D. Lgs. 12 aprile 2006 n.163

Codice Appalti .it

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Art. 29. Metodi di calcolo del valore stimato dei contratti pubblici

1. Il calcolo del valore stimato degli appalti pubblici e delle concessioni di lavori o servizi pubblici é basato sull'importo totale pagabile al netto dell'IVA, valutato dalle stazioni appaltanti. Questo calcolo tiene conto dell'importo massimo stimato, ivi compresa qualsiasi forma di opzione o rinnovo del contratto.

2. Quando le stazioni appaltanti prevedono premi o pagamenti per i candidati o gli offerenti, ne tengono conto nel calcolo del valore stimato dell'appalto.

3. La stima deve essere valida al momento dell'invio del bando di gara, quale previsto all'articolo 66, comma 1, o, nei casi in cui siffatto bando non é richiesto, al momento in cui la stazione appaltante avvia la procedura di affidamento del contratto.

4. Nessun progetto d'opera né alcun progetto di acquisto volto ad ottenere un certo quantitativo di forniture o di servizi può essere frazionato al fine di escluderlo dall'osservanza delle norme che troverebbero applicazione se il frazionamento non vi fosse stato.

5. Per gli appalti pubblici di lavori e per le concessioni di lavori pubblici il calcolo del valore stimato tiene conto dell'importo dei lavori stessi nonché del valore complessivo stimato delle forniture e dei servizi necessari all'esecuzione dei lavori, messe a disposizione dell'imprenditore da parte delle stazioni appaltanti.

6. Il valore delle forniture o dei servizi non necessari all'esecuzione di uno specifico appalto di lavori non può essere aggiunto al valore dell'appalto di lavori in modo da sottrarre l'acquisto di tali forniture o servizi dall'applicazione delle disposizioni specifiche contenute nel presente codice.

7. Per i contratti relativi a lavori, opere, servizi:

a) quando un'opera prevista o un progetto di acquisto di servizi può dare luogo ad appalti aggiudicati contemporaneamente per lotti distinti, é computato il valore complessivo stimato della totalità di tali lotti;

b) quando il valore cumulato dei lotti é pari o superiore alle soglie di cui all'articolo 28, le norme dettate per i contratti di rilevanza comunitaria si applicano all'aggiudicazione di ciascun lotto;

c) le stazioni appaltanti possono tuttavia derogare a tale applicazione per i lotti il cui valore stimato al netto dell'IVA sia inferiore a 80.000 euro per i servizi o a un milione di euro per i lavori, purché il valore cumulato di tali lotti non superi il 20% del valore complessivo di tutti i lotti.

8. Per gli appalti di forniture:

a) quando un progetto volto ad ottenere forniture omogenee può dar luogo ad appalti aggiudicati contemporaneamente per lotti separati, per l'applicazione delle soglie previste per i contratti di rilevanza comunitaria si tiene conto del valore stimato della totalità di tali lotti;

b) quando il valore cumulato dei lotti é pari o superiore alle soglie di cui all'articolo 28, le norme dettate per i contratti di rilevanza comunitaria si applicano all'aggiudicazione di ciascun lotto;

c) le stazioni appaltanti possono tuttavia derogare a tale applicazione per i lotti il cui valore stimato al netto dell'IVA sia inferiore a 80.000 euro e purché il valore cumulato di tali lotti non superi il 20% del valore complessivo della totalità dei lotti.

9. Per gli appalti pubblici di forniture aventi per oggetto la locazione finanziaria, la locazione o l'acquisto a riscatto di prodotti, il valore da assumere come base per il calcolo del valore stimato dell'appalto é il seguente:

a) se trattasi di appalto pubblico di durata determinata pari o inferiore a dodici mesi, il valore complessivo stimato per la durata dell'appalto o, se la durata supera i dodici mesi, il valore complessivo, ivi compreso l'importo stimato del valore residuo;

b) se trattasi di appalto pubblico di durata indeterminata o che non può essere definita, il valore mensile moltiplicato per quarantotto.

10. Se gli appalti pubblici di forniture o di servizi presentano carattere di regolarità o sono destinati ad essere rinnovati entro un determinato periodo, é assunto come base per il calcolo del valore stimato dell'appalto:

a) il valore reale complessivo dei contratti analoghi successivamente conclusi nel corso dei dodici mesi precedenti o dell'esercizio precedente, rettificato, se possibile, al fine di tener conto dei cambiamenti in termini di quantità o di valore che potrebbero sopravvenire nei dodici mesi successivi al contratto iniziale; oppure

b) il valore stimato complessivo dei contratti successivi conclusi nel corso dei dodici mesi successivi alla prima consegna o nel corso dell'esercizio se questo é superiore a dodici mesi.

11. La scelta del metodo per il calcolo del valore stimato di un appalto pubblico non può essere fatta con l'intenzione di escluderlo dal campo di applicazione delle norme dettate per gli appalti di rilevanza comunitaria.

