D. Lgs. 12 aprile 2006 n.163

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Art. 132. Varianti in corso d'opera

1. Le varianti in corso d'opera possono essere ammesse, sentito il progettista e il direttore dei lavori, esclusivamente qualora ricorra uno dei seguenti motivi:

a) per esigenze derivanti da sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari;

b) per cause impreviste e imprevedibili accertate nei modi stabiliti dal regolamento, o per l'intervenuta possibilit´┐Ż di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione che possono determinare, senza aumento di costo, significativi miglioramenti nella qualit´┐Ż dell'opera o di sue parti e sempre che non alterino l'impostazione progettuale;

c) per la presenza di eventi inerenti alla natura e alla specificit´┐Ż dei beni sui quali si interviene verificatisi in corso d'opera, o di rinvenimenti imprevisti o non prevedibili nella fase progettuale;

d) nei casi previsti dall'articolo 1664, comma 2, del codice civile;

e) per il manifestarsi di errori o di omissioni del progetto esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dell'opera ovvero la sua utilizzazione; in tal caso il responsabile del procedimento ne d´┐Ż immediatamente comunicazione all'Osservatorio e al progettista.

e-bis) nei casi di bonifica e/o messa in sicurezza di siti contaminati ai sensi della Parte quarta, Titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. (lettera aggiunta dall'art. 34, comma 5, decreto-legge n. 133/2014 in vigore dal 13/09/2014 convertito senza modifiche dalla Legge 164/2014)

(NB l´┐Żart. 37 del DL 90/2014, come modificato dalla L. 114/2014 in vigore dal 19/08/2014, ha disposto che le varianti di cui alle lettere b), c) e d) del presente comma, siano trasmesse all'Autorit´┐Ż nazionale anticorruzione entro 30 giorni dall´┐Żapprovazione da parte della stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza, si rinvia al predetto art. 37 per maggiori dettagli)

2. I titolari di incarichi di progettazione sono responsabili per i danni subiti dalle stazioni appaltanti in conseguenza di errori o di omissioni della progettazione di cui al comma 1, lettera e). Nel caso di appalti avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l'esecuzione di lavori, l'appaltatore risponde dei ritardi e degli oneri conseguenti alla necessit´┐Ż di introdurre varianti in corso d'opera a causa di carenze del progetto esecutivo.

3. Non sono considerati varianti ai sensi del comma 1 gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, che siano contenuti entro un importo non superiore al 10 per cento per i lavori di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati, non superiore al 10 per cento per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro e al 5 per cento per tutti gli altri lavori delle categorie di lavoro dell'appalto e che non comportino un aumento dell'importo del contratto stipulato per la realizzazione dell'opera. Sono inoltre ammesse, nell'esclusivo interesse dell'amministrazione, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalit´┐Ż, semprech´┐Ż non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto. L'importo in aumento relativo a tali varianti non pu´┐Ż superare il 5 per cento dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera al netto del 50 per cento dei ribassi d'asta conseguiti. (comma cos´┐Ż modificato dall´┐Żart.4, comma 2, lett.n) del D.L. 13/05/2011 n. 70 in vigore dal 14/05/2011, convertito con la legge di conversione 12 luglio 2011, n. 106, in vigore dal 13/07/2011; poi modificato dall'art. 34, comma 5, decreto-legge n. 133/2014 in vigore dal 13/09/2014 cos´┐Ż ulteriormente modificato dalla relativa legge di conversione n. 164/2014 in vigore dal 12/11/2014)

4. Ove le varianti di cui al comma 1, lettera e), eccedano il quinto dell'importo originario del contratto, il soggetto aggiudicatore procede alla risoluzione del contratto e indice una nuova gara alla quale ´┐Ż invitato l'aggiudicatario iniziale.

5. La risoluzione del contratto, ai sensi del presente articolo, d´┐Ż luogo al pagamento dei lavori eseguiti, dei materiali utili e del 10 per cento dei lavori non eseguiti, fino a quattro quinti dell'importo del contratto.

6. Ai fini del presente articolo si considerano errore o omissione di progettazione l'inadeguata valutazione dello stato di fatto, la mancata od erronea identificazione della normativa tecnica vincolante per la progettazione, il mancato rispetto dei requisiti funzionali ed economici prestabiliti e risultanti da prova scritta, la violazione delle norme di diligenza nella predisposizione degli elaborati progettuali.

ELENCO LEGGI COLLEGATE: artt. 19, comma 1-ter, e 25, legge n. 109/1994

GIURISPRUDENZA COLLEGATA:

GIURISPRUDENZA: Variazioni ed addizioni al progetto approvato - COLLEGIO ARBITRALE (2008)

[A] Sulla dottrina e giurisprudenza riguardo alla figura dei c.d. "lavori extracontrattuali". [B] Sulla nozione di ´┐Żvariazione essenziale´┐Ż rispetto al progetto approvato

GIURISPRUDENZA: - COLLEGIO ARBITRALE (2008)

[A] Sulla configurazione del tentativo di accordo bonario come passaggio necessario o meno per poter accedere all'arbitrato. [B] Sulla variante ex. art. 132, comma 1, lett. a) del D.lgs 163 del 2006

GIURISPRUDENZA: REVOCA GARA - RISARCIMENTO DANNI - CONSIGLIO DI STATO (2008)

