D. Lgs. 12 aprile 2006 n.163

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Art. 122. Disciplina specifica per i contratti di lavori pubblici sotto soglia

1. Ai contratti di lavori pubblici sotto soglia comunitaria non si applicano le norme del presente codice che prevedono obblighi di pubblicità e di comunicazione in ambito sovranazionale. Le stazioni appaltanti possono ricorrere ai contratti di cui all'articolo 53, comma 2, lettere b) e c), qualora riguardino lavori di speciale complessità o in caso di progetti integrali, come definiti rispettivamente dal regolamento di cui all'articolo 5, ovvero riguardino lavori di manutenzione, restauro e scavi archeologici. (comma modificato dal D.Lgs. 113 del 31/07/2007 in vigore dal 01/08/2007)

2. L'avviso di preinformazione di cui all'articolo 63, é facoltativo ed é pubblicato sul profilo di committente, ove istituito, e sui siti informatici di cui all'articolo 66, comma 7, con le modalità ivi previste.

3. L'avviso sui risultati della procedura di affidamento, di cui all'articolo 65 é pubblicato sul profilo di committente, ove istituito, e sui siti informatici di cui all'articolo 66, comma 7, con le modalità ivi previste.

4. I bandi e gli inviti non contengono le indicazioni che attengono ad obblighi di pubblicità e di comunicazione in ambito sopranazionale.

5. Gli avvisi di cui al comma 3 ed i bandi relativi a contratti di importo pari o superiore a cinquecentomila euro sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie speciale - relativa ai contratti pubblici, sul «profilo di committente» della stazione appaltante, e, non oltre due giorni lavorativi dopo, sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, n. 20 e sul sito informatico presso l'Osservatorio, con l'indicazione degli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Gli avvisi e i bandi sono altresì pubblicati, non oltre cinque giorni lavorativi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, per estratto, a scelta della stazione appaltante, su almeno uno dei principali quotidiani a diffusione nazionale e su almeno uno dei quotidiani a maggiore diffusione locale nel luogo ove si eseguono i lavori. I bandi e gli avvisi di cui al comma 3 relativi a contratti di importo inferiore a cinquecentomila euro sono pubblicati nell'albo pretorio del Comune ove si eseguono i lavori e nell'albo della stazione appaltante; gli effetti giuridici connessi alla pubblicazione decorrono dalla pubblicazione nell'albo pretorio del Comune. Si applica, comunque, quanto previsto dall'articolo 66, comma 15 nonché comma 7, terzo periodo. (comma così modificato dal D.Lgs. 26/01/2007 n. 6 in vigore dal 01/02/2007 - da coordinare con l'art.13 co.1 della Legge 180 del 14/11/2011 in vigore dal 15/11/2011; per le spese di pubblicità si segnala quanto disposto dall’art.34 comma 35 del D.L. 179/2012 come convertito dalla L. 221/2012 in vigore dal 19/12/2012)

6. Ai termini di ricezione delle domande di partecipazione e delle offerte, e di comunicazione dei capitolati e documenti complementari, si applicano l'articolo 70, comma 1 e comma 10, in tema di regole generali sulla fissazione dei termini e sul prolungamento dei termini, nonché gli articoli 71 e 72, e inoltre le seguenti regole:

a) nelle procedure aperte, il termine per la ricezione delle offerte, decorrente dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana per i contratti di importo pari o superiore a cinquecentomila euro, e dalla pubblicazione del bando nell'albo pretorio del Comune in cui si esegue il contratto per i contratti di importo inferiore a cinquecentomila euro non può essere inferiore a ventisei giorni;

b) nelle procedure ristrette, nelle procedure negoziate previa pubblicazione di un bando di gara, e nel dialogo competitivo, il termine per la ricezione delle domande di partecipazione, avente la decorrenza di cui alla lettera a), non può essere inferiore a quindici giorni;

c) nelle procedure ristrette, il termine per la ricezione delle offerte, decorrente dalla data di invio dell'invito, non può essere inferiore a venti giorni;