12. Per gli appalti pubblici di servizi il valore da assumere come base di calcolo del valore stimato dell'appalto é, a seconda dei casi, il seguente:

a) per i tipi di servizi seguenti:

a.1) servizi assicurativi: il premio da pagare e altre forme di remunerazione;

a.2) servizi bancari e altri servizi finanziari: gli onorari, le commissioni, gli interessi e altre forme di remunerazione;

a.3) appalti riguardanti la progettazione: gli onorari, le commissioni da pagare e altre forme di remunerazione;

b) per gli appalti di servizi che non fissano un prezzo complessivo:

b.1) se trattasi di appalti di durata determinata pari o inferiore a quarantotto mesi, il valore complessivo stimato per l'intera loro durata;

b.2) se trattasi di appalti di durata indeterminata o superiore a quarantotto mesi, il valore mensile moltiplicato per quarantotto.

13. Per gli accordi quadro e per i sistemi dinamici di acquisizione, il valore da prendere in considerazione é il valore massimo stimato al netto dell'IVA del complesso degli appalti previsti durante l'intera durata degli accordi quadro o del sistema dinamico di acquisizione.

14. Il calcolo del valore stimato di un appalto misto di servizi e forniture si fonda sul valore totale dei servizi e delle forniture, prescindendo dalle rispettive quote. Tale calcolo comprende il valore delle operazioni di posa e di installazione.

ELENCO LEGGI COLLEGATE: artt. 9 e 56, direttiva 2004/18; art. 17, direttiva 2004/17; art. 2, d.lgs. n. 358/1992; art. 4, d.lgs. n. 157/1995; art. 9, d.lgs. n.158/1995

GIURISPRUDENZA COLLEGATA:

GIURISPRUDENZA: SUDDIVISIONE IN LOTTI - MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE - TAR CALABRIA CZ (2009)

La suddivisione in lotti di un´opera non è in sè illegittima nella misura in cui la stessa non si risolve nella violazione, tra l´altro, dei principi della libera concorrenza. Più in particolare, è indubbio che, sul piano astratto, precludere ad un impresa risultata aggiudicataria di un determinato lotto di potere poi partecipare all´appalto per un diverso lotto violi i principi della concorrenza in senso soggettivo e oggettivo. Sotto il primo aspetto, infatti, si crea un vulnus alla libertà economica della singola impresa. Sotto il secondo aspetto, si incide, in una prospettiva europea, sulle libertà comunitarie di circolazione delle persone e delle merci. Perchè tale violazione possa, però, dirsi in concreto sussistente occorre che non sia riscontrabile alcuna ragione che giustifichi la divisione in lotti e la contestuale preclusione di partecipazione dei vincitori delle singole gare a quelle successive.

GIURISPRUDENZA: DIVISIONE IN LOTTI - DISCIPLINA APPLICABILE - CONSIGLIO DI STATO (2008)

Al fine di determinare la soglia degli appalti oggetto della disciplina comunitaria, se le opere unitarie vengono suddivise in più lotti, l’importo dei singoli lotti va sommato, e se la somma supera la soglia, trova applicazione la disciplina comunitaria. Infatti lo scopo evidente delle norme comunitarie è di impedire che, mediante il frazionamento artificioso di un’opera unitaria in più lotti, si eluda l’applicazione della direttiva comunitaria. Così se per singoli lotti di un’opera unitaria vengono banditi distinti appalti, ove la somma dell’importo dei singoli lotti supera la soglia comunitaria, si deve applicare agli appalti la disciplina comunitaria, e non quella interna, delle offerte anomale; e, dunque, la esclusione non automatica, ma previa verifica in contraddittorio, delle offerte medesime.

PRASSI: DETERMINAZIONE IMPORTO APPALTO - AVCP (2007)

L’art. 29, comma 1, del D.Lgs. n. 163/06 prevede espressamente che il calcolo del valore stimato degli appalti pubblici è basato sull’importo totale pagabile al netto dell’IVA, valutato dalle stazioni appaltanti. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla T. S.r.l. – servizio di recupero/risparmio IRAP da parte del Comune di C.

GIURISPRUDENZA: PREZZARI - TARIFFE DI LEGALITÀ - TAR LOMBARDIA BS (2007)

