D. Lgs. 12 aprile 2006 n.163

Codice Appalti .it

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Art. 41. Capacità economica e finanziaria dei fornitori e dei prestatori di servizi

1. Negli appalti di forniture o servizi, la dimostrazione della capacità finanziaria ed economica delle imprese concorrenti può essere fornita mediante uno o più dei seguenti documenti:

a) dichiarazione di almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati ai sensi del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385;

b) bilanci o estratti dei bilanci dell'impresa, ovvero dichiarazione sottoscritta in conformità alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445;

c) dichiarazione, sottoscritta in conformità alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, concernente il fatturato globale d'impresa e l'importo relativo ai servizi o forniture nel settore oggetto della gara, realizzati negli ultimi tre esercizi.

(comma così sostituito dal D.Lgs. 152 del 11/09/2008 in vigore dal 17/10/2008)

2. Le amministrazioni precisano nel bando di gara i requisiti che devono essere posseduti dal concorrente, nonché gli altri eventuali che ritengono di richiedere. I documenti di cui al comma 1, lettera b), non possono essere richiesti a prestatori di servizi o di forniture stabiliti in Stati membri che non prevedono la pubblicazione del bilancio. Sono illegittimi i criteri che fissano, senza congrua motivazione, limiti di accesso connessi al fatturato aziendale. (comma modificato dalla L.135/2012, in vigore dal 15/08/2012, di conversione del DL 95/2012)

3. Se il concorrente non é in grado, per giustificati motivi, ivi compreso quello concernente la costituzione o l'inizio dell'attività da meno di tre anni, di presentare le referenze richieste, può provare la propria capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante.

4. La dichiarazione di cui al comma 1, lettera a), è presentata già in sede di offerta. Il concorrente aggiudicatario è tenuto ad esibire la documentazione probatoria a conferma delle dichiarazioni di cui al comma 1, lettere b) e c). (comma così sostituito dal D.Lgs. 152 del 11/09/2008 in vigore dal 17/10/2008)

(da coordinare con l'art.13 co. 5 della Legge 180 del 14/11/2011 in vigore dal 15/11/2011)

ELENCO LEGGI COLLEGATE: art. 47, direttiva 2004/18; art. 13 d.lgs. n. 157/1995; art. 13, d.lgs. n. 358/1995

GIURISPRUDENZA COLLEGATA:

GIURISPRUDENZA: REQUISITO CAPACITÀ TECNICA -DIMOSTRAZIONE- OMESSA COMPROVA - TAR SARDEGNA (2009)

La giurisprudenza è ormai consolidata nell’affermare che l'adeguatezza e proporzionalità dei requisiti richiesti dal bando va valutata con riguardo non al mero importo dell'appalto, ma all'oggetto in concreto di esso ed alle sue specifiche peculiarità (cfr. ex multis Cons. Stato, sez. V, 23 gennaio 2006, nr. 206; Id. 30 aprile 2002, nr. 2294); in applicazione di tale principio, si è affermato che la richiesta di un determinato fatturato pregresso per servizi anche identici a quello oggetto di gara va commisurata al concreto interesse della stazione appaltante a una certa affidabilità del proprio interlocutore contrattuale, avuto riguardo alle prestazioni oggetto di affidamento (cfr. Cons. Stato, sez. V, 29 marzo 2006, nr. 1599; sez. IV, 10 marzo 2004, nr. 1114; sez. V, 31 dicembre 2003, nr. 9305). In altre parole, l'amministrazione nel redigere il bando gode di ampia discrezionalità nel prevedere i requisiti ed è incontestabile che i partecipanti debbano possedere sia i requisiti di capacità economico-finanziaria che quelli di capacità tecnico-professionale (che non possono certo essere valutati dopo che il servizio è stato affidato). La giurisprudenza è altresì consolidata nell’affermare che è legittimo il bando di gara indetto per l'affidamento di un appalto di servizi nella parte in cui richiede ai partecipanti, quale requisito di capacità tecnica, quello afferente ai servizi prestati, considerato che l'art. 42 comma 1 lett. a), d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 rimette alla discrezionalità della stazione appaltante l'individuazione nella lex specialis di gara di « uno o più » dei modi di dimostrazione della capacità tecnica, fra quelli elencati dalla medesima norma, e la scelta di uno solo di essi non è irragionevole se rapportata all'oggetto dell'appalto e alle sue peculiarità (Consiglio Stato , sez. IV, 28 aprile 2008 , n. 1860). Va esclusa dalla gara di appalto una impresa che abbia omesso, così come invece previsto dal bando, di dichiarare i servizi analoghi effettuati ad amministrazioni e/o enti pubblici o a privati negli ultimi tre anni, con indicazione degli importi delle date e dei destinatari. D’altra parte, deve ritenersi che, se la ditta partecipante non può dimostrare di aver svolto servizi analoghi, può dimostrare altrimenti la propria capacità tecnica, ma non può pretendere, né l'Amministrazione può consentire (come invece era stato fatto nella specie) che la verifica di tale capacità sia omessa e spostata al momento del periodo di prova.

GIURISPRUDENZA: AUTOCERTIFICAZIONE - DICHIARAZIONE POSSESSO REQUISITI SPECIALI - TAR PIEMONTE TO (2009)

L'autocertificazione ha oramai acquisito piena cittadinanza nell'ambito delle procedure di gara pubblica, per cui, attualmente, le imprese autodichiarano, talora attraverso agevoli modelli opportunamente predisposti dalle stazioni appaltanti più diligenti, praticamente tutti i requisiti di partecipazione, fatti salvi, ovviamente, i controlli sul soggetto aggiudicatario e quelli rientranti nel particolare istituto della verifica a campione. In linea solo esemplificativa, i più importanti requisiti di gara, in regime di autodichiarazione, sono i seguenti: inesistenza di violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contribuzione sociale, secondo la legislazione del paese di residenza; insussistenza dello stato di fallimento, di liquidazione coatta, di amministrazione controllata o di concordato preventivo e insussistenza di procedimento in corso per la dichiarazione di una di tali situazioni; non commissione di gravi infrazioni, debitamente accertate, alle norme in materia di sicurezza e ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro e adempimento degli obblighi di sicurezza, ex legge 327/00; di essersi recato sul posto dove devono eseguirsi i lavori e di aver preso conoscenza delle condizioni locali, nonché di tutte le circostanze generali e particolari che possono aver influito sulla determinazione dei prezzi e delle condizioni contrattuali; insussistenza di situazioni di controllo, ex articolo 2359 c.c., o di collegamento, con altre ditte concorrenti; l'inesistenza di sentenza di condanna passata in giudicato, oppure di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del c.p.p., per reati che incidono sull'affidabilità morale e professionale; di essere in regola con la normativa disciplinante il diritto del lavoro dei disabili (legge 68/1999). L’autocertificazione, essendo, come appena evidenziato, anche con riferimento all’evoluzione giurisprudenziale sul punto, una regola generale anche nel settore degli appalti pubblici, deve trovare generale applicazione, salvo eccezioni specifiche della legge; per esemplificare, l’art. 41 del Codice appalti stabilisce che “negli appalti di forniture o servizi, la dimostrazione della capacità finanziaria ed economica delle imprese concorrenti può essere fornita mediante uno o più dei seguenti documenti: a) idonee dichiarazioni bancarie; b) bilanci o estratti dei bilanci dell'impresa; c) dichiarazione concernente il fatturato globale d'impresa e l'importo relativo ai servizi o forniture nel settore oggetto della gara, realizzati negli ultimi tre esercizi”. In relazione alla relativa documentazione il legislatore si premura di specificare che “il concorrente attesta il possesso dei requisiti previsto nelle lettere b) e c) mediante dichiarazione sottoscritta in conformità alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445; al concorrente aggiudicatario è richiesta la documentazione probatoria, a conferma di quanto dichiarato in sede di gara. Il requisito di cui al comma 1, lettera a), è comprovato con dichiarazione di almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati ai sensi della 1° settembre 1993 n. 385”. Pertanto, nell’ipotesi di specie, la regola generale è l’applicazione delle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445; è l’eccezione “dichiarazioni bancarie”, che viene individuata con caratteri di specialità, in relazione alla specificità della predetta condizione di partecipazione. In relazione alla dimostrazione della capacità tecnica e professionale dei fornitori e dei prestatori di servizi, l’art. 42, comma 4, del Codice appalti conferma la presenza di tale regola generale, atteso che si dispone che i requisiti previsti dal citato articolo possono essere provati in sede di gara mediante dichiarazione sottoscritta in conformità alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000 n. 445.

GIURISPRUDENZA: REQUISITI PRESCRITTI - ISO 14001 - REQUISITI SUPERIORI - TAR PUGLIA LE (2009)

La stazione appaltante, la quale può ovviamente elevare la soglia dei requisiti idoneativi al fine di assicurarsi un livello qualitativo adeguato all’esecuzione delle prestazioni oggetto dell’appalto, deve tuttavia farlo procedendo ad un equo bilanciamento dei diversi interessi, non relegando ad un ruolo marginale la tutela della concorrenza e il favor partecipationis, e ciò anche in relazione al disposto dell’art. 42, comma 3, del d.lgs. 163/06 (riproduttivo dell’art. 44, comma 3, Direttiva CE 31.3.05 18/04/CE), secondo cui le informazioni sulla capacità tecnica e professionale dei fornitori e dei prestatori dei servizi non possono eccedere l’oggetto dell’appalto. Le amministrazioni, in definitiva, ben possono richiedere alle imprese requisiti di partecipazione ad una gara d’appalto più rigorosi e restrittivi di quelli minimi stabiliti dalla legge, purché però tali ulteriori prescrizioni si rivelino rispettose dei principi di proporzionalità e adeguatezza e siano giustificate da specifiche esigenze imposte dal peculiare oggetto dell’appalto (cfr. T.a.r. Lecce, III, n. 590/09): il requisito relativo alla certificazione ISO 14001 previsto nel caso in esame, dunque, risultava illegittimo appunto perché non ragionevolmente calibrato con riferimento alle caratteristiche di un appalto rispetto al quale, come scritto, il profilo della tutela ambientale non era presente in modo particolarmente significativo. Questo è tanto più esatto ove si tenga conto che l’art. 44 del d.lgs. n.163 del 2006 prevede che le stazioni appaltanti possano richiedere l’indicazione delle misure di gestione ambientale che l’operatore potrà applicare durante l’esecuzione del contratto “unicamente nei casi appropriati” e che tali casi devono essere previsti mediante regolamento, ai sensi dell’art. 42, primo comma, lett. f, del medesimo testo. Anche a voler ritenere che, in attesa del regolamento, la stazione appaltante possa richiedere specifiche attestazioni circa le misure di gestione ambientale che l’operatore potrà applicare, è indubbio che la richiesta deve essere appropriata e che della appropriatezza deve essere data adeguata giustificazione, il che nella specie non è avvenuto.

