Art. 23. Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi

1. La progettazione in materia di lavori pubblici si articola, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo ed è intesa ad assicurare:

a) il soddisfacimento dei fabbisogni della collettività;

b) la qualità architettonica e tecnico funzionale e di relazione nel contesto dell'opera;

c) la conformità alle norme ambientali, urbanistiche e di tutela dei beni culturali e paesaggistici, nonché il rispetto di quanto previsto dalla normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza;

d) un limitato consumo del suolo;

e) il rispetto dei vincoli idrogeologici, sismici e forestali nonché degli altri vincoli esistenti;

f) il risparmio e l’efficientamento ed il recupero energetico nella realizzazione e nella successiva vita dell’opera, nonché la valutazione del ciclo di vita e della manutenibilità delle opere. disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017

g) la compatibilità con le preesistenze archeologiche;

h) la razionalizzazione delle attività di progettazione e delle connesse verifiche attraverso il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l'edilizia e le infrastrutture;

i) la compatibilità geologica, geomorfologica, idrogeologica dell'opera;

l) accessibilità e adattabilità secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti in materia di barriere architettoniche;

2. Per la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomico e forestale, storico-artistico, conservativo, nonché tecnologico, le stazioni appaltanti ricorrono alle professionalità interne, purché in possesso di idonea competenza nelle materie oggetto del progetto o utilizzano la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee di cui articoli 152, 153, 154, 155 e 156. Per le altre tipologie di lavori, si applica quanto previsto dall'articolo 24. disposizione corretta con errata corrige del 15-07-2016

3. Con il regolamento di cui all'articolo 216, comma 27-octies, sono definiti i contenuti della progettazione nei tre livelli progettuali. Con il regolamento di cui al primo periodo è, altresì, determinato il contenuto minimo del quadro esigenziale che devono predisporre le stazioni appaltanti. Fino alla data di entrata in vigore di detto regolamento, si applica l'articolo 216, comma 4. disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017; poi modificata dal D.L. 32/2019 in vigore dal 19/4/2019 e ulteriormente modificata dalla legge di conversione L 55/2019 in vigore dal 18/6/2019

3-bis. Con ulteriore decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sentita la Conferenza Unificata, é disciplinata una progettazione semplificata degli interventi di manutenzione ordinaria fino a un importo di 2.500.000 euro. Tale decreto individua le modalità e i criteri di semplificazione in relazione agli interventi previsti. disposizione introdotta dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017; disposizione modificata dal D.L. 32/2019 in vigore dal 19/4/2019; modifica non confermata dalla legge di conversione L 55/2019 in vigore dal 18/6/2019

4. La stazione appaltante, in rapporto alla specifica tipologia e alla dimensione dell'intervento, indica le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati progettuali necessari per la definizione di ogni fase della progettazione. È consentita, altresì, l'omissione di uno o di entrambi i primi due livelli di progettazione, purché il livello successivo contenga tutti gli elementi previsti per il livello omesso, salvaguardando la qualità della progettazione. disposizione corretta con errata corrige del 15-07-2016

5. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica individua, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire. Per i lavori pubblici di importo pari o superiore alla soglia di cui all'articolo 35 anche ai fini della programmazione di cui all'articolo 21, comma 3, nonché per l'espletamento delle procedure di dibattito pubblico di cui all'articolo 22 e per i concorsi di progettazione e di idee di cui all'articolo 152, il progetto di fattibilità é preceduto dal documento di fattibilità delle alternative progettuali di cui all'articolo 3, comma 1, lettera ggggg-quater), nel rispetto dei contenuti di cui al regolamento previsto dal comma 3 del presente articolo. Resta ferma la facoltà della stazione appaltante di richiedere la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali anche per lavori pubblici di importo inferiore alla soglia di cui all'articolo 35. Nel progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progettista sviluppa, nel rispetto del quadro esigenziale, tutte le indagini e gli studi necessari per la definizione degli aspetti di cui al comma 1, nonché gli elaborati grafici per l'individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare e le relative stime economiche, secondo le modalità previste nel regolamento di cui al comma 3, ivi compresa la scelta in merito alla possibile suddivisione in lotti funzionali. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica deve consentire, ove necessario, l'avvio della procedura espropriativa. disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017; disposizione modificata dal D.L. 32/2019 in vigore dal 19/4/2019 e confermata in sede di conversione in legge

5-bis. Per le opere proposte in variante urbanistica ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, il progetto di fattibilità tecnica ed economica sostituisce il progetto preliminare di cui al comma 2 del citato articolo 19 ed è redatto ai sensi del comma 5. disposizione introdotta dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017

6. Il progetto di fattibilità è redatto sulla base dell'avvenuto svolgimento di indagini geologiche e idrogeologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche, sismiche, storiche, paesaggistiche ed urbanistiche, di verifiche relative alla possibilità del riuso del patrimonio immobiliare esistente e della rigenerazione delle aree dismesse, di verifiche preventive dell'interesse archeologico, di studi di fattibilità ambientale e paesaggistica e evidenzia, con apposito adeguato elaborato cartografico, le aree impegnate, le relative eventuali fasce di rispetto e le occorrenti misure di salvaguardia deve, altresì, ricomprendere le valutazioni ovvero le eventuali diagnosi energetiche dell’opera in progetto, con riferimento al contenimento dei consumi energetici e alle eventuali misure per la produzione e il recupero di energia anche con riferimento all’impatto sul piano economico-finanziario dell’opera; indica, inoltre, le caratteristiche prestazionali, le specifiche funzionali, la descrizione delle misure di compensazioni e di mitigazione dell'impatto ambientale, nonché i limiti di spesa, calcolati secondo le modalità indicate dal decreto di cui al comma 3, dell'infrastruttura da realizzare ad un livello tale da consentire, già in sede di approvazione del progetto medesimo, salvo circostanze imprevedibili, l'individuazione della localizzazione o del tracciato dell'infrastruttura nonché delle opere compensative o di mitigazione dell'impatto ambientale e sociale necessarie. disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017; disposizione modificata dal D.L. 32/2019 in vigore dal 19/4/2019 e ulteriormente modificata dalla legge di conversione L 55/2019 in vigore dal 18/6/2019

7. Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti dalla stazione appaltante e, ove presente, dal progetto di fattibilità; il progetto definitivo contiene, altresì, tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni, nonché la quantificazione definitiva del limite di spesa per la realizzazione e del relativo cronoprogramma, attraverso l'utilizzo, ove esistenti, dei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti, di concerto con le articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti , secondo quanto previsto al comma 16. disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017

8. Il progetto esecutivo, redatto in conformità al progetto definitivo, determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare, il relativo costo previsto, il cronoprogramma coerente con quello del progetto definitivo, e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale che ogni elemento sia identificato in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo. Il progetto esecutivo deve essere, altresì, corredato da apposito piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti in relazione al ciclo di vita.

9. In relazione alle caratteristiche e all'importanza dell'opera, il responsabile unico del procedimento, secondo quanto previsto dall'articolo 26, stabilisce criteri, contenuti e momenti di verifica tecnica dei vari livelli di progettazione.

10. L'accesso ad aree interessate ad indagini e ricerche necessarie all'attività di progettazione è soggetto all'autorizzazione di cui all'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. La medesima autorizzazione si estende alle ricerche archeologiche, alla bonifica di ordigni bellici e alla bonifica dei siti inquinati. Le ricerche archeologiche sono compiute sotto la vigilanza delle competenti soprintendenze.

11. Gli oneri inerenti alla progettazione, ivi compresi quelli relativi al dibattito pubblico, alla direzione dei lavori, alla vigilanza, ai collaudi, agli studi e alle ricerche connessi, alla redazione dei piani di sicurezza e di coordinamento, quando previsti ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, alle prestazioni professionali e specialistiche, necessari per la redazione di un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio, possono essere fatti gravare sulle disponibilità finanziarie della stazione appaltante cui accede la progettazione medesima. Ai fini dell’individuazione dell’importo stimato, il conteggio deve ricomprendere tutti i servizi, ivi compresa la direzione dei lavori, in caso di affidamento allo stesso progettista esterno. disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017

11-bis. Tra le spese tecniche da prevedere nel quadro economico di ciascun intervento sono comprese le spese di carattere strumentale sostenute dalle amministrazioni aggiudicatrici in relazione all'intervento. comma introdotto dal D.L. 32/2019 in vigore dal 19/4/2019 e confermato in sede di conversione in legge

11-ter. Le spese strumentali, incluse quelle per sopralluoghi, riguardanti le attività finalizzate alla stesura del piano generale degli interventi del sistema accentrato delle manutenzioni di cui all'articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono a carico delle risorse iscritte sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze trasferite all'Agenzia del demanio. comma introdotto dal D.L. 32/2019 in vigore dal 19/4/2019 e confermato in sede di conversione in legge

12. Le progettazioni definitiva ed esecutiva sono, preferibilmente, svolte dal medesimo soggetto, onde garantire omogeneità e coerenza al procedimento. In caso di motivate ragioni di affidamento disgiunto, il nuovo progettista deve accettare l'attività progettuale svolta in precedenza. In caso di affidamento esterno della progettazione, che ricomprenda, entrambi i livelli di progettazione, l'avvio della progettazione esecutiva è condizionato alla determinazione delle stazioni appaltanti sulla progettazione definitiva. In sede di verifica della coerenza tra le varie fasi della progettazione, si applica quanto previsto dall'articolo 26, comma 3. disposizione corretta con errata corrige del 15-07-2016

13. Le stazioni appaltanti possono richiedere per le nuove opere nonché per interventi di recupero, riqualificazione o varianti, prioritariamente per i lavori complessi, l'uso dei metodi e strumenti elettronici specifici di cui al comma 1, lettera h). Tali strumenti utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari, al fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche progettualità tra i progettisti. L'uso dei metodi e strumenti elettronici può essere richiesto soltanto dalle stazioni appaltanti dotate di personale adeguatamente formato. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro il 31 luglio 2016, anche avvalendosi di una Commissione appositamente istituita presso il medesimo Ministero, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica sono definiti le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell'obbligatorietà dei suddetti metodi presso le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti e gli operatori economici, valutata in relazione alla tipologia delle opere da affidare e della strategia di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche e del settore delle costruzioni. L'utilizzo di tali metodologie costituisce parametro di valutazione dei requisiti premianti di cui all'articolo 38.

14. La progettazione di servizi e forniture è articolata, di regola, in un unico livello ed è predisposta dalle stazioni appaltanti, di regola, mediante propri dipendenti in servizio. In caso di concorso di progettazione relativa agli appalti, la stazione appaltante può prevedere che la progettazione sia suddivisa in uno o più livelli di approfondimento di cui la stessa stazione appaltante individua requisiti e caratteristiche.

