Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Illeciti Professionali

LA STAZIONE APPALTANTE NON DEVE MOTIVARE ANALITICAMENTE L'AMMISSIONE DEL CONCORRENTE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA BASILICATA - Sentenza

In materia di requisiti di moralità, la stazione appaltante che non ritenga la pregressa vicenda professionale dichiarata dal concorrente incisiva della sua affidabilità non è tenuta a esplicitare in maniera analitica le ragioni del proprio convincimento, potendo la motivazione risultare anche implicitamente dall'ammissione alla gara, diversamente da quanto richiesto per il provvedimento di esclus (...)

OBBLIGO DI ISTRUTTORIA SU GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI DERIVANTI DA SENTENZE DI PATTEGGIAMENTO (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la sentenza di patteggiamento per reati che incidono sulla moralità professionale (quale la bancarotta fraudolenta) impone alla stazione appaltante un onere di istruttoria specifica e documentata sull'affidabilità del concorrente. Il termine triennale di rilevanza di tali condotte decorre dalla data della sentenza di accertamento, in quanto solo in tale mom (...)

OBBLIGO DI MOTIVAZIONE PER L'AMMISSIONE IN PRESENZA DI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI (98.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la regola dell'onere motivazionale attenuato per l'ammissione alla gara subisce un'eccezione qualora le vicende professionali dichiarate dal concorrente (quali sanzioni antitrust o risoluzioni contrattuali per inadempimento) presentino una pregnanza tale che la stazione appaltante non può esimersi dal rendere esplicite le ragioni per le quali ha comunque ri (...)

MASSIMA PARTECIPAZIONE SE LE CLAUSOLE DEL BANDO SONO AMBIGUE

CONS. STATO - Sentenza

Le clausole del bando di gara che presentino margini di incertezza interpretativa circa i requisiti di partecipazione devono essere interpretate nel senso di favorire l'ampliamento della platea dei concorrenti, piuttosto che la loro esclusione. Inoltre, l'obbligo di dichiarazione relativo a gravi illeciti professionali non si estende a pendenze penali che risultino palesemente irrilevanti in quant (...)

VALUTAZIONE DISCREZIONALE DELLA STAZIONE APPALTANTE SULL’AFFIDABILITÀ PROFESSIONALE DEL CONCORRENTE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di requisiti generali di partecipazione, la Stazione Appaltante gode di un'ampia sfera di discrezionalità nella valutazione dell'integrità e dell'affidabilità dell'operatore economico, potendo ritenere non ostative penali contrattuali pregresse o indagini penali pendenti se non ritenute incidenti sulla moralità professionale del concorrente. Inoltre, le risultanze del DURC si impongono all (...)

AMPIA DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE NELLA VALUTAZIONE DELL'AFFIDABILITÀ PROFESSIONALE E DEGLI ILLECITI PENALI (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Nelle procedure di gara, il giudizio sui gravi illeciti professionali non è vincolato ad automatismi espulsivi, ma risiede nell'apprezzamento discrezionale della Stazione Appaltante circa l'incidenza di tali fatti sull'affidabilità del concorrente. L'omessa o reticente dichiarazione di vicende penalmente o contrattualmente rilevanti obbliga l'Amministrazione a una valutazione di integrità, ma non (...)

VALUTAZIONE DISCREZIONALE DELLA STAZIONE APPALTANTE SUI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI (80.5)

TAR LAZIO RM - Sentenza

Nelle procedure di gara, il giudizio sui gravi illeciti professionali non è vincolato a un automatismo escludente, spettando alla Stazione Appaltante il compito di valutare se i precedenti inadempimenti o le indagini penali pendenti compromettano l'integrità dell'operatore economico nell'esecuzione dello specifico appalto. (...)

VALUTAZIONE DISCREZIONALE DELL'AFFIDABILITÀ PROFESSIONALE E VALENZA CERTIFICATIVA DEL DURC (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di requisiti generali di partecipazione, la stazione appaltante non può sindacare autonomamente la regolarità contributiva del concorrente ove questa sia attestata da un DURC regolare, il quale ha fede pubblica fino a querela di falso. Inoltre, l'irrogazione di penali contrattuali in precedenti rapporti di appalto non determina l'esclusione automatica del concorrente, ma onera l'amministra (...)