PRASSI: VERIFICA REQUISITI ECONOMICO/FINANZIARI - PRODUZIONE COPIA BILANCI - AVCP (2009)

Nella fattispecie in esame la lex specialis imponeva a ciascun partecipante – ancorchè riunito in associazione temporanea con altra impresa, trattandosi evidentemente di documenti di pertinenza di soggetti distinti ed autonomi, seppur occasionalmente riuniti in sede di offerta –, a pena di esclusione dalla gara, di produrre copia dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, ritenuti indispensabili da detta lex specialis. Senza contare che la prescrizione di cui trattasi è contenuta nella disciplina di gara e, se fosse stata illegittima, sarebbe stata lesiva fin dal primo momento. Al riguardo, come riconosciuto dal Consiglio di Stato (sez. VI, 26 marzo 2002, n. 2234), se la legge di gara impone determinati requisiti o documenti a pena di esclusione, è onere dell'interessato impugnare tempestivamente la legge di gara preclusiva della sua partecipazione. Pertanto, l’Impresa istante avrebbe dovuto impugnare tale prescrizione immediatamente e tempestivamente. Non avendolo fatto, non può dolersi, anche in tal guisa, che ne sia stata fatta rigorosa applicazione. Deve, quindi, concludersi che, non solo l'esclusione dell'offerta dell’istante disposta a causa della mancata presentazione, da parte della mandante, di copia dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e della mancata indicazione, da parte della stessa, di aver svolto servizi della stessa tipologia di quelli richiesti è legittima, ma che la stessa era, ancor prima, doverosa, in quanto espressamente contemplata dal bando quale sanzione per l'inosservanza delle prescrizioni (nella specie, pacificamente non rispettate) relative al contenuto documentale della Busta “A-Documentazione Amministrativa”, tanto con riguardo al punto 3.1.1. (capacità economica e finanziaria), che in riferimento al punto 3.1.2. (capacità tecnica), anch’esso in parte disatteso. Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’Impresa T. Costruzioni s.r.l. – Servizio di manutenzione integrata delle pertinenze esterne delle aree di servizio delle tratte A1 C.-N.; A16 N.-L., A30 B.-S. – Importo a base d’asta € 2.061.189,27 – S.A.: A. S.p.A.

PRASSI: SERVIZI DI PULIZIA PRESSO AZIENDE OSPEDALIERE - REQUISITO ANALOGO DI AMMISSIONE - AVCP (2009)

In tema di requisiti di partecipazione, nel caso di specie, trattandosi del servizio di pulizia presso un’Azienda Ospedaliera appare legittimo che la specifica esperienza richiesta nel settore venga circoscritta ai servizi di pulizia resi in Aziende Sanitarie ed Ospedali, che richiedono delle attenzioni e precauzioni particolari, che possono non essere necessarie per servizi analoghi svolti presso strutture di tipo diverso. Risulta, quindi, agevole concludere nel senso che la palese diversità delle implicazioni organizzative e delle attitudini operative connesse alla gestione del servizio di pulizia in un’Azienda Ospedaliera, rispetto, ad esempio, a quelle relative alla pulizia di una scuola, giustifica senz’altro la richiesta del contestato requisito di partecipazione di cui trattasi, e quindi di restringere l’accesso per l’affidamento del relativo servizio alle sole imprese capaci, per specifica esperienza acquisita nel settore, di garantire una corretta gestione della complessa attività organizzativa ed operativa presupposta dalla regolare esecuzione delle prestazioni in siffatti contesti. Tutto ciò in ossequio all’univoco e consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo il quale le amministrazioni possono richiedere alle imprese requisiti di partecipazione e di qualificazione più rigorosi e restrittivi di quelli minimi stabiliti dalla legge, purché, tuttavia, tali ulteriori prescrizioni si rivelino rispettose dei principi di proporzionalità e di ragionevolezza, non limitino indebitamente l’accesso alla procedura e siano giustificate da specifiche esigenze imposte dal peculiare oggetto dell’appalto (Cons. Stato, Sez. VI, 11 maggio 2007, n. 2304; Cons. Stato, Sez. IV, 15 settembre 2006, n. 5377). Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Ditta G. - Servizi di pulizia ordinaria degli spazi e locali dell’azienda ospedaliera “U.” di E. - Importo a base d’asta euro 3.200.703,25 - S.A.: Regione Siciliana Azienda Ospedaliera “U.” di E..

PRASSI: PRODUZIONE REFERENZE BANCARIE - AVCP (2009)

Per i profili inerenti la produzione delle dichiarazioni bancarie, occorre considerare la nuova formulazione dell’articolo 41, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006, a seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 11 settembre 2008 n. 152, applicabile ratione temporis alla fattispecie in questione, alla stregua del quale “negli appalti di forniture e di servizi, la dimostrazione della capacità finanziaria ed economica delle imprese concorrenti può essere fornita mediante uno o più dei seguenti documenti: a) dichiarazione di almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati ai sensi del D.Lgs. n. 385/1993; b) bilanci o estratti di bilanci dell’impresa, ovvero dichiarazione sottoscritta in conformità alle disposizioni del D.P.R. n. 445/2000; c) dichiarazione, sottoscritta in conformità alle disposizioni del D.P.R. n. 445/2000, concernente il fatturato globale dell’impresa e l’importo relativo ai servizi e forniture nel settore oggetto della gara, realizzati negli ultimi tre esercizi.” Il successivo comma 4 stabilisce che la dichiarazione di cui al comma 1, lettera a) è presentata già in sede di offerta e che il concorrente aggiudicatario è tenuto ad esibire la documentazione probatoria a conferma delle dichiarazioni di cui al comma 1, lettere b) e c). Fermo restando che per referenze bancarie si intendono le lettere di affidabilità con le quali gli istituti di credito attestano la solidità bancaria dell’impresa, la disposizione menzionata estende anche ai requisiti di capacità economica il principio, già previsto per i requisiti generali di cui all’articolo 38, che consente l’autocertificabilità dei requisiti ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, a condizione che essi vengano successivamente verificati mediante la richiesta delle certificazioni vere e proprie all’aggiudicatario. Tuttavia l’autocertificabilità, come peraltro si evince dal richiamo espresso che il comma 1 dell’articolo 41 del D.Lgs. n. 163/2006 fa al D.P.R. n. 445/2000, è consentita solo per i mezzi di prova indicati alle lettere b) e c) del medesimo articolo, mentre per quello di cui alla lettera a) il Legislatore sancisce che il concorrente debba produrre, in ogni caso, le dichiarazioni provenienti da istituti di credito o intermediari finanziari già in sede di offerta, con l’obbligo del concorrente stesso di esibire l’originale in sede di verifica dei requisiti dichiarati. Alla luce di tali principi, non può essere ammessa ad una procedura di gara un’impresa concorrente che non abbia corredato la propria istanza di partecipazione della copia delle dichiarazioni degli istituiti bancari o degli intermediari finanziari autorizzati, in quanto la stessa risulterebbe priva della dimostrazione della capacità economico-finanziaria, quale requisito speciale richiesto dall’ordinamento per la partecipazione alle procedure di gara. Per quanto concerne poi il mancato inserimento della dichiarazione bancaria prodotta in una apposita busta chiusa, si rileva come un’eventuale ed ulteriore formalità in tal senso dovrebbe essere prevista dalla lex specialis, nella descrizione delle modalità di presentazione delle offerte. In ordine alla questione concernente la necessità di spillare all’istanza di partecipazione la copia del documento di identità allegato, si precisa che la disposizione di cui all’articolo 38, comma 3, del D.P.R. n. 445/2000 prevede :“Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento é inserita nel fascicolo.” Considerato che, secondo l’ormai consolidato orientamento interpretativo, la produzione della copia del documento di identità costituisce elemento costitutivo della fattispecie descritta dal menzionato articolo 38, in quanto essa conferisce legale autenticità alla sua sottoscrizione apposta in calce a una istanza o a una dichiarazione e serve a comprovare, oltre alle generalità del dichiarante, l'imprescindibile nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione a una determinata persona fisica, tale finalità non verrebbe disattesa interpretando la citata disposizione nel senso che sia sufficiente ai fini della conformità dell’autocertificazione la contestuale produzione dell’autocertificazione e del documento di identità. Pertanto, nel caso di specie, il fatto che la concorrente abbia presentato un’istanza di partecipazione con allegata una copia del documento di identità non spillata è conforme alla normativa in materia amministrativa e, pertanto, non costituisce motivazione per ammettere con riserva l’impresa concorrente. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 presentata dal Parco Nazionale Regionale dei M. – Affidamento del servizio di riparazione e di manutenzione degli automezzi dell’Ente Parco per il periodo 1 gennaio 2009 – 31 dicembre 2011 – Importo a base d’asta: € 45.000,00.

PRASSI: REQUISITI DI PARTECIPAZIONE PIù RESTRITTIVI RISPETTO LA NORMA - AVCP (2009)

E’ stato più volte da questa Autorità evidenziato, alla stregua della giurisprudenza amministrativa, che la stazione appaltante può fissare discrezionalmente i requisiti di partecipazione, anche superiori rispetto a quelli previsti dalla legge, purché essi non siano manifestamente irragionevoli, irrazionali, sproporzionati, illogici, nonché lesivi della concorrenza (cfr. per tutti Parere dell’Autorità 19 giugno 2008 n. 188). Nel caso di specie la S.A. ha ritenuto di richiedere, a causa di una serie di specificità e complessità che caratterizzano il servizio in oggetto, requisiti più restrittivi e rigorosi di quelli previsti dagli artt. 41 e 42 del D.Lgs. n. 163/2006. Tali ulteriori requisiti, tuttavia, che, come descritto in narrativa, sono rappresentati dai cd. “servizi di punta”, non sembrano porsi in violazione con i principi di proporzionalità e ragionevolezza. Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie, ex art. 6, comma 7, lettera n) del Decreto Legislativo n. 163/06, presentata dalla B. S.p.A. – servizio di manutenzione corpo autostradale. Base d’asta: Lotto 1: Euro 337.500,00; Lotto 2: Euro 407.500,00; Lotto 3: 422.500,00. S.A.:A. S.p.A.

GIURISPRUDENZA: DEFINIZIONE DI SERVIZI ANALOGHI E DICHIARAZIONE DI SUBAPPALTO - TAR PIEMONTE TO (2009)

Sull’interpretazione della clausola del bando che fa riferimento allo svolgimento di servizi “analoghi”, il collegio richiama quanto già statuito da questo TAR circa la necessità di non interpretare una previsione, ai fini della qualificazione, dello svolgimento di servizi “analoghi” come se si trattasse di “servizi identici”, poiché tale lettura non solo ignorerebbe il disposto normativo (relativo al “settore oggetto di gara”, concetto più ampio rispetto a quelle identiche) ma finirebbe per indurre una forte ed indebita restrizione delle potenzialità concorrenziali. Sul punto si veda TAR Piemonte sezione I n. 2568/2008: “L'ammissibilità della richiesta da parte delle stazioni appaltanti della prova di avvenuta realizzazione di servizi analoghi ha da sempre agitato il dibattito. Nel corso degli anni, si è passati da un quadro iniziale in cui le amministrazioni erano aduse a richiedere la prova di specifici e selettivi, troppo limitanti, requisiti di idoneità, ad una graduale riduzione della discrezionalità ammissibile in siffatti ambiti, per poi approdare a conclusioni ragionevoli, legittimandosi la richiesta di servizi analoghi. Si è affermato dal Consiglio di Stato che "non è irragionevole la clausola del bando di gara d'appalto che per l'ammissione alla gara richieda un fatturato relativo a servizi analoghi svolti nell'ambito di un triennio, il cui importo complessivo sia almeno pari a quello dell'appalto, atteso che detta clausola contempera ragionevolmente l'esigenza della massima partecipazione con quella dello svolgimento del servizio da parte di un imprenditore in possesso della necessaria esperienza." (Consiglio Stato, Sez. VI, 26 gennaio 2007, n. 292)” (in senso analogo TAR Piemonte sezione II n. 40/2008). La prima contestazione mossa da parte ricorrente si incentra appunto sulla non identità tra i servizi svolti e documentati dall’aggiudicataria (assistenza ai disabili in comunità alloggio, e quindi al di fuori del contesto familiare di origine) e quelli oggetto di appalto (assistenza ai disabili da prestarsi presso le famiglie di appartenenza); considerato tuttavia che lo stesso legislatore non prescrive l’identità dei servizi ai fini della qualificazione, la censura si appalesa infondata. In tema di divieto di subappalto sul punto ex pluribus: “dalla dichiarazione di un'impresa partecipante ad una gara d'appalto di avvalersi del subappalto, vietato dal bando di gara, non può discendere l'esclusione della stessa dalla gara ove la medesima impresa possegga la qualificazione che le consentiva di poter eseguire autonomamente i lavori oggetto dell'appalto. Unica preclusione riconducibile alla formulazione di siffatta dichiarazione, contrastante con il divieto di subappalto contenuto nel bando, è infatti costituita dall'impossibilità di fare ricorso ad esso ma, in nessun caso, dalla stessa dichiarazione può derivare l'esclusione dalla gara.” Nel caso di specie l’articolo 32 del capitolato speciale d’appalto prevede il diritto dell’amministrazione consortile alla risoluzione del contratto in caso di violazione del divieto di subappalto, così inequivocabilmente collocando la medesima tra le patologie afferenti l’esecuzione del contratto e non tra le cause di esclusione dalla gara”.