d) nelle procedure negoziate, con o senza bando, e nel dialogo competitivo, il termine per la ricezione delle offerte viene stabilito dalle stazioni appaltanti nel rispetto del comma 1 dell'articolo 70 e, ove non vi siano specifiche ragioni di urgenza, non può essere inferiore a dieci giorni dalla data di invio dell'invito;

e) in tutte le procedure, quando il contratto ha per oggetto anche la progettazione esecutiva, il termine per la ricezione delle offerte non può essere inferiore a quaranta giorni dalla data di pubblicazione del bando di gara o di invio dell'invito; quando il contratto ha per oggetto anche la progettazione definitiva, il termine per la ricezione delle offerte non può essere inferiore a sessanta giorni con le medesime decorrenze;

f) nelle procedure aperte, nelle procedure negoziate previo bando e nel dialogo competitivo, quando del contratto é stata data notizia con l'avviso di preinformazione, il termine di ricezione delle offerte può essere ridotto a 18 giorni e comunque mai a meno di undici giorni, decorrenti, nelle procedure aperte, dalla pubblicazione del bando, e per le altre procedure, dalla spedizione della lettera invito;

g) nelle procedure ristrette e nelle procedure negoziate con pubblicazione di un bando di gara, quando l'urgenza rende impossibile rispettare i termini minimi previsti dal presente articolo, le stazioni appaltanti, purché indichino nel bando di gara le ragioni dell'urgenza, possono stabilire un termine per la ricezione delle domande di partecipazione, non inferiore a quindici giorni dalla data di pubblicazione del bando di gara nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana; e, nelle procedure ristrette, un termine per la ricezione delle offerte non inferiore a dieci giorni, ovvero non inferiore a trenta giorni se l'offerta ha per oggetto anche il progetto esecutivo, decorrente dalla data di invio dell'invito a presentare offerte. Tale previsione non si applica al termine per la ricezione delle offerte, se queste hanno per oggetto anche la progettazione definitiva.

7. I lavori di importo complessivo inferiore a un milione di euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento, nel rispetto dei princìpi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, e secondo la procedura prevista dall’articolo 57, comma 6; l’invito è rivolto, per lavori di importo pari o superiore a 500.000 euro, ad almeno dieci soggetti e, per lavori di importo inferiore a 500.000 euro, ad almeno cinque soggetti se sussistono aspiranti idonei in tali numeri. I lavori affidati ai sensi del presente comma, relativi alla categoria prevalente, sono affidabili a terzi mediante subappalto o subcontratto nel limite del 20 per cento dell’importo della medesima categoria; per le categorie specialistiche di cui all’articolo 37, comma 11, restano ferme le disposizioni ivi previste. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento, conforme all’allegato IX A, punto quinto (avviso relativo agli appalti aggiudicati), contiene l’indicazione dei soggetti invitati ed è trasmesso per la pubblicazione, secondo le modalità di cui ai commi 3 e 5 del presente articolo, entro dieci giorni dalla data dell’aggiudicazione definitiva; non si applica l’articolo 65, comma 1 ( comma introdotto dall’art.4, comma 2, lett.l) del DL 13/05/2011 n. 70 in vigore dal 14/05/2011, e ulteriormente modificato dalla legge di conversione 12 luglio 2011, n. 106, in vigore dal 13/07/2011)

7-bis. abrogato. (comma introdotto dalla L 201 del 22/12/2008, di conversione del DL 162/2008,, in vigore dal 23/12/2008, e successivamente abrogato dall’art.4, comma 2, lett.l) del DL 13/05/2011 n. 70 in vigore dal 14/05/2011, convertito con la legge di conversione 12 luglio 2011, n. 106, in vigore dal 13/07/2011)

8. Per l’affidamento dei lavori pubblici di cui all’articolo 32, comma 1, lettera g), si applica la procedura prevista dall’articolo 57, comma 6; l’invito è rivolto ad almeno cinque soggetti se sussistono in tale numero aspiranti idonei. (comma sostituito dall'art. 1, comma 1, lettera bb), d.lgs. n. 152 del 11/09/2008 in vigore dal 17/10/2008; l’obbligo sancito dal presente comma non trova applicazione per le opere di urbanizzazione primaria, di importo inferiore alla soglia di rilievo comunitario, ai sensi dell’art. 16, comma 2-bis, d.P.R. n. 380 del 2001, come introdotto dall’art. 45, comma 1, decreto-legge n. 201/2011 in vigore dal 06/12/2011, poi convertito senza modifiche dalla Legge di conversione 214/2011, in vigore dal 28/12/2011)