15. Per quanto attiene agli appalti di servizi, il progetto deve contenere: la relazione tecnico - illustrativa del contesto in cui è inserito il servizio; le indicazioni e disposizioni per la stesura dei documenti inerenti alla sicurezza di cui all'articolo 26, comma 3, del decreto legislativo n. 81 del 2008; il calcolo degli importi per l'acquisizione dei servizi, con indicazione degli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso; il prospetto economico degli oneri complessivi necessari per l'acquisizione dei servizi; il capitolato speciale descrittivo e prestazionale, comprendente le specifiche tecniche, l'indicazione dei requisiti minimi che le offerte devono comunque garantire e degli aspetti che possono essere oggetto di variante migliorativa e conseguentemente, i criteri premiali da applicare alla valutazione delle offerte in sede di gara, l'indicazione di altre circostanze che potrebbero determinare la modifica delle condizioni negoziali durante il periodo di validità, fermo restando il divieto di modifica sostanziale. Per i servizi di gestione dei patrimoni immobiliari, ivi inclusi quelli di gestione della manutenzione e della sostenibilità energetica, i progetti devono riferirsi anche a quanto previsto dalle pertinenti norme tecniche.

16. Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione. Per i contratti relativi a lavori il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è determinato sulla base dei prezzari regionali aggiornati annualmente. Tali prezzari cessano di avere validità il 31 dicembre di ogni anno e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno dell’anno successivo, per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data. In caso di inadempienza da parte delle Regioni, i prezzari sono aggiornati, entro i successivi trenta giorni, dalle competenti articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sentite le Regioni interessate. Fino all'adozione delle tabelle di cui al presente comma, si applica l'articolo 216, comma 4. Nei contratti di lavori e servizi la stazione appaltante, al fine di determinare l’importo posto a base di gara, individua nei documenti posti a base di gara i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel presente comma. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso. disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017

Relazione

L'articolo 23 (Livelli della progettazione per gli appalti e per le concessioni di lavori nonché per i servizi) disciplina le modalità in cui si effettua la progettazione dei lavori pubblici, che vien...

Commento

L'articolo 23 da attuazione la lettera oo) della legge n. 11 del 2016. La norma, in particolare, prevede che la progettazione sia articolata su tre livelli: fattibilità tecnica ed economica, progetto ...

Giurisprudenza e Prassi

MANCATA APPLICAZIONE DEL VIGENTE CCNL – ILLEGITTIMITA’ DEL BANDO

TAR LAZIO RM SENTENZA 2020

Il ricorso è fondato e deve essere accolto sotto il precipuo profilo dell’errata considerazione del costo del lavoro.

Parte esponente ha contestato la mancata applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di riferimento, già in vigore all’epoca della indizione della gara. Deve osservarsi come la procedura di gara sia stata indetta con Determina n.332/2019 del 25 luglio 2019, mentre il bando è stato pubblicato il 1° luglio successivo. Orbene, a tale data, già era stato siglato l’accordo di rinnovo del CCNL - Cooperative Sociali, divenuto efficace in data 31 maggio 2019.

L’amministrazione ha, viceversa, ritenuto di determinare l’importo di gara facendo riferimento alle tabelle ministeriali di cui al DM Lavoro del 2 ottobre 2013.

Tanto precisato, deve invece reputarsi illegittima, perché viziata da eccesso di potere, la determinazione amministrativa di ancorare la remunerazione del costo del lavoro alle tabelle ministeriali del 2013 e non ai nuovi parametri intervenuti per mezzo dell’approvazione del CCNL del marzo 2009.

Nel caso di specie, pare evidente, da una parte, la risalenza delle tabelle ministeriali utilizzate da Roma Capitale, dall’altra, la circostanza che, già all’epoca della pubblicazione del bando, i relativi corrispettivi erano stati sensibilmente aumentati per effetto dell’entrata in vigore del nuovo accordo collettivo.

Contraddittoria ed irragionevole è stata dunque la scelta dell’amministrazione, laddove, nel congegnare la legge di gara per un affidamento di così rilevante impatto (dal punto di vista sociale ed economico,) ha sottostimato i costi del personale, determinandoli in base a parametri non solo non più attuali, ma addirittura superati, come detto, già prima della indizione della procedura, dalle nuove pattuizioni del nuovo contratto collettivo.

Al di là dell’inquadramento delle figure e della mancata previsione della “indennità di turno” e delle “spese generali”, appare infatti palese che il costo reale del personale, al momento della decorrenza dell’accordo quadro e cioè al 1° settembre del 2020, sarà ampiamente minore di quello a regime previsto per le prestazioni richieste.

LINEE GUIDA 1 – CAPACITA’ TECNICHE E PROFESSIONALI (23.2 – 23.12 – 24.4 – 24.8 – 46)

ANAC DELIBERAZIONE 2020

E’ ammissibile, ai fini della partecipazione alle procedure di affidamento di un libero professionista, la dimostrazione dei requisiti di capacità economico-finanziaria di cui alle Linee guida n. 1, Parte IV, punto 2.2.2.1, lettera a), mediante il fatturato correlato ai servizi professionali dallo stesso svolti, nell’esercizio di una professione regolamentata per le quali è richiesta una determinata qualifica professionale, come indicato dall’art. 3 della direttiva 2005/36/CE, quale componente di un’associazione professionale.

E’ opportuna, al fine di garantire il rispetto del principio della non duplicazione dei requisiti, l’adozione di un atto sottoscritto da tutti i professionisti dello studio associato con il quale si procede, in caso di scioglimento dell’associazione professionale, all’attribuzione del fatturato ai singoli componenti dello studio e, nel caso in cui l’associazione continui ad operare, all’attribuzione allo studio associato e ai professionisti uscenti.

E’ ammissibile, ai fini della partecipazione alle procedure di affidamento di un libero professionista, la dimostrazione dei requisiti di capacità tecniche e professionali di cui alle Linee guida n. 1, Parte IV, punto 2.2.2.1, lettere b) e c), mediante le attività dallo stesso svolte, nell’esercizio di una professione regolamentata per le quali è richiesta una determinata qualifica professionale, come indicato dall’art. 3 della direttiva 2005/36/CE, quale componente di un’associazione professionale, a condizione che il professionista medesimo abbia sottoscritto gli elaborati correlati alle attività svolte.

ERRONEA STIMA VALORE PROCEDURA – NECESSITÀ DI MODIFICHE – ASSENZA COPERTURA ECONOMICA – LEGITTIMO INTERVENTO IN AUTOTUTELA (35)

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2020

Privi di pregio sono gli argomenti di Dussmann fondati sulle norme degli artt. 106, comma 12, 106, comma 1 lett. e) e 63 del d.lgs. n. 50 del 2016: la fattispecie disciplinata dalla prima non ricorre in caso di estensione al di sopra del c.d. quinto d’obbligo (come nel caso di specie) e comunque (anche a voler ritenere fondata l’obiezione dell’appellante -decisamente contestata dal Comune nella memoria in cui calcola un aumento del costo dell’appalto del 39%- secondo cui la variazione non supererebbe il quinto del valore dell’appalto) la norma -pur se ritenuta applicabile in caso di errore della stazione appaltante, non quindi necessariamente in caso di sopravvenienze straordinarie e imprevedibili- presuppone sempre che l’esigenza di aumento o di diminuzione delle prestazioni contrattuali emerga “in corso di esecuzione”, non essendo consentita una previsione di modifica ex art. 106, comma 12, a monte della stipulazione del contratto, quando cioè vi sia un vizio genetico e noto della legge di gara che renda certa l’inadeguatezza delle prestazioni contrattuali cui parametrare le offerte, come nel caso di specie; a sua volta, invece, l’art. 106, comma 1, lett. e), consente la previsione di modifiche in estensione già nei documenti di gara, ma solo se si tratti di modifiche non essenziali ai sensi di tale norma e del richiamato comma 4 dell’art. 106, e non sono tali le modifiche che, come nel caso di specie, alterano l’equilibrio economico del contratto a favore dell’aggiudicatario in modo non previsto nel contratto iniziale; infine, è vero che la legge di gara prevedeva, per l’affidamento de quo, l’applicazione dell’art. 63, ma soltanto per l’eventuale ripetizione dei servizi analoghi e per l’eventuale proroga, vale a dire per le ipotesi consentite dalla norma di legge, di stretta interpretazione (cfr. Cons. Stato, III, 26 aprile 2019, n. 2687) cui è estranea la fattispecie delle modifiche in estensione, alla quale va ascritta quella che comporta l’aumento delle prestazioni oggetto del contratto a base di gara.

In disparte i profili di inammissibilità per novità della censura, è comunque infondato anche l’assunto dell’appellante secondo cui la stazione appaltante, in presenza di un errore palese nella stima delle prestazioni e del valore dell’appalto emerso prima della stipulazione del contratto, ne potrebbe prescindere così come potrebbe prescindere dal corrispondente impegno di spesa nel bilancio di previsione, pur di conservare gli atti di gara: tale assunto non tiene conto della necessaria progettazione del servizio ai sensi dell’art. 23, comma 15, del d.lgs. n. 50 del 2016, ed in particolare del dimensionamento del servizio risultante dalla relazione tecnico-illustrativa del progetto e del corrispondente impegno di spesa (nel caso di specie effettuati con le su citate deliberazione di Giunta e determina a contrarre, richiamate nel provvedimento di annullamento), nonché dei metodi di calcolo del valore stimato dell’appalto di cui all’art. 35 del d.lgs. n. 50 del 2016, che -come nota la difesa della controinteressata- al comma 4 rimanda all’importo massimo stimato ed al comma 12 al valore reale complessivo dei contratti analoghi conclusi nei dodici mesi precedenti o nell’esercizio precedente (con le rettifiche rese necessarie dai cambiamenti ipotizzati), da intendersi comunque come valore massimo; sebbene la norma sia dettata per la specifica finalità di rispetto delle norme del codice ivi contemplata, essa consente di affermare che il valore stimato presunto è l’importo massimo erogabile -salve le ipotesi di aumento eccezionalmente consentite dalla legge- anche per eventuali opzioni o rinnovi del contratto (purché esplicitamente stabiliti nei documenti di gara), ai fini della programmazione della spesa, secondo le regole di contabilità pubblica; queste comportano la preventiva copertura finanziaria in apposito impegno di spesa, modificabile solo in ipotesi tassative e solo eccezionalmente con il riconoscimento di debiti fuori bilancio, che –come osserva la difesa comunale- esula dall’ordinario modus operandi dell’ente locale.

In conclusione, esistendo nei documenti di gara un’errata quantificazione in difetto delle prestazioni oggetto di appalto di servizi, suscettibile di pregiudicare la regolare erogazione del servizio, tanto da rendere prevedibili già prima della stipulazione del contratto la necessità di modifiche essenziali in fase esecutiva (anche se contenute entro il c.d. quinto d’obbligo) e la mancanza di copertura economica di tali modifiche, se non ricorrendo all’iscrizione di debiti fuori bilancio, è rispondente all’interesse pubblico, e perciò legittimo, il provvedimento di annullamento d’ufficio degli atti di gara viziati da errore di calcolo o di stima riconosciuto dalla stazione appaltante.

TITOLO LIBERI PROFESSIONISTI E COSTO DEL LAVORO SECONDO TABELLARI MINISTERIALI (23.16)

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2019

Nel caso in esame l’appellante torna a sostenere che l’inadeguatezza dei compensi dei liberi professionisti (direttore dei lavori, direttore operativo e ispettori di cantiere), per un importo complessivo per la direzione lavori di € 144.931,00, avrebbe dovuto indurre a concludere per “l’inaffidabilità dell’offerta”.