PRASSI: REQUISITI TECNICI ED ECONOMICI - COMPROVA - AVCP (2009)

Qualora tra i requisiti di partecipazione alla gara, siano previsti dal bando di gara, ai sensi degli artt. 41 e 42 del D.Lgs. n. 163/2006, in capo ai partecipanti, il fatturato realizzato negli ultimi tre esercizi relativo a servizi analoghi a quelli oggetto della gara, nonché l’elenco dei principali servizi analoghi resi negli ultimi tre esercizi con l’indicazione dei rispettivi importi, delle date, dei destinatari degli stessi, che siano stati svolti in maniera soddisfacente, senza l’instaurazione di alcun contenzioso, nel pieno rispetto di tutte le clausole contrattuali, se trattasi di servizi prestati a favore di amministrazioni od enti pubblici, esse sono provate da certificati rilasciati e vistati dalle amministrazioni o dagli enti medesimi. Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie, ex art. 6, comma 7, lettera n) del Decreto Legislativo n. 163/06, presentata dalla K. a r.l. affidamento dei servizi tecnico amministrativi di supporto al settore culturale per le attività del teatro comunale “...” per tre stagioni teatrali. Importo base d’asta: euro 270.900,00. S.A.: Comune di ... (…).

GIURISPRUDENZA: SERVIZI ANALOGHI E SERVIZI IDENTICI - TAR SICILIA CT (2009)

Il requisito dell´identità del servizio richiesto dalla stazione appaltante attiene esclusivamente alla tipologia del servizio svolto, che deve inerire ad attività dal contenuto similare rispetto a quello oggetto d´appalto. Deve trattarsi, in altri termini, di servizi che richiedono l´espletamento di compiti, attività, modalità di svolgimento fra loro comparabili.

GIURISPRUDENZA: REFERENZE BANCARIE - INCARICO PROGETTAZIONE - CGA SICILIA (2009)

Ai sensi dell'art. 51, d.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, per poter partecipare all'affidamento di incarichi di progettazione in qualità di raggruppamento temporaneo non è necessario avere come associato un professionista abilitato da meno di cinque anni all'esercizio della professione, e ciò in quanto la norma parla soltanto di «presenza» di un giovane professionista, con evidenti finalità di carattere «promozionale», non potendo essere intesa come prescrizione di un vero e proprio obbligo di «associare» il giovane professionista al raggruppamento; pertanto, ai fini della valida partecipazione di un r.t.i. a procedure indette per l'aggiudicazione di servizi di progettazione, è sufficiente che nella compagine del raggruppamento sia contemplata la presenza, con rapporto di collaborazione professionale o di dipendenza, di un professionista abilitato iscritto all'albo da meno di cinque anni, senza la necessità che questi assuma anche responsabilità contrattuali (C.d.S., V, 24 ottobre 2006, n. 6347). La referenza non è una fideiussione, bensì una generica attestazione del credito di cui gode un soggetto; e, diversamente dalla fideiussione, può giuridicamente responsabilizzare il dichiarante solo in via extracontrattuale, perchè non è un contratto. Ne deriva che non esiste alcuna formula specifica da utilizzare nel rilascio delle c.d. referenze bancarie, nè alcun contenuto minimo di queste ultime, la cui idoneità è pertanto discrezionalmente apprezzata dalla stazione appaltante.

GIURISPRUDENZA: COMPROVA REQUISITI SPECIALI CON ALTRO DOCUMENTO IDONEO - CONSIGLIO DI STATO (2009)

Non può predicarsi l’equivalenza delle diverse modalità con le quali è possibile dimostrare le referenze economico-finanziarie, ai sensi dell'articolo 41 d.lgs n. 163 del 2006, tutte le volte che, per una precisa scelta della stazione appaltante, una forma di referenza appaia la più coerente ai fini peculiarmente presi in considerazione dal contratto e divenga, a questa stregua, requisito specifico in relazione alla peculiarità del contratto con l’Amministrazione pubblica. Le ragioni di ciò sono di palmare evidenza: un’impresa può vantare una eccellente situazione economico-finanziaria, ma non aver mai fatturato alcunché nello specifico settore di costruzioni, forniture o servizi per i quali è bandita la gara, così che la referenza, svuotata del suo collegamento intrinseco con le finalità perseguite con il contratto, finisce per perdere la propria intrinseca rilevanza. Si vuol cioè significare che la previsione di un importante fatturato in materia di forniture sanitarie (quale previsto nella vicenda in esame) costituisce obiettivamente un requisito di elevata specialità rispetto al quale non è possibile individuare succedanei, senza tradire la finalità coerente all’organica previsione della lex specialis. Ciò è, d’altro canto, espressamente ricavabile dall’articolo 41 del codice dei contratti pubblici, che, al primo comma, prevede la possibilità di individuazione di "uno o più" documenti e, nel successivo capoverso, chiarisce come l’Amministrazione debba precisare (verbo non dissimile da specificare) quali requisiti debbano esse posseduti dai concorrenti. Se l’individuazione del fatturato è conseguenza di una specificazione ad opera dell’Amministrazione, non si vede come il requisito così previsto possa essere commutato con una referenza obiettivamente diversa (e preordinata, è bene soggiungere, a dimostrare un requisito non coincidente o quanto meno parzialmente neutrale rispetto alla finalità esplicitamente perseguita con la procedura ad evidenza pubblica). E’ agevole, pertanto, rilevare come la previsione del terzo comma dell’articolo 41 non possa essere interpretata quale clausola generale di commutazione dei requisiti, tutte le volte che un soggetto non li possegga: ciò equivarrebbe a una legittimazione obliquo modo consentita dalla disposizione così da completare la prova delle referenze attingendo ad altre specie di documenti. La formula normativa intende semplicemente consentire che chi vanti il possesso dei requisiti ai sensi della specifica previsione di gara (ad esempio: un determinato fatturato nel triennio), ma non sia in grado di dimostrarli con i documenti indicati nella lex specialis della gara possa essere facultato, ove sussistano giustificati motivi, a produrre una documentazione alternativa.

GIURISPRUDENZA: CRITERI SOGGETTIVI DI PREQUALIFICAZIONE- OGGETTIVI DI AGGIUDICAZIONE - TAR VENETO (2009)

I requisiti di partecipazione ad una gara sono ontologicamente e funzionalmente distinti dai criteri di valutazione dell´offerta, anche perchè questi ultimi entrano in gioco solo dopo che l´offerta ha superato positivamente il vaglio di ammissibilità. La normativa nazionale e comunitaria riconosce una netta differenziazione tra criteri soggettivi di prequalificazione e quelli oggettivi afferenti all´aggiudicazione, netta e inderogabile differenziazione che, oltre a trovare un preciso ed espresso riferimento normativo, ha una sua sostanziale ed evidente logica: quella di separare i requisiti soggettivi di idoneità e partecipazione alla gara da quelli oggettivi attinenti all´offerta e all´aggiudicazione.

GIURISPRUDENZA: SOCIETÀ MISTE - PARTECIPAZIONE ALLE GARE D'APPALTO - CONSIGLIO DI STATO (2009)

L'art. 13 del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 4 agosto 2006, n. 248 al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori impone ad alcune società a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali di operare esclusivamente con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti, vietando inoltre alle medesime società di svolgere prestazioni in favore di altri soggetti pubblici o privati, sia in affidamento diretto sia con gara, vietando loro inoltre di partecipare ad altre società o enti. Le limitazioni in parola riguardano le società costituite per svolgere attività finalizzate alla produzione di beni o servizi da erogare a supporto di funzioni amministrative di cui resta titolare l'ente di riferimento e con i quali questo provvede al perseguimento dei suoi fini istituzionali e sono rivolte, quindi, essenzialmente alla pubblica amministrazione e non al pubblico.

GIURISPRUDENZA: REQUISITI DI PARTECIPAZIONE - DISCREZIONALITÀ - TAR LAZIO RM (2008)

Secondo il Collegio, invero, il razionale giusto discrimine tra le due opposte manifestate tendenze (quella della libertà valutativa dell'Amministrazione da un lato e dall'altro quella della più ampia partecipazione e del buon andamento dell'azione amministrativa), è dato proprio dalla meditata disamina delle singole fattispecie per cui, nel caso in esame, non può essere ritenuto legittimo il criterio menzionato in quanto il fatturato richiesto per la partecipazione alla gara in argomento non tiene in debita considerazione la reale struttura del mercato di che trattasi (fornitura di autobus elettrici ad alta tecnologia e relativo servizio di manutenzione), che non risulta smentito si tratti di un settore nuovo che solo di recente si sta aprendo alla concorrenza in ragione dell’ingresso di nuove imprese. Da ciò consegue che il fatturato richiesto ai concorrenti (pari a 10 milioni per le forniture nel triennio e 8 milioni per la manutenzione), proprio in ragione della peculiarità del mercato unita all'oggettiva tipologia della gara in esame, si riveli illogico e tale da determinare una irrazionale sproporzione tra i criteri di filtro di partecipazione alla selezione; né tale illogicità può ritenersi in qualche modo superabile per le specifiche caratteristiche della procedura in esame perché comunque, secondo quanto affermato dalla giurisprudenza, la possibilità di prevedere requisiti di partecipabilità più severi rispetto a quelli indicati nei menzionati artt. 41 e 42 del D.lgs n. 163/2006 deve essere svolta in maniera tale da non porre criteri discriminanti, illogici e sproporzionati rispetto alla specificità del servizio oggetto dell'appalto, per non restringere (in maniera altrettanto discriminante, illogica ed irrazionale), oltre lo stretto indispensabile, il potenziale numero dei concorrenti.

GIURISPRUDENZA: VERIFICA REQUISITI ECONOMICO-FINANZIARI - FATTURATO - CONSIGLIO DI STATO (2008)

Se in un appalto di servizi la lex specialis prevede, tra gli altri, come criterio di valutazione delle offerte il "fatturato raggiunto dal concorrente in un determinato arco di tempo", tale criterio dev'essere inteso con riferimento al fatturato indicato nel bilancio finanziario d'esercizio di quell'arco temporale e non al fatturato relativo agli anni solari corrispondenti. Tale tipo di criterio di valutazione inoltre non contrasta col divieto - di origine comunitaria - di duplicazione, nei criteri di valutazione delle offerte, di quanto già richiesto per legge in sede di valutazione dei requisiti generali di partecipazione alla gara (art. 41 D.Lgs 163/06), sempre che il peso ponderale attribuito a tale criterio non sia decisivo. Solo il documento contabile dell'esercizio finanziario consente infatti di ricostruire il dato economico dei concorrenti in maniera non arbitraria od opinabile. Solo in questo modo si sgombra infatti il campo da incertezze e rischi di contestazione con riguardo all'individuazione dell'arco temporale di riferimento (ultimi tre anni anteriori alla pubblicazione del bando ovvero ultimi tre anni anteriori alla scadenza della presentazione delle offerte) ed all'individuazione dei servizi effettivamente svolti dal concorrente in quell'arco temporale (ben potendo alcuni servizi essere svolti in un determinato anno ma essere fatturati in quello successivo). In questo tipo di procedure infatti "l'offerta tecnica non si sostanzia in un progetto o in un prodotto, ma nella descrizione di un facere che può essere valutata unicamente sulla base di criteri quali-quantitativi". Il criterio del fatturato raggiunto in un arco temporale predefinito può quindi rappresentare idoneo criterio di valutazione delle offerte fermo restando che il punteggio ponderale attribuito con tale criterio non abbia un valore decisivo nella valutazione dell'offerta.