L'attuale sistema delle tariffe di legalità si fonda su una tariffa minima generale – ancorché con bande di oscillazione – con la possibilità di diminuirla ulteriormente in sede di autorizzazione, di cui la singola impresa deve tuttora munirsi per esercitare la propria attività. Tale disposizione non può mai esercitare effetti nei confronti delle varie amministrazioni che bandiscono procedure di evidenza pubblica né costituire fonte di obblighi o divieti nei loro confronti, specie nello stabilire le condizioni di aggiudicazione. Tali tariffe rilevano come parametri di congruità in sede di verifica e controllo delle imprese di vigilanza e possono essere fonte di eventuali provvedimenti nei loro confronti in caso di inosservanza, mentre al contrario nell’ambito di un procedimento di scelta del contraente la proposta inferiore al livello minimo di oscillazione – formulata in base ad autonome valutazioni imprenditoriali –non impedisce alle stazioni appaltanti di aggiudicare il servizio al miglior offerente. Si possono così individuare due distinti piani di valutazione, che investono da un lato la tutela della sicurezza pubblica, per cui il Prefetto fissa le tariffe di legalità come parametri di congruità rilevanti in sede di accertamento e verifica nei confronti delle imprese di vigilanza, e dall’altro le procedure comparative di evidenza pubblica, dove ogni impresa articola la sua offerta sulla base delle regole di mercato. Il Collegio ritiene che le tariffe di legalità individuino una “soglia di attenzione”: le offerte inferiori al livello minimo non possono essere automaticamente escluse, e comunque debbono essere sottoposte ad un giudizio di congruità ed affidabilità, tanto più penetrante ed approfondito quanto più ampio sia il divario con il parametro ufficiale. Nella fattispecie in esame la ricorrente puntualizza che gli oneri da sostenere per garantire le prestazioni richieste dalla lex specialis supererebbero abbondantemente la base d’asta fissata, indicata senza specificare e soppesare le singole prestazioni richieste;pertanto sarebbe palesemente sottostimata, rendendo impossibile la formulazione di un’offerta affidabile e remunerativa.

GIURISPRUDENZA: IPAB E GIUDICE COMPETENTE - TAR PUGLIA BA (2007)

A prescindere dalla qualificazione dell'I.P.A.B. come persona giuridica pubblica o Ente pubblico economico, i procedimenti di evidenza pubblica di scelta del contraente sono, comunque, oggetto della cognizione del g.a., in quanto oggettivamente manifestazione di potestà amministrativa pubblica per la realizzazione di interessi pubblici.

GIURISPRUDENZA: ACCORPAMENTO GARE - CONSIGLIO DI STATO (2006)

Dal quadro normativo nazionale e comunitario non è evincibile un principio generale ed inderogabile di non cumulabilità di più appalti in un’unica competizione. In particolare, all’affermazione di un principio di tale natura non è dato pervenire prendendo le mosse dalla disciplina in punto di tutela della concorrenza, se solo si considera, per un verso, che l’innalzamento del valore di un appalto strangola in radice il ricorso a procedure negoziali meno garantistiche rese invece possibili dalla scissione di una gara unitaria in una pluralità di procedure sottosoglia; e, per altro verso, che l’utilizzo dello strumento dell’associazionismo temporaneo consente ad imprese non autonomamente qualificate di esplicare le proprie potenzialità concorrenziali anche nell’alveo di procedure complesse. Il vero è che il valore primario della tutela della concorrenza, laddove non incarnato da disposizioni puntuali che lo traducano in concreto per il tramite di preclusioni specifiche, consente l’accorpamento di procedure teoricamente scindibili, a patto che l’opzione sia sorretta da ragioni di interesse pubblico adeguatamente motivate e conformi al principio europeo di proporzionalità. In tali casi infatti la reductio ad unitatem si appalesa espressione di una discrezionalità non incisa da precetti puntuali piuttosto che alla stregua di un’opzione artificiosa volta ad eludere o depotenziare il principio di massima concorrenzialità.

GIURISPRUDENZA: TRATTATIVA PRIVATA - IMPUGNAZIONE - CONSIGLIO DI STATO (2006)

E’ legittimata un’impresa ad impugnare il provvedimento di affidamento a trattativa privata del servizio di trasporto, al quale essa può aspirare, mediante partecipazione alla gara che l’amministrazione potrebbe indire.

GIURISPRUDENZA: SERVIZIO DI TESORERIA - VALORE CONTRATTO - TAR LOMBARDIA BS (2006)

L’applicazione delle direttive comunitarie relative agli appalti di servizi presuppone il superamento di una soglia di valore (l’equivalente di 200.000 DSP in base all’art. 1 comma 1 del Dlgs. 157/1995, l’importo di € 211.000 secondo l’art. 7 della direttiva 2004/18/CE). Il valore complessivo del servizio di tesoreria deve essere calcolato tenendo conto di tutte le entrate previste per il tesoriere, stimando le prestazioni presumibilmente necessarie nel periodo di durata del rapporto sulla base della media degli anni precedenti (se la situazione nel frattempo non ha subito particolari modifiche) e includendo anche gli oneri posti a carico di soggetti diversi dall’amministrazione.

