalente e per una classifica adeguata al 40 per cento dell’importo cui deve far fronte l’intera sub associazione orizzontale (somma degli importi della categoria prevalente e delle categorie scorporabili per le quali l’ATI non è specificamente qualificata);

2. le mandati che assumono l’esecuzione di lavorazioni della categoria prevalente devono possedere la qualificazione per la categoria prevalente e per una classifica adeguata al 10 per cento dell’importo cui deve far fronte l’intera sub associazione orizzontale (somma degli importi della categoria prevalente e delle categorie scorporabili per le quali l’ATI non è specificamente qualificata) fermo restando la copertura dell’intero importo;

3. le mandanti che assumono lavori nelle categorie scorporabili devono possedere la qualificazione con riferimento ad ognuna di tali categorie;

4. l'incremento di un quinto della classifica, ex articolo 3, comma 2 del d.P.R. 34/2000, è applicabile alle mandanti soltanto se la classifica da queste posseduta è almeno pari al 20 per cento dell'importo complessivo dell'appalto ed alla mandataria soltanto se la classifica da questa posseduta è almeno pari al 40 per cento dell'importo complessivo dell'appalto.

Relativamente alla clausola del bando di gara, secondo la quale la mancanza del requisito della classifica III nella categoria OG11 è causa di esclusione dalla gara, detta clausola deve considerarsi come non apposta, in quanto viola i disposti di cui all’articolo 3, comma 2 del d.P.R. 34/2000.

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla ATI I. s.r.l./E. s.r.l./G.M.I. s.r.l. – lavori di miglioramento sismico, recupero e conservazione dell’Istituto Incremento Ippico in C. S.A. Istituto Incremento Ippico di C. – U.R.E.G.A. di C.

BANDO - REQUISITI DI PARTECIPAZIONE PIU' RESTRITTIVI

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2007

Rappresenta orientamento giurisprudenziale consolidato quello secondo cui le amministrazioni possono richiedere alle imprese requisiti di partecipazione ad una gara d'appalto e di qualificazione più rigorosi e restrittivi di quelli minimi stabiliti dalla legge, purché, tuttavia, tali ulteriori prescrizioni si rivelino rispettose dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, non limitino indebitamente l'accesso alla procedura e siano giustificate da specifiche esigenze imposte dal peculiare oggetto dell'appalto.

ATI - REQUISITI DI QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE NEGLI APPALTI SOPRASOGLIA

TAR CALABRIA CZ SENTENZA 2006

L’art. 3, comma 6 del DPR 34/00, che, per gli appalti di importo a base di gara superiore ad € 20.658.276, prevede che l’impresa, oltre agli ordinari requisiti di qualificazione, deve dimostrare di avere realizzato, nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando, una cifra d’affari non inferiore a tre volte l’importo a base di gara. La norma è espressa in termini generali, con riferimento a qualsiasi partecipante alla gara, indipendentemente dal fatto che si tratti di concorrente che sia soggetto singolo ovvero soggetto plurimo. Essa, perlomeno considerata in se stessa, sembra lasciare aperto il problema se tale requisito debba essere riferito a ciascun partecipante alla gara ovvero anche a ciascuna impresa la cui partecipazione alla gara abbia luogo nell’ambito, tra le altre possibilità, di un consorzio o di un’associazione temporanea.

La soluzione del problema cui si è accennato non sembra possa trovare soluzione sulla base della sola considerazione delle norme di cui al DPR n. 34/2000, dovendosi, per converso, tenere presenti anche le norme concernenti i requisiti di partecipazione relative al soggetto plurimo di cui si tratta e, quindi, nel caso di specie, alle associazioni temporanee di imprese [’art. 95, secondo comma, del DPR n. 554/1999].

Sembra preferibile l’interpretazione della necessità di una lettura dell’art. 3 del DPR n. 34/2000 che lasci integra la disciplina dell’art. 95 del DPR n. 554/1999 dei requisiti delle imprese riunite e che riferisca, quindi, il requisito della cifra d’affari nel quinquennio al soggetto partecipante nel suo complesso, si tratti di soggetto singolo ovvero di soggetto plurimo.

