Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: rischio infiltrazione

Legittimità interdittiva antimafia e inefficacia del self-cleaning familiare elusivo

TAR SICILIA - Ordinanza

Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, il pericolo di infiltrazione mafiosa deve essere desunto da elementi sintomatici valutati unitariamente, tra cui assumono rilievo pregnante le frequentazioni dell'amministratore (anche cessato) con soggetti controindicati; le misure di discontinuità gestionale non assumono rilevanza esimente qualora si risolvano in un mero passaggio d (...)

Legittimità interdittiva antimafia fondata su elementi indiziari e contesti familiari

TAR CALABRIA - Ordinanza

Il rischio di infiltrazione mafiosa, giustificante l'interdittiva, può essere desunto da un quadro indiziario complessivo che includa vicende giudiziarie non concluse con una piena assoluzione nel merito, rapporti parentali e frequentazioni con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, in quanto l'interdittiva risponde a una finalità di tutela anticipata della legalità. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER TRASFERIMENTO DI QUOTE SOCIETARIE ELUSIVO TRA FAMILIARI

TAR LAZIO - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia interdittiva, il trasferimento della titolarità delle quote societarie in favore di un prossimo congiunto, privo di autonomia economica ed esperienza professionale nel settore, avvenuto in stretta prossimità temporale con l'avvio di indagini penali a carico del cedente, integra un tentativo di elusione che non interrompe la continuità della gestione (...)

AUTONOMIA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALE GIUDIZIARIE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'assenza di elementi che conducano il giudice penale ad applicare misure di prevenzione patrimoniale non esclude la legittimità dell'informativa antimafia emessa dal Prefetto, la quale risponde a una finalità di tutela dell'ordine pubblico economico mediante un giudizio prognostico di permeabilità a tentativi di condizionamento criminale, desumibile anche da rapporti familiari o collaborazioni di (...)

LA DISCONTINUITÀ REALE È REQUISITO ESSENZIALE PER L'AGGIORNAMENTO DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA

TAR CAMPANIA - Sentenza

In tema di informativa antimafia, l'istanza di aggiornamento presentata dall'operatore economico non vincola l'Autorità prefettizia a un mero accertamento dei fatti sopravvenuti, restando intatta la discrezionalità nella valutazione complessiva del rischio infiltrativo. L'onere della prova del mutamento sostanziale dell'assetto aziendale e della reale rescissione dei legami con ambienti controindi (...)

LEGITTIMA L'INFORMATIVA ANTIMAFIA A CASCATA PER IDENTITÀ DELLA COMPAGINE SOCIALE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia c.d. 'a cascata', il contagio tra imprese può legittimamente presumersi quando l'analisi dei rapporti riveli una stabilità e intensità dei vincoli associativi tale da configurare una comunanza di interessi non meramente formale. In particolare, la coincidenza dei soci di maggioranza e della compagine sociale tra la società colpita da interdittiva e quella destinat (...)

AUTOMATISMO DECADENZIALE DEI TITOLI ABILITATIVI A SEGUITO DI INFORMAZIONE ANTIMAFIA INTERDITTIVA

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai sensi dell'art. 67 del D.Lgs. 159/2011, l'informativa antimafia interdittiva determina la decadenza automatica e vincolata di autorizzazioni, licenze e concessioni, senza che residui alcun margine di discrezionalit in capo alle amministrazioni competenti. Tale effetto si produce anche per le attivit economiche soggette a mera autorizzazione esercitate nei confronti di privati, poich) la prese (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA PROBABILITÀ DI CONDIZIONAMENTO CRIMINALE (91.5)

TAR CAMPANIA - Sentenza

Il provvedimento di interdittiva antimafia risponde a una finalità di prevenzione anticipata e non richiede l'accertamento di responsabilità penali o la commissione di specifici reati-spia, essendo sufficiente un quadro indiziario che renda plausibile il pericolo di condizionamento. La valutazione prefettizia è sindacabile solo per manifesta illogicità, e il mero decorso del tempo o vicende penali (...)

IL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA SI BASA SULLA PROGNOSI DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai fini della legittimità dell'informativa interdittiva antimafia, la valutazione del Prefetto basata sul criterio del 'più probabile che non' non richiede la certezza probatoria del reato, potendo fondarsi su legami parentali qualificati e vicende penali anche se concluse con il non luogo a procedere per ragioni procedurali, qualora i fatti materiali evidenzino un pericolo attuale di infiltrazion (...)

SUSSISTENZA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E DINIEGO DELLE MISURE DI COLLABORAZIONE PREVENTIVA

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

È legittima l'informativa antimafia basata su elementi sintomatici di un rischio di infiltrazione mafiosa non occasionale, derivanti dalla presenza di dipendenti con precedenti per reati associativi, dalla gestione di fatto affidata a congiunti coinvolti in procedimenti penali per reati gravi e dalla partecipazione dell'impresa a consorzi già interdetti; in tali casi, l'assenza del requisito dell' (...)

LEGITTIMITÀ DELL'ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO ANAC DEL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO ANTIMAFIA PER RISCHIO INFILTRAZIONE (213.10)

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva è legittimamente fondata su elementi sintomatici quali i legami di parentela e i rapporti di cointeressenza con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, poiché l'organizzazione mafiosa si basa sul nucleo familiare come struttura di influenza. L'annotazione di tale provvedimento nel Casellario Informatico da parte di ANAC costituisce un atto dovuto, p (...)