La sentenza motiva nel senso che “il riferimento alla tariffe di cui al DM 143/13 non coglie nel segno: trattandosi di “Regolamento recante determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria” individua i parametri per la determinazione del corrispettivo da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria ma non prevede il compenso che un professionista offre per lo svolgimento di un servizio”.

L’appellante obietta che non potrebbe non considerarsi indice di anomalia un notevole scostamento da tali parametri, come si ha nel caso di specie, pur non essendo previsto per legge un compenso professionale minimo per i liberi professionisti.

Il motivo è infondato.

Il riferimento alle tabelle di cui all’art. 23, comma 16, contenuto nell’art. 97, comma 5, del d.lgs. n. 50 del 2016, ne comporta l’inapplicabilità ai liberi professionisti; ciò non determina “la sostanziale totale non verificabilità delle offerte nell’ambito di un appalto di servizi attinenti l’ingegneria e l’architettura, in cui è fisiologico che molte prestazioni vengano svolte da liberi professionisti”, come sostenuto dall’appellante; piuttosto, la verifica di congruità va svolta alla stregua degli ulteriori parametri di riferimento dettati dallo stesso art. 97. Escluso che rilevi, come già ritenuto dalla sentenza, il D.M. n. 143 del 2013, va dato atto che per tutti i professionisti l’aggiudicataria ha fornito i chiarimenti richiesti dalla stazione appaltante circa le fonti contrattuali regolanti le rispettive prestazioni e che, in mancanza di ulteriori deduzioni dell’appellante atte a dimostrare l’insostenibilità economica complessiva dell’offerta, il giudizio di congruità non presenta profili di macroscopica illogicità o erroneità fattuale tale da rendere palese una siffatta insostenibilità.

COSTI MEDI DELLA MANODOPERA, INDICATI NELLE TABELLE MINISTERIALI-FUNZIONE INDICATIVA- MINIMI SALARIALI- SONO INDEROGABILI

TAR LAZIO RM SENTENZA 2019

L’offerta che contempli un costo della manodopera inferiore a quello indicato dalla Stazione appaltante (ancorchè con dati ricavati dalle Tabelle Ministeriali), non si può ritenere di per se in violazione delle retribuzioni minime, né solo per questo anomala, tenuto conto che di regola siffatte tabelle – redatte dal Ministero competente – esprimono un costo del lavoro medio, ricostruito su basi statistiche, per cui esse non rappresentano un limite inderogabile per gli operatori economici partecipanti a procedure di affidamento di contratti pubblici, ma solo un parametro di valutazione della congruità dell’offerta, con la conseguenza che lo scostamento da esse, specie se di lieve entità, non legittima di per sé un giudizio di anomalia (Consiglio di Stato, V, 6 febbraio 2017, n. 501; altresì, sez. III, 13 marzo 2018, n. 1609; III, 21 luglio 2017 n. 3623; 25 novembre 2016, n. 4989).

I costi medi della manodopera, indicati nelle tabelle (ministeriali), del resto, svolgono una funzione indicativa, suscettibile di scostamento in relazione a valutazioni statistiche ed analisi aziendali, laddove si riesca, in relazione alle peculiarità dell’organizzazione produttiva, a giustificare la sostenibilità di costi inferiori, fungendo gli stessi da esclusivo parametro di riferimento da cui è possibile discostarsi, in sede di giustificazioni dell’anomalia, sulla scorta di una dimostrazione puntuale e rigorosa (cfr. T.A.R. Lazio, Roma, II bis, 19 giugno 2018, n. 6869). Ciò che invece non può essere derogato in peius – e non risulta dimostrato essersi verificato nella specie – sono i minimi salariali della contrattazione collettiva nazionale, sui quali non sono ammesse giustificazioni (T.A.R. Aosta, 09.08.2019 n. 44; T.A.R. Veneto, I, 19 luglio 2018, n. 774).

COSTI SICUREZZA QUANTIFICATI DALLA STAZIONE APPALTANTE – RIBASSO OFFERTO (23.16)

ANAC DELIBERA 2019

Ai sensi dell’art. 23, comma 16, del d. lgs. 50/2016, la definizione dei costi della sicurezza c.d. “esterni” spetta alla stazione appaltante, chiamata a fissarli a monte della procedura, e che su di essi i concorrenti non dispongono di alcun potere dispositivo, sicché anche una loro eventuale indicazione sul punto sarebbe solo pedissequamente riproduttiva di quella posta a base della procedura. Infatti, non vi è alcuna norma che imponga ai concorrenti, tanto meno a pena di esclusione, di riprodurre nell’offerta la quantificazione dei costi da interferenza già effettuata dalla stazione appaltante (Cons. Stato, Sez. III, 22. Dicembre 2015 n. 5815).

Siccome è la lex specialis a quantificare tali costi e il valore economico rispetto al quale, di riflesso, i ribassi di gara verranno ammessi, non è possibile dubitare (di regola almeno) che i ribassi presentati in concreto senza precisazioni debbano essere riferiti proprio all’ammontare ammesso a ribasso dalla stessa legge di gara (Cons. Stato, Sez. V, 6 novembre 2015, n. 5070).

Nel caso in esame non sembra dubbio che i costi della sicurezza esterni quantificati dalla stazione appaltante siano stati conosciuti e considerati dal concorrente ai fini della formulazione dell’offerta economica, dal momento che, nell’intestazione dell’offerta stessa, il concorrente dichiara espressamente che tali costi ammontano, correttamente, a € 36.636,00.

L’art. 17 del disciplinare di gara statuisce che l’offerta economica deve essere formulata indicando il ribasso unico percentuale, espresso in cifre e in lettere, al netto dei costi della sicurezza dovuti a rischi da interferenze, nonché la stima degli oneri aziendali della sicurezza e dei costi della manodopera. Così ha fatto il concorrente (salvo poi incorrere nell’errore nella quantificazione del prezzo corrispondente al ribasso). Posto che non è il ribasso che si calcola dal prezzo, ma è il prezzo che deriva dal ribasso, occorre dare prevalenza al ribasso percentuale offerto, proprio perché è il dato centrale dell’offerta, in cui viene resa palese la volontà del dichiarante (TAR Sicilia, Sez. III, 14 aprile 2017, n. 1025). L’attività interpretativa della commissione di gara integra, di conseguenza, un mero esercizio del potere-dovere di interpretazione dell’offerta alla luce degli elementi oggettivi in essa contenuti e si riconduce ad una mera operazione matematica, escludendo ogni intervento additivo o integrativo sull’offerta economica del concorrente (per un caso analogo, cfr. Cons. Stato, Sez. V, 11 gennaio 2018, n. 113).

OGGETTO: Istanza singola di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d. lgs. 50/2016 presentata da Roma Capitale - Dipartimento Tutela Ambientale - Procedura aperta per l’affidamento del servizio di gestione triennale dei canili comunali Muratella e Ponte Marconi e delle attività volte al contenimento del randagismo - Importo a base di gara: euro 5.403.456,54 - S.A.: Roma Capitale - Dipartimento Tutela Ambientale.

LINEE GUIDA N. 1 - SERVIZI ARCHITETTURA ED INGEGNERIA

ANAC DELIBERA 2019

Linee guida n. 1, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Indirizzi generali sull'affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria.

IL RISPETTO DEI MINIMI SALARIALI VA SEMPRE VERIFICATO (97.5)

TAR LOMBARDIA MI SENTENZA 2019

L’art. 95, comma 10, d.lgs. 50/2016, come sostituito dall'art. 60, comma 1, lett. e), d.lgs. 19 aprile 2017, n. 56, testualmente prescrive che “Nell'offerta economica l'operatore deve indicare i propri costi della manodopera (…) Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell'aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all'articolo 97, comma 5, lettera d)”.

A sua volta, l’art. 97, comma 5, lett. d), nella parte precettiva cui rinvia il citato art. 95, comma 10, dispone che “5. La stazione appaltante richiede per iscritto, assegnando al concorrente un termine non inferiore a quindici giorni, la presentazione, per iscritto, delle spiegazioni. Essa esclude l'offerta solo se (…) ha accertato, con le modalità di cui al primo periodo, che l'offerta è anormalmente bassa in quanto: d) il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all'articolo 23, comma 16”.

L’art. 23, comma 16, prevede, poi che “per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione”.

Orbene, va in via liminare rimarcato che dall’ordito normativo sopra richiamato chiaramente discende l’obbligo per la stazione appaltante di procedere, prima della aggiudicazione –sempre e comunque, a prescindere dalla valutazione di anomalia della offerta operata attraverso i meccanismi contemplati all’art. 97- alla verifica del rispetto della congruità del corso della manodopera rispetto ai minimi salariali retributivi.

In altre parole, si tratta di una autonoma condicio causam dans del provvedimento di aggiudicazione, che deve indefettibilmente essere condizionato da tale attività di certazione.

COSTI DELLA MANODOPERA RIBASSABILI (23.16)

TAR SICILIA PA SENTENZA 2019

Gli atti della gara per cui è causa non prevedono il divieto di ribassare il costo della manodopera, peraltro in conformità con quanto previsto dal D.Lgs. n. 50/2016.

Anche diversamente opinando, non potrebbe che prendersi atto dell’illegittimità degli atti di gara, espressamente impugnati dal ricorrente, nella parte in cui precludono il ribasso dei costi della manodopera, in contrasto con quanto previsto dal D.Lgs. n. 50/2016, e segnatamente dall’ultimo comma dell’art. 23.

COSTO DEL LAVORO – SCELTA DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE – LIBERTA’ SCELTA IMPRENDITORIALE (95.10)

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2019

La giurisprudenza di questo Consiglio ha già avuto modo di affermare che «la scelta del contratto collettivo da applicare rientra nelle prerogative di organizzazione dell’imprenditore e nella libertà negoziale delle parti, col solo limite che esso risulti coerente con l’oggetto dell’appalto» (Cons. Stato, sez. V, 1 marzo 2017, n. 932; Cons. Stato, sez. V, 12 maggio 2016, n. 1901; Cons. Stato, sez. III, 10 febbraio 2016, n. 589).

Sul piano di analisi della fattispecie concreta, alla luce del riportato quadro normativo e giurisprudenziale, risulta come l’appellante non abbia violato le disposizioni di disciplina del settore, in quanto ha applicato un contratto collettivo congruente con l’oggetto dell’appalto, che si discosta in minima parte dalle voci di costo indicate nella tabelle ministeriali.

Né, per pervenire ad una diversa conclusione, è rilevante l’affermazione difensiva dell’amministrazione resistente secondo cui la giurisprudenza, sopra riportata, si sarebbe formata nel diverso contesto del giudizio di anomalia dell’offerta. Questo Collegio ritiene, infatti, che le argomentazioni inerenti alla libertà di scelta imprenditoriale, con il rispetto dei limiti suindicati, valga anche in relazione alla fattispecie in esame. Non si ravvedono ragioni per una applicazione differenziata.

In definitiva, non può essere esclusa dalla partecipazione alla gara l’impresa che ha rispettato il contenuto del contratto collettivo che legittimamente regola la sua attività.

