Art. 14. Appalti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati per fini diversi dal perseguimento di un’attività interessata o per l’esercizio di un’attività in un Paese terzo

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano agli appalti e concessioni aggiudicati dagli enti aggiudicatori per scopi diversi dal perseguimento delle attività di cui agli articoli da 115 a 121, o per l'esercizio di tali attività in un Paese terzo, in circostanze che non comportino lo sfruttamento materiale di una rete o di un'area geografica all'interno dell'Unione europea, e ai concorsi di progettazione organizzati a tali fini. disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017

2. Gli enti aggiudicatori comunicano alla Commissione europea, su richiesta, tutte le categorie di attività che considerano escluse in virtù del comma 1, nei termini da essa indicati, evidenziando nella comunicazione quali informazioni hanno carattere commerciale sensibile.

3. Le disposizioni del presente codice non si applicano comunque alle categorie di attività oggetto degli appalti di cui al comma 1 considerati esclusi dalla Commissione europea in elenchi pubblicati periodicamente nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea

Relazione

L'articolo 14 (Appalti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati per fini diversi dal perseguimento di una attività interessata o per l'esercizio di un'attività in un paese terzo) introduc...

Commento

L'articolo 14, ai sensi dall'art. 19 della direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, introduce esclusioni relativamente all'applicazione del codice con riferime...

Giurisprudenza e Prassi

APPALTI AFFIDATI DA IMPRESE PUBBLICHE – SETTORI NON SPECIALI – REGOLATI DAL DIRITTO PRIVATO – GIURISDIZIONE GO

TAR LAZIO RM SENTENZA 2020

A s.p.a. e A s.r.l. hanno natura di impresa pubblica (in questo senso TAR Lazio n. 1513/15 richiamata anche da parte ricorrente).

Secondo l’art. 14 d. lgs. n. 50/16 il codice dei contratti si applica anche agli enti aggiudicatori, in cui rientra l’impresa pubblica che opera nei settori speciali (art. 3 comma 1 lettera e n. 1 d. lgs. n. 50/16), solo se l’appalto persegue una delle attività di cui agli artt. da 115 a 121.

Dall’ART. 117 emerge che A s.r.l. non è obbligata al rispetto delle procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio oggetto di causa e, quindi, che la presente controversia non è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

In proposito, con la sentenza n. 16/11 l’Adunanza Plenaria, riferendosi all’analoga disciplina di cui al d. lgs. n. 163/06, ha stabilito che:

- l'assoggettabilità dell'affidamento di un servizio alla disciplina dettata per i settori speciali non può essere desunta sulla base di un criterio solo soggettivo, relativo cioè al fatto che ad affidare l'appalto sia un ente operante nei settori speciali, ma presuppone anche un parametro di tipo oggettivo che tenga conto della riferibilità e, più precisamente, della strumentalità del servizio rispetto all'attività speciale;

- il concetto di strumentalità va riferito al “core business” ovvero all’attività propriamente oggetto del settore speciale e deve essere interpretato in senso restrittivo;

- gli appalti affidati dalle imprese pubbliche al di fuori dei settori speciali sono “estranei” all’ambito del diritto comunitario e delle procedure ad evidenza pubblica e sono regolati dal diritto privato con conseguente giurisdizione del giudice ordinario in riferimento alle relative controversie.

Tali principi sono stati confermati dalla giurisprudenza anche dopo l’entrata in vigore del d. lgs. n. 50/16 che, sul punto, ha riprodotto le disposizioni già facenti parte dell’abrogato d. lgs. n. 163/06 (Cons. Stato n. 8905/19; Cons. Stato n. 6534/18; TAR Veneto n. 632/18), come, del resto, dedotto espressamente anche da parte ricorrente (pag. 6 dell’atto introduttivo).