Non può condurre a diversa conclusione la previsione del punto 3), lettere g), del disciplinare di gara, che impone di produrre, fra i documenti da inserire nella busta A, l’attestazione del possesso di una cifra d’affari in lavori non inferiore a tre volte la percentuale dell’importo complessivo dei lavori a base di gara di sua spettanza [trattandosi di] previsione alquanto ambigua, in quanto dettata con riferimento a tutti i concorrenti e, quindi, anche a quelli singoli, rispetto ai quali, ovviamente, un problema di percentuali neanche si pone.

SOA E QUINQUENNIO PRECEDENTE

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2006

Il tenore dell’art. 3, comma 6, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. non lascia spazio ad equivoci nell’indicare che il quinquennio da prendere in considerazione sia quello anteriore alla data di pubblicazione del bando. In assenza dei necessari elementi chiarificatori contenuti nel bando, deve ritenersi che il riferimento debba essere fatto alla data di pubblicazione del bando ed ai cinque anni solari precedenti. In assenza nel bando di specifiche ed inequivoche indicazioni circa la documentazione da produrre e le relative date di riferimento, deve ritenersi, anche in questo caso per un ordinario principio di favor partecipationis e di trasparenza dell’azione amministrativa, che il rinvio corretto sia quello relativo al quinquennio antecedente alla data di pubblicazione del bando stesso. Nessun argomento, in senso contrario, può desumersi dal richiamo nello stesso contesto alle modalità della prova del requisito di cui all’art. 18 del medesimo decreto, perché nella fase della presentazione dell’offerta il possesso del requisito è provato dall’apposita dichiarazione richiesta alle imprese concorrenti, che la emettono sotto la propria responsabilità ed a rischio di specifica sanzione in caso di controllo per sorteggio a norma dell’art. 10, comma 1quater della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.

ATI MISTA TRA IMPRESE - QUALIFICAZIONE

CGA SICILIA SENTENZA 2005

L’associazione mista è una tipologia di associazione, ritenuta ammissibile in giurisprudenza, composta da una impresa capogruppo e da altre imprese alcune delle quali associate in modo orizzontale alla prima per l’esecuzione dei lavori ascrivibili alla categoria prevalente, ed altre associate in modo verticale per l’esecuzione delle opere scorporabili (cfr. CGA 23 aprile 2001, n. 192).

L’applicabilita' di tale tipologia in presenza di due sole imprese non è contestata dall’appellante, che del resto ha partecipato alla gara in ATI espressamente dichiarata come mista e formata da due imprese.

Nel caso di specie il bando (come da ultimo rettificato) prevedeva:

- lavori in categoria prevalente OG3, classifica IV;

- opere scorporabili in categoria OS21;

- un importo complessivo dei lavori (compresi gli oneri di sicurezza) di euro 1.650.000;

- un importo a base d’asta di euro 1.611.635,87 (detratti gli oneri di sicurezza pari a euro 38.364,13), di cui 1.279.985,96 in categoria prevalente OG3 e 331.649,91 in categoria scorporabile OS21.

La impresa capogruppo era in possesso della categoria OG3 per la III classifica (sino ad euro 1.032.913,00); la impresa mandante era in possesso della categoria OG3 con la II classifica (sino ad euro 516.457) e della categoria OS21 con la III classifica (sino ad euro 1.032.913,00).

La ATI, nel suo complesso, aveva quindi (tanto piu' se si considera l’aumento del quinto ex art. 3 del d.P.R. n. 34/2000) la qualificazione necessaria in relazione all’importo delle opere da eseguire.

In particolare la mandante era in grado di assumere tutti i lavori della categoria OS21 (come unica tra le associate in possesso della relativa sufficiente qualificazione), mentre mandataria e mandante erano pienamente in grado di assumere insieme i lavori della categoria prevalente. La prima era poi qualificata per assumere lavori in misura maggioritaria.