APPALTO INTEGRATO - ALLEGAZIONE RELAZIONE GEOLOGICA AL PROGETTO ESECUTIVO

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2019

La più recente giurisprudenza di questa Sezione, superando il precedente contrario orientamento interpretativo, ha affermato che, i concorrenti ad una procedura di appalto integrato di progettazione e lavori devono allegare al progetto esecutivo presentato in sede di gara la relazione geologica solo se contenente integrazioni o modifiche alla corrispondente relazione facente parte del progetto definitivo posto a base di gara. Solo in tal caso, l’esclusione conseguente alla mancata allegazione della relazione specialistica è determinata dalla carenza di un elemento essenziale dell’offerta (cfr. Cons. St., sez. V, 17 gennaio 2018, n. 65; Cons. St., sez. V, 28 agosto 2017, n. 4080; Cons. St., sez. V, 28 ottobre 2016, n. 4553; Cons. St. sez. V, 17 febbraio 2016, n. 630).

L’obbligo di indicare un geologo tra i progettisti in sede di gara e di corredare l’offerta tecnica con la relazione geologica dipende, quindi, dalla natura delle prestazioni affidate all’appaltatore, laddove cioè queste implichino una modificazione sostanziale delle previsioni progettuali formulate dalla stazione appaltante ed in tal caso l’esclusione conseguente alla mancata allegazione della relazione specialistica è determinata dalla carenza di un elemento essenziale dell’offerta (non dalla mera carenza formale della relazione).

COSTO MANODOPERA – LAVORATORI DIPENDENTI DELL’APPALTATORE – TABELLE MINISTERIALI (95 – 95.10 – 97.5.D – 23.16)

TAR SARDEGNA CA SENTENZA 2018

Quelle di cui si parla sono prestazioni di natura professionale/intellettuale, in relazione alle quali non può fondatamente ipotizzarsi la necessità di un’indicazione dei costi di manodopera, espressione con cui l’art. 95 del Codice dei contratti pubblici si riferisce ai lavoratori dipendenti, inquadrati nella struttura imprenditoriale dell’appaltatore e impiegati nell’esecuzione della prestazione; nel caso ora in esame, invece, tutti i soggetti coinvolti sono -non già dipendenti dell’aggiudicataria, bensì- professionisti intellettuali, come tali estranei alla struttura aziendale dell’aggiudicataria.

Tale impostazione trova conferma nel tenore testuale dell’art. 95, comma 10, del d.lgs. n. 50/2016, contemplante l’obbligo di indicazione dei costi di manodopera, giacché la stessa norma precisa, all’ultimo periodo, che “Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell'aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all'articolo 97, comma 5, lettera d)”, laddove quest’ultima disposizione indica tra gli indici di anomalia dell’offerta la circostanza che “d) il costo del personale é inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all'articolo 23, comma 16”: poiché quest’ultima disposizione normativa si riferisce alle tabelle ministeriali relative ai salari minimi del personale dipendente, l’art. 95, comma 10 sui costi di manodopera, nel richiamarla, conferma implicitamente, ma univocamente, la volontà del legislatore di riferire l’obbligo di indicazione dei relativi costi ai soli dipendenti in senso stretto dell’appaltatore.

COSTI MANODOPERA – SILENZIO LEX SPECIALIS – VERIFICA OBBLIGATORIA RISPETTO MINIMI SALARIALI (95.10 – 97.5 – 23.16)

ANAC DELIBERA 2018

Fornendo una lettura coordinata degli artt. 95, comma 10, 97, comma 5, e 23 comma 16, del Codice, prediligendo una logica sostanzialistica, la giurisprudenza ha ritenuto (con riferimento alle ordinanze della Corte di giustizia dell’UE, 10 novembre 2016, C-140/16, C-697/15, C-162/16 10 novembre 2016, C-140/16, C-697/15, C-162/16) che, in difetto di un’indicazione specifica del bando, l’omesso scorporo dei costi della manodopera non rende automaticamente inammissibile l’offerta ma tali costi rilevano per la stazione appaltante in funzione dell’eventuale controllo dell’anomalia dell’offerta (vd. Cons. di Stato in Adunanza Plenaria, n. 19/2016 e n. 20/2016);

Nel caso di specie, la lex specialis non prevedeva espressamente l’obbligo di indicazione dei costi della manodopera, e quindi essa deve ritenersi eterointegrata dal disposto normativo di carattere imperativo di cui all’art. 95, comma 10, d.lgs. 50/2016;

Tuttavia, ai sensi dell’art. 95, comma 10, 2° per., resta l’onere della stazione appaltante di verificare la congruità dei costi della manodopera rispetto ai minimi salariali, oltre che la natura formale o sostanziale della carenza dell’indicazione dei predetti costi nelle offerte presentate, chiedendo specifici chiarimenti agli operatori economici;

Tale verifica può essere effettuata, pur nel rispetto del principio generale di immodificabilità dell’offerta economica, in modo da non incorrere nella violazione del principio di soccorso istruttorio e della par condicio dei concorrenti.

OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 211 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50/2016 presentata da ... “Lavori di manutenzione edile dei plessi scolastici comunali – accordo quadro 2017”. Criterio di aggiudicazione: minor prezzo. Importo a base di gara: 104.000,00 euro.

PREC. 210/18/L

LEX SPECIALIS - MANCATA ESPRESSA INDICAZIONE COSTO DEL LAVORO - AMMESSO (23.16)

TAR LAZIO RM SENTENZA 2018

Osserva il Collegio che la norma invocata- art. 23, comma 16 del d.lgs. n. 50 del 2016- , secondo la quale “Nei contratti di lavori e servizi la stazione appaltante, al fine di determinare l'importo posto a base di gara, individua nei documenti posti a base di gara i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel presente comma. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell'importo assoggettato al ribasso” costituisce una previsione accessoria all’obbligo, chiaramente scandito dal resto del comma 16, di porre a base delle previsioni di gara il costo effettivo del lavoro, che è una voce soggetta a ribasso in quanto dipendente dall’organizzazione aziendale che la norma considera quindi migliorabile dal concorrente (a differenza dei costi di sicurezza che sono incomprimibili e che, infatti, opportunamente il comma distingue).

Alla luce della natura del precetto che pone l’art. 23 d.lgs. 50/2016, comma 16 ultimo inciso, non è annullabile il bando che non indichi espressamente, nell’ambito del prezzo a base d’asta o dell’affidamento, l’importo separato del costo della manodopera in generale, salvo che tale omissione non implichi un oggettivo impedimento o a formulare l’offerta, oppure a valutarne l’attendibilità in sede di gara.

Più precisamente, osserva innanzitutto il Collegio che la norma è precettiva per le amministrazioni, i cui uffici, nell’essere tenuti ad inserire nei documenti “posti a base di gara i costi della manodopera” sono tenuti a svolgere, nella progettazione del servizio da affidare in appalto, una specifica analisi fondata su quanto meglio indicato nello stesso comma, così da perseguire l’interesse a consentire, tramite l’esposizione di valori di riferimento corretti, l’effettivo confronto concorrenziale ed al contempo la tutela del lavoratore.

Tuttavia, ai fini della regolarità della procedura di gara, non è possibile predicare la rilevanza astratta di una violazione solo formale di detta previsione.

L’obbligo di porre a base d’asta prezzi comprensivi di una corretta analisi dei costi della manodopera implica che la violazione della norma diverrà rilevante solo dove incida in concreto sulla regolarità della gara, ovvero quando le analisi dei costi siano sostanzialmente carenti sotto il profilo considerato della manodopera; e tale carenza si rifletta quindi, necessariamente, sulla possibilità di formulazione delle offerte (ed in questo caso potrà discutersi se il bando vada o meno impugnato immediatamente, a seconda della violazione della norma e cioè se essa comporti o meno una clausola immediatamente escludente); oppure se la mancata o erronea indicazione del costo della manodopera incida sulla regolare ed attendibile valutazione delle offerte presentate (ma in questo caso le relative concorrenti andranno escluse non in quanto sussiste la violazione dell’art. 23 comma 16 cit., bensì in quanto le offerte siano intrinsecamente viziate; per ulteriori approfondimenti sul tema, si rinvia alla sentenza di questa Sezione nr. 08327/2018 del 23 luglio 2018, pubblicata nelle more della redazione della presente decisione, nonché ai richiami di giurisprudenza ivi contenuti).

COSTI MEDI DELLA MANODOPERA, INDICATI NELLE TABELLE MINISTERIALI- NON ASSUMONO VALORE DI PARAMETRO ASSOLUTO ED INDEROGABILE (97)

TAR VENETO SENTENZA 2018

Il Collegio intende ribadire l’orientamento giurisprudenziale consolidato secondo il quale nelle gare pubbliche i valori del costo del lavoro risultanti dalle tabelle ministeriali costituiscono un semplice parametro di valutazione della congruità dell’offerta, con la conseguenza che l’eventuale scostamento delle voci di costo da essi non legittima, di per sé, un giudizio di anomalia ma solo l’avvio della procedura finalizzata alla verifica di congruità della singola offerta (cfr. Cons. Stato, sez. V, 7 maggio 2018, n. 2691), occorrendo, perché possa dubitarsi della sua congruità, che la discordanza sia considerevole e palesemente ingiustificata (cfr. Cons. Stato, sez. V, 25 giugno 2018, n. 3921; Cons. Stato, sez. III, 27 aprile 2018, n. 2580), richiedendosi, invero, all’offerente la dimostrazione puntuale e rigorosa in ordine alle ragioni che giustificano lo scostamento (cfr. Cons. Stato, sez. V, 26 aprile 2018, n. 2540).

Secondo un orientamento che il Collegio condivide e al quale intende dare continuità, il fatto che l’indicato art. 97 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 delinei un procedimento semplificato rispetto a quello ex art. 88 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, non esclude l’esperibilità di ulteriori fasi di contraddittorio procedimentale prima di addivenire all’esclusione. La normativa del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, infatti, stante la sua diretta derivazione dalle norme comunitarie, deve essere interpretata in coerenza con i superiori principi di riferimento e, in particolare per quanto di interesse, con l’art. 69 (Offerte anormalmente basse) della Direttiva n. 2014/24/UE secondo cui “l'amministrazione aggiudicatrice valuta le informazioni fornite consultando l'offerente”, quindi garantendo il pieno contraddittorio anche, all’occorrenza (ove necessario), mediante più passaggi procedimentali, nella forma ritenuta più opportuna, volti a chiarire i profili ancora dubbi o in contestazione dopo la presentazione delle iniziali giustificazioni scritte (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, sez. VIII, 5 marzo 2018, n. 1406; T.A.R. Emilia Romagna, Parma, sez. I, 15 gennaio 2018, n. 18). Inoltre, non sussiste in linea di principio una rigida immutabilità delle giustificazioni offerte dagli operatori all’uopo interpellati; in particolare, può ritenersi ius receptum in giurisprudenza il principio secondo cui a fronte dell’immodificabilità dell’offerta sono tuttavia modificabili le relative giustificazioni (cfr. Cons. Stato, sez. V, 8 giugno 2018, n. 3480; T.A.R. Campania, Napoli, sez. VI, 5 marzo 2018, n. 1406).