PARERI

QUESITO del 22/12/08 - Contratti misti - : Se una stazione appaltante è beneficiaria di un finanziamento di € 650.000,00 di cui € 250.000 per la realizzazione di lavori, € 200.000,00 per una fornitura ed € 200.000,00 per un'altra fornitura, si chiede se si può procedere con tre diversi appalti: uno di lavori e 2 di forniture

RISPOSTA del 26/06/09: Fatto salvo il divieto artificioso di frazionamento ai sensi dell'art. 29, c. 4 del codice, la risposta è affermativa. Il fatto che il finanziamento sia unitario non impone di effettuare una gara unica. Al contrario, l'oggetto dei singoli contratti dovrà essere determinato nel rispetto di quanto sancito all'art. 29, comma 6 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., secondo il quale il valore delle forniture o dei servizi non necessari all'esecuzione di uno specifico appalto di lavori non può essere aggiunto al valore dell'appalto di lavori in modo da sottrarre l'acquisto di tali forniture o servizi dall'applicazione delle disposizioni specifiche contenute codice. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 29/11/08 - Comunicazioni all'Osservatorio - Contratto: Ho due quesiti da porvi. 1 – cosa si intende per contratti ai sensi dell’art. 7 comma 8. Più precisamente, bisogna mandare una serie di dati per contratti di importo superiore a 150.000 euro. Per contratto si intende l’appalto (a) o l’aggiudicazione ad una singola ditta (b). Es. indico una gara a 10 lotti di importo totale di 300.000 euro. La aggiudico a dieci ditte diverse, le quali hanno contratti individuali di importi di 30.000 euro. Se interpreto contratto = appalto (interpretazione a), devo comunicare i dati per tutte le ditte aggiudicatarie. Se interpreto contratto = aggiudicazione a singola ditta (interpretazione b), non devo comunicare nulla. Inoltre, il responsabile deve essere obbligatoriamente unico per tutte le fasi o ci può essere un responsabile per l’indizione e l’affidamento della gara ed uno diverso per l’aggiudicazione?

RISPOSTA del 25/06/09: Ai fini delle comunicazioni di cui all'art. 7, comma 8 d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. si tenga come riferimento il contratto, così come sancito dalla norma, inteso, nel caso di specie, come i singoli affidamenti effettuati. Si sottolinea, ai fini del calcolo dell'importo stimato del contratto e della scelta della disciplina applicabile alla procedura di affidamento, la necessità di riferirsi all'art. 29, c. 7 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. Quanto al secondo quesito, il responsabile del procedimento deve necessariamente essere unico per tutte le fasi della progettazione, dell'affidamento e della esecuzione, così come disposto all'art. 10, comma 1 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 04/01/08 - Affidamento - : La differenza tra un appalto pubblico di servizi e un incarico professionale di cui all’art. 7, comma 6 del d.lgs. 165/01 (recentemente modificato ad opera della l. 248/06) risiede nella causa contrattuale, avendo riguardo al fatto che il primo rientra nello schema dell’appalto (definito all’art. 1655 cod. civ.), mentre il conferimento di incarico professionale fa parte dei contratti di prestazione di opera intellettuale ex artt. 2222 e ss. cod. civ. In particolare, mentre l’incarico professionale risulta caratterizzato da una prestazione di natura personale da parte del consulente, l’appalto ha per oggetto una attività di tipo imprenditoriale, comprendente l’organizzazione dei mezzi e l’assunzione del relativo rischio di gestione, finalizzata all’espletamento del servizio dedotto in contratto. Nel caso di specie, in base agli elementi forniti, pare che l’interesse dell’amministrazione sia quello di concludere un contratto al fine ottenere, dietro corrispettivo, determinate utilità, affidando ad un soggetto qualificato l’espletamento di una attività di tipo imprenditoriale. Di conseguenza, si ritiene che quanto descritto rientri nell’ambito di operatività del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. Ciò posto, e venendo alle modalità di selezione dell’appaltatore, è in primo luogo applicabile l’art. 29 del citato d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., concernente il calcolo dell’importo stimato del contratto da affidare. Si concorda, inoltre, con quanto si afferma nel quesito a proposito dell’opportunità di procedere ad un affidamento unitario, in quanto ciò consente di conseguire economie di scala ed evita di incorrere in un artificioso frazionamento. Per quanto riguarda la possibilità di procedere ad un affidamento diretto, si rammenta che ciò è possibile, nell’ambito dei servizi, unicamente nell’ipotesi di cui all’art. 125, comma 11 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii.