9. Per lavori d'importo inferiore o pari a 1 milione di euro quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso, la stazione appaltante può prevedere nel bando l'esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell'articolo 86; in tal caso non si applica l'articolo 87, comma 1. Comunque la facoltà di esclusione automatica non è esercitabile quando il numero delle offerte ammesse è inferiore a dieci; in tal caso si applica l'articolo 86, comma 3. (comma modificato dall'art. 1, comma 1, lettera bb), d.lgs. n. 152 del 11/09/2008 in vigore dal 17/10/2008, poi modificato dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102 in vigore dal 05/08/2009 - NB da coordinare con quanto disposto dall'art.253 comma 20-bis)

ELENCO LEGGI COLLEGATE: art. 29, legge n. 109/1994; artt. 79, 80, 81 decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999

NORMA TRANSITORIA: Ai sensi dell'art. 253 co, 8: Limitatamente ai lavori di importo sotto soglia, le disposizioni dell'articolo 32, comma 1, lettera g) e dell'articolo 122, comma 8, non si applicano alle opere di urbanizzazione secondaria da realizzarsi da parte di soggetti privati che, alla data di entrata in vigore del codice, abbiano già assunto nei confronti del Comune l'obbligo di eseguire i lavori medesimi a scomputo degli oneri di urbanizzazione.

GIURISPRUDENZA COLLEGATA:

GIURISPRUDENZA: GIUSTIFICAZIONE PREVENTIVA DEI PREZZI - CONSIGLIO DI STATO (2009)

Nel caso di specie si deve osservare che la disciplina di gara prevedeva che la stazione appaltante si riservava la facoltà di valutare la congruità di ogni altra offerta che, in base ad elementi specifici, appaia anormalmente bassa. Lo stesso disposto dell’art. 122, comma 9, del codice dei contratti pubblici statuisce che, nell’ipotesi in cui il numero delle offerte sia inferiore a cinque (evenienza naturalmente non conoscibile ex ante), non si proceda all’esclusione automatica ma si provveda alla valutazione in concreto dell’anomalia delle offerte. Si deve allora convenire che l’amministrazione, versando al di fuori dell’ipotesi in cui il precetto di legge lo impone, si sia avvalsa della facoltà di richiedere detta dichiarazione preventiva a tutte le imprese al fine di ottenere ex ante gli elementi utili al fine di verificare la congruità dell’offerta in base alla disciplina di gara ed alla normativa dettata dal codice dei contratti pubblici. La stazione appaltante, facendo governo non illogico del suo potere di dettare le regole più efficienti per la celere definizione della procedura, ha inteso così accelerare la procedura di verifica imponendo un onere documentale che non appare, in un’ottica comparativa, incongruo ed eccessivo. Si deve infatti convenire che il legislatore non ha vincolato in modo inderogabile le amministrazioni aggiudicatrici ma, specie con la salvaguardia del generale potere di valutazione delle offerte affette da profili di inaffidabilità, ha lasciato in capo alle singole stazioni appaltanti uno spazio di discrezionalità nella scelta delle modalità più consone per il controllo sulla congruità delle offerte. Nella specie la scelta di richiedere la dichiarazione preventiva dei prezzi non appare arbitraria o irrazionale, se si considera che si tratta di uno strumento rispondente a criteri di trasparenza e parità di trattamento, che mira a contrastare il fenomeno dei ribassi sconsiderati ed a costringere le imprese ad un’assunzione di responsabilità reale circa le condizioni di gara.