REQUISITI RICHIESTI ALLE ATI

CGA SICILIA DECISIONE 2005

Sul piano letterale, la disposizione di cui all’art. 95, comma 2, facendo riferimento al possesso dei requisiti ivi previsti in una “misura minima” rapportata ai requisiti richiesti in capo alle imprese singole, sembra univocamente riferirsi alla soglia di qualificazione attinta attraverso la mera classifica d’iscrizione, e non già all’entità quantitativa dei lavori realizzabili attraverso il beneficio dell’aumento del quinto, di cui parimenti fruiscono anche le imprese partecipanti individualmente alla gara. Manca inoltre qualsiasi dato testuale che, attraverso un richiamo dall’una all’altra disposizione, legittimi l’interprete ad integrare la portata dispositiva dell’una attraverso quella dell’altra. Sul piano logico-sistematico, la tesi propugnata dal giudice di primo grado appare contraddetta dalla pratica impossibilità di dare applicazione al beneficio dell’aumento del quinto al fine del raggiungimento da parte delle imprese mandanti di A. T. I. orizzontale della soglia minima per esse prevista, pari soltanto al 10% dell’iscrizione richiesta all’impresa singola. Tale difficoltà di coordinamento è stata avvertita dalla giurisprudenza, che ha escluso l’elevabilità al 20% dei requisiti minimi di partecipazione richiesti in capo alle mandanti, ex art. 3, comma 2, D. P. R. n. 34/2000, in base al rilievo che tale ultima norma non incide sulla portata precettiva dell’art. 95, comma 2, del D. P. R. n. 554/1999, disciplinante in forma esaustiva l’entità dei requisiti minimi richiesti sia in capo alla mandataria che alle mandanti di A. T. I. orizzontale

APPALTI MISTI

AUTORITA LLPP DETERMINAZIONE 2005

Appalti misti e requisiti di qualificazione.

Per appalto misto si intende quello in cui l’oggetto della procedura di aggiudicazione e del successivo contratto è costituito da prestazioni eterogenee, ascrivibili a settori assoggettati a differenti discipline pubblicistiche (lavori, servizi, forniture), sicché sorge il problema dell’individuazione della disciplina applicabile a seconda della qualificabilità dell’appalto stesso in termini di lavori, servizi o forniture.

Nei contratti misti la normativa sui lavori pubblici trova applicazione quando i lavori costituiscono l'oggetto principale del contratto stesso, a prescindere dalla rilevanza economica. Le disposizioni della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s. m. in materia di qualificazione si applicano ogni qualvolta l'appalto misto comprende l'esecuzione di lavori, a prescindere dal valore e dall'accessorietà degli stessi rispetto ai servizi o alle forniture. Nei bandi dI appalti misti devono essere opportunamente evidenziate le categorie e le classifiche relative ai lavori da eseguire, ancorché accessori o di valore inferiore al 50 per cento dell'importo dell'appalto; i concorrenti devono dimostrare di essere in possesso della qualificazione richiesta per l'esecuzione di detti lavori. Qualora la componente lavori, anche se accessoria o di valore inferiore a 50 per cento dell'appalto, superi la soglia dei 20. 658. 276 di euro, trova applicazione la disposizione di cui all'articolo 3, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000.

DIMOSTRAZIONE CIFRA D'AFFARI - BILANCIO

TAR LAZIO RM SENTENZA 2001

Il Collegio, con tale sentenza, nel riferirsi alle norme contenute nel regolamento Bargone sulla qualificazione delle imprese (D.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34 ) che identifica la comprova della cifra di affari in lavori ai fini della partecipazione agli appalti da parte delle societa' di capitali con la presentazione dei bilanci e della relativa nota di deposito presso la Camera di Commercio, afferma che il quinquennio di riferimento per la valutazione del requisito della cifra di affari deve essere individuato in quello per il quale risultano regolarmente formati e depositati i suddetti bilanci.

Infatti, per quanto riguarda il problema della esatta individuazione del periodo temporale di riferimento per la dimostrazione del requisito relativo alla cifra di affari nel quinquennio la suddetta sentenza faceva propria l’interpretazione contenuta nella circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 162/400/93, secondo cui “l’individuazione del suddetto periodo di riferimento per la documentazione dei requisiti secondo i dati di bilancio o di altra documentazione fiscale deve necessariamente tener conto delle scadenze fissate dalla legge per tali adempimenti “; da cio' consegue che il periodo in esame deve essere individuato in quello per il quale i suddetti atti possono essere effettivamente utilizzati, in quanto approvati o presentati. Pertanto, ai fini della individuazione del quinquennio a cui va riferito il requisito della cifra di affari, debbono essere presi in considerazione gli ultimi cinque bilanci approvati e depositati. Facendo il caso di una societa' di capitali, per la quale la dimostrazione della sua cifra di affari dipende dalla esibizione dei bilanci debitamente approvati e depositati presso il competente ufficio del Registro delle imprese tenuto dalla Camera di Commercio, deve tenersi conto degli art. 2364 e 2435 del Codice Civile che indicano le scadenze per l’approvazione del bilancio e per il deposito dello stesso presso l’ufficio del Registro delle imprese.