La giurisprudenza afferma in modo costante che per il costo orario del personale da dimostrare in sede di verifica dell’anomalia dell’offerta non va assunto a criterio di calcolo il “monte-ore teorico”, comprensivo cioè anche delle ore medie annue non lavorate (per ferie, festività, assemblee, studio, malattia, formazione, etc.) di un lavoratore che presti servizio per tutte l’anno, ma va considerato il “costo reale” (o costo ore lavorate effettive, comprensive dei costi delle sostituzioni). Il costo tabellare medio, infatti, è indicativo di quello “effettivo”, che include i costi delle sostituzioni cui il datore di lavoro deve provvedere per ferie, malattie e tutte le altre cause di legittima assenza dal servizio (cfr. T.A.R. Emilia Romagna, Bologna, sez. I, 19 dicembre 2017, n. 854).

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO QUALE ELEMENTO ESSENZIALE DELL'OFFERTA (23.8)

TAR PUGLIA BA SENTENZA 2018

Il computo metrico offerto in sede di gara […] rientra a pieno titolo tra gli elementi essenziali dell’offerta, che deve contenere, con la massima precisione, ogni lavorazione e fornitura offerta e i relativi elementi identificativi (dimensioni, quantità, etc.) con il medesimo grado di dettaglio che il Legislatore ha accordato per la redazione del progetto esecutivo che, a mente dell’art. 23, comma 8, del D. Lgs. 50/2016, “...deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale che ogni elemento sia identificato in forma, tipologia, qualità, dimensione...”.

Ed infatti, nella specie, la Stazione appaltante, con l’art. 16 del Disciplinare di gara, ha previsto che, a pena di esclusione, il computo metrico doveva specificare, in termini quantitativi e qualitativi, tutte le migliorie indicate negli elaborati tecnici, necessarie per la loro valutazione, nonché al fine di integrare il Capitolato Speciale di appalto, così come previsto dallo stesso Disciplinare di gara, ove precisa che “...Le “proposte migliorative” costituiranno parte integrante del Contratto e del Capitolato Speciale di Appalto...”.

Da quanto detto discende che l’art. 16 del Disciplinare di gara non viola il principio di tassatività delle cause di esclusione, posto che l’incompletezza dell’offerta tecnica, ove difetti di un elemento essenziale, è tale da ingenerare un’incertezza assoluta del suo contenuto, che deve necessariamente comportare l’esclusione dalla gara.

ACCORDO QUADRO AGLI APPALTI DI LAVORI DI NUOVE OPERE E DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA (23.3BIS - 54 - 216.4)

ANAC DELIBERA 2018

L’art. 23 comma 3-bis del codice, introdotto dal decreto correttivo ha previsto la progettazione semplificata - da definirsi mediante decreto del Ministero - per i soli casi di interventi di manutenzione ordinaria fino a un importo di 2.500.000 euro. Lo stesso correttivo ha anche previsto - all’art. 216 comma 4 del codice - che fino alla data di entrata in vigore del predetto decreto, i soli contratti di lavori di manutenzione ordinaria possono essere affidati sulla base del progetto definitivo costituito almeno da una relazione generale, dall'elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste, dal computo metrico-estimativo, dal piano di sicurezza e di coordinamento. Fino alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, l'esecuzione dei lavori può prescindere dall'avvenuta redazione e approvazione del progetto esecutivo, solo qualora si tratti di lavori di manutenzione, ad esclusione degli interventi di manutenzione che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere.

Nel caso di specie, trattandosi di nuove opere e di manutenzione straordinaria, la stazione appaltante, pur non avendo fornito alcuna indicazione sul punto nell’ambito della documentazione di gara, non potrà esimersi dal predisporre una progettazione esecutiva prima dell’esecuzione dei lavori.

Pertanto, è necessario che l’aggiudicazione di nuove opere ed interventi di manutenzione straordinaria avvenga nel rispetto della disciplina sulla progettazione, anche in caso di ricorso allo strumento dell’accordo quadro; ciò, in quanto, ove pure si ritenga che le modifiche apportate dal nuovo codice alla disciplina dell’accordo quadro abbiano l’effetto di estenderne l’ambito di applicazione alla manutenzione straordinaria ed ai lavori, restano fermi gli obblighi di progettazione previsti dallo stesso codice.

OGGETTO: Pubblicazione del riscontro alla richiesta di parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Ufficio di Gabinetto 0025730.27-06-2017, in merito all’applicazione dell’accordo-quadro, ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. n. 50/2016, agli appalti di lavori di nuove opere e di manutenzione straordinaria.

VERIFICA COSTO DELLA MANODOPERA - VALORI DELLE TABELLE MINISTERIALI - COSTITUISCONO SEMPLICE PARAMETRO DI RIFERIMENTO (97.5)

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2018

Secondo la giurisprudenza consolidata di questo Consiglio (da ultimo, sez. V, 6 febbraio 2017, n. 501, ribadita da Sez. III, 25 novembre 2016, n. 4989, 2 marzo 2015, n. 1020; Sez. IV, 29 febbraio 2016, n. 854; Sez. V, 24 luglio 2014, n. 3937), nelle gare pubbliche i valori del costo del lavoro risultanti dalle tabelle ministeriali costituiscono un semplice parametro di valutazione della congruità dell’offerta, con la conseguenza che l’eventuale scostamento delle voci di costo da essi non legittima, di per sé, un giudizio di anomalia; ma solo l’avvio della procedura finalizzata alla verifica di congruità della singola offerta.

SCOSTAMENTO DEL COSTO DEL LAVORO RISPETTO AI VALORI RICAVABILI DALLE TABELLE MINISTERIALI O DAI CONTRATTI COLLETTIVI - É RIVELATORE DI INATTENDIBILITÀ E ANTI-ECONOMICITÀ SE SIA CONSISTENTE E RILEVANTE (97.5)

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2018

Se lo scostamento del costo del lavoro rispetto ai valori ricavabili dalle tabelle ministeriali o dai contratti collettivi, non può comportare, di regola e di per sé, un giudizio di inattendibilità - esso è, tuttavia, rivelatore di inattendibilità e anti-economicità se sia consistente e rilevante, riscontrandosi, cioè, una divergenza quantitativamente significativa. Nello stesso alveo interpretativo si colloca la costante giurisprudenza di questo Consiglio (richiamata anche nella sentenza appellata), della quale è sufficiente menzionare gli arresti successivi alla pubblicazione (25 ottobre 2017) della medesima sentenza e a loro volta contenenti richiami a ulteriori precedenti; e cioè:

- per la sez. V, 7/02/2018, n. 811, secondo cui gli scostamenti del costo del lavoro rispetto ai valori medi delle tabelle ministeriali possono essere ritenuti anomali se eccessivi e tali da compromettere l'affidabilità dell'offerta; e 18/12/2017, n. 5939, per la quale “in sostanza devono considerarsi anormalmente basse solo le offerte che si discostino in modo evidente dai costi medi del lavoro indicati nelle tabelle predisposte dal Ministero del lavoro in base ai valori previsti dalla contrattazione collettiva”;

- per questa Sezione, 15/01/2018, n. 188, che riprende la stessa locuzione della sentenza n. 811/2018;

e 13/03/2018, n. 1609, secondo cui “perché possa dubitarsi della (…) congruità” di un’offerta “occorre che le discordanze siano considerevoli e palesemente ingiustificate”.

Alla stregua di tali principi, la sentenza n. 1609/2018 da ultimo citata non ha ad. es. ritenuto considerevole uno scostamento dello 0,80%.

SCORPORO COSTO MANODOPERA DALL'IMPORTO SOGGETTO A RIBASSO - NON NECESSARIO (23.16)

ANAC DELIBERA 2018

In base a quanto previsto all’art. 23, comma 16,d.lgs. 50/2016 e s.m.i., è stabilito che: ”Nei contratti di lavori e servizi la stazione appaltante, al fine di determinare l’importo posto a base di gara, individua nei documenti posti a base di gara i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel presente comma. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso”.

Quindi l’attuale quadro normativo di riferimento non prevede più lo scorporo della manodopera dagli importi non assoggettabili a ribasso, rinviando il necessario vaglio del rispetto dei minimi salariali alla fase di valutazione dell’offerta risultata anormalmente bassa, secondo quanto stabilito all’art. 97, comma 5, lettera d), d.lgs. 50/2016. Rimangono così scorporati dall’importo assoggettato a ribasso i soli costi della sicurezza come sopra specificato

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata dalla società ……. – Procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della viabilità urbana finalizzata al miglioramento della fruibilità del centro storico. Importo a base di gara euro: 192.010,79. S.A.: …..

COSTO MANODOPERA - TABELLE MINISTERIALI - NON SONO VALORI ASSOLUTI (23.16 - 97.5.D)

TAR LAZIO RM SENTENZA 2018

La giurisprudenza ha chiarito che le tabelle ministeriali di cui all’art. 23, comma 16, del d.lgs. n. 50/2016, evocate ai fini della giustificazioni da rendere in sede di verifica dell’anomalia dall’art. 97, comma 5, lett. d), del medesimo decreto, esprimono soltanto il costo medio della manodopera quale parametro di riferimento né assoluto né inderogabile e che, svolgendo esso una funzione meramente indicativa, suscettibile di scostamento in relazione a valutazioni statistiche ed analisi aziendali evidenzianti una particolare organizzazione in grado di giustificare la sostenibilità dei costi inferiori, è ben possibile discostarsi da tali valori, in sede di giustificazioni dell'anomalia, sulla scorta di una dimostrazione puntuale e rigorosa (ex multis, Tar Lazio, Roma, I 30 dicembre 2016, n. 12873). L’unico valore non modificabile è costituito invece dai trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate, secondo quanto stabilito dall’art. 97, comma 6, del medesimo d.lgs. n. 50/2016. Ciò posto, la previsione dell’esclusione dalla gara del concorrente che avesse offerto un «costo medio orario del lavoro» inferiore a quello previsto nei contratti collettivi di riferimento e quindi alle tabelle ministeriali di riferimento (..) contenuta nel disciplinare della gara oggi in esame (..) integra un’ipotesi di prescrizione della lex specialis «a pena di esclusione» ulteriore rispetto a quelle tassativamente previste dal codice dei lavori pubblici, in quanto tale sanzionata di nullità rilevabile d’ufficio dal giudice ai sensi degli artt. 83, comma 8, ultimo periodo, d.lgs. n. 50/2016 e 31, comma 4, secondo periodo, c.p.a.

PROGETTAZIONE LAVORI DI PARTICOLARE RILEVANZA (23.2)

ANAC DELIBERA 2018

E’ compito della stazione appaltante valutare, nell’ambito della propria discrezionalità amministrativa e tecnica, se l’affidamento per gli incarichi e i servizi di progettazione sia ricompreso o meno nelle fattispecie contemplate dall’articolo 23, comma 2, afferenti alla progettazione di lavori di particolare rilevanza, con la conseguente corretta individuazione della procedura da seguire (cfr., in tal senso, delibera n. 1027 dell’11 ottobre 2017).