DISCREZIONALITÀ NELLA VALUTAZIONE DELLE PENALI CONTRATTUALI E VALORE PROBATORIO DEL DURC (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Nelle procedure di gara, il DURC assume il valore di una dichiarazione di scienza facente piena prova fino a querela di falso, precludendo alla Stazione Appaltante valutazioni autonome sulla regolarità contributiva. Parimenti, l'integrità del concorrente deve essere valutata discrezionalmente dall'Amministrazione in relazione a penali contrattuali o indagini penali pendenti, senza che ne derivi l' (...)

SINDACATO DISCREZIONALE SU ILLECITI PROFESSIONALI E SOSTENIBILITA' DEL PEF (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

La stazione appaltante che non ritenga la pregressa vicenda professionale dichiarata dal concorrente incisiva della sua moralità professionale non è tenuta a esplicitare in maniera analitica le ragioni di siffatto convincimento, potendo la motivazione risultare anche implicita o per facta concludentia con l'ammissione alla gara dell'impresa. (...)

AMMISSIBILITÀ DEL SOCCORSO ISTRUTTORIO PROCESSUALE PER REGOLARIZZARE IL REQUISITO DI CAPACITÀ ECONOMICA (83.9)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Sentenza

In tema di requisiti di capacità economica, è legittimo il ricorso al soccorso istruttorio processuale per regolarizzare una dichiarazione erronea riferita ad annualità di bilancio non ancora approvate. La dimostrazione in giudizio del possesso del requisito sostanziale riferito a periodi d'imposta validi non viola la par condicio, in quanto mira a sanare un'omissione procedimentale della stazione (...)

RILEVANZA DEI PROCEDIMENTI PENALI NELLA QUALIFICAZIONE DEI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI (98.2)

CONS. STATO - Ordinanza

Ai fini dell'esclusione da una procedura di gara per gravi illeciti professionali, la stazione appaltante dispone di un potere discrezionale nella valutazione di fatti oggetto di procedimenti penali in corso, i quali possono costituire idoneo presupposto per l'allontanamento del concorrente qualora compromettano l'integrità professionale e il vincolo fiduciario necessario per l'esecuzione dell'app (...)

L'OBBLIGO DI MOTIVAZIONE ANALITICA SUSSISTE SOLO PER LE ESCLUSIONI E NON PER LE AMMISSIONI (95.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'UMBRIA - Sentenza

In materia di gare d'appalto, l'obbligo della stazione appaltante di motivare puntualmente riguarda esclusivamente i provvedimenti di esclusione e non anche quelli di ammissione, a meno che non vi sia stata una specifica contestazione in sede di gara. La valutazione di non gravità di fatti potenzialmente configurabili come gravi illeciti professionali può essere implicitamente desunta dall'ammissi (...)

OBBLIGO DI ANONIMATO NELLA RIEDIZIONE DELLA GARA E VALUTAZIONE DEGLI ILLECITI PROFESSIONALI (80.5)

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - Sentenza

Il principio di segretezza delle offerte, applicabile anche nella riedizione di una procedura dopo l'annullamento della nomina della commissione, impone che la tutela copra non solo l'effettiva lesione, ma anche il semplice rischio di pregiudizio derivante dalla potenziale conoscenza dell'offerta economica prima di quella tecnica. Inoltre, la discrezionalità della Stazione Appaltante nella valutaz (...)

ESCLUSA L'ESCLUSIONE AUTOMATICA PER OMISSIONI INFORMATIVE SUI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

Nelle procedure di gara, la valutazione dei gravi illeciti professionali è espressione di ampia discrezionalità dell'Amministrazione. L'eventuale omissione di informazioni relative a precedenti inadempimenti non determina l'esclusione automatica, essendo necessario un esame concreto circa l'idoneità dell'omissione a influenzare le decisioni della stazione appaltante e sull'effettiva incidenza del (...)

LIMITI AL GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA IN CASO DI ANNULLAMENTO PER DIFETTO DI ISTRUTTORIA (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Sentenza

In sede di riedizione del potere conseguente a un annullamento giurisdizionale per difetto di istruttoria, non sussiste violazione o elusione del giudicato qualora la Stazione Appaltante provveda a una nuova e motivata valutazione dei requisiti di partecipazione. In tale ipotesi, l'obbligo conformativo non è puntuale e vincolato a un esito escludente, residuando in capo al concorrente l'onere di i (...)