RISPOSTA del 30/10/08: Capita a questo Ente di dovere affidare la realizzazione di un layout per un invito, una pagina promozionale oppure un depliant o altro materiale per manifestazioni o eventi promozionali promossi dall'ente. Per l'anno 2008 vorrei fare un affidamento diretto,stabilendo un costo fisso per ogni tipologia di materiale da realizzare (invito, depliant, inserzione...), creando così un "listino" che andrò a richiamare ogni volta si presenta la necessità. Posso considerarlo una fornitura di servizi e quindi trattarlo secondo il D. Lgs 163/2006, oppure si configura come l'affidamento di un incarico secondo quanto previsto dal D. Lgs.165/2001 art. 7? Inoltre, rivolgendomi allo stesso professionista ho un risparmio in virtù del fatto che già possiede del "materiale" su cui lavorare. é giustificabile per questo non ricorrere ad una gara o richiesta di preventivi? Inoltre, dov'è la separazione tra affidamento di un incarico secondo il 165/2001 e dove acquisto di servizio o fornitura secondo il 163/2006? (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 14/12/07 - Oneri - : Il Comune ai fini del computo delle opere da realizzarsi a scomputo degli oneri di urbanizzazione si avvale di un apposito prezziario, solo parzialmente attualizzato per quelle categorie di lavori non comprese nell'atto originario. Nella sostanza una buona parte dei prezzi unitari è riferita all'anno 1981. é evidente che gli importi finali delle opere risultano sottostimati in modo sostanziale rispetto a quelli che deriverebbero dall'applicazione di un prezziario corrente in uso (prezziario OO.PP. Regione Piemonte 2007). Il quesito che si vuol porre è il seguente: Ai fini dell'individuazione dell'importo complessivo delle opere, necessariamente da confrontare con la soglia comunitaria di cui all'art. 28 del D.Lgs. 163/2006, quali devono essere i prezzi di riferimento?

RISPOSTA del 30/10/08: A norma dell'art. 29, c. 3 del Codice dei contratti pubblici una stima svolta nel 2007 basata su di un prezziario del 1981 può certamente creare seri dubbi di legittimità. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 09/07/07 - Global service - : Global Service: si chiede come comportarsi per compensare la necessità di affidamenti extra canone. L’importo presunto per tale previsione va messo in gara anche se non si hanno elementi di certezza che saranno disvelati solo successivamente dall’attività (ricognizione e progettazione) dell’assuntore del servizio? Esiste un limite massimo per gli extra canone (interventi di manutenzione a chiamata, lavori e/o forniture di ammodernamento) o si può anche eccedere di un fattore moltiplicativo dell’importo per la prestazione a canone? Le prestazioni extra canone possono riferirsi alla manutenzione straordinaria con pagamento a misura senza determinazione dell’importo totale ma con indicazione dei prezzi con cui si contabilizzerà la misura? Esistono contributi dirimenti on-line? Da agosto si potrebbe pensare di utilizzare per la bisogna l'accordo quadro ex art 59 163/2006?

RISPOSTA del 04/08/08: Il valore stimato dei contratti pubblici, che le stazioni appaltanti debbono porre a base di gara, deve essere calcolato con le modalità di cui all’art. 29 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., cui si rinvia. In base a tale norma, l’importo presunto del contratto da affidare deve tenere conto della somma massima pagabile all’appaltatore, comprensiva di ogni forma di rinnovo o di opzione. Nel caso vi siano elementi di incertezza circa alcune voci che compongono tale valore, è necessario ricorrere a stime presuntive. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 13/06/07 - Programma triennale - : L'importo di € 100.00,00 per l'inserimento di un opera nel programma triennale è quello dei lavori a base d'asta oppure quello comprensivo di tutte le spese (IVA, spese tecniche, ecc.)?

RISPOSTA del 03/07/08: Per ogni importo/soglia contenuto nel d.lgs. 163/06 e ss.mm.ii. è necessario applicare l’articolo 29, che prevede come il calcolo del valore stimato sia basato sull'importo totale pagabile all’appaltatore al netto dell'IVA, valutato dalle stazioni appaltanti. Questo calcolo tiene conto dell'importo massimo stimato, ivi compresa qualsiasi forma di opzione o rinnovo del contratto. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/04/07 - Importo appalto - Programma triennale: Ai fini dell'inserimento di un opera pubblica nel programma triennale dei lavori pubblici si ritiene che la soglia di € 100.000,00 sia riferibile esclusivamente all'importo dei lavori a base d'asta con esclusione, quindi, delle somme a disposizione dell'Amministrazione (IVA, spese tecniche lavori in economia esclusi dall'appalto ecc.). È corretta detta interpretazione?

RISPOSTA del 03/07/08: Per ogni importo/soglia contenuto nel d.lgs. 163/06 e ss.mm.ii. è necessario applicare l’articolo 29, che prevede che il calcolo del valore stimato sia basato sull'importo totale pagabile al netto dell'IVA, valutato dalle stazioni appaltanti. Questo calcolo tiene conto dell'importo massimo stimato, ivi compresa qualsiasi forma di opzione o rinnovo del contratto. La risposta è pertanto affermativa. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 29/06/07 - Lavori in economia - Importo appalto: In riferimento ai lavori in economia e relativo regolamento, si chiede come devono essere interpretati i limiti economici previsti dall'art. 125 del codice, cioè se gli importi di € 200.000, l'importo di € 100.000 per le manutenzioni, di € 40.000 per affidamento diretto, di € 211.000 per forniture, ecc. sono da intendersi come importo dei lavori a base d'asta oppure il totale complessivo della spesa (lavori, IVA, spese tecniche, ecc.).

