Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: Rappresentatività sindacale
Inammissibilità ricorso contro atti confermativi e clausole escludenti contributi
In tema di procedure selettive per l'erogazione di contributi pubblici, l'atto amministrativo che si limita ad aggiornare tecnicamente un elenco di requisiti già definiti in precedenza ha natura meramente confermativa e non può essere oggetto di autonoma impugnazione se la delibera presupposta è divenuta inoppugnabile. Inoltre, le prescrizioni che subordinano l'accesso al beneficio all'applicazion (...)
Inammissibilità ricorso contro atto meramente confermativo su elenco CCNL
In tema di incentivi pubblici condizionati all'applicazione di determinati contratti collettivi, l'aggiornamento annuale dell'elenco dei CCNL ammessi costituisce atto meramente confermativo non autonomamente impugnabile qualora si limiti a recepire variazioni tecniche senza riaprire l'istruttoria sui criteri di selezione. La maggiore rappresentatività comparativa richiesta dalla legge deve essere (...)
Criteri di rappresentatività per l'iscrizione nel repertorio degli organismi paritetici
È illegittimo il diniego di iscrizione nel repertorio degli organismi paritetici fondato su un calcolo di rappresentatività che utilizzi come base una platea di lavoratori eccessivamente vasta ed eterogenea; il parametro degli indici pubblici percentuali è solo eventuale e deve essere parametrato all'effettivo ambito di operatività dell'ente, specialmente in presenza di figure professionali specif (...)
Rappresentatività sindacale farmacie e legittimità della soglia di sbarramento
In tema di rinnovo dell'Accordo Collettivo Nazionale per le farmacie, la previsione di una soglia minima di rappresentatività del 5% delle deleghe totali per l'accesso alle trattative è conforme ai principi di ragionevolezza e buon andamento, in quanto volta a conciliare il pluralismo sindacale con la necessità di assicurare una reale forza rappresentativa dei partecipanti e l'operatività del tavo (...)
Rappresentatività sindacale e pluralismo nella nomina dei componenti CNEL
In sede di nomina dei componenti del CNEL, il principio di rappresentatività delle organizzazioni sindacali non può essere declinato in termini di rigida proporzionalità aritmetica, dovendo l'Amministrazione bilanciare il dato numerico con l'esigenza del pluralismo sindacale, assicurando la presenza di diverse voci categoriali anche a scapito di una perfetta corrispondenza tra iscritti e seggi ass (...)
Rappresentatività sindacale e discrezionalità governativa nella nomina dei membri CNEL
Il procedimento di nomina dei componenti del CNEL rientra tra gli atti di alta amministrazione, sindacabile solo per vizi macroscopici; in tale ambito, la scelta delle associazioni maggiormente rappresentative deve basarsi su criteri qualitativi e quantitativi che non possono essere bypassati invocando il pluralismo sindacale qualora sussista uno stacco dimensionale incolmabile tra l'organizzazion (...)
Rappresentatività sindacale e discrezionalità nella nomina dei componenti CNEL
In tema di nomina dei componenti del CNEL, la valutazione della maggiore rappresentatività delle organizzazioni sindacali costituisce espressione di un potere di alta amministrazione, sindacabile solo per manifesta illogicità; ai fini della consistenza numerica, non sono computabili le aziende aderenti ad enti bilaterali partecipati dall'associazione, in quanto detti enti costituiscono soggetti co (...)
Argomenti:
Rappresentatività sindacale e criteri di nomina dei componenti del CNEL
Il procedimento di nomina dei componenti del CNEL rientra nell'ambito degli atti di alta amministrazione, in cui l'Amministrazione gode di ampia discrezionalità nel definire l'elenco delle organizzazioni maggiormente rappresentative. Tale giudizio non può risolversi nel solo calcolo degli iscritti o delle sedi periferiche, dovendo necessariamente includere elementi qualitativi quali l'effettiva pa (...)
Rappresentatività e pluralismo sindacale nella composizione dei seggi CNEL
In tema di composizione del CNEL, la valutazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali spetta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e non segue automatismi meccanicistici. L'amministrazione può legittimamente ridurre il numero di seggi assegnati a confederazioni storiche qualora l'istruttoria evidenzi una riduzione della base associativa e la necessità di favorire l'ingresso (...)

