Art. 17. Esclusioni specifiche per contratti di appalto e concessione di servizi

1. Le disposizioni del presente codice non si applicano agli appalti e alle concessioni di servizi:

a) aventi ad oggetto l'acquisto o la locazione, quali che siano le relative modalità finanziarie, di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni;

b) aventi ad oggetto l'acquisto, lo sviluppo, la produzione o coproduzione di programmi destinati ai servizi di media audiovisivi o radiofonici che sono aggiudicati da fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici, ovvero gli appalti, anche nei settori speciali, e le concessioni concernenti il tempo di trasmissione o la fornitura di programmi aggiudicati ai fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici. Ai fini della presente disposizione il termine «materiale associato ai programmi» ha lo stesso significato di «programma»;

c) concernenti i servizi d'arbitrato e di conciliazione;

d) concernenti uno qualsiasi dei seguenti servizi legali:

1) rappresentanza legale di un cliente da parte di un avvocato ai sensi dell'articolo 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 31, e successive modificazioni:

1.1) in un arbitrato o in una conciliazione tenuti in uno Stato membro dell'Unione europea, un Paese terzo o dinanzi a un'istanza arbitrale o conciliativa internazionale;

1.2) in procedimenti giudiziari dinanzi a organi giurisdizionali o autorità pubbliche di uno Stato membro dell'Unione europea o un Paese terzo o dinanzi a organi giurisdizionali o istituzioni internazionali;

2) consulenza legale fornita in preparazione di uno dei procedimenti di cui al punto 1), o qualora vi sia un indizio concreto e una probabilità elevata che la questione su cui verte la consulenza divenga oggetto del procedimento, sempre che la consulenza sia fornita da un avvocato ai sensi dell'articolo 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 31, e successive modificazioni; disposizione modificata dal DLgs 56-2017 in vigore dal 20-5-2017

3) servizi di certificazione e autenticazione di documenti che devono essere prestati da notai;

4) servizi legali prestati da fiduciari o tutori designati o altri servizi legali i cui fornitori sono designati da un organo giurisdizionale dello Stato o sono designati per legge per svolgere specifici compiti sotto la vigilanza di detti organi giurisdizionali;

5) altri servizi legali che sono connessi, anche occasionalmente, all'esercizio dei pubblici poteri;

e) concernenti servizi finanziari relativi all'emissione, all'acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, servizi forniti da banche centrali e operazioni concluse con il Fondo europeo di stabilità finanziaria e il meccanismo europeo di stabilità;

f) concernenti i prestiti, a prescindere dal fatto che siano correlati all'emissione, alla vendita, all'acquisto o al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari;

g) concernenti i contratti di lavoro;

h) concernenti servizi di difesa civile, di protezione civile e di prevenzione contro i pericoli forniti da organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro identificati con i codici CPV 75250000-3, 75251000-0, 75251100-1, 75251110-4, 75251120-7, 75252000-7, 75222000-8; 98113100-9 e 85143000-3 ad eccezione dei servizi di trasporto dei pazienti in ambulanza;

i) concernenti i servizi di trasporto pubblico di passeggeri per ferrovia o metropolitana;

l) concernenti servizi connessi a campagne politiche, identificati con i codici CPV 79341400-0, 92111230-3 e 92111240-6, se aggiudicati da un partito politico nel contesto di una campagna elettorale per gli appalti relativi ai settori ordinari e alle concessioni.

Relazione

L'articolo 17 (Esclusioni specifiche per contratti di appalto e concessioni di servizi) è relativo ad alcuni casi specifici di esclusione sia degli appalti che delle concessioni di servizi, dall'appli...

Commento

L'articolo 17, conformemente a quanto disposto dall'articolo 10 della direttiva 2014/24/UE, dall'articolo 21 della direttiva 2014/25/UE, nonché dell'articolo 10, paragrafo 8, della direttiva 2014/23/U...