GIURISPRUDENZA: INAPPLICABILITÀ ESCLUSIONE AUTOMATICA AUTOMATICA OFFERTE ANOMALE PER NUMERO INFERIORE AL MINIMO LEGALE - GIUSTIFICAZIONI PREVENTIVE - CONSIGLIO DI STATO (2009)

Lo stesso disposto dell’art. 122, comma 9, del codice dei contratti pubblici statuisce che, nell’ipotesi in cui il numero delle offerte sia inferiore a cinque (evenienza naturalmente non conoscibile ex ante), non si proceda all’esclusione automatica ma si provveda alla valutazione in concreto dell’anomalia delle offerte. Si deve allora convenire che l’amministrazione, versando al di fuori dell’ipotesi in cui il precetto di legge lo impone, si sia avvalsa della facoltà di richiedere detta dichiarazione preventiva a tutte le imprese al fine di ottenere ex ante gli elementi utili al fine di verificare la congruità dell’offerta in base alla disciplina di gara ed alla normativa dettata dal codice dei contratti pubblici. La stazione appaltante, facendo governo non illogico del suo potere di dettare le regole più efficienti per la celere definizione della procedura, ha inteso così accelerare la procedura di verifica imponendo un onere documentale che non appare, in un’ottica comparativa, incongruo ed eccessivo. Si deve infatti convenire che il legislatore non ha vincolato in modo inderogabile le amministrazioni aggiudicatrici ma, specie con la salvaguardia del generale potere di valutazione delle offerte affette da profili di inaffidabilità, ha lasciato in capo alle singole stazioni appaltanti uno spazio di discrezionalità nella scelta delle modalità più consone per il controllo sulla congruità delle offerte. Nella specie la scelta di richiedere la dichiarazione preventiva dei prezzi non appare arbitraria o irrazionale, se si considera che si tratta di uno strumento rispondente a criteri di trasparenza e parità di trattamento, che mira a contrastare il fenomeno dei ribassi sconsiderati ed a costringere le imprese ad un’assunzione di responsabilità reale circa le condizioni di gara.

NORMATIVA: OPERA A SCOMPUTO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONI - NOVITÀ - REGIONE VENETO (2009)

Indirizzi interpretativi per l’applicazione delle disposizioni in materia di opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione dopo il terzo decreto correttivo del Codice dei contratti. (D.Lgs. 163/2006, art. 32, comma 1, lett. g, e art. 122, comma 8).

PRASSI: SOGLIA DI ANOMALIA - ARROTONDAMENTI CIFRE DECIMALI - AVCP (2009)

Per pacifica giurisprudenza, in assenza di un’espressa specifica previsione della lex specialis della gara, non è consentito alla P.A. procedere ad arrotondamenti nel calcolo delle medie e nella determinazione della soglia di anomalia, costituendo ogni arrotondamento non previsto dalla lex specialis della gara una deviazione dalle regole matematiche da applicare in via automatica. La giurisprudenza (Consiglio di Stato, sentenza n.6561 del 2006) ha altresì chiarito che, quandanche la S.A. abbia previsto un criterio per la formulazione dei ribassi percentuali, detta regola - nel silenzio del bando - non necessariamente deve applicarsi in modo automatico anche alla determinazione della soglia di anomalia, che è un momento differente e per il quale non vale obbligatoriamente il medesimo modus operandi. Infatti, mentre l’arrotondamento dei ribassi offerti ha il solo scopo di assicurare la loro omogeneità, diversa è la realtà dei calcoli successivi, che contengono quozienti e che quindi possono comportare un numero di decimali anche elevato. Secondo il Supremo Consesso «non è dato […] intravedere alcun rigido collegamento tra la formulazione dei ribassi di offerta e i calcoli successivi per la determinazione della soglia di anomalia […]», potendo semmai la Commissione «per motivi di convenienza o per comodità di calcolo, […]procedere ad un troncamento o ad un arrotondamento della soglia di anomalia, ma alla condizione (imprescindibile) di conservare un numero di decimali sufficiente ad evitare di falsare il risultato del calcolo e quindi di danneggiare alcuno dei concorrenti». Conseguentemente la S.A., non essendo autovincolata ad utilizzare nella determinazione della soglia di anomalia, con riferimento al numero di cifre decimali ammesse, lo stesso criterio espressamente stabilito per la formulazione dei ribassi (limitazione a due cifre decimali), può discrezionalmente utilizzare nella determinazione di detta soglia un numero di decimali più ampio ed omogeneo, tale da non falsare il risultato del calcolo e da non avvantaggiare alcun concorrente. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Regione V. –Procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara aperta per l’affidamento dei lavori di manutenzione di tratti della rete classificata e non classificata in sinistra Piave per interventi saltuari di riparazione erosioni, taglio vegetazione ed espurghi in comuni vari - Importo a base d’asta euro 185.780,00 - S.A. Regione V..