Nel caso in esame, va osservato che alla data di pubblicazione del bando di gara (5 luglio 2000) il bilancio relativo al 1999 dell’impresa ricorrente non risultava ancora depositato presso la Camera di Commercio, per cui non poteva essere preso in considerazione ai fini della partecipazione alla gara di appalto. Pertanto correttamente l’Impresa ricorrente provvedeva a trasmettere al Comune di Roma con nota del 16 aprile 2000 anche il bilancio relativo all’annualita' 1994 nel pieno rispetto della normativa sopracitata concernente la corretta individuazione del periodo di riferimento per la dimostrazione dei requisiti di partecipazione agli appalti.

AUTORITA LLPP DELIBERAZIONE 2003

Non è conforme alle disposizioni dell’articolo 3, comma 2, del D. P. R. 25/01/2000 la clausola del bando di gara che non consente la partecipazione alla medesima di imprese qualificate per la classifica II, incrementata di un quinto, in assenza della dimostrazione del possesso della certificazione del sistema di qualità. Ciò in quanto, aderendo ad opposta soluzione, si perverrebbe ad un’interpretazione abrogante del disposto di cui all’articolo 3, comma 2, DPR 34/2000, ove prevede che “la qualificazione in una categoria abilita l’impresa a partecipare alle gare e ad eseguire i lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto”.

Non appare corretto escludere dalla partecipazione ad una gara raggruppamenti orizzontali comprendenti imprese qualificate per le classifiche I e II (per le quali non è obbligatorio il possesso del requisito della qualità) che intendano assumere lavori per importi corrispondenti alla propria classifica. Il requisito della certificazione della qualità deve essere posseduto con riferimento non all’importo dell’appalto, bensì alla classifica della qualificazione spettando, quindi, alle stazioni appaltanti che bandiscono appalti, l’obbligo del controllo che l’attestazione di qualificazione per la classifica corrispondente all’importo dei lavori che il concorrente intende assumere, come impresa singola, oppure come associata o consorziata in associazione o consorzio di tipo orizzontale o verticale - qualora tali importi rientrino in una delle fasce di progressivo obbligo del possesso della qualità integrale o semplificata - riporti l’indicazione di tale possesso. Diversamente argomentando, le imprese qualificate con classifiche I e II, che non abbiano acquisito il requisito della qualità, non potrebbero mai associarsi per eseguire lavorazioni di importo superiore alla II classifica.

TAR SENTENZA 2004

La giurisprudenza amministrativa, ha condivisibilmente interpretato la seconda parte dell'art. 3 del dpr 34/2000, statuendo che "L'art. 3 comma 2 d.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34, nel disporre che "la qualificazione in una categoria abilita l'impresa a partecipare alle gare re ad eseguire i lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto", ma che "nel caso di imprese raggruppate o consorziate la medesima disposizione si applica con riferimento a ciascuna impresa raggruppata o consorziata, a condizione che, essa sia qualificata per una classifica pari ad almeno un quinto dell'importo dei lavori a base di gara", non ha inteso generalizzare l'aumento di un quinto dell'importo della classifica, ma ha subordinato detto aumento alla condizione che la singola impresa associata sia comunque qualificata per un importo pari ad almeno un quinto dell'importo dei lavori a base d'asta; detta disposizione è applicabile anche alle ati di tipo verticale o misto, ma, in tale caso la condizione da essa richiamata va riferita ai singoli importi della categoria prevalente e delle altre categorie scorporabili, in quanto il rapporto esistente fra i primi due commi dell'art. 3 evidenzia come la disposizione del comma 2 abbia natura speciale, giacché fornisce attuazione alla disposizione del comma 1 con riferimento ai raggruppamenti di imprese e puntualizza che l'aumento di un quinto riguarda non il raggruppamento in sè, ma le singole imprese raggruppate; conseguentemente ove si voglia riferire detta disposizione alle associazioni temporanee di imprese di tipo verticale, di cui all'art. 13 comma 8, l. n. 109 del 1994, la condizione non può che riguardare i singoli importi della categoria prevalente e delle categorie scorporabili" (T.A.R. Sicilia Catania, sez. I, 11 febbraio 2003, n. 224).