Giurisprudenza e Prassi

AFFIDAMENTO DI INCARICHI DI PATROCINIO LEGALE – VERIFICA REQUISITI GENERALI (80)

ANAC DELIBERA 2020

Nelle Linee guida n. 12, paragrafo 3.1.5 l’Autorità ha chiarito: “Il possesso di inderogabili requisiti di moralità da parte dei soggetti che a qualunque titolo concorrono all’esecuzione di appalti pubblici rappresenta un fondamentale principio di ordine pubblico, che trova applicazione anche negli affidamenti riguardanti contratti in tutto o in parte esclusi dall’applicazione del Codice dei contratti pubblici. Esso risponde, infatti, all’esigenza di assicurare l’affidabilità del soggetto che contratta con la pubblica amministrazione››. Conseguentemente, per i servizi legali di cui al citato articolo 17, sebbene la stazione appaltante non possa esigere il medesimo rigore formale previsto dall’articolo 80 d.lgs. 50/2016, la stessa, ha, comunque, l’obbligo di verificare in concreto il possesso da parte dei concorrenti dei requisiti generali di cui al citato articolo 80. Nel caso in cui l’amministrazione abbia provveduto alla costituzione di un elenco di professionisti, da cui attingere per il conferimento del singolo incarico, tale verifica ‹‹va effettuata in occasione delle specifiche procedure per cui i soggetti iscritti nell’elenco sono interpellati, ferma restando la facoltà della stazione appaltante di verificare il possesso dei requisiti generali di cui all’articolo 80, autocertificati dall’interessato nell’istanza ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre n.445, anche ai fini dell’iscrizione nell’elenco”.

Con riferimento al primo quesito, per l’affidamento dei servizi legali di cui al citato articolo 17, comma 1, lett. d), punto 1, la stazione appaltante ha l’obbligo di verificare in concreto il possesso da parte dei concorrenti dei requisiti generali di cui al citato articolo 80, secondo le modalità indicate nelle predette Linee guida a cui si rinvia, sebbene la stessa non possa esigere il medesimo rigore formale previsto dall’articolo 80 d.lgs. 50/2016(cfr. anche ANAC, delibera n. 1158 del 9 novembre 2016).

APPALTI ESCLUSI E PUBBLICITA’ SEDUTE DI GARA (4 – 17.A)

CONSIGLIO DI STATO SENTENZA 2019

Giova premettere che ai sensi del combinato disposto degli artt. 4 e 17, lett. a), D.Lgs. n. 50/2016 sono esclusi dalle procedure di evidenza pubblica i contratti attivi e passivi della p.a. aventi ad oggetto l'acquisto o la locazione di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili, contratti questi ultimi rientranti nella potestà negoziale della p.a. Tale esclusione comporta che per l’individuazione del contraente è sufficiente, ma anche necessario, lo svolgimento di una procedura di valutazione aderente ai principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, previsti dal citato art. 4 D. Lgs. n. 50/2016 per tutti i contratti pubblici esclusi (ex multis, T.A.R., Firenze, Sez. I, 5 marzo 2019, n. 332).

Nello specifico, l’apertura in seduta pubblica dei plichi contenenti le offerte tecniche e la documentazione amministrativa risponde all’esigenza di tutela non solo della parità di trattamento dei concorrenti, ai quali deve essere permesso di effettuare gli opportuni riscontri sulla regolarità formale degli atti prodotti, ma anche dell’interesse pubblico alla trasparenza ed all’imparzialità dell’azione della p.a. (Consiglio di Stato, Sez. III, 24 settembre 2018, n. 5495).

In argomento l’Adunanza Plenaria, con la pronuncia n. 13/2011, ha statuito che l’omessa pubblicità delle sedute di gara costituisce non una mera mancanza formale, ma una violazione sostanziale, che invalida la procedura, senza che occorra la prova di un’effettiva manipolazione della documentazione prodotta e le cui conseguenze negative sono difficilmente apprezzabili ex post, una volta rotti i sigilli e aperti i plichi. Ne discende che la rilevanza della violazione prescinde dalla prova concreta delle conseguenze negative da essa derivanti, rappresentando la pubblicità un valore in sé, di cui la normativa nazionale ed eurounitaria predica la salvaguardia a tutela non solo degli interessi degli operatori ma anche di quelli della p.a.