GIURISPRUDENZA: PROPORZIONALITÀ REQUISITI PARTECIPAZIONE - CERTIFICAZIONE ISO 14001 - TAR PUGLIA LE (2008)

La giurisprudenza amministrativa è concorde nell’affermazione per cui le stazioni appaltanti possono richiedere, ai fini della partecipazione alle gare ad evidenza pubblica, requisiti ulteriori rispetto a quelli menzionati, ad esempio, dagli artt. 40, 41 e 42 del D.Lgs. n. 163/2006, con l’unico limite dell’inerenza di tali requisiti all’oggetto dell’appalto. Se così è, ne consegue che anche il possesso della certificazione ISO 14001 ben potrebbe essere richiesto ai concorrenti in assenza di una specifica previsione normativa. Per inciso, sotto questo profilo è bene ricordare che l’art. 48 della Direttiva 18/2004/CE non ha fatto altro che “legificare” principi giurisprudenziali che erano pacifici nella giurisprudenza della Corte di Giustizia CE, e lo stesso è a dirsi per le norme interne di recepimento. Pertanto, il fatto che l’art. 42, comma 1, let. f), del D.Lgs. n. 163/2006 rimandi al regolamento l’individuazione dei “casi appropriati” non può avere l’effetto di impedire l’applicazione di tali principi, e ciò anche a non voler qualificare come self executing l’art. 48 della Direttiva 18/2004. Non si tratta, in effetti, di un’attribuzione ex novo alle amministrazioni aggiudicatrici di un potere in precedenza non esistente, ma solo della disciplina più puntuale delle ipotesi in cui tale potere può essere esercitato, per cui il potere può essere esercitato anche in assenza del regolamento. Nel caso in esame, premesso che non viene in discussione l’inerenza del possesso della certificazione ISO 14001 con l’oggetto dell’appalto (inerenza che pacificamente sussiste, non essendoci alcun dubbio sul fatto che la gestione del servizio di igiene urbana è attività che ha notevoli ricadute dal punto di vista ambientale, per cui sono da ricercare tutti gli accorgimenti utili a ridurre tale incidenza), per quanto concerne la proporzionalità il Tribunale ritiene che sul punto la difesa dell’ATO abbia chiarito in maniera sufficiente la natura particolare dell’appalto. In effetti, dalla lettura degli atti indittivi della gara emerge che la volontà della stazione appaltante è quella di individuare un gestore che ponga in essere misure migliorative rispetto al progetto-base. Oltre all’effettuazione delle normali prestazioni connesse con il ciclo dei rifiuti solidi urbani, il capitolato richiede infatti l’elaborazione di soluzioni progettuali innovative, che l’ATO porrà a base dei futuri affidamenti, il che vuol dire che il gestore deve essere un soggetto particolarmente qualificato (senza che ciò voglia significare che le imprese non in possesso della certificazione ISO 14001 non siano in grado di svolgere il normale servizio di igiene urbana).

PRASSI: VERIFICA REQUISITI ECONOMICO FINANZIARI - DICHIARAZIONE BANCARIA UNICA - AVCP (2008)

L’art. 41 del D.Lgs. n. 163/2006, al primo comma, annovera tra i mezzi probatori che la stazione appaltante può richiedere ai concorrenti ai fini della dimostrazione della loro capacità economica e finanziaria, tra gli altri, anche “idonee dichiarazioni bancarie”. In caso di scelta di detta opzione, il comma quattro del suddetto articolo specifica che il requisito deve essere comprovato con dichiarazione di “almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati ai sensi del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385”. Discende, pertanto, alla luce della citata normativa, come anche evidenziato dal giudice amministrativo in sede di appello in una fattispecie analoga alla presente (si veda C. di Stato, sez. IV, 7 aprile 2008 n. 1485), che la presentazione di una sola attestazione bancaria venga a determinare la carenza di un requisito essenziale espressamente previsto dal legislatore. Orbene sulla base delle previsioni della lex specialis di gara, nonché della normativa vigente sopra menzionata, l’offerta della ditta non poteva essere ammessa in quanto non presentava i requisiti essenziali previsti dal bando di gara, non potendo una attestazione di capacità finanziaria rilasciata da un revisore dei conti essere equiparata ad una referenza bancaria. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di P. – Affidamento del servizio di trasporto scolastico e assistenza alunni. Periodo dal 1 settembre 2008 al 30 giugno 2010. S.A.: Comune di P..

PRASSI: REQUISITI ECONOMICO/FINANZIARI PIù SEVERI - LIMITI - AVCP (2008)

L’articolo 41 del Codice dei contratti pubblici al primo comma annovera, a titolo esemplificativo, i mezzi probatori che la stazione appaltante può richiedere ai concorrenti per la dimostrazione della loro capacità economica e finanziaria, indicando le idonee dichiarazioni bancarie, i bilanci o estratti di bilanci dell’impresa, e la dichiarazione concernente il fatturato globale dell’impresa e l’importo relativo ai servizi o forniture oggetto della gara, realizzati negli ultimi tre esercizi. La medesima disposizione, al secondo comma, prevede che le amministrazioni precisino nel bando di gara i requisiti che devono essere posseduti dal concorrente, nonché gli altri eventuali che ritengono di richiedere. In tal modo, il legislatore riconosce la possibilità alla stazione appaltante di prevedere requisiti di capacità economico-finanziaria ulteriori ed eventualmente anche più severi, rispetto a quelli previsti dal Codice dei contratti, lasciando pertanto alla stazione appaltante una discrezionalità nella definizione dei requisiti medesimi. Nel caso di specie, il bando di gara a capitolato d’oneri prevede l’obbligo per i concorrenti di produrre dichiarazioni bancarie rilasciate da almeno due Istituti di Credito, che attestino l’idoneità economica e finanziaria dell’impresa ai fini dell’assunzione dell’appalto in questione e la concessione o l’impegno a concedere all’impresa partecipante, in caso di aggiudicazione, di una linea di credito dedicata all’assolvimento delle obbligazioni pecuniarie determinate dall’appalto, per un importo non inferiore alla base d’asta, riferita alla durata triennale del contratto. Tale previsione, non risulta essere adeguatamente giustificata, anche in considerazione degli altri requisiti previsti dalla documentazione di gara, nonché dell’importo fissato a base d’asta. Infatti la stazione appaltante, come riportato in narrativa, sostiene che la linea di credito richiesta rappresenti una condizione preliminare a dimostrazione delle capacità finanziarie delle ditte partecipanti, cui non fa in ogni caso seguito l’avvio di una procedura di apertura di credito dopo l’aggiudicazione, procedura che non è prevista nel bando di gara tra i documenti da fornire prima della stipula del contratto. Sul punto deve osservarsi come non sembra ammissibile la previsione in sede di partecipazione alla gara di un requisito strettamente connesso alla fase contrattuale che, tuttavia, non viene effettivamente richiesto poi in sede di esecuzione contrattuale. Tale requisito di garanzia, sebbene non sia realmente attivato in sede esecutiva, comporta comunque un onere a carico del concorrente, il cui costo si va a sovrapporre a quello dovuto per la cauzione provvisoria e per ottenere l’impegno del fideiussore a rilasciare la cauzione definitiva in caso di aggiudicazione. Detto onere risulta del tutto ultroneo, atteso che, a detta della stazione appaltante, non è prevista nell’appalto una apertura di credito dopo l’aggiudicazione. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dall’Impresa di pulizie M. di M. - Appalto per la pulizia dei locali di proprietà dell’Ente siti in Palermo - Stazione Appaltante Regione S. – P.

GIURISPRUDENZA: CAPACITÀ ECONOMICO/FINANZIARIA - DOCUMENTAZIONE IDONEA - CONSIGLIO DI STATO (2008)

L’applicazione dell’art. 41, comma 3, del d.lgs. n. 163/2006 - secondo cui “Se il concorrente non è in grado, per giustificati motivi, ivi compreso quello concernente la costituzione o l’inizio dell’attività da meno di tre anni, di presentare le referenze richieste, può provare la propria capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante” - non è esclusa dal mancato intervento, nella specie, di un espresso giudizio di idoneità della stazione appaltante; giudizio che può essere anche implicito e comunque l’inidoneità non è in alcun modo dimostrata dalle appellanti. Inoltre, “qualsiasi altro documento considerato idoneo” ben poteva essere costituito dal fatturato dell’esercizio in corso nell’anno di pubblicazione del bando (2006); il quale ultimo, riferendosi genericamente agli “ultimi cinque esercizi antecedenti la pubblicazione del bando”, non escludeva quello inerente l’anno della sua pubblicazione, purché relativo a periodo antecedente alla data di pubblicazione stessa. Nel caso di specie la società poteva, quindi, avvalersi del disposto dell’art. 253, comma 15, secondo cui “…le società costituite dopo la data di entrata in vigore della legge 18 novembre 1998, n. 415, per un periodo di tre anni dalla loro costituzione, possono documentare il possesso dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi richiesti dal bando di gara anche con riferimento ai requisiti…dei direttori tecnici…, qualora costituite nella forma di società di capitali”. E che il fatturato fosse relativo a servizi di ingegneria consegue all’oggetto stesso dell’attività svolta dalla detta società e ai compiti attribuiti al suo direttore tecnico; né le appellanti forniscono dimostrazione del contrario.

GIURISPRUDENZA: REQUISITI DI ORDINE SPECIALE - FATTURATO - CONSIGLIO DI STATO (2008)

L’adeguatezza e proporzionalità dei requisiti richiesti dal bando va valutata con riguardo non al mero importo dell’appalto, ma all’oggetto in concreto di esso ed alle sue specifiche peculiarità (cfr. ex multis Cons. Stato, sez. V, 23 gennaio 2006, nr. 206; Id. 30 aprile 2002, nr. 2294); in applicazione di tale principio, si è affermato che la richiesta di un determinato fatturato pregresso per servizi anche identici a quello oggetto di gara (e non solo “corrispondenti”, come nel caso che occupa) va commisurata al concreto interesse della stazione appaltante a una certa affidabilità del proprio interlocutore contrattuale, avuto riguardo alle prestazioni oggetto di affidamento (cfr. Cons. Stato, sez. V, 29 marzo 2006, nr. 1599; sez. IV, 10 marzo 2004, nr. 1114; sez. V, 31 dicembre 2003, nr. 9305). Nel caso di specie, come evidenziato dall’odierna appellante, l’oggettiva complessità dei servizi oggetto di gara, comprendenti attività di trasporto, consegna e ritiro di materiali presso tutte le ricevitorie d’Italia (e, quindi, tali da esigere un’organizzazione particolarmente solida, articolata e rodata), rende del tutto giustificata la volontà della stazione appaltante di individuare interlocutori in possesso di un’esperienza specifica particolarmente profonda, e quindi tali da garantire anche sul piano economico una speciale affidabilità.