In materia di risarcimento danni relativamente ai limiti della responsabilit´┐Ż dell´┐Żamministrazione, con specifico riguardo alla entit´┐Ż del danno risarcibile, possono trarsi, in particolare, argomenti decisivi dall´┐Żesame della disciplina di settore, contenuta nel regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici (d.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554) e nel capitolato generale d´┐Żappalto dei lavori pubblici (d.m. 19 aprile 2000, n. 145), riguardante i casi di violazione dei canoni di correttezza e di buona fede, integrati da fatti imputabili all´┐Żamministrazione, quali carenze progettuali o mancata consegna dei lavori, e riferiti a momenti successivi alla conclusione del contratto d´┐Żappalto, che, come nel caso in esame, hanno impedito l´┐Żesecuzione dell´┐Żopera appaltata, ma che, a differenza della fattispecie controversa, non hanno impedito la stipulazione del contratto. In tali ipotesi, contemplate, in particolare, dagli artt. 15 e ss. del d.P.R. n. 554.99 e 132, commi 4 e 5, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, l´┐Żimpresa ha diritto, non al risarcimento dei danni subiti (come accadrebbe qualora si fosse verificato un inadempimento della stazione appaltante), ma solo ad un indennizzo (che non viene compiutamente parametrato alla perdita di guadagno derivante dalla mancata esecuzione del contratto). Ad ulteriore conferma della spettanza al destinatario della revoca dell´┐Żaggiudicazione di un appalto del solo interesse negativo va richiamato l´┐Żart. 21-quinquies, comma 1-bis, legge 7 agosto 1990, n. 241, che, l´┐Ż dove limita al danno emergente la misura dell´┐Żindennizzo spettante all´┐Żinteressato nel caso di revoca di atti incidenti su rapporti negoziali, impone, a fortiori, per i casi in cui l´┐Żatto di ritiro impedisca proprio la consacrazione di accordi (come nella fattispecie in esame), di riconoscere un ristoro che comprenda anche la perdita del guadagno che il soggetto pregiudicato dalla revoca avrebbe conseguito dall´┐Żesecuzione del contratto (anche se consente, in considerazione della natura illecita della condotta nella specie considerata, di computare nel risarcimento anche l´┐Żutile connesso ad occasioni contrattuali alternative perdute). Confermato che la responsabilit´┐Ż precontrattuale dell´┐Żamministrazione, per non essere addivenuta, per fatti imputabili alla stessa, alla stipulazione del contratto d´┐Żappalto dopo l´┐Żaggiudicazione, deve ritenersi limitata al ristoro del solo interesse negativo, e non pu´┐Ż estendersi fino a comprendere il pregiudizio sofferto dall´┐Żimpresa per effetto dell´┐Żomessa attuazione del contratto. Deve, quindi, ritenersi senz´┐Żaltro risarcibile il danno relativo agli esborsi direttamente sostenuti per la partecipazione alla procedura di gara (da equipararsi, per quanto qui rileva, alla fase delle trattative) e per la preparazione dell´┐Żesecuzione del contratto (in quanto immediatamente strumentali, secondo quanto chiarito infra, alla predisposizione organizzativa dell´┐Żimpresa ai fini della realizzazione dei lavori appaltati). In coerenza con tale canone valutativo, non pu´┐Ż essere, pertanto, riconosciuto il rimborso di spese ulteriori, rispetto a quelle strettamente pertinenti alla partecipazione alla gara ed all´┐Żorganizzazione dell´┐Żimpresa in vista dell´┐Żesecuzione dei lavori aggiudicati, quali le spese generali di sede, non risultando strettamente pertinenti (proprio per il loro carattere generale e per la loro afferenza indistinta alla vita dell´┐Żimpresa) alla fase delle trattative o, comunque, alla concreta predisposizione delle risorse umane e strumentali per la realizzazione dei lavori in questione. La perdita di chances, diversamente dal danno futuro, che riguarda un pregiudizio non attuale, ma soggetto a ristoro purch´┐Ż certo e altamente probabile, nonch´┐Ż ascrivibile ad una causa efficiente gi´┐Ż in atto, costituisce un danno attuale, che non si identifica con la perdita di un risultato utile, ma con quella della possibilit´┐Ż di conseguirlo, e postula, a tal fine, la sussistenza di una situazione presupposta, concreta ed idonea a consentire la realizzazione del vantaggio sperato, da valutarsi sulla base di un giudizio prognostico e statistico, fondato sugli elementi di fatto allegati dal danneggiato. Al fine di ottenere il risarcimento per perdita di una chance, ´┐Ż quindi, necessario che il danneggiato dimostri, anche in via presuntiva, ma pur sempre sulla base di circostanze di fatto certe e puntualmente allegate, la sussistenza di un valido nesso causale tra la condotta lesiva (nella specie: revoca dell´┐Żaggiudicazione) e la ragionevole probabilit´┐Ż del conseguimento del vantaggio alternativo perduto (nella specie: aggiudicazione di altri appalti) e provi, conseguentemente, la sussistenza, in concreto, dei presupposti e delle condizioni del raggiungimento del risultato sperato ed impedito dalla condotta illecita (della quale il danno risarcibile deve configurarsi come conseguenza immediata e diretta).