Ciò chiarito, né dall’avviso pubblico né dal verbale n. 1 del 18.09.2018 si evincono, rispettivamente, la previsione e lo svolgimento -in seduta pubblica e con la presenza degli offerenti- dell’apertura dei plichi contenenti le offerte, costituendo tali adempimenti, per come chiarito, un indefettibile presidio per la tutela della pubblicità ed imparzialità dell’azione amministrativa, conseguendo a ciò l’illegittimità del provvedimento di aggiudicazione.

CONTRATTI PUBBLICI - SERVIZI DI MEDIA AUDIOVISIVI - OSSERVANZA DELLE PROCEDURE DI EVIDENZA PUBBLICA (17.1)

TAR LAZIO RM SENTENZA 2019

Costituisce dato oramai incontestato che la R. è tenuta all’osservanza delle procedure di evidenza pubblica nell’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, salve le relative specifiche deroghe ed eccezioni (cfr. Cass. civ., Sez. Un., ord. 22.12.2009, n. 27092; TAR Lazio, Roma, Sez. III-ter, 24.12.2015, n. 14559; idem, 9.6.2004, n. 5460, Cons. Stato, Sez. VI, 18.4.2005, n. 1770).

La gara in esame ha ad oggetto un “servizio di riprese elettroniche (..)”, che non rientra in alcuna delle ipotesi derogatorie previste dalla 17, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 50/2016 (analogamente a quanto previsto dall’art. 19, co. 1, lett. b), del previgente d.lgs. n. 163/2006) e dall’art. 49-ter del d.lgs. n. 177/2005, in quanto non riguarda la produzione o coproduzione di programmi destinati alla trasmissione, né la fornitura di programmi aggiudicati ai fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici. Ne consegue che la procedura di affidamento del servizio di riprese televisive indetta dalla R. non rientra nel predetto ambito derogatorio. (..) Il “servizio di riprese” in oggetto non è assimilabile alla “produzione” di un programma televisivo, né al concetto di “materiale associato” al programma; le riprese televisive costituiscono, piuttosto, una componente della produzione televisiva che attiene - ad esempio - alla realizzazione di un telegiornale o di un programma televisivo, per le quali è indubbio che la R. avrebbe dovuto applicare il codice degli appalti alla stregua della natura giuridica di tale ente radiotelevisivo sopra richiamata.

LOCAZIONE UN IMMOBILE – ASILO NIDO- LEGITTIMO

TAR CAMPANIA NA SENTENZA 2019

Nel caso in esame il Comune ha deciso di provvedere alla locazione dell’immobile di sua proprietà mediante la stipula di un contratto di natura civilistica. Per la scelta del contraente ha proceduto allo svolgimento di una procedura gara.

Proprio in quanto si tratta di contratto stipulato da Pubblica amministrazione con soggetti privati, nel relativo bando è stato fatto esplicito richiamo al D.Lgs. 50/2016 per le norme riguardanti i requisiti di partecipazione (art. 9 del bando), con particolare riferimento alla capacità di contrattare con la pubblica amministrazione e alle conseguenti cause di esclusione (art. 80 d.lgs. 50/2016) e per i criteri di selezione e soccorso istruttorio (art. 83 d.lgs. 50/2016).

La durata della locazione (art. 2 del bando), in relazione alla legge n. 392/1978 recante la Disciplina delle locazioni di immobili urbani, è convenuta in anni 6 decorrenti dalla stipula del contratto. Gli obblighi del conduttore, previsti all’art. 5 del bando, sono relativi alle attività da svolgere, sia pure “nei limiti del vincolo di destinazione d’uso”. Essi sono espressamente riferiti alle modalità di detenzione dell’immobile.