NORMATIVA: NORMATIVA APPALTI - DISPOSIZIONI MODIFICATE - NAZIONALE (2008)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 ottobre 2008, n. 162, recante interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, di sostegno ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca professionale, nonché di finanziamento delle opere per il G8 e definizione degli adempimenti tributari per le regioni Marche ed Umbria, colpite dagli eventi sismici del 1997.

GIURISPRUDENZA: CLAUSOLA BANDO - ESCLUSIONE AUTOMATICA DELLE OFFERTE ANOMALE - TAR PUGLIA LE (2008)

In materia di interpretazione degli atti di gara trovano applicazione, in quanto espressione di principi generali, le disposizioni dettate dal codice civile e, in particolare, per ciò che rileva in questa sede, l’art. 1363 c.c., ai sensi del quale le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell'atto. A chi partecipa ad una gara d'appalto, operatore nel settore e, quindi, soggetto qualificato, si richiede, pertanto, una lettura complessiva e globale delle regole di partecipazione, poste negli atti di gara (T.A.R. Puglia Lecce, sez. II, 14 agosto 2007 , n. 3078); è, infine, onere anche dei concorrenti - e non della sola stazione appaltante - accedere ad un’interpretazione secondo buona fede delle norme della lex specialis, ai sensi dell’art. 1366 c.c.; Nel caso di specie, il carattere di mero refuso della particella “non” contenuta nella prima parte dell’articolo del bando di gara (“non si procederà all’esclusione automatica delle offerte anormalmente basse secondo le modalità previste dall’art. 122, comma 9, d.lgs. n. 163/2006; nel caso di offerte in numero inferiore a cinque non si procede all’esclusione automatica ma la stazione appaltante ha comunque la facoltà di sottoporre a verifica le offerte ritenute anormalmente basse”) si evince chiaramente dalla lettura dell’intero articolo e degli atti di gara. Il richiamo all’art. 122, c. 9, d.lgs. n. 163/2006 rende, difatti, chiaramente percepibile l’intento dell’amministrazione di avvalersi della facoltà di prevedere l’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentino una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell'articolo 86. L’inserimento del bando di un’apposita previsione al riguardo è, inoltre, necessario, ai sensi dell’art. 122, c. 9, d.lgs. n. 163/2006, solamente nel caso in cui l’amministrazione intenda ricorrere all’esclusione automatica delle offerte anomale. Laddove l’articolo del bando venisse letto non considerando la particella “non” un refuso, non avrebbe senso la seconda parte dell’articolo - nella quale viene specificato che “nel caso di offerte in numero inferiore a cinque non si procede all’esclusione automatica ma la stazione appaltante ha comunque la facoltà di sottoporre a verifica le offerte ritenute anormalmente basse” – anzi, si arriverebbe all’assurdo di ritenere che l’amministrazione potesse esercitare la facoltà di sottoporre a verifica le offerte anormale solo in caso in cui le offerte fossero state meno di cinque.

PRASSI: LEGGE REGIONALE DELLA SARDEGNA IN CONTRASTO CON LA NORMATIVA NAZIONALE IN MATERIA DI PUBBLICITÀ - AVCP (2008)