GIURISPRUDENZA: Variazioni ed addizioni al progetto approvato - Determinazione e approvazione nuovi prezzi - Autorizzazione spesa per lavori in economia - Conto finale dei lavori - COLLEGIO ARBITRALE (2008)

[A] Sulla tempistica e sulle condizioni di validit´┐Ż previste dal D.P.R. 554 del 1999 per l´┐Żiscrizione delle riserve. [B] Sulla necessit´┐Ż o meno di iscrivere nei registri di contabilit´┐Ż successivi la riserva gi´┐Ż iscritta in precedenza. [C] Sull´┐Żonere di approvare tempestivamente una variante al progetto qualora questa sia necessaria. [D] Sul diritto o meno dell'appaltatore alla corresponsione di un indennizzo quando la variante, contenuta nei limiti del quinto dell´┐Żimporto contrattuale, abbia determinato pi´┐Ż gravi oneri rispetto a quelli contrattualmente stabiliti. [E] Sulla sottoscrizione di Atti di Sottomissione o di atti aggiuntivi e sulla rinunzia alle riserve iscritte in contabilit´┐Ż. [F] Sui termini per l´┐Żiscrizione della riserva in caso di fatti continuativi. [G] Sulle condizioni che devono sussistere affinch´┐Ż le opere possano sostanzialmente ritenersi ultimate. [H] Sull'operato della direzione lavori, che ha riformulato, tramite un ´┐Żnuovo prezzo´┐Ż la voce ´┐Ża corpo´┐Ż originaria scomputando un intero blocco di opere non realizzato. [I] Sulle condizioni che devono sussistere per procedere a lavorazioni ´┐Żin economia´┐Ż

GIURISPRUDENZA: - COLLEGIO ARBITRALE (2008)

[A] Sulla sospensione lavori motivata dalla necessit´┐Ż di redigere una perizia di variante per rimediare al rinvenimento dei locali nei piani interrati dell'immobile. [B] Sulla sospensione lavori motivata dalla presenza di una falda acquifera. [C] Sulla legittimit´┐Ż o meno della clausola del capitolato speciale che attribuisce all'impresa l'onere dell'espletamento delle indagini geologiche e geognostiche prodromiche all'esecuzione dell'appalto. [D] Sui casi in cui l´┐Żapprovazione di una perizia di variante pu´┐Ż configurarsi come espressione di un doveroso intervento collaborativo della stazione appaltante. [E] Sull´┐Żammissibilit´┐Ż o meno di una riserva iscritta per la prima volta nel verbale di ripresa lavori. [F] Sull´┐Żanomalo andamento dei lavori e sull´┐Żistituto della revisione prezzi

GIURISPRUDENZA: - COLLEGIO ARBITRALE (2008)

[A] Sulla sussistenza o meno di un obbligo a carico della stazione appaltante di fornire in visione in sede di gara il computo metrico estimativo. [B] Sui caratteri essenziali dell´┐Żappalto ´┐Ża corpo´┐Ż e sul suo rapporto con l´┐Żesecutivit´┐Ż del progetto. [C] Sul livello di adeguatezza del progetto richiesto prima dell´┐Żentrata in vigore della l. 109 del 1994. [D] Nell´┐Żappalto ´┐Ża corpo´┐Ż non ´┐Ż consentita una determinazione consensuale dell'opera che ´┐Ż invece ammissibile solo in particolari fattispecie, come, ad esempio, l'appalto-concorso, la trattativa privata o il dialogo competitivo. [E] Sul valore del giudizio espresso dall´┐Żorgano di collaudo riguardo alle riserve dell´┐Żimpresa. [F] L´┐Żesercizio dello "ius variandi" da parte dell´┐Żappaltatore ´┐Ż soggetto a particolari condizioni. [G] Sull´┐Żipotesi di lavori meritevoli di collaudo ma non preventivamente autorizzati, sulle condizioni che devono sussistere affinch´┐Ż possano essere ammessi in contabilit´┐Ż e sui diversi orientamenti giurisprudenziali in materia. [H] Sulla legittimit´┐Ż o meno della sospensione lavori motivata in ordine alla "riscontrata necessit´┐Ż di apportare al contratto alcune modifiche qualitative e quantitative allo scopo di migliorare la funzionalit´┐Ż e la sicurezza dell'installazione del costruendo edificio´┐Ż. [I] Sui presupposti per l´┐Żadozione di una variante migliorativa ai sensi dell´┐Żart. 25, comma 3, della l. 109 del 1994

GIURISPRUDENZA: - COLLEGIO ARBITRALE (2008)

[A] Sulle dichiarazioni in merito allo stato dei luoghi rilasciate dall´┐Żappaltatore in sede di gara. [B] Sulla clausola contrattuale che pone a carico dell´┐Żimpresa appaltatrice l´┐Żobbligo di svolgere le necessarie pratiche per la rimozione dei sottoservizi interferenti. [C] Sul mancato utile causato dall´┐Żanomalo andamento dei lavori. [D] Sulle "ragioni di pubblico interesse o necessit´┐Ż" in virt´┐Ż delle quali ´┐Ż possibile sospendere i lavori. [E] Sulle varianti in corso d´┐Żopera e sulla diligenza e perizia cui ´┐Ż tenuta l´┐Żamministrazione

GIURISPRUDENZA: - COLLEGIO ARBITRALE (2008)