Emerge in tutta evidenza come il Comune abbia avviato una procedura di gara avente ad oggetto la stipula di un contratto di locazione di immobile e non la gestione di un servizio socio-assistenziale in un immobile comunale. Risulta, infatti, prevalente l’intento di stipulare un contratto avente ad oggetto la "disponibilità di locali" per un periodo di tempo determinato, sia pure con vincolo di destinazione d’uso che deve qualificarsi, in ossequio ai principi giurisprudenziali evocati in giudizio dalla medesima ricorrente, come locazione in senso proprio. Non può essere negata la possibilità di affidare in locazione un immobile con vincolo di destinazione, peraltro, mediante procedura di gara, laddove il bando dia prevalenza alla disponibilità dei locali (cfr. T.A.R. Milano sez. I, sent. 2010 del 23.10.2017).

AFFIDAMENTO DEI SERVIZI LEGALI (17.1.D - 140 - ALL.IX)

ANAC DELIBERA 2018

Linee guida n. 12 recanti «Affidamento dei servizi legali».

SERVIZI DI AMBULANZA - NORMATIVA APPLICABILE (17.1.H)

TAR VENETO SENTENZA 2018

L’art. 17, I comma, lett. h) del DLgs n. 50/2016 ha stabilito, in conformità con l’art. 10 della direttiva n. 2014/24/UE che i “servizi di ambulanza” identificabili con il codice CPV 85143000-3 (servizi di soccorso sanitario in emergenza da attuarsi mediante ambulanza) sono esclusi dalle disposizioni del codice.

La disciplina comunitaria e, conseguentemente, quella nazionale hanno introdotto la distinzione tra servizio di soccorso sanitario in emergenza da attuarsi mediante ambulanza (consistente nel trasporto e nell’attività di prima cura del paziente che versa in una situazione emergenziale), eccezionalmente sottratto - come si è detto innanzi - alla regola della gara qualora fornito da organizzazioni senza scopo di lucro, e servizio di solo trasporto in ambulanza (consistente nel trasporto ordinario di pazienti privo della connotazione dell’urgenza) che, invece, è soggetto alle procedure ad evidenza pubblica (regime alleggerito). Si era inoltre evidenziato che la possibilità di affidare in convenzione diretta alle organizzazioni di volontariato soltanto i servizi di trasporto sanitario di “emergenza e urgenza” è stata prevista espressamente, a livello nazionale, anche dal codice del terzo settore (art. 57 del DLgs n. 117/2017).

L’art. 5, V comma della LR n. 26/2012 stabilisce, coerentemente con la precitata normativa, che i servizi elencati nell’art. 2 - tra cui sono i servizi di trasporto di emergenza e urgenza eseguiti mediante mezzi di soccorso e gestiti dalle centrali operative di coordinamento del servizio urgenze ed emergenze mediche (SUEM) - debbono essere prioritariamente svolti dalle Aziende ULSS mediante convenzionamento diretto con Enti Sanitari, Associazioni e Ipab iscritti in un apposito elenco regionale, a mero rimborso dei costi, e che solo qualora tali servizi non possano essere assicurati dai predetti soggetti l’Azienda ULSS può affidarli a titolo oneroso mediante procedure ad evidenza pubblica.

Il servizio oggetto dell’impugnata procedura è indicato come “servizio con ambulanza di emergenza….”, né risulta contestato che trattasi, appunto, di servizio di trasporto nell’attività di prima cura del paziente che versa in una situazione emergenziale: detto servizio, pertanto dovrà essere oggetto di una convenzione da stipularsi con un’organizzazione di volontariato iscritta nel registro regionale delle OdV ed accreditata per l’esercizio del trasporto e soccorso con ambulanza ai sensi della LR n. 22/2002.

SERVIZI LEGALI - PARE CONSULTIVO DEL CONSIGLIO DI STATO (4 - 17.1.D - 140 - 142 - ALLEGATO IX)

CONSIGLIO DI STATO PARERE 2018

OGGETTO: Autorità nazionale anticorruzione. Linee guida per l'affidamento dei servizi legali.