Per quanto attiene all’eccezione relativa alla pubblicità del bando di gara, si fa presente che ai sensi dell’articolo 122, comma 5, del d. Lgs. n. 163/2006, relativamente ad appalti di lavori pubblici di importo pari o superiore a 500.000 euro, i relativi bandi ed avvisi sui risultati della procedura di affidamento sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, sul “profilo di committente” della stazione appaltante, sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture, e, per estratto, su almeno uno dei principali quotidiani a diffusione nazionale e su almeno uno dei quotidiani a maggiore diffusione locale. La S.A. ha invece seguito modalità di pubblicità diverse, in adempimento di quanto prescritto in materia dalla legge regionale n. 5/2007, articolo 22. Al riguardo, deve rilevarsi che la medesima legge regionale è stata oggetto di impugnativa da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Delibera C.d.M. del 28.9.2007) per illegittimità costituzionale di una serie di articoli, fra i quali anche l’articolo 22, che, poiché attengono ad aspetti inerenti le procedure di affidamento, sono di competenza esclusiva statale, ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del d. Lgs. n. 163/2006: la Regione Autonoma S. non può, prosegue l’impugnativa, introdurre una disciplina difforme da quanto disposto dal Codice dei contratti pubblici in relazione alle materie di cui al citato articolo 4, comma 3, al fine “di evitare disparità di trattamento delle imprese che operano sull’intero territorio nazionale con conseguenti effetti distorsivi del sistema e alterazione del regime di concorrenza”. Ai fini della soluzione del caso in esame, tuttavia, si deve tener presente che fino alla pronuncia della Corte Costituzionale, la norma regionale trova comunque applicazione. OGGETTO: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla A.S. s.r.l.– lavori di realizzazione della Base Operativa Antincendio ed annessa elisuperficie nel Comune di P.. S.A. Regione Autonoma S. – Assessorato della Difesa dell’Ambiente.

PRASSI: CONVENZIONI URBANISTICHE - APPALTO DI LAVORI - AVCP (2008)

OGGETTO: Realizzazione di opere pubbliche da parte di privati nell’ambito di accordi convenzionali stipulati con le amministrazioni. COMMENTO: La realizzazione di opere prevista dalle convenzioni urbanistiche rientra nella nozione di appalto pubblico di lavori. L’affidamento dell’esecuzione delle suddette opere soggiace alla disciplina contenuta negli artt. 32, comma 1, lett. g), 121, comma 1, e 122, comma 8, del d.lgs. n. 163/2006, salvo il caso in cui le amministrazioni procedenti abbiano esperito preventivamente una procedura ad evidenza pubblica per la scelta del privato sottoscrittore del relativo accordo convenzionale.

PRASSI: RICHIESTA DI SOPRALLUOGO E TERMINI - AVCP (2007)

Rientra nell’organizzazione delle amministrazioni aggiudicatrici la calendarizzazione delle visite di sopralluogo e del ritiro della documentazione tecnica complementare di gara, nel rispetto del principio della par condicio. La norma non dispone la fissazione di un termine entro il quale procedere a detto adempimento, la cui articolazione rientra nelle valutazioni proprie della stazione appaltante, che deve rispettare, come per ogni altro suo comportamento, il principio del buon andamento e di ragionevolezza. Non si rilevano elementi di non conformità nell’operato della stazione appaltante che, nel caso in specie, ha fissato per la richiesta dei documenti un termine di 49 giorni dalla pubblicazione del bando, stabilendo ulteriori 30 giorni per la presentazione delle offerte. Sembra potersi ritenere che i termini sopra riportati, ed in particolare quello per la richiesta dei documenti, non siano lesivi della più ampia partecipazione degli operatori economici, tenuto conto che ai sensi dell’articolo 122, comma 6, lettera a), del d. Lgs. n. 163/2006, i termini per la ricezione delle offerte nelle procedure aperte di importo inferiore alla soglia comunitaria, come nel caso in esame, non possono essere inferiori a ventisei giorni. Per quanto concerne il mancato riferimento nel bando all’obbligo di effettuare il sopralluogo, la disciplina di gara rappresenta un corpus unitario, che deve essere esaminato dal concorrente in modo organico e complessivo: il disciplinare prescrive di dover allegare all’offerta l’attestazione di avvenuto sopralluogo, con ciò evidenziando l’obbligo del sopralluogo stesso nonché il fatto che l’acquisizione dei documenti ed il sopralluogo sono due elementi essenziali, e fra loro necessariamente coordinati, ai fini della formulazione dell’offerta. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla P. s.r.l. – realizzazione di due cabine elettriche di trasformazione (n. 3 bis e n. 6 bis9 e della cabina di ricezione ACEA – S.A. Centro Agroalimentare R. (C.A.R.)