[A] Sulla mancata attivazione da parte della stazione appaltante del procedimento dell´┐Żaccordo bonario e sulle azioni che spettano all´┐Żappaltatore. [B] Sui presupposti per l´┐Żapprovazione delle varianti previste dall´┐Żart. 25 della l. 109 del 1994. [C] Sull´┐Żeccessivo protrarsi della sospensione dei lavori senza che sia intervenuta l'approvazione della perizia di variante. [D] sulla sospensione lavori necessaria per redigere una perizia di variante che ponga rimedio, anche parzialmente, a negligenze o imperizie contenute nel progetto. [E] Sulla mancata approvazione di una perizia di variante da parte dell´┐Żamministrazione e sulla possibilit´┐Ż o meno che ci´┐Ż comporti la risoluzione del contratto. [F] Sulle maggiori pretese dell´┐Żappaltatore riguardo agli oneri afferenti la sicurezza e sulla sussistenza o meno dell´┐Żonere di iscrivere riserva. [G] Sugli effetti della risoluzione del contratto riguardo all´┐Żonere della riserva. [H] Sulle maggiori spese generali in conseguenza della consegna parziale dei lavori. [I] Sulle maggiori spese per il personale ´┐Żnon operaio´┐Ż in conseguenza della maggiore durata dei lavori. [L] Sui maggiori oneri che spettano all´┐Żappaltatore a fronte di una ´┐Żcausa di forza maggiore´┐Ż. [M] Sull´┐Żanomalo andamento dei lavori ed i maggiori oneri per macchinari e attrezzature. [N] Sulla giurisprudenza riguardo alla mancata percezione dell´┐Żutile di impresa e la perdita di chance. [O] Sulla base di calcolo del risarcimento da sospensione illegittima. [P] Sulla risoluzione del contratto, sull´┐Żobbligo di corrispondere i prezzi di mercato e sull´┐ŻIVA gi´┐Ż versata dall´┐Żimpresa

PRASSI: APPALTO INTEGRATO E PROCEDURA RISTRETTA - AVCP (2007)

Nel caso in cui tra l´┐Żoriginario appalto integrato e la procedura ristretta successivamente indetta, non sussistono elementi di continuit´┐Ż se non la necessit´┐Ż, per la Stazione appaltante, di realizzare l´┐Żopera in questione, l´┐Żappalto rappresenta, come nel caso in esame, una nuova procedura di gara, in relazione alla quale l´┐Żimpresa risultata aggiudicataria dell´┐Żoriginario appalto avrebbe dovuto presentare specifica domanda di partecipazione. Non ´┐Ż legittima quindi la richiesta della ditta aggiudicataria dell´┐Żappalto integrato originario che rivendica il diritto ad essere invitata alla nuova procedura di gara indetta, la normativa, infatti, prevede l´┐Żipotesi delineata dall´┐Żimpresa solo in relazione a quanto prescritto dall´┐Żarticolo 132 del D.Lgs. n. 163/2006, relativo alle varianti in corso d´┐Żopera, nel caso in cui, per errore dell´┐Żamministrazione nella redazione del progetto esecutivo, non si possa procedere alla realizzazione dell´┐Żopera e dette varianti eccedono il quinto dell´┐Żimporto originario di contratto. In tale caso, la S.A. procede alla risoluzione del contratto e indice una nuova gara alla quale ´┐Ż invitato l´┐Żaggiudicatario iniziale. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla dott. C. s.p.a. ´┐Ż lavori di restauro e riqualificazione del complesso monumentale denominato ´┐ŻTorre dei Balivi´┐Ż in A. S.A: Regione Autonoma V. d´┐ŻA.

PARERI

QUESITO del 22/01/09 - Pagamenti - : Visto l'art. 277 del R.D. 827/24 che prevede che la liquidazione sia appoggiata a titoli e documenti comprovanti il diritto acquisito dal creditore. Visto l'art. 129 del D.P.R. 554/99 che prevede la consegna in pendenza di contratto per ragioni d'urgenza; Richiamato altres´┐Ż l'art. 132 del D.Lgs 163/06 riferito alla possibilit´┐Ż di perizie suppletive per le quali si deve provvedere a contratto aggiuntivo. Si chiede se, pur non essendo ancora intervenuta la sipula del contratto o del contratto aggiuntivo, sia possibile procedere alle liquidazioni delle lavorazioni affidate in via d'urgenza, o affidate con perizia, sulla base delle risultanze del registro di contabilit´┐Ż e del correlato sal e certificato di pagamento.

RISPOSTA del 21/10/09: In mancanza della stipulazione del contratto non ´┐Ż possibile procedere a pagamenti in favore dell´┐Żesecutore. Ci´┐Ż vale sia per il contratto di appalto, sia per il contratto aggiuntivo avente ad oggetto varianti al progetto iniziale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 17/04/09 - Varianti - : Si richiede se gli atti di sottomissione relativi ad un contratto di opere pubbliche stipulato in forma pubblico-amministrativa debbano rivestire la stessa forma, nel caso in si riferiscano a lavori aggiuntivi di importo inferiore al 20 % dell'ammontare complessivo del contratto principale ovvero se sia sufficente una scrittura privata.