SERVIZI DI AMBULANZA FORNITI DA ORGANIZZAZIONI SENZA SCOPO DI LUCRO - NO APPLICAZIONE CODICE (17.1.H)

TAR LAZIO RM SENTENZA 2018

La disciplina di cui all’art. 17 del d.lgs. n. 50/2016 al comma 1 lett. h) esclude dall’applicazione del Codice i servizi di ambulanza forniti da organizzazioni senza scopo di lucro nell’ambito del settore difesa e protezione civile, ma non quelli di solo trasporto con ambulanza. Nel caso in esame tuttavia la procedura non ha per oggetto l’affidamento del solo trasporto con ambulanza, per cui troverebbero applicazione, come sostenuto da parte ricorrente gli articoli 142 e 143 del Codice degli appalti, ma il servizio di soccorso sanitario in emergenza in area extraospedaliera, come emerge dal frontespizio dell’avviso pubblico. Va infatti ripresa la distinzione di cui al considerando n. 28 della direttiva 2014/24/UE in esito alla quale è stato riscritto il Codice degli appalti con il d.lgs. n. 50 del 2016 e stante il quale: “la presente direttiva non dovrebbe applicarsi a taluni servizi di emergenza se effettuati da organizzazioni senza scopo di lucro, in quanto il carattere particolare di tali organizzazioni sarebbe da preservare qualora i prestatori di servizi dovessero essere scelti secondo le procedure di cui alla presente direttiva; -al fine di evitare che la loro esclusione vada “oltre lo stretto necessario, si dovrebbe stabilire esplicitamente che i servizi di trasporto di pazienti in ambulanza non dovrebbero essere esclusi;”.

E tale distinzione riporta alla distinzione sopra accennata tra servizio di soccorso mediante trasporto in ambulanza e servizio di soccorso sanitario in emergenza in area extraospedaliera da attuarsi mediante ambulanza.

Mentre il primo consiste nel servizio di trasporto ordinario di pazienti c.d. interospedaliero da una struttura ospedaliera all’altra per ragioni non connesse ad una situazione emergenziale, il servizio extraospedaliero consiste nelle attività di soccorso al di fuori dei plessi ospedalieri e consiste nel trasporto e nelle attività di prima cura del paziente che versa in una situazione emergenziale. A questa seconda attività è rivolta la selezione bandita da Alfa e che, dunque, non pare affidabile secondo le procedure ad evidenza pubblica secondo quanto stabilito dall’art. 17 del d.lgs. n. 50/2016, ma con convenzione, in base anche all’art. 56 e 57 del Codice del terzo settore che – ancorchè non applicabile alla fattispecie perché entrato in vigore successivamente – tuttavia ha scolpito il principio secondo cui l’individuazione delle organizzazioni di volontariato cui affidare attività o servizi sociali di interesse generale possa avvenire mediante procedure comparative destinate a concludersi con apposite convenzioni da stipularsi coi soggetti individuati e con conseguente reiezione della censura al riguardo proposta. In sostanza la procedura è stata bandita in data antecedente alla adozione del Codice del Terzo Settore di cui al d.lgs. n. 117/2017, quindi non applicabile ratione temporis alla fattispecie, fa riferimento alla disciplina del servizio di trasporto con ambulanza in emergenza ancora vigente (l’art. 7 della legge n. 266/1991 e l’art. 30 della legge n. 383/2000) perché non abrogata dal citato d.lgs. n. 117/2017, laddove il Codice degli appalti di cui al d.lgs. n. 50/2016 ed esattamente all’art. 17 sopra citato costituisce la delimitazione relativa alla disciplina selettiva applicabile in ragione del tipo di servizio da svolgere che non è però quello del semplice trasporto in ambulanza.