PRASSI: ONERI SICUREZZA E RIBASSO - AVCP (2007)

In ordine alla questione se i costi della sicurezza “ex lege” debbano o meno essere esclusi dal ribasso, che la S.A. deve verificare se il ribasso offerto lascia inalterata la sicurezza ex lege, procedendo alla valutazione della congruità dell’offerta. Detta verifica deve effettuarsi anche in caso di appalto da aggiudicarsi con l’esclusione automatica delle offerte, ai sensi dell’articolo 122, comma 9 del d. Lgs. n. 163/2006. In relazione alla estrapolazione, dal costo delle singole lavorazioni, della componente riferibile alla sicurezza, l’Autorità ha ritenuto che non sussiste l’obbligo per la stazione appaltante di procedere all’effettuazione di detta individuazione di voce di costo. Tuttavia, nel caso di specie, la S.A. ha preferito individuare anche la componente di costo riferibile alla sicurezza nel prezzo unitario di ciascuna lavorazione, escludendola dall’importo soggetto a ribasso. A fronte di una disciplina di gara così impostata, giusto quanto riportato nell’ultima pagina della lista delle categorie di lavoro, l’offerta doveva essere formulata mediante l’indicazione di un importo al netto degli oneri di sicurezza, in quanto gli stessi erano già stati individuati, in tutte le loro componenti, dalla S.A. e sottratti dall’importo soggetto a ribasso. Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dall’ATI C. R. delle C. di P. e L./COO.BE.C. Cooperativa Beni Culturali s.c. – Interventi di recupero e restauro strutturale ed architettonico Castello e Ricetto storico in Comune di B.

GIURISPRUDENZA: RIPARTIZIONE COMPETENZE NORMATIVE STATO E REGIONI - TAR PUGLIA LE (2007)

Il Codice degli appalti contiene disposizioni inderogabili da parte delle Regioni per quanto concerne le materie di cui all’art. 4, comma 3 (“Le regioni, nel rispetto dell’articolo 117, comma secondo, della Costituzione, non possono prevedere una disciplina diversa da quella del presente codice in relazione: alla qualificazione e selezione dei concorrenti; alle procedure di affidamento, esclusi i profili di organizzazione amministrativa; ai criteri di aggiudicazione ….”). Tali disposizioni vanno considerate di esclusiva pertinenza statale in ragione di quanto disposto dall’art. 117, comma 2, let. e), Cost., trattandosi di prescrizioni inerenti la tutela della concorrenza. L’art. 122, comma 9, del D. Lgs. 163/2006 è totalmente incompatibile con quella dell’art. 17-bis della L.R. pugliese n. 13/2001, visto che laddove la stazione appaltante preveda nel bando l’esclusione automatica delle offerte anomale (come è accaduto nel caso di specie) i concorrenti non debbono presentare le giustificazioni unitamente all’offerta (il che è del tutto logico, non avendo alcuna utilità l’allegazione delle giustificazioni nel caso in cui l’offerta anomala è automaticamente esclusa).

PRASSI: PUBBLICAZIONE BANDI SU SITI MINISTERIALI - MIN INFRASTRUTTURE (2006)

Chiarificazioni riguardo la pubblicazione di bandi di lavori, servizi e forniture sul sito web del Ministero delle Infrastrutture

PARERI

QUESITO del 06/02/09 - Procedura negoziata - : L'art. 122, comma 7-bis (di recente entrato in vigore)consente la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara per lavori di importo pari/superiore a 100.000 euro e inferiore a 500.000 euro, rinviando alla procedura dell'art. 57, comma 6 dello stesso decreto. Si chiede: 1)per rispettare i vari principi richiamati nei due articoli e commi citati, ai fini dell'individuazione degli operatori economici da invitare, occorre la previa pubblicazione di un "avviso" o si può effettivamente procedere senza alcuna pubblicità preventiva? 2) è prevista una pubblicità successiva dell'esito della procedura?