RISPOSTA del 21/10/09: Si ritiene che, nonostante la esecuzione delle ulteriori lavorazioni richieste all´┐Żappaltatore rientri, nel caso di specie, nel c.d. quinto d´┐Żobbligo, la forma dell´┐Żatto di sottomissione debba essere la medesima utilizzata per l´┐Żatto principale. Pertanto, ove il contratto di appalto sia stato stipulato in forma pubblica, anche il successivo atto di sottomissione deve rivestire la stessa forma. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 11/12/08 - Varianti - : Alla luce della vigente normativa, si chiede se l'approvazione di perizie di varianti relative ad opere pubbliche comportanti aumenti superiori al 5 per cento dell'importo originario del contratto sia di competenza del Responsabile del Procedimento o della Giunta Comunale.

RISPOSTA del 26/06/09: La approvazione di varianti che importino un aumento di spesa superiore al 5% dell´┐Żimporto contrattuale compete al responsabile del procedimento, purch´┐Ż rientri nell'importo del quadro economico ai sensi dell'articolo 134, c. 9 del d.P.R. n. 554/99. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 28/11/08 - varianti in corso d'opera - : voglio cortesemente chiedere se rimane nella discrezionalit´┐Ż del D.L. disporre all' impresa l' aumento della quantit´┐Ż di ferro da introdurre nei c.a. superando in tal modo quanto previsto dal computo metrico oppure se ´┐Ż necessario procedere ad una variante in corso d' opera ? Segnalo che non si va a modificare alcuna Voce del prezziario (Acciaio per ca) ma esclusivamente ad auamentare modestamente la quantit´┐Ż

RISPOSTA del 25/06/09: Ai sensi dell´┐Żart. 132, comma 3, D.Lgs. 163/2006, non costituiscono varianti gli interventi disposti dal direttore dei lavori ´┐Żper risolvere aspetti di dettaglio´┐Ż che, senza comportare aumenti dell´┐Żimporto del contratto stipulato per la realizzazione dell´┐Żopera, siano contenuti entro un importo non superiore al 10% per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro e al 5% per tutti gli altri lavori delle categorie di lavoro dell´┐Żappalto (cfr. Deliberazione Aut. LL.PP. n. 35 del 23/05/2006). In particolare, ´┐Ż generalmente ritenuto che tali modifiche, da una parte, debbano essere motivate e non dettate dalla mera discrezionalit´┐Ż (es. impossibilit´┐Ż o inopportunit´┐Ż di realizzare l´┐Żaspetto di dettaglio previsto originariamente dal progetto), dall´┐Żaltra non debbano introdurre variazioni significative e tanto meno sostanziali al progetto. Posto che sia la motivazione sia la discriminante tra aspetti di dettaglio e aspetti significativi sono demandate alla professionalit´┐Ż del direttore dei lavori che dispone la modifica e alla competenza del responsabile del procedimento che ne verifica l´┐Żammissibilit´┐Ż, dai dati forniti nel quesito appare verosimile che nel caso prospettato non sia necessario procedere ad una variante in corso d´┐Żopera. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 09/12/08 - Varianti - : In riferimento ai contenuti dei quesiti nn´┐Ż 2817 del 20/10/2008 e 2877 del 21/11/2008 ´┐Ż laddove in sede di esecuzione lavori il D.L. ravvisi l´┐Żesigenza di risolvere i cd. ´┐Żaspetti di dettaglio´┐Ż (art. 132, c. 3, D.Lgs. 163/´┐Ż06), quest´┐Żultimi devono contenersi nelle % indicate a norme di legge senza comportare aumenti dell´┐Żimporto di contratto. Con il presente si chiede di comprendere se gli interventi disposti dal D.L. quali ´┐Żaspetti di dettaglio´┐Ż si possano eseguire, come pare di comprendere, solo ed esclusivamente attraverso compensazioni (se disponibili) tra prestazioni contenute nell´┐Żimporto di contratto per l´┐Żesecuzione dell´┐Żopera stessa o se l´┐Żeventuale aumento, sempre contenuto nelle % di legge, ma necessariamente ad integrazione dell´┐Żimporto di contratto implichi l´┐Żimpossibilit´┐Ż di procedere o se semplicemente vengono a considerarsi quali ´┐Żaspetti di dettaglio´┐Ż assoggettati , per´┐Ż, al regime di variante sempre da contenersi nelle % di legge (10% e 5%).

RISPOSTA del 23/06/09: Il ricorso alla fattispecie ´┐Żextra-varianti´┐Ż di cui all´┐Żart. 132, comma 3, 1´┐Ż periodo, del D.Lgs. 163/2006, ´┐Ż possibile soltanto qualora gli interventi disposti dal direttore dei lavori ´┐Żper risolvere aspetti di dettaglio´┐Ż non comportino aumenti dell´┐Żimporto contrattuale, con la conseguenza che le somme destinate a tali interventi (da contenersi entro il 5%, o entro il 10% per lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro) dovranno essere in ogni caso compensate con corrispondenti diminuzioni di importo di altre voci del contratto. Qualora l´┐Żimporto complessivo di quest´┐Żultimo venga invece ad aumentare, si potr´┐Ż procedere in regime di variante, alternativamente: a) nei casi e nei limiti ordinari specificatamente elencati all´┐Żart. 132, comma 1; b) nel caso, contemplato dall´┐Żart. 132, comma 3, 2´┐Ż periodo, di varianti ´┐Żmigliorative´┐Ż, a condizione che le stesse non comportino modifiche sostanziali al progetto, siano motivate da ´┐Żobiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili´┐Ż, e siano contenute nel limite del 5% dell´┐Żimporto contrattuale (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 24/10/08 - Varianti - : In riferimento all´┐Żesecuzione di un´┐Żopera pubblica, nella fattispecie la manutenzione straordinaria di una palestra, ´┐Ż maturata la necessit´┐Ż di redigere una variante per ´┐Żcause impreviste ed imprevedibili´┐Ż, non considerabili quali aspetti di dettaglio (max 10% importo contratto). Tale variante ´┐Ż in aumento ´┐Ż il cui importo trover´┐Ż comunque copertura nella somma complessiva stanziata (ribasso d´┐Żasta, imprevisti, ecc.) dovrebbe eccedere il 10%. In riferimento alle normative vigenti, segnatamente D.Lgs. 163/2006 art. 132 c. 3 e D.M. 19/04/2000 n. 145 art. 10 c. 2, chiedesi se la percentuale in aumento rispetto all´┐Żimporto di contratto per una variante avente queste caratteristiche sia da limitarsi entro il valore del 5% o del 20% (cd. quinto).