RISPOSTA del 02/07/08: Per ogni importo/soglia contenuto nel d.lgs. 163/06 e ss.mm.ii. è necessario applicare l’articolo 29, che prevede come il calcolo del valore stimato sia basato sull'importo totale pagabile all’appaltatore al netto dell'IVA, valutato dalle stazioni appaltanti. Questo calcolo tiene conto dell'importo massimo stimato, ivi compresa qualsiasi forma di opzione o rinnovo del contratto. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 29/05/07 - Adeguamento prezzi - : Risulta possibile per una Stazione appaltante procedere ad adeguare i prezzi degli articoli dell'estimativo di un capitolato redatto da un professionista esterno nel giugno del 2002 e da mandare in gara nel corrente esercizio finanziario? Eventualmente deve farsi ricorso allo stesso professionista per una asseverazione di quanto determinato dal gruppo di progettazione interno? In caso positivo è obbligatorio informare il progettista del fatto che si sta procedendo in tal modo?Se dovessero essere intervenuti dei mutamenti legislativi di tipo tecnico l'adeguamento è da realizzarsi a cura del primigenio progettista ovvero possono intervenire i progettisti interni? Si precisa che: - si tratta della progettazione relativa alla costruzione di alloggi di servizio; -la redazione del capitolato era stata affidata ad un esterno in quanto, in quel momento, la S.A. non disponeva delle necessarie professionalità che, invece, esistono al momento attuale; - il capitolato era stato approvato dalla Direzione Generale competente nel 2002 e che solo ora, per la nota contrazione dei budget, si è riuscito ad inserire i lavori nella competente programmazione.

RISPOSTA del 02/07/08: L’adeguamento dei prezzi indicati nel capitolato non è solo auspicabile al fine di garantire il buon esito della gara, ma è dovuto: si veda, infatti, il disposto di cui all’art. 29, comma 3 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., in base al quale la stima da porre a base di gara deve essere attuale al momento dell’invio del bando. Per quanto riguarda il soggetto incaricato ad operare in tal senso, poiché la progettazione acquisita a seguito di esecuzione di contratto avente ad oggetto un servizio attinente l’architettura o l’ingegneria diviene bene di pertinenza del committente, si ritiene che i dipendenti dell’amministrazione possano effettuare l'adeguamento senza che sia necessario coinvolgere l’originario progettista. Analogamente dicasi per eventuali interventi di adeguamento del progetto ad intervenute norme tecniche. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 22/10/07 - Programmazione - : Gli importi citati negli articoli 126 e 128 del D.Lgs. 163/2006 inerenti la programmazione dei lavori circa le soglie definite al fine di stabilire l'obbligatorietà o meno dell'inclusione di un lavoro nel programma triennale (€ 100.000) o al fine di stabilire che tipo livello di progettazione necessiti per l'inserimentio dei lavori stessi nell'elenco annuale(€ 1.000.000)sono da intendersi al netto dell'IVA, come previsto nelle parti del codice relative alla distinzione tra sottosoglia e soprasoglia, oppure sono da intendersi come importi complessivi e pertanto compresi di IVA spese tecniche ecc.?

RISPOSTA del 27/06/08: Per ogni importo/soglia contenuto nel d.lgs. 163/06 e ss.mm.ii. è necessario applicare l’articolo 29, che prevede come il calcolo del valore stimato sia basato sull'importo totale pagabile all’appaltatore al netto dell'IVA, valutato dalle stazioni appaltanti. Questo calcolo tiene conto dell'importo massimo stimato, ivi compresa qualsiasi forma di opzione o rinnovo del contratto. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/04/07 - Pubblicità - Importo appalto: Questo ente intende bandire un cioncorso di progettazione a due fasi ai sensi dell'art. 109 c.1 del D.Lgs 163/2006. atteso che il monte premi ammonta a 10.500 Euro di cui 6.000 al vincitore . Nel caso di bando aperto ,si chiede se è sufficiente la pubblicazione del bando all'albo comunale, quali siano gli obblighi di pubblicazione ? Qualora il bando sia a procedura ristretta è opportuno effettuare un prebando per individuare i professionisti da invitare ?

RISPOSTA del 20/11/07: Nel caso in cui non vi sia affidamento delle successive fasi progettuali, ma solo un concorso, si applica l'articolo 29, c. 3 del Codice, ossia il valore stimato è inferiore alla soglia comunitaria. Trova applicazione l'art. 110 del Codice in materia di concorsi sotto soglia. Appare consigliabile una pubblicazione sul profilo di committente. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 15/02/07 - Manutenzione verde pubblico - : Manutenzione ordinaria verde pubblico. L'Amministrazione Comunale vorrebbe coinvolgere le aziende florovivaistiche con sede nella Provincia di B., affidando a ciascuna la manutenzione di una parte della città (importo lavori 40-100.000€). Il Regolamento Comunale del Verde, approvato con D.G.C. xx/2004, riconosce il valore della vegetazione quale componente fondamentale del paesaggio urbano, sancendo il principio della necessità di salvaguardare e migliorare le aree verdi attraverso una corretta gestione. Si vuole garantire quindi un elevato standard qualitativo, che offra celerità nell'effettuare le operazioni, tempestività nel raggiungere i luoghi di intervento, flessibilità ed adattabilità alla variabilità climatica, ottima conoscenza del territorio e delle specie vegetazionali, motitoraggio continuo anche in giorni non lavorativi. I risultati che si ritiene di poter raggiungere sono: contemporaneità di intervento (importante in primavera-estate), migliore efficenza ed efficacia di una prestazione resa al cittadino, autocontrollo delle imprese (concorrenza locale), rispetto del principio di concorrenza (molte aziende presenti). Tale procedura è ammessa dal D.Lgs 163/2006?