GIURISPRUDENZA: IDONEE REFERENZE BANCARIE IN CASO DI CONSORZIO O ATI - TAR LAZIO RM (2008)

È ben noto infatti che, di regola, il Consorzio agisce come portatore in proprio d’un interesse imprenditoriale unitario, ancorché collegato alle finalità mutualistiche delle cooperative consorziate. Sicché esso, nelle procedure ad evidenza pubblica, agisce quale centro d’imputazione unitario ed esclusivo dei rapporti, procedimentali e negoziali, con la stazione appaltante, pur se la materiale effettuazione del programma delle obbligazioni o di singole prestazioni sia da esso affidata a taluna, piuttosto che ad un’altra delle cooperative consorziate. Tuttavia, pur se queste ultime non sono che articolazioni organiche del Consorzio e che tutti i requisiti tecnici ed economico-finanziari per l’ammissione a gara devono esser riferiti al Consorzio stesso, la regola del bando, peraltro giammai contestata dall’ ATI ricorrente, riguarda tutte e ciascun’impresa consorziata, con una formulazione che ben chiaramente le distingue dal Consorzio cui appartengono. Tal regola, d’altronde d’identico tenore per le imprese raggruppate, è stabilita per fornire alla stazione appaltante la dimostrazione della capacità economico-finanziaria d’ogni soggetto esecutore delle prestazioni dedotte in appalto, onde s’appalesa inderogabile. Può il Collegio, in linea di mero principio, concordare con il Comune intimato pure sul fatto che, nella trasposizione nazionale delle norme comunitarie sulla dimostrazione della capacità economica, le referenze bancarie non abbiano il medesimo rigore che altrove. Ma non è chi non veda come siffatta prescrizione è stata espressamente voluta dal Comune medesimo, sicché, allo stato, non è né disapplicabile, né derogabile. Del pari evidente è che il riferimento comunale all’art. 41, c. 3 del Codice degli appalti (cfr. pag. 17 della memoria del Comune di Roma in data 21 maggio 2007), per cui l’impresa partecipante, se non può produrre le referenze richieste, può provare la propria capacità economica con ogn’ altro documento idoneo, non è dirimente, né opponibile all’ATI ricorrente. Per un verso, infatti, la scelta iperformalista della lex specialis non consente deroghe, tranne che il Comune intimato non ritenga d’annullare in autotutela la clausola in parola, se la reputa effettivamente in aperta violazione della normativa europea. Per altro verso, dovendo una siffatta interpretazione riguardare tutte le imprese concorrenti per ovvie ragioni di par condicio, la stazione appaltante avrebbe dovuto far constare tale soluzione prima della scadenza del termine di partecipazione alla gara de qua e non adoperarla quale argomento difensivo nel presente giudizio.

GIURISPRUDENZA: MODALITÀ CONSEGNA OFFERTA E PRESENTAZIONE DI UN'UNICA REFERENZA BANCARIA NEI SOTTOSOGLIA - TAR SICILIA CT (2008)

La mera previsione, nella lettera d’invito, della presentazione delle offerte a mezzo del servizio postale, non può considerarsi preclusiva dell’ammissione della presentazione a mani poiché tale forma di presentazione delle istanze , seppure non richiamata, non è esclusa espressamente dalla lettera d’invito che commina l’esclusione per il caso di ritardata presentazione rispetto ai termini fissati. Per quanto attiene alla dimostrazione dei requisiti per partecipare alla gara la indicazione al plurale delle referenze bancarie, come richieste dalla lettera d’invito, non esclude che le stesse siano prestate da una sola banca, non trovando automatica applicazione per gli appalti c.d. sotto soglia le prescrizioni del codice degli appalti (per quel che qui interessa, art. 41), ove non espressamente richiamate nella lex specialis, in quanto le stesse possono essere calibrate dalla stazione appaltante in relazione all’importo dell’appalto ed agli altri requisiti di capacità economico finanziaria delle imprese concorrenti richiesti.

GIURISPRUDENZA: REQUISITI ECONOMICO/FINANZIARI SPROPORZIONATI - TAR EMILIA BO (2008)

Relativamente ai requisiti di capacità economica-finanziaria appartiene alla discrezionalità della stazione appaltante fissare i requisiti di partecipazione alla singola gara, "anche superiori rispetto a quelli previsti dalla legge essendo coessenziale il potere-dovere di apprestare (attraverso la specifica individuazione dei requisiti di ammissione e di partecipazione ad una gara) gli strumenti e le misure più adeguati, congrui, efficienti ed efficaci ai fini del corretto ed effettivo perseguimento dell’interesse pubblico concreto, oggetto dell’appalto da affidare". Unico limite a detta insindacabilità della scelta, si rinviene allorché la stessa sia manifestamente irragionevole, irrazionale, arbitraria, sproporzionata, illogica e contraddittoria, nonché lesiva della concorrenza; la ragionevolezza dei requisiti non viene valutata in astratto, ma in correlazione al valore dell’appalto. Tanto l’Autorità, quanto il Giudice amministrativo ritengono non incongrua né limitativa dell'accesso alla gara la richiesta di un fatturato, nel triennio pregresso, sino al doppio dell’importo posto a base della stessa. Lo stesso G.A. stima, invece, irrazionale, eccessiva e sproporzionata, la richiesta di un importo eccedente di circa sette volte l’oggetto del contratto; ovvero illegittima la clausola del bando di gara che prevede, a dimostrazione del possesso del requisito di capacità economico-finanziaria, un fatturato dell’ultimo triennio che si attesti su una soglia minima pari a più di quindici volte l’ammontare dell’importo posto a base dell’appalto. Ne deriva che è illegittima la richiesta da parte della Stazione Appaltante al fine della partecipazione ad una gara di appalto di servizi di un fatturato triennale superiore a 17 volte il valore dell’appalto.

GIURISPRUDENZA: ATI E CAUZIONE PROVVISORIA DIMIDIATA - TAR PIEMONTE TO (2008)

L’articolo 75 – garanzia a corredo dell’offerta -, comma 7, del d.lgs. 163/2006 prevede che “L'importo della garanzia, e del suo eventuale rinnovo, è ridotto del cinquanta per cento per gli operatori economici ai quali venga rilasciata, da organismi accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000 e della serie UNI CEI EN ISO/IEC 17000, la certificazione del sistema di qualità conforme alle norme europee della serie UNI CEI ISO 9000, ovvero la dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra loro correlati di tale sistema. Per fruire di tale beneficio, l'operatore economico segnala, in sede di offerta, il possesso del requisito, e lo documenta nei modi prescritti dalle norme vigenti.” (..) La ratio della disposizione legislativa è quella di istituire un “premio” per l’impresa partecipante alla gara che, avendo ottenuto una certificazione di qualità, ha la possibilità di dimostrare in misura inferiore la propria affidabilità alla pubblica amministrazione in fase di ammissione alla gara. La cauzione da prestare in sede di partecipazione alla procedura di gara non garantisce solo l’offerta da un punto di vista meramente oggettivo, ma si caratterizza, anche per il profilo soggettivo in relazione alla natura ed alla qualità dell’offerente (determina Autorità Lavori Pubblici n. 44/2000). La certificazione di qualità, nel caso di specie, è tuttavia stata conseguita solo da un‘impresa del raggruppamento in via di formazione: è quindi evidente che, essendone sprovviste le altre tre imprese partecipanti all’ATI non ancora costituita, esse non possono giovarsi della certificazione ottenuta dall’unica impresa al fine di ottenere uno sconto sulla cauzione, in quanto rispetto alle tre che ne sono sfornite l’amministrazione ha diritto a pretendere la cauzione intera a garanzia della sottoscrizione del contratto e degli obblighi derivanti dalla partecipazione alla gara. Per quanto concerne la possibilità di integrare la cauzione prestata in misura erroneamente ridotta, l’Amministrazione comunale, una volta acclarata la sussistenza dell’errore, è vincolata ad escludere l’offerta dell’ATI aggiudicataria non potendo in alcun caso autorizzarla ad integrare la cauzione. Relativamente alla questione sul possesso della capacità economica e finanziaria, la funzione della (almeno) duplice referenza consiste nel fatto che il legislatore vuole rafforzare la garanzia offerta alla stazione appaltante circa l’affidabilità sotto il profilo economico e creditizio dell’impresa, facendo in modo che l’una referenza trovi conferma nell’altra: ciò non può avvenire ove ciascuna impresa dell’ATI costituenda presenti un’unica referenza, posto che i soggetti imprenditoriali partecipanti sotto questa forma rimangono distinti in tutta la fase di svolgimento della procedura di gara, anche se assumono l’impegno di eseguire insieme l’appalto e di mettere insieme le proprie forze nella fase di realizzazione. Tuttavia la loro credibilità sotto il profilo economico-finanziario deve essere singolarmente dimostrata attraverso la presentazione di (almeno) due referenze.

GIURISPRUDENZA: REQUISITI ECONOMICI E FINANZIARI ESSENZIALI - CONSIGLIO DI STATO (2008)

La normativa vigente prevede la presentazione sia di due idonee attestazioni di istituti bancari (cosiddetta capacità finanziaria, idonea a dimostrare la possibilità per l’aspirante aggiudicatario di poter usufruire di anticipazioni finanziarie) che una certa entità di fatturato (cosiddetta capacità economica, idonea invece a rappresentare la robustezza dell’impresa relativamente alle obbligazioni da assumere), per cui è evidente che la presentazione di una sola attestazione bancaria determina, una carenza di requisito essenziale.

GIURISPRUDENZA: VERIFICA REQUISITI ECONOMICO-FINANZIARI IN CAPO AI CONSORZI - CONSIGLIO DI STATO (2008)

La normativa vigente prevede la presentazione sia di due idonee attestazione di istituti bancari (cosiddetta capacità finanziaria, idonea a dimostrare la possibilità per l’aspirante aggiudicatario di poter usufruire di anticipazioni finanziarie) che una certa entità di fatturato (cosiddetta capacità economica, idonea invece a rappresentare la robustezza dell’impresa relativamente alle obbligazioni da assumere), per cui è evidente che la presentazione di una sola attestazione bancaria determina, per il caso di specie, una carenza di requisito essenziale. Per quanto concerne, la dimostrazione dei requisiti da parte di tutti i consorziati o del solo consorziato designato quale esecutore dell’appalto si precisa che il consorzio, a prescindere dal fatto che sia un consorzio stabile o un consorzio ordinario, deve dare la dimostrazione, nei modi previsti, del possesso dei requisiti di tutti i consorziati che vengano individuati come esecutori delle prestazioni scaturenti dal contratto. Qualora il Consorzio abbia individuato uno specifico consorziato per l’esecuzione , ma si sia anche riservato di affidare l’esecuzione in parola alle altre imprese consorziate, con ciò si deve necessariamente esplicitare che tutte le stesse sono in possesso dei requisiti richiesti per l’esecuzione contrattuale.

GIURISPRUDENZA: REQUISITI ECONOMICI - FATTURATO DOPPIO - TAR MOLISE CB (2008)

Non appare irragionevole la clausola del bando di gara che richiede alle partecipanti – quale requisito di ammissione alla procedura – un fatturato globale, nell’ultimo triennio, pari al doppio del prezzo a base d’asta relativamente a servizi identici a quelli oggetto della gara, essendo tale requisito giustificato dalla opportunità della verifica del livello di idoneità economico-finanziaria. Anche la richiesta dimostrazione di una efficiente pregressa gestione di servizi analoghi a quello oggetto della gara non è irragionevole, né sproporzionata, sol che si consideri l’aumento delle percentuali minime di raccolta differenziata prescritte dalla normativa di cui all’art. 24 del D.Lgs. n. 22/1997, all’art. 205 del D.Lgs. n. 152/2006 ed all’art. 1 comma 1108 della legge n. 296/2006. Invero, nella configurazione della tutela della libera concorrenza, il legislatore ha tenuto ben presente l’esigenza di assicurare, nel rispetto del libero confronto concorrenziale, l’efficienza per le Amministrazioni aggiudicatrici, dei risultati di tale confronto, prevedendo rigide regole di accertamento della idoneità tecnica, economica e morale dei partecipanti alle gare pubbliche. In ciò, non vi è violazione delle regole della concorrenza, ma semplicemente il pieno rispetto delle stesse, avendo riguardo alla reale possibilità di confrontarsi tra soggetti in posizione di parità e tutti idonei alla prestazione di servizi per le Amministrazioni aggiudicatrici.

PRASSI: CODICE APPALTI - INCOMPLETA TRASPOSIZIONE DEL CODICE APPALTI - COMMISS. CEE (2008)

Procedura di infrazione 2007-2309 ex art. 226 trattato ce - Incompleta trasposizione del codice appalti.