RISPOSTA del 22/12/08: Il c 3 dell´┐Żart 132 del DLgs 163/06, richiamato nel quesito, considera 2 ipotesi di variazioni al progetto: a) variazioni finalizzate a risolvere aspetti di dettaglio, non assoggettate al regime delle varianti, purch´┐Ż contenute entro i limiti di importo stabiliti dalla norma (10% per le manutenzioni) e a condizione che non comportino un aumento dell´┐Żimporto contrattuale; b) variazioni considerate varianti, finalizzate al miglioramento dell´┐Żopera, ammesse a condizione che non comportino modifiche sostanziali al progetto e siano motivate da ´┐Żobiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili´┐Ż. Per tale ultima ipotesi la norma indica il limite del 5% dell´┐Żimporto contrattuale. Ci´┐Ż posto, il citato c 3 dell´┐Żart 132 non appare nel caso di specie applicabile: n´┐Ż con riferimento all´┐Żipotesi a), non essendo la variazione progettuale limitata ad aspetti di dettaglio e contenuta nei limiti economici prescritti; n´┐Ż con riferimento all´┐Żipotesi b), posto che tale ipotesi di variante ´┐Ż ammessa solo per importi in aumento non superiori al 5%. Per giunta, va chiarito che le circostanze sopravvenute ed imprevedibili costituiscono un presupposto rafforzativo privo di autonoma rilevanza, essendo comunque richiesta la dimostrazione della finalit´┐Ż migliorativa della variante. Dette circostanze, da accertarsi secondo le modalit´┐Ż previste dall´┐Żart 134, c 8, del DPR 554/99, assumono per contro autonoma rilevanza nell´┐Żipotesi contemplata dall´┐Żart 132, c 1, lett b), dove non sono posti limiti economici. Per quanto attiene infine, al cd sesto quinto ex art 10, c 2, DM 145/00, va chiarito che il limite del 20%, a differenza dei limiti economici indicati all´┐Żart 132 del Codice contratti, non costituisce un presupposto sostanziale per il ricorso alle varianti, ma attiene al regolamento del rapporto contrattuale. Detto limite, infatti, indica la soglia oltre la quale l´┐Żappaltatore pu´┐Ż recedere dal contratto con il diritto al pagamento dei lavori eseguiti. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 28/02/08 - Varianti - : Le varianti di cui al comma 3, art. 132 del D.lgs 163/2006 sono ammesse nell´┐Żesclusivo interesse dell´┐ŻAmministrazione, finalizzate al miglioramento dell´┐Żopera e alla sua funzionalit´┐Ż. Quesito: da chi sono approvate? dal Responsabile del Procedimento? L´┐Żimporto in aumento relativo alle varianti di cui sopra non pu´┐Ż superare il 5% dell´┐Żimporto originario del contratto e deve trovare copertura nelle somme stanziate per l´┐Żesecuzione dell´┐Żopera. Quesito: la copertura del 5% pu´┐Ż essere sostenuta utilizzando le economie derivanti dal ribasso d´┐Żasta? ´┐Ż possibile utilizzare, comunque, le somme previste come imprevisti oltre il 5% dell´┐Żimporto di variante?

RISPOSTA del 22/12/08: A norma dell´┐Żart. 132, comma 3, d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., non sono considerati varianti gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, se contenuti entro un importo non superiore al 5% dell´┐Żimporto complessivo dei lavori (10% per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro). Allo stesso modo, sono ammesse varianti ´┐Żmigliorative´┐Ż, nell´┐Żesclusivo interesse dell´┐Żamministrazione, a norma degli ultimi due periodi del medesimo comma 3. L´┐Żimporto di tali ultimi interventi non pu´┐Ż superare, in aumento, il 5% dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera. Quanto al primo quesito, la approvazione di tali varianti compete al responsabile del procedimento. La risposta al secondo quesito ´┐Ż affermativa. La risposta al terzo quesito ´┐Ż negativa, poich´┐Ż non ´┐Ż possibile autorizzare varianti ai sensi della norma citata per un importo superiore al 5% del totale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 16/10/07 - Prezzi unitari - : Nell'ipotesi di gara effettuata con prezzi unitari, il "ribasso medio" viene indicato nel verbale di gara solo per motivi di graduatatoria, per cui l'aggiudicazione ed il successivo contratto non vengno effettuati con l'indicazione del ribasso, ma solo con il valore economico dei prezzi unitari posti a base di gara. Per l'effetto le Imprese, nella trattativa che precede il concordamento prezzi, chiedono che ogni prezzi nuovo abbia un valore non necessariamente riconducibile al ribasso medio non essendo stato quest'ultimo individuato all'atto della stipuila del contratto. In alternativa chiedono: se il ribasso medio del 20 % scaturisce dalla meda dei ribassi offerti per il ferro (30 %) e per il calcestruzzo (10 %), dovendosi concordare il prezzo per un calcestruzzo di diversa classe di esposizione, si debba applicare il ribassso del 10 %. Se invece il prezzo riguarda una categoria non prevista ne assimilabile e ne consimile, il ribasso deve essere contrattato. Tutto ci´┐Ż premesso, dovendo il sottoscritto procedere alla elaborazione di un progetto con relativo bando e dovendo concordare alvcuni Nuovi Prezzi in appalti aggiudicati a prezzi unitari si chiede: 1- se la elaborazione di una variante prevede la esecuzione di categorie non previste in progetto, il ribasso deve essere contrattato ? 2- come ´┐Ż possibile cautalare l'Amministrazione per evitare giudizi discendenti dalle argomentazioni delle Imprese e che nella premessa sono state riportate ? 3- nell'ipotesi di gara a prezzi unitari quale ribasso applicare ai nuovi prezzi ?