RELAZIONE SUI SERVIZI LEGALI ATTRIBUITI NEL 2015 - INCARICO PATROCINIO LEGALE

CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 2017

A partire dalla deliberazione n. 19/2009/PAR, della Sezione regionale di controllo per la Basilicata, la giurisprudenza di questa Corte si era progressivamente consolidata nel considerare il singolo incarico di patrocinio legale come non integrante un appalto di servizi, bensì un contratto d’opera intellettuale, regolato dall’art. 2230 del codice civile. In ogni caso, la magistratura contabile già riteneva che detta tipologia d’incarico, pur non riconducibile direttamente agli incarichi professionali esterni disciplinati dall’art. 7, comma 6 e seguenti del d.lgs. n.165/2001, poiché conferito per adempimenti obbligatori per legge (mancando, pertanto, in tali ipotesi, qualsiasi facoltà discrezionale dell’amministrazione), non potesse comunque essere oggetto di affidamento diretto, dovendo essere attribuito a seguito di procedura comparativa, aperta a tutti i possibili interessati. Ciò, allo scopo di consentire il rispetto dei principi di imparzialità e trasparenza (in tal senso, da ultimo, questa Sezione, in sede di giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2015, approvato con deliberazione n. 66/2016/PARI, del 15 luglio 2016).

La ricostruzione della disciplina applicabile agli incarichi aventi a oggetto un singolo patrocinio legale dev’essere, tuttavia, rivista, alla luce dell’entrata in vigore, il 19 aprile 2016, del d.lgs. 18 aprile 2016, n.50. A decorrere da tale data anche il singolo incarico di patrocinio legale appare dover essere inquadrato come appalto di servizi; ciò, sulla base del disposto di cui all’art. 17 (recante “Esclusioni specifiche per contratti di appalto e concessione di servizi”), che considera come contratto escluso la rappresentanza legale di un cliente, da parte di un avvocato, in un procedimento giudiziario dinanzi a organi giurisdizionali, nonché la consulenza legale fornita in preparazione di detto procedimento. Tale interpretazione pare preferibile anche tenuto conto di come l’art. 17 richiamato recepisca direttive dell’Unione europea che, com’è noto, accoglie una nozione di appalto più ampia di quella rinvenibile dal nostro codice civile. In ogni caso, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 4 del citato decreto legislativo, l’affidamento dello stesso deve avvenire nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, trasparenza, imparzialità, parità di trattamento, proporzionalità e pubblicità.

SERVIZI LEGALI - INDETERMINATEZZA DEI SERVIZI RICHIESTI - ESIGUITA’ DEL COMPENSO - ILLEGITTIMITÀ (17)

TAR SICILIA PA SENTENZA 2017

E’ illegittimo il bando nel quale si ravvisa l’indeterminatezza dei servizi richiesti al professionista, come emerge dalla lettura combinata del bando e del disciplinare che, per un verso è suscettibile di generare un’accentuazione dell’esiguità del compenso, per altro incide gravemente sulla stessa correttezza della attivazione, da parte del Comune, di una procedura di tipo comparativo idonea a consentire, a tutti gli aventi diritto, di partecipare, in condizioni di parità e uguaglianza, alla selezione per la scelta del miglior contraente.

MANDATI DIFENSIVI DELLE PA (17.1)

UNAA CIRCOLARE 2017

Mandati difensivi delle pubbliche amministrazioni.

AFFIDAMENTO SERVIZIO DI TRASPORTO SANITARIO DI EMERGENZA E URGENZA IN CONVENZIONE – NO OBBLIGO DI GARA (17.H)

TAR PUGLIA LE SENTENZA 2018

L’art. 57 del codice del terzo settore ha stabilito che “I servizi di trasporto sanitario di emergenza e urgenza possono essere, in via prioritaria, oggetto di affidamento in convenzione alle organizzazioni di volontariato, iscritte da almeno sei mesi nel Registro unico nazionale del Terzo settore, aderenti ad una rete associativa di cui all’articolo 41, comma 2, ed accreditate ai sensi della normativa regionale in materia, ove esistente, nelle ipotesi in cui, per la natura specifica del servizio, l’affidamento diretto garantisca l’espletamento del servizio di interesse generale, in un sistema di effettiva contribuzione a una finalità sociale e di perseguimento degli obiettivi di solidarietà, in condizioni di efficienza economica e adeguatezza, nonché’ nel rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione”.