GIURISPRUDENZA: REFERENZE BANCARIE - CONSIGLIO DI STATO (2007)

Qualora una dichiarazione bancaria non contenga l’attestazione richiesta dal bando con prescrizione chiara, semplice, ripetuta e conforme a quanto prescritto dall’articolo 41 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, è da considerarsi legittima l’esclusione dalla gara. In presenza di siffatta richiesta specifica sanzionata con l’esclusione, non possono sussistere né la facoltà d’integrare la documentazione carente né il corrispondente obbligo dell’amministrazione d’invitare il concorrente a completare la documentazione; e che, opinando diversamente, s’introdurrebbe la massima incertezza nella conduzione delle pubbliche gare. Nel caso di specie, il bando di gara prevedeva che, ai fini della dimostrazione dei requisiti di capacità economica e finanziaria, in caso di associazione temporanea di imprese ciascuna delle imprese associate dovessero presentare «dichiarazioni da parte di almeno due istituti bancari … dalle quali risulti specificamente che il concorrente dispone di mezzi finanziari adeguati per assumere ed eseguire la fornitura di cui al presente bando», prevedendo altresì l’esclusione dalla gara nel caso in cui «le dichiarazioni da parte di almeno due istituti bancari … non attestino specificamente quanto richiesto dal presente bando di gara».

PRASSI: REFERENZA BANCARIA - AVCP (2007)

Il bando di gara con la previsione dell’obbligo di riportare sulla referenza bancaria l’indicazione della denominazione della gara, ha inserito una disposizione senza dubbio onerosa che travalica la finalità sopra citata della norma di garantire alla stazione appaltante la solidità economica dell’impresa. E’ principio noto, infatti, che la stazione appaltante può fissare, nell’ambito della propria discrezionalità, i requisiti di partecipazione superiori a quelli previsti per legge, ai fini del corretto ed effettivo perseguimento dell’interesse pubblico, purché essi non siano manifestamente irragionevoli, arbitrari, sproporzionati, nonché lesivi della concorrenza. Nel caso di specie la previsione contenuta nel disciplinare di gara, secondo cui la referenza bancaria deve indicare l’oggetto della gara, non deve porsi in combinazione con la comminatoria di esclusione prevista, in quanto se operata, verrebbe fornita una interpretazione del bando irragionevole e sproporzionato che andrebbe nel senso di non favorire la maggiore partecipazione degli operatori economici alla gara. Pertanto, alla stregua delle considerazioni che precedono, la commissione di gara non avrebbe dovuto considerare la mancata indicazione dell’oggetto della gara sulla referenza bancaria causa di esclusione, anche operando erroneamente un collegamento con tale clausola alla comminatoria di esclusione. Non può, infatti, ritenersi che una tale omissione possa far insorgere dubbi in ordine alla stabilità economico – finanziaria della ditta. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla DG. S.r.l. – affidamento dei servizi di manutenzione del verde e degli spazi pubblici. S.A. Comune di T.

GIURISPRUDENZA: REFERENZE BANCARIE IN ORIGINALE - TAR PUGLIA BA (2007)

Le dichiarazioni bancarie di cui all’art. 13, lettera a), d.lgs. 17 marzo 1995, nr. 157, non possono essere surrogate neanche parzialmente da dichiarazioni autocertificative sottoscritte dal concorrente; in particolare, la normativa in materia di semplificazione della documentazione amministrativa si riferisce, appunto, ai documenti e certificati rilasciati dalle amministrazioni pubbliche, tra cui con ogni evidenza non rientrano le dichiarazioni bancarie. Quanto sopra appare confermato dalla sopravvenuta normativa di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, nr. 163 (c.d. Codice dei contratti pubblici) la quale, pur generalizzando il principio dell’autocertificabilità dei requisiti di partecipazione alla gara, pone un’espressa eccezione proprio per le dichiarazioni bancarie (art. 41, comma IV).

PRASSI: REQUISITI DI PARTECIPAZIONE E BANDO DI GARA - AVCP (2007)

L’appalto per i lavori di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione con realizzazione di interventi di efficienza energetica e di adeguamento normativo sul territorio comunale, nel caso in specie è ascrivibile nell’ambito oggettivo degli appalti di servizi, nell’ambito del quale sono previsti, come componente accessoria, lavori per interventi di carattere impiantistico e gestionale, per i quali viene richiesto il possesso di attestazione SOA nella categoria OG10, classifica I. Ai sensi dell’articolo 14, comma 2, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006, un contratto avente per oggetto dei servizi di cui all’allegato II e che preveda attività ai sensi dell’allegato I (lavori) solo a titolo accessorio rispetto all’oggetto principale del contratto è considerato un appalto di servizi. Pertanto, ai fini di una verifica sulla legittimità dei requisiti richiesti dal bando, occorre far riferimento alla disciplina degli appalti pubblici di servizi, relativamente ai requisiti di partecipazione concernenti il fatturato globale, i lavori pregressi similari all’oggetto dell’appalto e il possesso di certificazione di qualità non si rilevano elementi di non conformità alle disposizioni di cui agli articoli 41 e 42 del d. Lgs. n. 163/2006. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla N. – lavori di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione con realizzazione di interventi di efficienza energetica e di adeguamento normativo sul territorio del Comune di L. A. S.A. L. A. S. s.r.l.

PRASSI: REQUISITI ECONOMICO/FINANZIARI - AVCP (2007)

Rientra nella discrezionalità della Stazione appaltante valutare, ai sensi dell’art. 41, comma 3, del D.Lgs. 163/06, se il documento presentato sia considerato idoneo a dimostrare la capacità economica e finanziaria dell’impresa, fatta salva l’indicazione circa la sussistenza di giustificati motivi per l’inosservanza della prescrizione. OGGETTO: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di C. delle M. – affidamento dei servizi di gestione del palazzo Marchesale Miani - Perotti.

GIURISPRUDENZA: VERIFICA REQUISITI ECONOMICI - CONSIGLIO DI STATO (2007)

L’articolo 13 del decreto legislativo 17 marzo 1995 n. 157 del 1995 prevede i bilanci tra i documenti che i bandi di gara possono richiedere per la prova della capacità economica e finanziaria ad assumere l’appalto, e prevede pure che «se il concorrente non è in grado, per giustificati motivi, di presentare le referenze richieste, può provare la propria capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dall’amministrazione aggiudicatrice». Nel caso in esame la società aveva appunto allegato e provato un giustificato motivo d’impossibilità di produrre il bilancio del 2004, ossia che il Consiglio di amministrazione aveva rinviato l’approvazione del bilancio (propriamente: la sottoposizione del bilancio all’assemblea dei soci per l’approvazione), nei limiti temporali consentiti dall’articolo 2364 del codice civile, a motivo dell’imminente scadenza del Consiglio stesso; e aveva prodotto, in sostituzione del documento che era impossibilitata a produrre, una dichiarazione sostitutiva sul valore della produzione nell’esercizio 2004 corredata dal progetto di bilancio del 2004, nonché dalla deliberazione del Consiglio d’amministrazione contenente la decisione di rinviare l’approvazione del bilancio. L’autorità di gara pertanto avrebbe dovuto valutare l’idoneità degli elementi forniti in via sostitutiva dalla concorrente per dimostrare la propria capacità finanziaria ed economica, e motivare sulla loro idoneità o sulla loro insufficienza. Non avendolo fatto, l’esclusione della ricorrente per la pura e semplice mancanza del bilancio del 2004 è stata illegittima.

PRASSI: REQUISITI DI PARTECIPAZIONE DI UNA NEOCOSTITUITA - AVCP (2007)

E’ stato, infatti, ritenuto non ipotizzabile una esclusione dalla partecipazione a procedure ad evidenza pubblica di imprese di nuova costituzione, che possano produrre risultanze di bilanci o altra documentazione che evidenzino il possesso dei requisiti richiesti dal bando di gara, anche se per un numero di anni inferiore a quelli indicati nel bando. Una eventuale esclusione si porrebbe, infatti, in violazione del principio di libera concorrenza e comporterebbe una restrizione della stessa, contraria ad ogni principio generale di libera partecipazione al mercato degli appalti. Pertanto è stato evidenziato come in ogni caso, pur se limitatamente agli anni di effettiva esistenza, i requisiti di partecipazione previsti dal bando, devono essere comunque dimostrati dall’impresa neocostituita. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla T. S.r.l. – servizio di notificazioni verbali di violazione al codice della strada ed altre leggi, nonché di ordinanze ingiunzioni di pagamento per verbali non oblati di competenza del Corpo di Polizia municipale.

PRASSI: REQUISITI SOGGETTIVI NELL'OFFERTA - ATTRIBUZIONE DI PUNTEGGIO - AVCP (2007)

Nel bando della gara “de quo”, viene previsto il possesso del fatturato globale sia tra i requisiti di partecipazione, sia successivamente come elemento di valutazione dell’offerta, in presenza del quale vengono attribuiti punti 30. In realtà, il fatturato globale avrebbe dovuto essere collocato solo tra i requisiti di partecipazione, e non anche nella successiva fase di valutazione dell’offerta, fase questa, deputata esclusivamente alla valutazione di elementi che abbiano una diretta connessione con l’oggetto dell’appalto, quale non risulta chiaramente essere il fatturato globale di una impresa. Detta circostanza fa ritenere la previsione del bando di gara in contrasto con l’art. 41 del D.Lgs. 163/06, ai sensi del quale il fatturato di un’impresa è requisito di partecipazione. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di C. – servizio di vigilanza armata presso gli uffici giudiziari.

PRASSI: REQUISITI DI PARTECIPAZIONE E CRITERI DI VALUTAZIONE DELL'OFFERTA - AVCP (2007)

Gli artt. da 41 a 45 del D.Lgs. 163/06 stabiliscono quali sono i requisiti di capacità economica, finanziaria e tecnica che possono essere richiesti per accertare l’idoneità degli offerenti a partecipare alla gara. Detti requisiti, così come descritto nel fatto, nel caso di specie invece di trovare collocazione nella parte iniziale della procedura in cui si selezionano i partecipanti, sono stati inseriti nella parte di valutazione dell’offerta fase che, in realtà, è deputata alla valutazione degli elementi che abbiano una diretta connessione con l’oggetto dell’appalto. Detta circostanza fa ritenere le previsioni del capitolato speciale in contrasto con il dettato normativo il quale, chiaramente, prescrive che requisiti quali il fatturato, il numero medio di lavoratori dipendenti, la certificazione di qualità, lo stato patrimoniale, le esperienze del servizio oggetto della gara, previsti dal Capitolato speciale, sono requisiti di partecipazione. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di G. in C. – servizio di pulizia presso diversi stabili comunali.

GIURISPRUDENZA: BANDO DI GARA - REQUISITI DI PARTECIPAZIONE PIù RIGOROSI - CONSIGLIO DI STATO (2007)

Premesso che costituisce ius receptum l’affermazione secondo cui i bandi di gare d’appalto di servizi possono prevedere requisiti di partecipazione più rigorosi di quelli indicati nel d.lgs. 197 del 1995 purché non discriminanti ed abnormi rispetto alle regole proprie del settore, sulla base della lettura sistematica del secondo e del terzo comma dell’articolo 17 del decreto legislativo 17 marzo 1995 e, per quanto attiene alle imprese di pulizia, dal delineato sistema di qualificazione di cui al D.M. 7 luglio 1997, n. 274, non può dubitarsi che l’amministrazione aggiudicatrice abbia il potere discrezionale di fissare requisiti di partecipazione ad una singola gara, anche molto rigorosi e superiori a quelli previsti dalla legge, e che possa pertanto pretendere l’attestazione di requisiti di capacità diversi ed ulteriori dalla semplice iscrizione nell’elenco, le previsioni indicate nelle accennate disposizioni normative limitandosi a stabilire una semplice presunzione di possesso dei requisiti minimi per la partecipazione alla gara, che pertanto ben possono essere derogati (o meglio incrementati, sotto l’aspetto qualitativo e quantitativo) dall’amministrazione in relazione alle peculiari caratteristiche del servizio da appaltare.