RISPOSTA del 03/07/08: Sul punto si reputa applicabile l'art. 136, c. 4 del d.p.r. 554/99 il quale afferma che "Tutti i nuovi prezzi sono soggetti al ribasso d'asta e ad essi si applica il disposto di cui all'articolo 26, comma 4, della Legge". Oggi si veda l'art. 132, commi 3 e ss del Codice dei contratti pubblici. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 08/05/07 - Varianti - : Si chiede se alla luce del D.Lgs. 12 aprile 2006 n´┐Ż 163 e della L.R. 07 novembre 2003 n´┐Ż 27 ´┐Ż possibile alla data odierna approvare varianti in corso d'opera che comportino un aumento dell'importo di contratto superiore alle disponobilit´┐Ż delle somme a disposizione e che quindi comportino un amento di spesa del quadro economico generale con conseguente nuovo finanziamento della differenza. Se si quali sono i riferimenti di legge nazionale e regionale e quali i limiti di aumento in percentuale, se ci sono, rispetto all'importo di contratto.

RISPOSTA del 02/07/08: L´┐Żobbligo di non superare l´┐Żimporto di spesa stanziato per l´┐Żesecuzione dell´┐Żopera ´┐Ż previsto solo per le varianti di cui all´┐Żart. 132, c. 3, secondo e terzo periodo, del Codice dei contratti (le cd. varianti migliorative di modesta entit´┐Ż) nonch´┐Ż ex art. 37. c. 1, lett. c), L. R. 27/03, nei casi e limiti previsti da tali norme al cui dettaglio, peraltro esaustivo, si rimanda. Come gi´┐Ż anticipato, in materia le norme statali sono l´┐Żart. 132 del Codice (che ha sostituito abrogandolo l´┐Żart. 25 della legge Merloni) da leggersi, cos´┐Ż come il citato art. 25 della l. 109, in combinato disposto con le norme regolamentari, principalmente art. 10 dm 145/2000 e art. 134 DPR 554/99, nonch´┐Ż le norme da esse richiamate, per il rinvio a tali regolamenti ex art. 253, c. 3 del Codice. In ambito regionale vige il citato art. 37, LR 27/03 che configura ´┐Żcasi ulteriori´┐Ż rispetto a quelli previsti dalla disciplina statale. Per quanto riguarda i limiti delle varianti in aumento, l´┐Żappaltatore ha l´┐Żobbligo di eseguire le variazioni che non superino il quinto dell´┐Żimporto complessivo dell´┐Żappalto (art. 10, c. 2, dm 145/2000). Qualora invece la variante (a patto che rientri nelle tipologie previste) superi il predetto importo del quinto (il cd. sesto quinto) l´┐Żappaltatore pu´┐Ż recedere dal contratto con diritto al pagamento dei soli lavori eseguiti e regolarmente ordinati: cfr. art. 10, c. 3, dm 145/2000). Si precisa infine (cfr. Det. Aut. di Vigilanza, n. 1/2001) che ogni modifica contrattuale che sia frutto di variante non dovr´┐Ż mai snaturare il progetto originario dell´┐Żopera in esecuzione, dovendosi essa porre con necessario carattere di accessoriet´┐Ż rispetto all´┐Żopera progettata, altrimenti si ricadr´┐Ż nell´┐Żipotesi di ´┐Żaltri lavori´┐Ż che escludono la qualificazione giuridica di ´┐Żvariante´┐Ż. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 28/07/06 - Varianti - : Desidero porre alla vostra attenzione i sottoelencati quesiti: 1)nel caso di Varianti migliorative di cui all´┐Żart. 25 comma 3 2´┐Ż periodo, pu´┐Ż essere superato il 5% dell´┐Żimporto originario di contratto e di chi ´┐Ż la competenza per la loro approvazione? 2)per i casi di cui all´┐Żart. 25 comma 1 lettere a, b, b bis, con aumento dell´┐Żimporto contrattuale superiore al 20%, ma rientrante nel quadro economico generale di progetto, a chi compete l´┐Żapprovazione della perizia?