Oggetto: istanza di parere di precontenzioso ex articolo 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata DA … - Procedura aperta per l’affidamento dei servizi tecnici e di architettura ed ingegneria per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica del progetto definitivo e del progetto esecutivo, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, della relazione geologica e relative indagini per la costruzione di un asilo nido e di una scuola dell’infanzia ad … - CIG 6960861C34- Importo a base d’asta: 270.000,00 euro – S.A.: Comune di …

RILIEVO PUNTEGGIO ECONOMICO SUPERIORE AL 30% - ANNULLAMENTO BANDO (95.10BIS)

TAR SICILIA CT SENTENZA 2018

Annullabile il bando ove l’Amministrazione intimata ha previsto di attribuire al punteggio economico un rilievo del 40% in violazione dell’art. 10-bis dell’art. 95 del decreto legislativo n. 50/2016, introdotto dall’art. 60 del decreto legislativo n. 56/2017, che impone alla stazione appaltante di stabilire un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30% .

Osservato, inoltre, che, in violazione dell’art. 23, comma 16, del decreto legislativo n. 50/2016, la stazione appaltante non ha individuato i costi della manodopera sulla base di quanto previsto dalla citata disposizione normativa, e cioè in base al costo del lavoro annualmente determinato dal Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali a mezzo di apposite tabelle, in mancanza della quali trova applicazione l’art. 216, quarto comma, del citato decreto, secondo cui, sino all’adozione delle menzionate tabelle, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui ai decreti ministeriale già emanati in materia.

LIVELLO DI PROGETTAZIONE - COMPETE ALLA PA LA SCELTA (23.2)

ANAC DELIBERA 2017

È compito della stazione appaltante, valutare nell’ambito della propria discrezionalità amministrativa e tecnica, se l’affidamento per gli incarichi e i servizi di progettazione sia ricompreso o meno nelle fattispecie contemplate dall’art. 23, comma 2 afferenti alla progettazione di lavori di particolare rilevanza, con la conseguente corretta individuazione della procedura da seguire.

È infatti il Responsabile del procedimento soggetto deputato all’individuazione dei lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomo e forestale, storico artistico, conservativo o tecnologico, che accerta e certifica, sulla base degli atti forniti dal dirigente dell’amministrazione aggiudicatrice preposto alla struttura competente, l’eventuale presenza, negli interventi, delle seguenti caratteristiche: 1. utilizzo di materiali e componenti innovativi; 2. processi produttivi innovativi o di alta precisione dimensionale; e qualitativa; 3. esecuzione in luoghi che presentano difficoltà logistica o particolari problematiche geotecniche, idrauliche, geologiche e ambientali; 4. complessità di funzionamento d’uso o necessità di elevate prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalità; 5. esecuzione in ambienti aggressivi che, come tali, siano capaci di provocare malattie o alterazioni morbose a uomini e animali o di distruggere e danneggiare piante e coltivazioni; 6. necessità di prevedere dotazioni impiantistiche non usuali; 7. complessità in relazione a particolari esigenze connesse a vincoli architettonici, storico-artistici o conservativi; 8. necessità di un progetto elaborato in forma completa e dettagliata in tutte le sue parti, architettonica, strutturale e impiantistica. (cfr. Linee guida n. 3, delibera n. 1096 del 26 ottobre 2016, al punto 5.1.3.).

Nel caso in esame, secondo quanto rappresentato dalla stazione appaltante, la scelta di ricorrere alle procedure ordinarie di cui al d.lgs. 50/2016 per l’affidamento de quo, come meglio sopra descritto, risulta essere stata dettata tenuto conto della tipologia e dell’entità del servizio. La Regione Autonoma Valle d’Aosta ha sottolineato, infatti, come gli aspetti già vagliati in sede di affidamento dell’incarico di elaborazione dello studio di fattibilità (anno 2004) sotto la vigenza dell’art. 17, comma 13, della l. 109/1994 siano rimasti immutati anche con l’entrata in vigore dell’art. 23, comma 2 d.lgs. 50/2016.

Risulta che la scelta operata dalla stazione appaltante di procedere mediante procedura ordinaria all’affidamento dei servizi di progettazione e fattibilità tecnico-economica, definitiva ed esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, direzione lavori e contabilità, relativo al progetto integrato rete cultura e turismo per la competitività – valorizzazione del comparto cittadino denominato “Aosta Est, piuttosto che procedere secondo quanto previsto dall’art. 23, comma 2, d.lgs. 50/2016, sia stata motivata attraverso il richiamo allo studio di fattibilità e piano operativo per la riqualificazione del settore nord-orientale della città di Aosta, approvato nel 2008.

Siffatta scelta non appare adeguatamente motivata dalla stazione appaltante in considerazione che il documento relativo allo studio di fattibilità sopra citato non sembra costituire un documento progettuale, ma piuttosto un documento propedeutico di carattere ricognitivo e di indirizzo del successivo sviluppo progettuale (Relazione preliminare di inquadramento dei beni presenti nell’area; Linee guida di salvaguardia e valorizzazione).

Oggetto: istanza congiunta di parere per la soluzione delle questioni controverse ex articolo 211, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Valle d’Aosta e dalla Regione autonoma Valle d’Aosta – Procedura aperta ai sensi dell’art. 60 d.lgs. 50/2016 dei servizi di progettazione e fattibilità tecnico-economica, definitiva ed esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, direzione lavori e contabilità, relativo al progetto integrato rete cultura e turismo per la competitività – valorizzazione del comparto cittadino denominato “Aosta Est”. Importo a base di gara euro: 979.614,39. S.A.: Regione autonoma Valle d’Aosta.

REGOLAMENTO APPALTI PUBBLICI DI LAVORI SU BENI CULTURALI (23.3 - 146.4)

MIN BENI CULTURALI DM 2017

Regolamento sugli appalti pubblici di lavori riguardanti i beni culturali tutelati ai sensi del d.lgs. n. 42 del 2004, di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016.

VALUTAZIONE ANOMALIA DELL'OFFERTA - COSTO DEL LAVORO SOTTO I LIVELLI SALARIALI (23.16 - 97.5)

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2017

L’Amministrazione, prima di procedere all’aggiudicazione definitiva, deve effettuare una valutazione sulla congruità complessiva dell’offerta ritenuta migliore in presenza di determinati indicatori di possibile anomalia dell’offerta, e procedere ad un approfondimento sulla possibile anomalia anche in assenza di tali indicatori.

In particolare, tenuto conto della esigenza indefettibile di tutela dei lavoratori, l’art. 97 del d.lgs. 50 del 2016 stabilisce che “La stazione appaltante … esclude l'offerta solo se la prova fornita non giustifica sufficientemente il basso livello di prezzi o di costi proposti, tenendo conto degli elementi di cui al comma 4 o se ha accertato, con le modalità di cui al primo periodo, che l'offerta è anormalmente bassa in quanto: … … d) il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all'articolo 23, comma 16 (comma 5). Non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge. Non sono, altresì, ammesse giustificazioni in relazione agli oneri di sicurezza di cui al piano di sicurezza e coordinamento previsto dall'articolo 100 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. La stazione appaltante in ogni caso può valutare la congruità di ogni offerta che, in base ad elementi specifici, appaia anormalmente bassa (comma 6)”.

Per effetto di tale disposizione il costo del lavoro è ritenuto indice di anomalia dell’offerta quando non risultino rispettati i livelli salariali che la normativa vigente rende obbligatori.

In linea di continuità con la previsione contenuta nell’art. 86, comma 3 bis, dell’abrogato codice dei contratti pubblici, l’art. 23, comma 16, del d.lgs. 50/2016 in materia dispone che “per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali”.

Ai sensi della disciplina vigente, una determinazione complessiva dei costi basata su un costo del lavoro inferiore ai livelli economici minimi per i lavoratori del settore costituisce, per ciò solo, indice di inattendibilità economica dell’offerta e di lesione del principio della par condicio dei concorrenti ed è fonte di pregiudizio per le altre imprese partecipanti alla gara che abbiano correttamente valutato i costi delle retribuzioni da erogare.

NUOVO CODICE APPALTI - LIVELLI PROGETTAZIONE (23.3)

CONSIGLIO DI STATO PARERE 2017

Parere sullo schema di decreto sulla definizione dei contenuti della progettazione in materia di lavori pubblici nei tre livelli progettuali, ai sensi dell'art. 23, comma 3, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50

LINEA GUIDA N 1 DI ATTUAZIONE DEL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI E DELLE CONCESSIONI - SERVIZI ARCHITETTURA ED INGEGNERIA (23 - 24 - 157)

ANAC DELIBERA 2016

Linee Guida n. 1, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”

BANDO DI GARA – DEFINIZIONE DELLA CATEGORIA LAVORI – COMPETENZA DEL PROGETTISTA - CHIARIMENTI DELLA STAZIONE APPALTANTE – LIMITI

ANAC DELIBERA 2017

È specifico compito del progettista procedere alla corretta individuazione delle lavorazioni di cui l’intervento è composto e alla loro esatta qualificazione in categorie e classifiche; tale attività non è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante.

Le indicazioni fornite dalla stazione appaltante alle richieste di chiarimenti avanzate dai concorrenti assumono una funzione esplicativa delle regole già formate e predisposte nella disciplina di gara, non potendo riconoscere ad esse alcuna portata modificativa delle condizioni di gara previste.

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata dalla A – Procedura aperta per interventi di verifica della funzionalità e di manutenzione degli impianti antincendio dei porti di interesse regionale (Accordo quadro suddiviso in tre lotti). Importo complessivo pari a euro: 407.972,15. S.A.: Giunta Regionale della Campania.

DECRETO BIM - INTRODUZIONE STRUMENTI DI MODELLAZIONE PER L'EDILIZIA (23.13)

MIN INFRASTRUTTURE DECRETO 2017

Cosiddetto “Decreto BIM” (Building Information Modeling) che stabilisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (titolo non ufficiale)

COSTO DELLA MANODOPERA - TABELLE MINISTERIALI - LEGITTIMO SCOSTAMENTO IN FASE DI GIUSTIFICAZIONI (97.5.D)

TAR LAZIO RM SENTENZA 2019

Le tabelle ministeriali di cui all’art. 23, comma 16, del d.lgs. n. 50/2016, evocate ai fini delle giustificazioni da rendere in sede di verifica dell’anomalia dall’art. 97, comma 5, lett. d), del medesimo decreto, esprimono soltanto il costo medio della manodopera quale parametro di riferimento né assoluto né inderogabile e che, svolgendo esso una funzione meramente indicativa, suscettibile di scostamento in relazione a valutazioni statistiche ed analisi aziendali evidenzianti una particolare organizzazione in grado di giustificare la sostenibilità dei costi inferiori, è ben possibile discostarsi da tali valori, in sede di giustificazioni dell'anomalia, sulla scorta di una dimostrazione puntuale e rigorosa (ex multis, T.A.R. Lazio – Roma, Sez. I, 30 dicembre 2016, n. 12873 )”, laddove “l’unico valore non modificabile è costituito invece dai trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate, secondo quanto stabilito dall’art. 97, comma 6, del medesimo d.lgs. n. 50/2016” …omissis…. “la previsione dell’esclusione dalla gara del concorrente che avesse offerto un «costo medio orario del lavoro» inferiore a quello previsto nei contratti collettivi di riferimento e quindi alle tabelle ministeriali di riferimento contenuta nel disciplinare della gara oggi in esame e ribadita nel chiarimento somministrato dalla s.a., integra un’ipotesi di prescrizione della lex specialis «a pena di esclusione » ulteriore rispetto a quelle tassativamente previste dal codice dei lavori pubblici, in quanto tale sanzionata di nullità rilevabile d’ufficio dal giudice ai sensi degli artt. 83, comma 8, ultimo periodo, d.lgs. n. 50/2016 e 31, comma 4, secondo periodo, c.p.a.” (Cons. Stato, Sez. III, 21 settembre 2018, n. 5492).