RISPOSTA del 20/11/07: La procedura descritta appare connotata da certa trasparenza, efficacia ed efficienza amministrativa, ma in contrasto con il principi di concorrenza, in quanto mostra aspetti di discriminazione e mancanza di parità di trattamento tra i vari operatori economici. Si sottolinea a tal proposito l’art. 29, c. 7, lett. a) del d.lgs. 163/06 e ss.mm.ii., dove si prevede che quando un progetto di acquisto di servizi, come nel caso di specie, da luogo ad appalti aggiudicati contemporaneamente per lotti distinti, ai fini del computo del valore stimato del contratto è computato il valore complessivo di tutti i lotti. Nel caso di specie, essendo l’affidamento un servizio, si reputa che la somma dei lotti possa superare euro 211.000 e pertanto dovrebbe essere sottoposta a procedimento di rilevanza comunitaria e non essere ristretta al mercato locale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 25/08/06 - Prezzo - : QUESTO SETTORE HA APPALTATO UN LAVORO A CORPO ALL'INCIRCA AD APRILE 2006, IL CUI PROGETTO è STATO REDATTO CON IL PREZZARIO DEL 1990 E CON PREZZI ELEMENTARI IN VIGORE NEL 1995 AL FINE DI RIENTRARE NEL PREZZO DISPONIBILE. INOLTRE LA STRUTTURA IN C.A. é STATA VALUTATA SOLO COME IMPORTO COMPLESSIVO SENZA DARE L'ESATTA QUANTITÀ (COMUNQUE RILEVABILE DALLA SOMMA DI VARII ELABORATI GRAFICI. SI CHIEDE: - SE ESSENDO TRASCORSO OLTRE 60 GG. DALL'AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA L'IMPRESA PUò RECEDERE DALL'AGIUDICAZIONE E CHIEDERE IL MANCATO UTILE; - SE L'ERRATA VALUTAZIONE ECONOMICA DELL'IMPORTO A CORPO (APPOICAZIONE DI PREZZI NON USUALI) PUò COMPORTARE DELLE RIVALSE DA PARTE DELL'IMPRESA NEL CHIEDERE LA RESCISSIONE O IN CORSO D'OPERA; - SE L'ASSENZA DELLA ESATTA INDICAZIONE DELLE QUANTITÀ (IL C.A. é STATO QUANTIFICATO SOLO NELL'IMPORTO E NON NELLE QUANTITÀ DESUMIBILI DALL'ESAME DELL'INTERO PROGETTO) PUò CONSENTIRE ALL'IMPRESA DI RECEDERE IN DANNO O CONTESTARE LE QUANTITÀ IN CORSO D'OPERA ASSUMENDO CHE A TALE IMPORTO CORRISPONDONO QUANTITÀ INFERIORI RISPETTO A QUELLE RICAVABILI DALL'ESAME DEI GRAFICI.

RISPOSTA del 26/06/07: Preliminarmente, si sottolinea come il d.lgs. 163/06 (che pure non è applicabile al caso di specie) disponga, all’art. 29, comma 3 che la stima dell’importo del contratto deve essere valida al momento dell'invio del bando di gara. Ciò premesso, valevole per i bandi pubblicati nella vigenza del codice dei contratti pubblici, in riferimento al primo quesito si ritiene che l’appaltatore, nel caso di specie, possa recedere dal contratto in applicazione del disposto dell’art. 109 del dpr 554/99 e ss.mm.ii. (in ipotesi di ritardo nella stipulazione del contratto), oppure dell’art. 129 del medesimo dpr 554 (in ipotesi di ritardo nella consegna dei lavori). Non si ritiene che l’appaltatore possa richiedere il mancato utile in alcuna delle ipotesi prospettate. Per ciò che riguarda il secondo quesito, il prezzo di appalto è accettato dall’appaltatore al momento della conclusione del contratto, nonostante, nel caso di specie, esso sia stato determinato in applicazione di prezzari non più in uso. Pertanto, ove il contratto fosse già stato stipulato, l’appaltatore è obbligato ad eseguire i lavori ai prezzi convenuti, salva, naturalmente, la normativa applicabile in materia di adeguamento del corrispettivo nel tempo. Infine, in riferimento all’ultimo quesito, vale quanto già affermato in materia di accettazione delle condizioni contrattuali al momento della stipulazione, a condizione che le quantità di opere in cemento armato siano molto chiaramente ricavabili dall’esame degli elaborati progettuali. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 20/07/06 - Accordi Quadro - : Con riferimento alla previsione di cui all'art.59 (Accordi Quadro) del D.Lgs.163/2006, mi interessa conoscere se l'importo da considerare nella relativa gara da aggiudicare ex artt.81 e ss. sia costituito dalla sommatoria delle annnualità previste per i singoli appalti da aggiudicare di anno in anno oppure se debba essere considerata una sola annualità. In sostanza, l'importo a base d'asta della gara per l'aggiudicazione dell'accordo quadro deve considerare tutto il periodo di validità dell'accordo stesso oppure no?