RISPOSTA del 02/04/07: A norma dell´┐Żart. 25, comma 3, l. 109/94 e ss.mm.ii., non sono considerati varianti gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, se contenuti entro un importo non superiore al 5% dell´┐Żimporto complessivo dei lavori (10% per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro). Allo stesso modo, sono ammesse varianti ´┐Żmigliorative´┐Ż, nell´┐Żesclusivo interesse dell´┐Żamministrazione, a norma degli ultimi due periodi del medesimo comma 3. L´┐Żimporto di tali ultimi interventi non pu´┐Ż superare, in aumento, il 5% dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera. La risposta al primo quesito, pertanto, ´┐Ż negativa, tranne nell´┐Żipotesi in cui le varianti migliorative importino una variazione in diminuzione dell´┐Żimporto contrattuale, nel qual caso si ritiene che il limite del 5% di cui si ´┐Ż detto non operi. Per ci´┐Ż che riguarda il secondo quesito, ove la variante importi un aumento dell´┐Żimporto contrattuale senza modificazioni del quadro economico generale del progetto, la perizia deve essere approvata con delibera di giunta. Si segnala che la legge 109/94 ´┐Ż abrogata dal d.lgs 163/06; la disciplina delle varianti ´┐Ż ora regolata all'art.132 del citato d.lgs 163/06. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/01/08 - Osservatorio appalti - comunicazioni varianti: Si chiedono chiarimenti sulla scheda B3 da trasmettere all'Autorit´┐Ż, relativamente alle varianti in corso d'opera, disciplinate dall'132 del D. Lgs. 163/06. Il citato articolo indica al comma 1 quando ricorrano le condizioni per essere ammesse varianti in corso d'opera. Al comma 3, periodo 2 e 3, si ammettono anche variazioni in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dell'opera e derivanti da situazioni non prevedibili al momento della stipula del contratto, sempre che la variazione in aumento non superi il 5% (se si supera tale percentuale non si tratterebbe pi´┐Ż di variante ma di "nuovi lavori"?) dell'importo originario del contratto e trovi copertura nella somma stanziata per l'opera. Si chiede conferma: in queste due tipologie di varianti deve essere compilata la scheda B3. Il comma 3, periodo 1, specifica i casi considerati non varianti, quando si tratti di interventi disposti dal direttore dei lavori per aspetti di dettaglio, entro un importo compreso nel 10% per lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro e nel 5% per le altre categorie di lavoro e che non comportino un aumento dell'importo del contratto stipulato per la realizzazione dell'opera. La domanda ´┐Ż la seguente: nei casi cos´┐Ż detti di non variante come possono essere disposti interventi entro un importo compreso in determinate percentuali senza che ci´┐Ż comporti un aumento dell'importo del contratto stipulato? In secondo luogo, si chiede la seguente conferma: nei casi costituiti dalle non varianti, evidenziati dal comma 3, periodo 1, non si comunicano i dati della scheda B3. Si chiede ancora il significato del disposto "senza aumento di costo", previsto nella condizione di ammissibilit´┐Ż a variante previsto dal comma 1, lettera b) dello stesso art. 132. Infine: si deve compilare la B3 quando la variazione non comporta un aumento dell'importo contrattuale se al punto 1 della stessa scheda si deve optare per l'aumento o la diminuzione dell'importo.

RISPOSTA del : La formulazione del quesito rende necessario chiarire sia aspetti attinenti all´┐Żammissibilit´┐Ż delle varianti (che non devono mai snaturare il progetto originario dell´┐Żopera in esecuzione), sia aspetti attinenti alle comunicazioni all´┐Żosservatorio. Ci´┐Ż posto, con riferimento alle questioni generali, si evidenzia che: a) le varianti ´┐Żmigliorative´┐Ż, previste dagli ultimi due periodi del c.3 art. 132 del D. Lgs. 163/2006, sono consentite nei casi di obiettive esigenze sopravvenute e non prevedibili al momento del contratto, esclusivamente nei limiti d´┐Żimporto previsti dalla citata norma. Al di fuori di quesiti limiti non sono consentite varianti migliorative al progetto in corso di esecuzione, ma occorre redarre nuovi elaborati progettuali, da affidare con procedura di gara. b) le variazioni di cui al c.3 primo periodo dell´┐Żart. 132 definite ´┐Żnon varianti´┐Ż devono essere contenute entro il 5% (10% per recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro) delle singole categorie di lavoro appaltato e non comportare un aumento dell´┐Żimporto contrattuale. Ci´┐Ż comporta che le variazioni in diminuzione e quelle in eccedenza devono compensarsi. c) le variazioni di cui al c.1 lett.b) seconda parte dell´┐Żart. 132 (necessarie per utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione, che possono determinare significativi miglioramenti nella qualit´┐Ż dell´┐Żopera senza alterare l´┐Żimpostazione progettuale) possono comportare un aumento dell´┐Żimporto contrattuale ma non un aumento del costo complessivo dell´┐Żopera, e devono quindi restare all´┐Żinterno del quadro economico progettuale. Con riferimento alle comunicazioni all´┐Żosservatorio, si evidenzia che la scheda B3 va compilata ed inviata solo nel caso in cui, a seguito di variante, si abbia un aumento o una diminuzione dell'importo originario del contratto o nel caso di varianti che superino le soglie di cui al c. 3 dell´┐Żart. 132. (fonte: Ministero Infrastrutture)

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