INVARIANZA DELL'ASSETTO PROPRIETARIO E PERDURANTE RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di informativa antimafia, il mutamento dei vertici amministrativi e tecnici di una società non è idoneo a superare il giudizio di permeabilità mafiosa se non è accompagnato da un mutamento sostanziale dell'assetto proprietario. Qualora il capitale sociale resti in mano ai familiari del soggetto sospettato di collusione, il rischio di infiltrazione deve ritenersi persistente, poiché la natu (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA REGOLA DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TAR LAZIO - Ordinanza

Ai fini della legittimità dell'informazione antimafia interdittiva, non occorre la prova di un fatto reato, essendo sufficiente un quadro indiziario da cui emerga il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo un criterio di verosimiglianza superiore all'opposta ipotesi. La presenza di soggetti controindicati nelle dinamiche societarie e l'avvalimento di partner commerciali già interdetti costituisc (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER MANCATA EMANCIPAZIONE DAL CONTESTO FAMILIARE MAFIOSO

CGA SICILIA - Sentenza

Ai fini della legittimità di un'informativa antimafia interdittiva, il rischio di condizionamento criminale può essere desunto dal contesto familiare e ambientale, in particolare quando l'attività imprenditoriale si inserisce in continuità con quella dei congiunti o ne utilizza il patrimonio immobiliare. Lo stato di detenzione dei familiari non costituisce un elemento di interruzione dei rapporti (...)

AUTONOMIA DELLA PREVENZIONE ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ASSOLUZIONE PENALE E VALUTAZIONE UNITARIA DEGLI INDIZI

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva, stante la sua natura preventiva e non sanzionatoria, può legittimamente fondarsi su elementi indiziari quali legami familiari e frequentazioni con esponenti della malavita, anche se risalenti nel tempo o oggetto di procedimenti penali archiviati, qualora il quadro complessivo delinei un pericolo concreto di condizionamento dell'attività d'impresa secondo il cr (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA PER SODALIZIO PROFESSIONALE DURATURO CON SOGGETTO CONTROINDRESSATO

TAR PIEMONTE - Sentenza

È legittima l'adozione di un'informazione interdittiva antimafia qualora l'analisi del contesto riveli un sodalizio professionale duraturo tra il legale rappresentante dell'operatore economico e un soggetto gravato da precedenti specifici, non essendo sufficiente il mero recesso formale dalla compagine sociale a escludere il rischio di condizionamento, specie se l'immagine professionale del sogget (...)

ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SOLO SU CONDANNE PER REATI NON SPIA (91.6)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'informazione antimafia interdittiva non può fondarsi esclusivamente su una condanna penale per reati strumentali non tipizzati come delitti-spia, occorrendo una pluralità di indizi gravi, precisi e concordanti che dimostrino la permeabilità dell'impresa. Il solo curriculum criminale del titolare non giustifica un giudizio di mafiosità in re ipsa dell'attività economica, dovendo l'amministrazione (...)

CONTINUITÀ AZIENDALE E CAMOUFLAGE SOCIETARIO GIUSTIFICANO L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PREVENTIVA (94.2)

TAR VENETO - Sentenza

L'informativa antimafia, avendo natura cautelare, non richiede l'accertamento di responsabilità penali, essendo sufficiente un quadro indiziario che renda verosimile il pericolo di condizionamento mafioso. La continuità aziendale manifestata tramite operazioni di camouflage societario, legami familiari e condivisione di risorse con soggetti interdetti, legittima il provvedimento prefettizio anche (...)

DINIEGO AGGIORNAMENTO INTERDITTIVA PER PERSISTENZA DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR SICILIA - Sentenza

Il mantenimento della medesima compagine sociale e l'accertato esercizio di poteri gestionali di fatto da parte del soggetto controindicato costituiscono elementi sintomatici della mancata adozione di misure di self-cleaning, legittimando il diniego di aggiornamento dell'interdittiva antimafia e l'inapplicabilità delle misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis d.lgs. 159/2011. (...)

PERSISTENZA DEL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E INEFFICACIA DELLE RIFORME SOCIETARIE APPARENTI

TAR CAMPANIA - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, la separazione legale tra i coniugi e il cambio dell'amministratore non costituiscono elementi di per sé sufficienti a giustificare la revoca del provvedimento inibitorio qualora permangano indizi di una perdurante riferibilità dell'impresa alla famiglia d'origine e condotte aziendali non trasparenti, dovendosi privilegiare un'analisi globale del contesto in cui (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU QUADRO INDIZIARIO E CONTIGUITÀ COMPIACENTE (80.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

Ai fini dell'emissione di un'informativa antimafia interdittiva, il pericolo di infiltrazione può essere desunto da un quadro indiziario complessivo che evidenzi la contiguità compiacente dell'imprenditore con la criminalità organizzata. Tale rischio non è escluso dall'archiviazione di procedimenti penali, né dal mutamento formale della compagine sociale, qualora elementi fattuali, quali lo svolgi (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI DI PARENTELA E COINTERESSENZE ECONOMICHE

TAR CALABRIA - Sentenza

L'adozione di un'informazione interdittiva antimafia non presuppone l'accertamento di una responsabilità penale, essendo sufficiente un quadro indiziario che, analizzato in modo unitario, lasci emergere il rischio di infiltrazione mafiosa desumibile da rapporti di parentela qualificati da cointeressenze economiche e dall'utilizzo di beni aziendali riconducibili a soggetti controindicati. (...)