RISPOSTA del 29/03/07: Premesso che, ai sensi dell’art. 1 octies della L. 12 luglio 2006, n. 228, l’applicazione dell’istituto dell’accordo quadro nei settori ordinari è rinviata al 1° febbraio 2007, salve le procedure avviate nel periodo ricompreso tra la data di entrata in vigore del Codice dei contratti e il 13 luglio 2006 (data di entrata in vigore della predetta legge di conversione del d.l. 173/2006), l’entità dell’importo a base d’asta della procedura indetta per selezionare gli operatori economici con cui concludere l’accordo quadro, pur non espressamente indicata nell’art. 59 del d.lgs. 163/2006, si desume dal combinato disposto delle disposizioni degli articoli 29, comma 13, relativo ai metodi di calcolo del valore stimato degli appalti pubblici, e 64, comma 4, relativo ai contenuti dei bandi di gara. Nella fattispecie, a mente della prima delle due disposizioni “per gli accordi quadro ......il valore da prendere in considerazione è il valore massimo stimato al netto dell'IVA del complesso degli appalti previsti durante l'intera durata degli accordi quadro”, mentre l’Allegato IX A al Codice, richiamato dal succitato art. 64, comma 4, nel riportare gli elementi e le informazioni da inserire nel bando di gara precisa, distintamente con riguardo ai lavori, servizi e forniture che occorre indicare “il valore complessivo stimato... per l’intera durata dell’accordo quadro nonché , per quanto possibile, il valore e la frequenza degli appalti da aggiudicare”. Ne segue che l’importo a base d’asta non può che corrispondere al valore complessivo risultante dalla sommatoria dei singoli appalti da aggiudicare sulla base dell’accordo quadro. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 09/07/06 - Prezzo a base di gara - : Si chiede di conoscere se l’elaborazione da parte del progettista di prezzi posti a base di gara d’appalto che appaia non remunerativa (perché riferiti a listini di anni precedenti), possa configurarsi come errore progettuale, pur in presenza di dichiarazione di rito da parte dell’impresa aggiudicataria in fase di presentazione dell’offerta.

RISPOSTA del 29/03/07: Sul punto si sottolinea l'art. 29, c. 3 del d.lgs. 163/06, il quale codifica un principio vigente anche prima della data di entrata in vigore della stessa normativa: " la stima del prezzo deve essere valida al momento della gara". Se, pertanto, l'appaltatore vede riconosciuto l'errore dell'amministrazione nella stima del prezzo, l'amministrazione potrà rivalersi sul progettista per errore progettuale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 29/09/06 - Aggiornamento dei prezzi - Revisione prezzi: Dobbiamo procedere al riappalto di una parte di opera non eseguita dall'impresa aggiudicataria (contratto del 2002) con cui è stata fatta risoluzione del contratto per grave inadempienza. Si vorrebbe procedere a stralcio del progetto esecutivo per la parte non eseguita da appaltare mediante procedura di gara. QUESITO 1 SI PUò PROCEDERE A REVISIONE DEI PREZZI IN QUESTA SEDE ? N.B. LA REVISIONE DEI PREZZI NON ERA PREVISTA NEL CAPITOLATO

RISPOSTA del 29/03/07: A norma dell’art. 29 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., la stima dei costi deve essere valida al momento dell’indizione della gara, qualunque essa sia, anche in seguito a risoluzione di precedente accordo. Pertanto, se non più aggiornati, i prezzi, devono essere rivisti dall’amministrazione. I maggiori oneri così sostenuti sono suscettibili di inserimento tra le somme che l’amministrazione è legittimata a chiedere all’appaltatore inadempiente a titolo di risarcimento danni, mediante escussione della garanzia definitiva o in via giudiziaria, a norma dell’art. 138, c. 3 del d.lgs. 163/06, fattispecie già prevista dall’art. 121 del dpr 554/99, norma oggi abrogata. Diverso sarebbe agire mediante applicazione dell’art. 140 del d.lgs. 163/06, ossia con ricorso all’interpello del secondo classificato della gara già espletata, affidando alle medesime condizioni economiche offerte dallo stesso. (fonte: Ministero Infrastrutture)

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