COSTO DEL LAVORO - OFFERTE ANOMALE - SCOSTAMENTO DEL COSTO DEL LAVORO RISPETTO AI VALORI RICAVABILI DALLE TABELLE MINISTERIALI O DAI CONTRATTI COLLETTIVI –COSTI MEDI ORARI (97)

TAR SICILIA CT SENTENZA 2019

Per giurisprudenza costante, lo scostamento del costo del lavoro rispetto ai valori ricavabili dalle tabelle ministeriali o dai contratti collettivi – che rappresentano costi medi orari del lavoro e non costi effettivi, costituendo, pertanto, un semplice parametro di valutazione della congruità dell’offerta – non può ex se comportare un automatico giudizio di inattendibilità, essendo, invece, necessarie discordanze considerevoli e ingiustificate rispetto a tali valori (Cons. Stato Sez. V, 18/02/2019, n. 1097;TAR Lazio, sez. Terza-quater, 12 febbraio 2019, n. 1842; Cons. St., sez. V, 25 ottobre 2017, n. 4912; id., sez. III, 27 aprile 2018, n. 2580; id., sez. III, 14 maggio 2018, n. 2867 e 18 settembre 2018, n. 5444).

OMESSA IMPUGNAZIONE LIVELLO PROGETTUALE– NON INAMISSIBILE IMPUGNAZIONE LIVELLI PROGETTUALI SUCCESSIVI

TAR LOMBARDIA MI SENTENZA 2020

La disciplina dell’attività di progettazione si articola, sul piano della sequenza procedimentale, in tre successivi livelli di progressivo approfondimento tecnico: il progetto preliminare, il progetto definitivo e il progetto esecutivo, in modo che le scelte operate nella fase precedente condizionino quelle della fase successiva, sotto i profili sia della legittimità che del merito. Poiché il nesso procedimentale che avvince le progettazioni è di natura funzionale, mirando a realizzare un approfondimento di tipo tecnico che assicuri: a) la qualità dell'opera e la rispondenza alle finalità relative; b) la conformità alle norme ambientali e urbanistiche; c) il soddisfacimento dei requisiti essenziali, definiti dal quadro normativo nazionale e comunitario.

Ne consegue che l’omessa impugnazione del livello progettuale precedente non rende inammissibile l’impugnazione del livello progettuale successivo, trattandosi di atto che non costituisce mera esecuzione del livello precedente. Tale conclusione vale anche per le opere strategiche, in quanto l’art 165, comma 5, del d.lgs 12 aprile 2006 n. 163, qualificando l’approvazione del progetto preliminare come valevole “ai fini dell’intesa sulla localizzazione, ne determina l’intangibilità limitatamente alla localizzazione e alle caratteristiche essenziali delle opere”.

COSTO MANODOPERA - TABELLE MINISTERIALI – VALUTAZIONE SCOSTAMENTO (23.16)

ANAC DELIBERA 2020

Visto l’art. 95, co. 10 d.lgs. 50/2016 (“Nell'offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l'adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro […]. Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell'aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all'articolo 97, comma 5, lettera d)”); e il successivo art. 97, co. 3 (“Quando il criterio di aggiudicazione è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa la congruità delle offerte è valutata sulle offerte che presentano sia i punti relativi al prezzo, sia la somma dei punti relativi agli altri elementi di valutazione, entrambi pari o superiori ai quattro quinti dei corrispondenti punti massimi previsti dal bando di gara”), nel caso di specie, avendo l’aggiudicatario indicato un costo della manodopera inferiore a quello individuato dalla S.A., essa è tenuta a verificare, ai sensi dell'articolo 97, comma 5, lettera d), che il costo del personale non sia inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all'articolo 23, comma 16.

50/2016 presentata da … – Lavori di manutenzione straordinaria dell’Istituto Tecnico Agrario “G. Briganti” sito in Contrada Rondinelle – Matera - Importo a base d’asta: euro 357.127,29 - S.A.: Provincia di Matera

SERVIZIO AD ALTA INTENSITA’ DI MANODOPERA – VALUTAZIONE CON IL CRITERIO DELLA OFFERTA ECONOMICAMENTE PIU’ VANTAGGIOSA ANCHE SE HA CARATTERISTICHE STANDARDIZZATE (95)

ANAC DELIBERA 2020

Qualora un servizio ad alta intensità di manodopera abbia contemporaneamente caratteristiche standardizzate ai sensi del comma 4, lettera b), del medesimo articolo 95, «vi è un concorso di disposizioni di legge tra loro contrastanti, derivante dal diverso ed antitetico criterio di aggiudicazione rispettivamente previsto per l’uno o l’altro tipo di servizio e dal diverso grado di precettività della norma. Si pone quindi un conflitto (o concorso apparente) di norme, che richiede di essere risolto con l’individuazione di quella prevalente. Il conflitto così prospettato non può che essere risolto a favore del criterio di aggiudicazione del miglior rapporto qualità/prezzo previsto dal comma 3, rispetto al quale quello del minor prezzo invece consentito in base al comma 4 è subvalente.

Tale orientamento è stato recepito dalla legge n. 55/2019 che ha modificato l’articolo 95, comma 4, aggiungendo, alla fattispecie di cui alla lettera b), relativa ai servizi e forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono indicate dal mercato, la precisazione «fatta eccezione per i servizi ad alta intensità di manodopera di cui al comma 3 lettera a)».

Nel caso di specie, in considerazione della natura del servizio oggetto dell’appalto, potrebbe ritenersi applicabile l’orientamento ermeneutico sopra ricostruito riconoscendolo come un servizio ad alta intensità di manodopera avente caratteristiche standardizzate con conseguente applicabilità dell’articolo 95 comma 3, concernente il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

OGGETTO: Istanza presentata da … s.r.l. – Procedura aperta per l’affidamento del servizio di stampa, imbustamento e recapito delle comunicazioni necessarie per la realizzazione delle campagne di screening oncologici (colon retto, mammella, cervice uterina) nel territorio dell’ASP di Siracusa per 24 mesi - S.A.: Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa. - Criterio di aggiudicazione: minor prezzo - Importo a base di gara: euro 211.752,96

Pareri della redazione di CodiceAppalti.it

QUESITO del 29/05/2017 - OBBLIGO DI UTILIZZO DEI PREZZARI REGIONALI NEI LAVORI PUBBLICI

Un Ente Appaltante malgrado la presenza di un prezziario regionale può applicare ad una lavorazione un prezzo diverso scaturente da un analisi prezzo ed inferiore alla tariffa regionale?


QUESITO del 30/05/2017 - RIBASSO DEL COSTO DELLA MANODOPERA

In merito all'art. 23, comma 16 del d.lgs. 50/2016 il costo della manodopera è o no soggetto a ribasso, atteso che il predetto art. precisa che solo i costi della sicurezza, una volta scorporati dal costo complessivo, non sono assoggettati al ribasso d'asta? Quale deve essere, pertanto, il comportamento della S.A.?


Pareri tratti da fonti ufficiali

QUESITO del 20/10/2018 - APPALTO GESTIONE UFFICIO IAT. COSTO DEL PERSONALE (ART.23, C.16 CODICE CONTRATTI) (COD. QUESITO 386) (23.16)

Il Comune di Langhirano (PR) intende bandire una gara d’appalto per affidare ad un soggetto esterno la gestione dell’ufficio di informazione e accoglienza turistica. Ex art. 23 c. 16 Codice contratti, la stazione appaltante è tenuta ad individuare i costi della manodopera sulla base delle tabelle approvate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Lo stesso articolo precisa che “in mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione”. Non risulta che il Ministero abbia definito il costo degli addetti all’informazione e all’accoglienza turistica: l’unica tabella riconducibile espressamente al settore turistico riguarda le aziende alberghiere (a nostro avviso fattispecie inapplicabile). Sappiamo che alcuni operatori turistici applicano il contratto del settore del terziario, della distribuzione e dei servizi, per il quale il Ministero ha approvato specifiche tabelle. Nel merito si chiede parere in ordine alle seguenti questioni: 1) esiste un contratto collettivo applicabile agli addetti all’informazione e all’accoglienza turistica? 2) in assenza di un contratto specifico, quale contratto “assimilabile” si ritiene idoneo per la quantificazione del costo della manodopera?


QUESITO del 03/10/2018 - PARAMETRO A) PROFESSIONALITÀ E ADEGUATEZZA DESUNTA DA MAX 3 SERVIZI PER APPALTO SERVIZI INGEGNERIA E ARCHITETTURA (COD. QUESITO 373)

In caso di gara di appalto avente ad oggetto progetti integrali,che prevedano cioè prestazioni di natura architettonica, strutturale ed impiantistica, la stessa linea guida Anac ci dice che il parametro di valutazione A) dovrebbe essere suddiviso in sub-criteri: piano architettonico, strutture e impianti.Poichè ci si pone nella prospettiva che la maggior parte dei concorrenti sia costituita in RTP, dove il mandatario fa architettonico e i mandanti strutture e impianti, ci chiediamo come sia posssibile con un servizio valutare i tre diversi profili che presupporrebbe che fossero svolti dallo stesso gruppo di lavoro (il che se possibile nelle grandi società strutturate che coprono tutte le figure per gli RTP il gruppo di lavoro che concorre può non coincidere con quello in gara).Pertanto per effettuare una valutazione ci chiediamo se sia possibile chiedere più di 3servizi (5 o più), ovvero: 2 servizi per profilo E.08, 1 servizio per S.03,1 per IA.02 e 1 per IA.03. Condizione di valutazione che il professionista che ha svolto il servizio sia lo stesso che progetta la categoria. Posso chiedere più di 3 servizi per professionalità?


QUESITO del 14/09/2018 - INDIVIDUAZIONE DEI COSTI DELLA MANODOPERA AI SENSI DELL'ART. 23, COMMA 16 DEL D.LGD. 50/2016 NEGLI ACCORDI QUADRO (COD. QUESITO 368) (23.16 - 54)

Ai sensi dell'art. 23, comma 16 del D.Lgs. 50/2016, la stazione appaltante individua nei documenti posti a base di gara i costi della manodopera. Ai sensi dell'art. 95, comma 10, l'operatore, deve indicare nell'offerta economica i propri costi della manodopera. La stazione appaltante, prima dell'aggiudicazione procede a verificare il rispetto di quanto previsto all'art. 97, comma 5. Si richiede se tale procedura deve essere applicata anche nel caso di gara per accordo quadro per lo svolgimento delle attività di manutezione ordinaria e pronto intervento di alloggi ERP, per la quale c'è incertezza sulla tipologia delle opere che le imprese andranno ad eseguire e quindi sulla determinazione dei relativi costi della manodopera. Nel caso in cui si ritenga indispensabile attuare ugualmente la procedura si richiedono le modalità di determinazione dei costi della manodopera mediante l'utilizzo del prezziario regionale.