GIURISPRUDENZA: REFERENZE BANCARIE - TAR LAZIO RM (2007)

E’ illegittima l’esclusione dalla gara di un’impresa a causa della mancata presentazione “di due idonee referenze bancarie”, sotto tale profilo, il Collegio ritiene l’illegittimità degli atti gara impugnati sotto il profilo della mancata previsione di alcun temperamento rispetto all’ipotesi della mancata presentazione “di due idonee referenze bancarie”, in ciò ponendosi in contrasto con l’espressa indicazione normativa che consente alle imprese di provare la propria capacità economica e finanziaria “mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante”. La società aveva espressamente indicato, in sede di gara, le motivazioni che avevano reso impossibile la presentazione di una duplice referenza bancaria, mentre alcuna dichiarazione o documentazione alternativa era richiesta dagli atti di gara con riferimento a tale impossibilità, con la conseguenza che in alcun modo le partecipanti avrebbero potuto autonomamente surrogare la documentazione ovvero dimostrare in altro modo le proprie referenze.

GIURISPRUDENZA: REFERENZE BANCARIE - TAR LAZIO (2007)

La presentazione di idonee referenze bancarie comprovate dalla dichiarazione di "almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati", non può considerarsi quale requisito "rigido", dovendosi conciliare l’esigenza della dimostrazione dei requisiti partecipativi con il principio della massima partecipazione alle gare di appalto, con conseguente necessità di prevedere dei temperamenti rispetto a quelle imprese che non siano in grado, per giustificati motivi, di presentare le referenze indicate. Sono illegittimi gli atti di gara impugnati sotto il profilo della mancata previsione di alcun temperamento rispetto all’ipotesi della mancata presentazione "di due idonee referenze bancarie", in ciò ponendosi in contrasto con l’espressa indicazione normativa che consente alle imprese di provare la propria capacità economica e finanziaria "mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante". D’altra parte, deve anche osservarsi come la ricorrente abbia espressamente indicato, in sede di gara, le motivazioni che avevano reso impossibile la presentazione di una duplice referenza bancaria, mentre alcuna dichiarazione o documentazione alternativa era richiesta dagli atti di gara con riferimento a tale impossibilità, con la conseguenza che in alcun modo le partecipanti avrebbero potuto autonomamente surrogare la documentazione ovvero dimostrare in altro modo le proprie referenze.

PRASSI: CAUZIONE PROVVISORIA - ADEMPIMENTI - AVCP (2007)

E’ non conforme a quanto prescritto dall’articolo 14. lettera c) del bando di gara, la dichiarazione resa dalla ditta individuale, che non ha indicato i dati dell’impresa, successivamente verificabili, concernenti la capacità economica finanziaria e tecnica professionale, ai sensi degli articoli 41 e 42 del d. Lgs. n. 163/2006 elencati all’articolo 11. lettere a) e b) del bando in esame; E’ conforme ai disposti dell’articolo 75, comma 2, del d. Lgs. n. 163/2006 la presentazione della cauzione provvisoria mediante assegno circolare. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla SA.ME. s.n.c. – gestione degli impianti tecnologici del Teatro Comunale V. Emanuele per l’anno 2007. S.A.: Comune di N.

GIURISPRUDENZA: REFERENZE BANCARIE - TAR LAZIO RM (2007)

La presentazione di idonee referenze bancarie comprovate dalla dichiarazione di “almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati”, non può considerarsi quale requisito “rigido”, dovendosi conciliare l’esigenza della dimostrazione dei requisiti partecipativi con il principio della massima partecipazione alle gare di appalto, con conseguente necessità di prevedere dei temperamenti rispetto a quelle imprese che non siano in grado, per giustificati motivi, di presentare le referenze indicate. Pertanto, ove ricorrano siffatte obiettive ragioni nonché i “giustificati motivi”, la lex specialis di gara, non potendo intendersi tale requisito come “rigido”, non può non consentire alle ditte partecipanti alla gara la dimostrazione del possesso aliunde; nella specie la ricorrente in sede di gara aveva rivelato le ragioni in fatto per cui non aveva potuto produrre le due dichiarazioni bancarie. Quindi le imprese possono provare la propria capacità economica e finanziaria “mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante”.

PRASSI: CREDITO BANCARIO - AVCP (2007)

Per costante giurisprudenza l’amministrazione ha il potere discrezionale di individuare le modalità con le quali l’impresa debba fornire la dimostrazione delle proprie potenzialità finanziarie ed economiche, il cui esercizio è rimesso alle esclusive valutazioni dell’amministrazione per quanto attiene alla scelta degli strumenti per conseguire i propri obiettivi istituzionali e di interesse pubblico. Le relative determinazioni devono tuttavia essere proporzionate e ragionevoli. La stazione appaltante legittimamente può richiedere una dichiarazione bancaria di “impegno a concedere, in caso di aggiudicazione, all’impresa partecipante di una linea di credito dedicata all’assolvimento delle obbligazioni pecuniarie determinate dall’appalto, per un importo non inferiore a € 200.000,00.” OGGETTO: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Consorzio H.– servizio di pulizia di edifici e locali comunali e degli uffici giudiziari. S. A. Comune di U.

PRASSI: REQUISITI ECONOMICO/FINANZIARI - REFERENZE BANCARIE - AVCP (2007)

Il Consiglio ritiene che la richiesta di presentare idonea referenza bancaria rilasciata da primario istituto di credito contenente l’impegno ad aprire a favore dell’offerente, in caso di aggiudicazione, una linea di credito pari a 4.000.000,00 di euro, a garanzia di eventuali pagamenti di stipendi e contributi assicurativi e previdenziali da parte dell’impresa verso i propri dipendenti, sia conforme alle disposizioni normative e regolamentari di settore. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dall’O. s.r.l. – servizio di pulizia e attività ausiliarie negli istituti scolastici statali della Regione S.

PRASSI: REQUISITI ECONOMICO/FINANZIARI - SERVIZI ANALOGHI - AVCP (2007)

Il requisito di aver effettuato nel triennio servizi analoghi in aree archeologiche e/o monumentali per un importo globale non inferiore al 30 per cento dell’importo a base di gara, restringe la concorrenza e risulta limitativo del mercato; In caso di associazione temporanea di imprese, la quota percentuale di requisiti di capacità economica e finanziaria e tecnico professionale richiesta, rispettivamente, alla mandataria ed alle imprese mandanti, non può essere superiore al 60 per cento per la mandataria, mentre la restante percentuale deve essere posseduta cumulativamente dalle imprese mandanti; La procedura posta in essere dalla S.A. ai fini del sopralluogo e della consegna della documentazione di gara è conforme ai principi stabiliti dalla normativa di settore. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Consorzio H. – Pubblico Incanto per l’affidamento del servizio di pulizia degli uffici amministrativi, delle aree archeologiche e zone tecniche di pertinenza della Soprintendenza Archeologica di P.

PRASSI: SERVIZI ANALOGHI ALL'OGGETTO DI GARA - AVCP (2007)

Il Consiglio ritiene i requisiti di capacità economica finanziaria e tecnica professionale individuati per la partecipazione alla gara di che trattasi, eccessivi, sproporzionati e restrittivi della concorrenza. I requisiti di capacità economica finanziaria e tecnica professionale richiesti per la partecipazione sono: - aver realizzato nel periodo 2000-2005 un fatturato per forniture e servizi di manutenzione analoghi a quelli del bando almeno pari a euro 30.000.000,00; - aver fornito ed installato nel periodo 2000-2006 impianti automatizzati di trattamento bagagli in partenza per almeno 6 milioni di euro, di cui almeno uno di valore unitario superiore a 2 milioni di euro presso un aeroporto caratterizzato da almeno 4 milioni di passeggeri annui in partenza; aver fornito servizi manutentivi relativi a impianti automatizzati di trattamento bagagli nel periodo 2000-2006 per almeno 2 milioni di euro. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla F. – fornitura e posa in opera di impianto automatizzato trattamento bagagli e relativa manutenzione.S.A.: Società per l’Aeroporto Civile di B. s.p.a.

PRASSI: AVVALIMENTO REQUISITI ECONOMICI - AVCP (2007)

L’aver richiesto un fatturato, per ciascun lotto, pari al doppio del rispettivo importo, non riveste carattere di sproporzione o aleatorietà, né si delinea una limitazione dell'accesso alla gara, tenuto conto che attraverso lo strumento dell'associazione temporanea tra imprese (nel quale i requisiti richiesti ai partecipanti, compreso il fatturato, vengono ripartiti tra i medesimi) ovvero dell’avvalimento, le imprese di minori dimensioni hanno la possibilità di accedere anche agli appalti maggiori, senza con ciò che vengano ridotte le garanzie complessivi di qualificazione che l'amministrazione ha inteso fissare in relazione alla specificità dell'appalto. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Consorzio H. – servizio di pulizia e sanificazione di tutti gli edifici dell’Azienda S. di B..

GIURISPRUDENZA: ATI E REQUISITI ECONOMICI - CONSIGLIO DI STATO (2006)

Il possesso dei requisiti di idoneità tecnica può essere dimostrato facendo riferimento alla sommatoria dei mezzi e delle qualità delle imprese facenti parte del raggruppamento. Ciò peraltro non esclude che la sommatoria delle dette capacità possa essere ritenuto insufficiente, e ciò accade allorché la lex specialis preveda una soglia minima quantitativa per ciascuna impresa: un eccessivo frazionamento del requisito renderebbe l’accertamento scarsamente attendibile, diminuendo l’efficacia del giudizio sull’affidabilità dell’impresa e la tutela del correlato interesse pubblico. In tal caso occorrerà la necessaria corrispondenza tra il requisito posseduto e la parte del servizio, dell’opera o della fornitura effettuata da ciascuna delle imprese associate. L’accertamento della capacità economica e finanziaria del raggruppamento partecipante deve necessariamente essere condotto nei confronti delle singole imprese, onde garantire la possibilità dell’Amministrazione di potersi rivolgere efficacemente a fini risarcitori all’una o all’altra delle imprese raggruppate.

PARERI

QUESITO del 09/04/09 - Dichiarazione - Requisiti di capacità: Con quali modalità specifiche deve essere prdisposta la dichiarazione di cui all'art.41 - comma 1 - lettera a) del D.Lgs. n.163/06 e s.m.i. ? Deve riportare obbligotariamente la gara cui intende partecipare la ditta ?

RISPOSTA del 21/10/09: La norma citata, l’art. 41 comma 1 lett. a) del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., non specifica le modalità con le quali debbono essere redatte le dichiarazioni degli istituti bancari. A tal proposito, il bando di gara, nel fissare i requisiti di capacità economico finanziaria, può specificare il dettato della disposizione imponendo quale contenuto debbano avere dette dichiarazioni. In caso contrario, ove cioè il bando nulla dica circa la necessità di citare l’oggetto della gara alla quale l’offerente partecipa, l’indicazione di cui al quesito non è necessaria. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 02/05/08 - Requisiti tecnico professionali - Criteri di aggiudicazione: Dovendo procedere ad una gara di servizi da aggiudicare con il criterio del prezzo più basso, si chiede come bisogna comportarsi relativamente ai requisiti di capacità tecnica e professionale previsti dall'art.42 del D.Lgs. n.163/06? In pratica nel bando di gara quali dovranno essere i requisiti minimi da richiedere ai partecipanti? essendo la gara con il criterio del prezzo più basso, si può anche omettere la richiesta di tali requisiti ?