L'AUSILIARIA PUO' COMPIERE L'AUMENTO DEL QUINTO

TAR PIEMONTE SENTENZA 2015

Come evidenziato dalla piu' recente giurisprudenza amministrativa, “mediante l'avvalimento la concorrente usufruisce della qualificazione e degli altri requisiti posseduti dall'impresa ausiliaria con tutte le facolta' connesse, compresa la possibilita' di computare l'incremento di un quinto sulla soglia della categoria di spettanza. L'istituto in esame, infatti, è volto a permettere la piu' ampia partecipazione alle gare, consentendo a soggetti che ne siano privi di concorrere ricorrendo ai requisiti di altri soggetti, essendo indispensabile unicamente che i primi dimostrino di poter disporre dei mezzi dei secondi. Essendo espressamente prevista, a tal fine, la possibilita' di avvalersi delle certificazioni possedute da altra impresa, deve ritenersi ammesso l'avvalimento anche per l'incremento sulla classifica di riferimento previsto dall'art. 61, comma 2, D.P.R. 207/2010, in quanto tutti i requisiti di capacita' tecnico, economica e professionale devono essere sussunti nella categoria dei requisiti che possono essere oggetto di avvalimento, attesa la portata generale dell'istituto (Consiglio di Stato, sez. V, 23 ottobre 2012, n. 5408). Un'interpretazione restrittiva delle disposizioni in materia di avvalimento si porrebbe, infatti, in contraddizione con la finalita' di incentivare la concorrenza, agevolando l'ingresso nel mercato di nuovi soggetti”(cfr. TAR Puglia, Bari, Sez.I, 20.02.2013 n. 255).

Come affermato dal Consiglio di Stato in una recente decisione (Sez. V, 7.07.2014 n. 3431) “la carenza della cauzione provvisoria ovvero la mancata proroga dalla validità della stessa costituiscono mere irregolarità sanabili, essendo nulla la clausola della lex specialis che contempla per tali ipotesi l’esclusione dalla gara (cfr. sul punto, ad es.m, Cons. Stato, Sez. III, 5 dicembre 2013 n. 5781)”.

Pareri tratti da fonti ufficiali

QUESITO del 27/01/2009 - QUALIFICAZIONE

Al CNR è in corso una gara per l'appalto di lavori per un importo a base d'asta di € 1.657.971,74, così ripartiti:OG1 € 763.047,97; OG2 € 280.604,90; OG11 € 614.318,87. L'offerta in esame appartiene ad una ATI e si resta un dubbio sull'applicazione dell'incremento del 20% previsto dall'art.3 c.2 DPR 34/00 per la sola categoria OG11. La mandante dichiara l'esecuzione al 100% per detta categoria ma possiede classifica I (€ 258.228). L'incremento del 20%, di cui sopra, deve essere applicato alla classifica OG11 dando una classificazione tot. pari a € 309.873,60 sufficiente per il requisito di gara. La citazione "almeno un quinto dell'importo dei lavori a base di gara" del medesimo art. è riferita all'importo totale dell'appalto (258.228 < 331.594,348 -> esclusione) o alla singola categoria OG11 (258.228 > 122.863,774 -> ammessa alla fase successiva di gara) ?


QUESITO del 04/08/2006 - QUALIFICAZIONE - INCOMPATIBILITÀ

In una gara, concorrente in ATI orizzontale - la ditta (A) partecipa per la categoria OG3 con la classifica IV il cui importo è superiore ad 1/5 dell'importo complessivo dei lavori. - la ditta (B) partecipa per la stessa categoria OG 3 con la classifica II il cui importo è inferiore ad 1/5 dell'importo complessivo dei lavori quesito - l'aumento del 20% della classifica si può applicare alla sola ditta ( A ) ? - l'aumento del 20 % non si può applicare al nemmeno alla ditta (A ) atteso che " ogni ditta " del raggruppamento dovrebbe possedere comunque la classifica per un importo almeno superiore ad 1/5 dell'importo complessivo dei lavori ?