La relazione al codice del terzo settore ha precisato che “l’articolo 57 detta una disciplina speciale per quanto concerne i servizi di trasporto sanitario di emergenza urgenza: in ragione della peculiarità del servizio, strettamente connesso alla tutela della salute della persona, si prevede che detti servizi possano costituire oggetto, in via prioritaria, di affidamento in convenzione alle organizzazioni di volontariato, in presenza di specifici requisiti e condizioni. Sotto il profilo soggettivo, la norma prevede un rafforzamento dell’affidabilità, prescrivendo oltre al requisito dell’iscrizione da almeno sei mesi nel Registro unico nazionale del Terzo settore, l’adesione ad una rete associativa. Inoltre, in coerenza con i recenti orientamenti espressi dalla Corte di giustizia europea, l’affidamento diretto dei servizi in parola deve contribuire effettivamente al raggiungimento delle finalità sociali, sia diretto al soddisfacimento di finalità solidaristiche, e costituisca una scelta tutoria dell’economicità dell’azione amministrativa, più specificamente, di efficienza del bilancio. Inoltre i servizi devono essere effettuati solo a rimborso delle spese effettivamente sostenute, non potendo le organizzazioni affidatarie trarre alcun profitto dal servizio, né tantomeno procurarlo ai propri membri. La norma in esame esplicita e salvaguarda detti presupposti, anche attraverso il richiamo alle disposizioni contenute nel precedente articolo 56. Tale disposizione si colloca inoltre all’interno della più recente cornice normativa europea, con specifico riguardo alla Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici, la quale, in tema di servizi alla persona, prevede che gli Stati membri sono liberi di fornire tali servizi direttamente o di organizzare servizi sociali attraverso modalità che non comportino la conclusione di contratti pubblici, ad esempio tramite il semplice finanziamento di tali servizi, a condizione che tale sistema assicuri una pubblicità sufficiente e rispetti i principi di trasparenza e di non discriminazione. Pertanto, la previsione contenuta negli art.142 e 143 del D.Lgs n.50/2016, che recepisce la sopra menzionata direttiva n.24/2014, nel disciplinare il particolare regime giuridico degli appalti nei servizi sociali, lascia impregiudicata la facoltà di affidare i servizi in parola attraverso modalità diverse, quali l’affidamento in convenzione, già presente nel nostro ordinamento con le richiamate disposizioni di cui all’art.7 della legge n.266/1990 e all’art.30 della legge n.383/2000”.

Proprio il dettato dell’art. 57, e quanto specificato nella relazione al codice relativamente a questo articolo, indicano chiaramente che l’art. 17, lett. h), d.lgs. 50/2016, non può essere letto nel senso della obbligatorietà della gara per l’affidamento dei servizi in questione, ma al contrario deve ritenersi oramai codificato il principio dell’affidamento in convenzione alle organizzazioni di volontariato dei servizi di trasporto sanitario di emergenza e urgenza.

Pareri tratti da fonti ufficiali

QUESITO del 29/01/2018 - ACQUISTO IMPIANTO SCIISTICO DI RISALITA DA PARTE DI AMMINISTRAZIONE COMUNALE (COD. QUESITO 181) (17.1.A)

PREMESSO che il Comune di XX è risultato beneficiario di un contributo regionale DI 2.200.000,00 per l'acquisto di un impianto di risalita di proprietà di una società partecipata dallo stesso Comune al 51%, che è stata posta in liquidazione; DATO ATTO che detto impianto di risalita è stato classificato "STRATEGICO" da parte del Consiglio Comunale, che quindi è motivato a salvaguardarne la funzionalità; CONSIDERATO che il Comune di XX NON è centrale di committenza; SI CHIEDE DI SAPERE: - Se il Comune può effettuare direttamente l'acquisto dell'impianto ai sensi dell'Articolo 63, comma 2, lettera "b", punto "2" del D.L.gs 50/2016, rispettando le direttive del bando regionale in merito alla congruità del valore di acquisto? - Oppure, il comune deve comunque avvalersi di una centrale di committenza per l'acquisto di detto impianto pur non dovendo esperire una procedura gara?