QUESITO del 11/07/2018 - PROCEDURA PER AFFIDAMENTO SERVIZIO VERIFICA VULNERABILITÀ SISMICA (83)

Per l'affidamento di un servizio rientrante tra quelli architettonici e ingegneria come descritto in oggetto (CPV 71312000-8), di importo sotto soglia di € 219.000,00 Iva esclusa, si chiede se è possibile ricorrere a una RDO aperta sul MePA con i requisiti di partecipazione previsti per gli affidamenti superiori alla soglia di rilevanza comunitaria, come indicato dalle linee Guida Anac n. 1 aggiornate con delibera n. 138 del 21.02.2018.


QUESITO del 07/05/2018 - APPLICAZIONE PREZZIARIO PER VARIANTE LAVORI (COD. QUESITO 293)

ho un'opera pubblica il cui progetto definitivo è stato approvato nel 2010; alla data odierna (7 maggio 2018) il D.LL. sta predisponendo una variante in corso d'opera ove sono comprese lavorazioni diverse da quelle del progetto originario; premesso che la Regione xx ha approvato un prezziario nel 2010 e l'ultimo, tutt'ora vigente, nell'anno 2012, si chiede di sapere se oggi, per le lavorazioni non comprese nell'elenco prezzi del progetto definitivo approvato nel 2010 (dopo l'approvazione del prezziario 2010) debba essere utilizzato il prezziario 2010 o quello del 2012


QUESITO del 03/05/2018 - COSTO DELLA MANODOPERA (COD. QUESITO 232) (23.16 - 95.10)

Il problema del costo della manodopera ha generato alcune perplessità, successivamente all’entrata in vigore del decreto correttivo (d.lgs. n. 56/2017).Tutto nasce dall’inserimento nel comma 16 dell’articolo 23 (Livelli della progettazione per gli appalti, del Codice dei contratti.Ma la Delibera n. 1098 del 26 ottobre 2016 dell'ANAC è ancora vigente. In definitiva come dobbiamo comportarci in fase di determinazione dell'importo soggetto a ribasso. La Manodopera, così come gli oneri per la sicurezza, va scorporata?


QUESITO del 16/04/2018 - DECRETO L. 50/2016 - TIPO DI PROGETTAZIONE APPROVATA PER L'INSERIMENTO NELL'ELENCO ANNUALE OK (COD. QUESITO 282) (21.3 - 23.3)

Per sapere come comportarsi, in attesa del decreto di cui all'art. 23 c. 3 del D.l. 50/2016, al fine dell'inserimento nell'elenco annuale in base al tipo di progettazione approvata. In pratica, per ora, devo continuare a tener conto di quanto indicato dall'ex art.128 c. 6 e 7 del D.lgs.163/2006 con i suoi livelli di progettazione e quando uscirà il predetto decreto applicare l'art. 21 c. 3 del D.l 50/2016? Cordiali saluti.


QUESITO del 12/04/2018 - PROGETTO DI FATTIBILITÀ TECNICA ED ECONOMICA - VERIFICA (COD. QUESITO 277) (23 - 26.9)

Sul progetto di fattibilità tecnica ed economica va fatta la verifica preventiva?


QUESITO del 11/04/2018 - DECRETO 16/01/2018 N.14 - LIVELLI DI PROGETTAZIONE (COD. QUESITO 273) (23.3)

per sapere come comportarsi in attesa del decreto di cui all'art. 23 c. 3 del Dl 50/2016, per rispettare quanto indicato dal decreto in oggetto all'art.3 c. 8 lett. c. In pratica i vecchi livelli di progettazione come si rapportano con quelli futuri in questa situazione transitoria ?


QUESITO del 26/03/2018 - D. LGS. 50/2016 E SMI, ART. 113. (COD. QUESITO 253) (23.11 - 113.1)

Con il presente quesito si chiede se i costi per prestazioni tecniche ( progettazione, direzione lavori, sicurezza, ecc. ) fornite dal personale dipendente della stazione appaltante possano gravare o meno sul finanziamento con riferimento al D. Lgs. 50/2016 e smi, art. 113, comma 1, dove è previsto che: "1. Gli oneri inerenti alla progettazione, ……. alle prestazioni professionali e specialistiche necessari per la redazione di un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio fanno carico agli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori per i singoli appalti di lavori, servizi e forniture negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti" Ed ancora all'art. 23, comma 11 statuisce: "11. Gli oneri inerenti alla progettazione, ……., alle prestazioni professionali e specialistiche, necessari per la redazione di un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio, possono essere fatti gravare sulle disponibilità finanziarie della stazione appaltante cui accede la progettazione medesima". In estrema sintesi, si chiede se sia possibile riconoscere alla Stazione appaltante il costo del proprio personale, in termini di monte ore da computare sullo stipendio, utilizzato per la progettazione e/o direzione lavori ecc., tra le spese riconosciute per la realizzazione dell'opera finanziata. si resta in attesa di un cortese riscontro.


QUESITO del 12/03/2018 - SERVIZI ARCHITETTURA E INGEGNERIA CAUZIONE PROVVISORIA (23 - 93.10)

Dobbiamo procedere all'indizione di una gara, mediante procedura negoziata, relativa al servizio di progettazione urbanistica finalizzato alla redazione del nuovo Piano Strutturale e alla redazione del Piano Operativo Comunale, inquadrato come un appalto di servizi di architettura ed ingegneria. Il Rup ci ha indicato tra i requisiti di capacità economico-finanziaria da chiedere per la partecipazione alla procedura, il possesso da parte dei concorrenti di adeguata polizza assicurativa contro i rischi professionali. Pur trattandosi di un appalto il cui importo è inferiore ai 100.000 euro, abbiamo, per la disciplina dell'avvalimento, tratto indicazioni dal bando tipo n. 3 dell'ANAC. Dalla lettura dell'art. 93, comma 10 del Codice dei Contratti Pubblici, delle Linee Guida n. 1 dell'ANAC (per i servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria), al principio generale di cui all'art. 4.1, e del bando tipo n. 3, all'art. 8 (Avvalimento), si chiedono cortesemente i seguenti chiarimenti: 1) Su quali basi si concilia la previsione contenuta nell'art. 93 (rubricato "Garanzia per la partecipazione alla procedura"), comma 10 del Codice sopra detto, "Il presente articolo non si applica agli appalti di servizi aventi ad oggetto la redazione della progettazione e del piano di sicurezza e coordinamento e ai compiti di supporto alle attività del responsabile Unico del procedimento" e quanto previsto dall'art. 4.1. delle Linee Guida di cui sopra, in cui si scrive che, nelle procedure di affidamento richiamate dall'articolo 93, comma 10, suddetto "la stazione può chiedere soltanto la prestazione di una coperatura assicurativa per la responsabilità civile professionale per i rischi [...] ma non anche la c.d cauzione provvisoria" con quanto, viceversa, è previsto nel bando tipo n. 3, in cui, a proposito dell'avvalimento, si legge "Nel caso di dichiarazioni mendaci si procede all’esclusione del concorrente e all’escussione della garanzia ai sensi dell’art. 89, comma 1, ferma restando l’applicazione dell’art. 80, comma 12 del Codice", dove la garanzia non può che essere quella cd "provvisoria" di cui all'art. 93 del Codice? 2) Nel caso in cui fosse confermato che per l'affidameno dei servizi di cui all'art. 93, comma 10 del Codice e all'art. 4.1. delle linee Guida n. 1 dell'ANAC, effettivamente non si debba richiedere la cauzione cd "provvisoria", si possono equiparare a tali servizi (che nella loro dizione sembrerebbero riferirsi alla progettazione di lavori pubblici) anche i servizi oggetto della nostra gara, funzionali non alla realizzazione di un'opera pubblica, bensì ad un intervento in materia urbanistica?


QUESITO del 25/01/2018 - PREZZARIO REGIONALE E CAM (COD. QUESITO 176)

L'art. 23, comma 7, del Dlgs 50 prescrive l'utilizzo dei Prezzari REgionali per l'individuazione dei prezzi unitari. Il DM 11 ottobre 2017 impone l'obbligo di applicazione dei criteri ambientali minimi per le opere pubbliche e prevede, tra l'altro, l'impiego di materiali con caratteristiche ambientali diverse da quelle dei materiali considerati nei Prezzari. in particolare, il Prezzario 2018 della Toscana e, quasi certamente, anche quello del 2019, non saranno riferiti ai materiali CAM. si tratta, quindi, di render eimpossibile la verifica dei progetti ai sensi dell'art. 26 del Dlgs 50. di fronte a questa evidente aporia, una possibile soluzione potrebbe essere quella di applicare i prezzi del Prezzario, specificando, tuttavia, che i materiali impiegati, anche se non espressamente indicato nelle singole voci di elenco, dovranno comunque rispettare i CAM. Si chiede se questa soluzione può essere considerata lecita e legittima (dato che, ovviamente, non garantisce la congruità ed adeguatezza dei prezzi, come richiesto invece dall'art. 26 del Dlgs 50). Si chiede se, in alternativa, esistno altre soluzioni legittime e praticabili, in attesa che i futuri Prezzari recepiscano le indicazioni dei cam.


QUESITO del 16/01/2018 - DONAZIONE PROGETTO SERVIZI DI INGEGNERIA (COD. QUESITO 158) (23 - 157.3)

E’ possibile che un’associazione senza fini di lucro, in convenzione con il Comune (convenzione per la gestione degli spazi adibiti ad attività) proponga di: - incaricare lei stessa uno studio di progettazione per l’ingegneria al fine di redigere la progettazione per la riqualificazione degli spazi adibiti ad attività (di proprietà del Comune) e donare a titolo gratuito il progetto, secondo il quale il Comune bandirà la gara per i lavori, secondo i criteri del DLGS 50/2016? - trattandosi di associazione senza fini di lucro, può incaricare un progettista di sua fiducia indipendentemente dall’importo della progettazione? - il fatto che la prestazione, dunque il progetto, venga donato gratuitamente al comune, svincola dall’applicazione del Codice appalti?


QUESITO del 27/09/2017 - UFFICOO DEL R.U.P. POTERI DELIBERATORI (COD. QUESITO 28) (30 - 31.1 - 31.3 - 31.4 - 23.16)

Il Comune intende appaltare la gestione dei servizi educativo ed ausiliaro presso il nido d'infanzia comunale. Il valore dell'appalto, a base di gara, considerate le disponibilità finanziarie, è molto basso: da indagini di mercato, presumibilmente, in caso di aggiudicazione, il valore offerto non consentirebbe alla ditta appaltatrice di coprire tutti i costi gestionali. L'Amministrazione intende far pubblicare comunque il bando. In caso di parere tecnico negativo espresso dal responsabile del servizio sulla delibera di Giunta comunale di indirizzo, il responsabile stesso potrebbe essere costretto a diventare il R.U.P. e a firmare il bando? Il R.U.P. che emana un bando simile potrebbe incorrere in qualche responsabilità?