RISPOSTA del 25/06/09: È necessario distinguere i requisiti di capacità dal criterio di aggiudicazione della procedura. I primi (requisiti di capacità economico finanziaria e tecnico professionale) fanno riferimento alle caratteristiche che debbono possedere tutti gli offerenti per essere ammessi alla selezione. Il secondo, invece, riguarda la valutazione delle offerte dei partecipanti (prezzo più basso o offerta economicamente più vantaggiosa). In risposta al quesito, non è dunque possibile prescindere dalla fissazione dei requisiti di capacità tecnico professionale, che debbono essere fissati nel bando di gara secondo le modalità di cui all’art. 42 d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. Tale fissazione deve essere effettuata avendo riguardo all’oggetto contrattuale e deve tenere conto dell’importo contrattuale da affidare (in base al principio di proporzionalità). I partecipanti dichiarano il possesso dei requisiti di capacità a norma dell’art. 42, comma 4 del codice. La verifica circa la veridicità di tale dichiarazione avviene secondo le modalità esemplificate al comma 1 della medesima norma. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 11/03/08 - Requisiti di capacità - : Oggetto del servizio da affidare: servizio custode cimiteriale, inumazioni etc; - durata: biennale; - importo annuo: circa 25.000 euro; - gara: informale procedura negoziata. Si chiede se le sotto riportate clausole inserite in gara e riferite alla capacità tecnica-economica, siano ritenute conformi alla normativa vigente di settore, pertinenti, congrue allo scopo perseguito, proporzionate, logiche, non eccedenti l’oggetto dell’appalto e non arbitrarie. La ... indiceva procedura negoziata richiedendo anche i seguenti requisiti di partecipazione: - aver prestato servizi analoghi a quello oggetto dell’appalto presso altri enti pubblici, (custode cimiteriale); - documentare l’espletamento del servizio svolto presso Enti pubblici, con certificazioni firmate e timbrate dalle stesse; - aver realizzato un fatturato globale d'impresa dal quale si rilevi un importo pari o superiore a quello d’appalto, e relativo a servizi prestati similmente a quello in gara negli ultimi 3 esercizi, ovvero doppio fatturato se realizzato negli ultimi 2 anni, ovvero triplo se realizzato l’anno prima. La ... escludeva la ditta ... per omessa produzione di documentazione. E’ stato in seguito verificato che l'omessa produzione di documenti non era espressamente sanzionata dalla lex specialis con la pena di esclusione dalla gara. Quindi la ... in autotutela invitava la ditta esclusa ad integrare la documentazione. In data 19.02.2008 sono pervenuti i documenti richiesti evincendo comunque la mancanza dei requisiti tecnici – economici di gara, e tutti ritenuti essenziali dalla .... E’ stata ribadita l’esclusione. Considerato che in data 27.02.2008 è pervenuta una nota del Difensore Civico Regionale con la quale si invitava l’ente a revocare l’appalto, ed in pendenza di eventuale ricorso al TAR, a mente di analogo parere dell’Autorità di Vigilanza n. 33 del 31.01.2008 - PREC365/07 si chiede risposta al quesito in premessa.

RISPOSTA del 23/04/09: Dalle informazioni riportate nel quesito non emergono le ragioni per le quali il Difensore Civico Regionale invita Codesto ente a revocare l’appalto in questione. Inoltre, non appare chiaro se nella fattispecie l’attività di verifica dei prescritti requisiti di ordine speciale sia stata condotta anteriormente all’invio della lettera d’invito, ovvero successivamente all’aggiudicazione. In proposito si ricorda, difatti, che alla gara informale non preceduta da bando o avviso possono essere invitate unicamente imprese qualificate (art. 57, comma 6), rispetto alle quali pertanto risulti già comprovata la capacità tecnico-economica ad espletare il servizio da affidare. Per quanto attiene infine alla richiesta di esprimere un parere sulla pertinenza, congruità, proporzionalità, ecc. delle clausole della lex specialis riferite ai requisiti di qualificazione, anche alla luce delle indicazioni desumibili dalla deliberazione dell’Autorità di vigilanza n. 3/2008, si fa presente che detta valutazione è di stretta pertinenza della Stazione appaltante. Nel caso in esame non si tratta difatti di fornire chiarimenti di natura interpretativa in ordine all’applicazione della vigente normativa in materia di appalti pubblici, ma piuttosto di sindacare la legittimità, sotto il profilo dell’eccesso di potere, di una scelta discrezionale, finalizzata alla individuazione dei parametri di affidabilità tecnico-economica ritenuti più idonei allo scopo. Spetta quindi all’amministrazione rinnovare l’apprezzamento di merito sulla congruità e proporzionalità dei parametri in tal modo individuati, verificando in particolare la sussistenza di un’adeguata giustificazione della configurazione dei requisiti stessi nelle reali esigenze in concreto da soddisfare, e, comunque, considerando le finalità e le ragioni di interesse pubblico alla base delle conseguenti eventuali determinazioni che la stazione appaltante intende assumere. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 13/11/07 - Requisiti economici - : Per non escludere le imprese di recente istituzione è possibile appurarne la capacità economico-finanziaria con la produzione di due dichiarazioni rilasciate da istituti bancari o dagli altri soggetti abilitati allo scopo, anziché attraverso il fatturato e i servizi eseguiti nei tre anni precedenti? In questo modo viene garantita la par conditio con le ditte che invece sono tenute alla presentazione della documentazione relativa al fatturato ed ai servizi eseguiti nel triennio precedente?

RISPOSTA del 30/10/08: La norma applicabile in materia è l’art. 41, c. 3 del Codice dei contratti pubblici, dove si afferma che “se il concorrente non è in grado, per giustificati motivi, ivi compreso quello concernente la costituzione o l'inizio dell'attività da meno di tre anni, di presentare le referenze richieste, può provare la propria capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante”. In base a tale norma è pertanto possibile accettare referenze bancarie o altri documenti che dimostrino tale capacità. Si noti, però, come tale possibilità non sia contemplata dall’art. 42 del Codice in materia di requisiti di capacità tecnica e professionale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 24/09/07 - CPV - : Dovendo procedere alla realizzazione di interventi finalizzati al risparmio sui consumi di energia, si chiede che tipo di gara si può predisporre, atteso che che il codice CPV dell'allegato IIA del D.Lgs. n.163/06 prevede "Servizi di consulenza in efficienza energetica".

RISPOSTA del 02/07/08: Dai dati forniti, il contratto dovrebbe avere per oggetto servizi e la procedura di gara essere una procedura aperta o una procedura ristretta. Si valuti la scelta, come criterio di aggiudicazione, di quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa. I requisiti soggettivi dei partecipanti, economico-finanziari e tecnico organizzativi, dovrebbero essere basati sul disposto degli artt. 41 e 42 del Codice contratti pubblici. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 30/10/06 - Appalto di servizi - : chiarimento in merito ad una gara per la fornitura del servizio sostitutivo del pasto sotto soglia comunitaria (Euro 150.000,00 circa), che stiamo organizzando, utilizzando come modalità di scelta del contraente la procedura aperta. Sono tre i dubbi che mi riguardano: 1) si applica in sede di gara anche in questo caso l'art. 48, comma 1 del D. Lgs. 163/2006? (quindi dobbiamo effettuare il sorteggio tra i partecipanti?; 2)si paga la tassa prevista per le gare oppure questa disposizione si applica solo nel caso di gare aventi ad oggetto lavori? 3) per effettuare il controllo dei requisiti in seguito al sorteggio di cui all'art. 48 D. Lgl. comma 1 cosa quali documenti devono essere chiesti nello specifico dalla stazione appaltante e se c'è qualcosa nello specifico a cui bisogna fare particolare attenzione.

RISPOSTA del 02/04/07: La risposta al primo quesito è affermativa, stante la lettera e la collocazione della norma all’interno del corpo codicistica. La risposta al secondo quesito è negativa, fino a che l’Autorità non fornirà ulteriori discipline. In risposta alla terza domanda, è necessario fare riferimento a quanto previsto nel bando di gara ed a quanto elencato negli art. 41 e 42 del Codice. In merito al 2° quesito si segnala la delibera dell'Autorità di Vigilanza del 10 gennaio 2007 che ha esteso l'obbligo anche a servizi e forniture. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/01/08 - Requisiti generali imprese - omessa produzione del documento richiesto: Si chiede parere a esclusione attuata dallo scrivente verso un concorrente, dopo procedura negoziata informale. L'escluso non presentava quanto richiesto nel capitolato e allegati. Nessuna osservazione o ricorso avversi pervenivano prima della scadenza d'appalto. Si specifica: 1- Appalto servizio custode cimiteriale inferiore ai 150.000 euro; 2- lettera, capitolato d'appalto e allegati, disciplinavano "lex specialis" le modalità di partecipazione-aggiudicazione della gara, prevedendo testualmente: - presentazione delle dichiarazione prestampate allegate al capitolato; - ogni concorrente doveva possedere i requisiti specificati all'art. 41 DLgs. 163/06, e veniva specificati inoltre: - fatturato globale d'impresa dal quale si rilevi un importo pari o superiore di quello dell’appalto, relativo a servizi prestati similmente a quello oggetto della gara e realizzati negli ultimi tre esercizi 3- era richiesto anche: - elenco principali servizi prestati negli ultimi 3 anni con indicazione di importi, date e dei destinatari pubblici, dei servizi analoghi. I servizi prestati a favore delle pubbliche amministrazioni, sono provati da certificati rilasciati e dalle Amm.ni stesse; Lo scrivente escludeva definitivamente il concorrente provvisoriamente vincitore in quanto, testualmente, non presentò in sede di gara: - fatturato globale d'impresa dal quale si rilevi un importo pari o superiore di quello dell’appalto, relativo a servizi prestati similmente a quello oggetto della gara… - elenco dei principali servizi prestati negli ultimi tre anni con l'indicazione degli importi, delle date e dei destinatari pubblici, dei servizi stessi. I servizi prestati a favore delle pubbliche amm.ni, sono provati da certificati rilasciati e vistati dalle Amm.ni pubbliche stesse. La ditta esclusa ricorreva per - la libertà di concorrenza - diritto a integrazioni postume - analogia tra servizio privato- e custode cimiteriale (pubblico)

RISPOSTA del : Nella fattispecie, va in primo luogo verificato se l’omessa produzione del documento richiesto è espressamente sanzionata dalla lex specialis con la pena di esclusione dalla gara. In assenza di simile previsione, l’esclusione del concorrente potrebbe difatti porsi in contrasto con il principio della massima partecipazione alla gara dei concorrenti, per cui, secondo la giurisprudenza (CdS, sent 7835/03), occorre distinguere tra condizioni della lex specialis essenziali ed inderogabili ai fini dello svolgimento della gara e dell’accettazione dell’offerta e condizioni derogabili, sanabili con diversi adempimenti. Spetta dunque all’Amministrazione verificare se l’omessa presentazione documentale non sanzionata corrisponda ad un interesse sostanziale dell’amministrazione o, sia comunque disposta a garanzia della par condicio tra i concorrenti. Ciò posto, alla possibilità, ora riconosciuta in via generale dall’art 46 del DLgs 163/06 di invitare i concorrente a completare o a fornire chiarimenti sui documenti presentati, va data una lettura restrittiva, trattandosi di norma di carattere eccezionale. La giurisprudenza CdS, sent. 1068/06 ha precisato che l’istituto in questione, incontra i seguenti limiti: a) rispetto del principio della par condicio tra i concorrenti: la disposizione non può essere utilizzata per supplire alla inosservanza di adempimenti procedimentali o alla omessa produzione di documenti richiesti a pena di esclusione dalla gara; b) in secondo luogo, la regolarizzazione non può essere riferita agli elementi essenziali della domanda. Giova inoltre rammentare che i requisiti di ordine speciale in argomento sono autodichiarati dal concorrente ex DPR445/00 e verificati direttamente dalla s.a. Infine, un’eventuale ricorso al TAR per la mancata equiparazione dei servizi resi ai privati ai servizi resi a pubbliche amministrazione avrà ad oggetto non il provvedimento di esclusione, bensì la stessa lex specialis (fonte: Ministero Infrastrutture)

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