RISPOSTA del 21/10/09: Il nuovo comma 7-bis dell’art. 122 del codice dei contratti, nell’introdurre la possibilità di affidare i lavori d’importo complessivo pari o superiore a 100.000 € e inferiore a 500.000 €, stabilisce che la procedura selettiva deve essere svolta nel rispetto dei principi dell’ordinamento comunitario, lasciando peraltro ampi margini di discrezionalità nell’individuazione degli operatori da invitare alla procedura negoziata. Ciò posto, fermo restando l’emanazione di eventuali indicazioni interpretative delle competenti autorità, per le modalità ed i criteri dell’individuazione dei candidati da invitare, dovendosi rispettare i principi comunitari, si consiglia di far riferimento alla comunicazione della Commissione europea COM/2006/C179/02 del 1 agosto 2006. In ogni caso è dovuta la pubblicità dell’avviso di avvenuto affidamento, a norma dell’art.122 commi 3 e 5. In particolare, per appalti di importo inferiore a 500.000 €, l’avviso sui risultati delle procedure di affidamento deve essere pubblicato nell’Albo pretorio del Comune ove si eseguono i lavori e nell’albo della Stazione Appaltante. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 27/01/09 - Procedura negoziata - : Procedura negoziata in materia di lavori art.li 57 e 122 commi 7 e 7bis del D.lgs. 163/06. Si chiedono chiarimenti sull' iter più idoneo da seguire relativamente alla procedura negoziata ex. art. 57 del D.lgs 163/2006. L'art. 57, infatti, al comma 6 stabilisce :” Ove possibile, la stazione appaltante individua gli operatori economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economico finananziaria e tecnico organizzativa desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza, rotazione, e seleziona almeno tre operatori economici, se sussisono un tale numero di soggetti idonei (......).” Il comma in questione sembrerebbe riferirsi alla necessità di effettuare una indagine di mercato per individuare idonei operatori economici da invitare alla procedura negoziata, a riguardo si chiede: se l'avviso relativo all'indagine di mercato deve essere approvato con la determina a contrattare insieme allo schema di lettera di invito a gara o se tale avviso può essere anticipatamente pubblicato indipendentemente dalla determina a contrattare che verrà successivamente predisposta; quali forme di pubblicità devono essere adottate per l'avviso di indagine di mercato e se le stesse devono essere adottate anche per gli esiti di gara; per quanti giorni deve essere pubblicato l'avviso; una volta ricevute le richieste da parte degli operatori economici interessati all'indagine di mercato, quale è il criterio più idoneo da seguire per selezionare i 3 (o 5 con riferimento all'art. 122 comma 7bis del D.lgs. 163/06) operatori economici nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione; se il criterio individuato per la selezione degli operatori economici dovesse essere quello dell'estrazione a sorte dall'elenco formato sulla base dell'indagine di mercato, si chiede come rispettare il principio della rotazione.

RISPOSTA del 21/10/09: In risposta al primo quesito, si ritiene necessario procedere prima ad approvare la determina a contrarre, la quale deve indicare il tipo di procedura che si intende adottare e il fatto che si pubblicherà un avviso finalizzato all’indagine di mercato. Ciò in applicazione del comma 2, art. 11 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., il quale dispone che prima dell'avvio delle procedure di affidamento, le amministrazioni aggiudicatrici decretano o determinano di contrarre, in conformità ai propri ordinamenti, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte.Per quanto riguarda le modalità di pubblicità dell’avviso che conclude l’indagine di mercato, si faccia riferimento alle norme del codice che disciplinano tali aspetti (artt. 65 e 122 comma 3, i quali stabiliscono gli obblighi di pubblicità degli avvisi sui risultati della procedura di affidamento). Si consiglia di seguire le medesime forme di pubblicità anche per l’avviso di indizione dell’indagine medesima.Venendo ai quesiti riguardanti le modalità di espletamento della selezione ed il rispetto dei principi di derivazione comunitaria, si rinvia alla comunicazione della Commissione europea COM/2006/C179/02 del 1 agosto 2006. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 12/05/08 - Normativa applicabile - : Con la presente, in riferimento all'art. 33 della L.R. n. 27/03 e s.mm.ii., nonchè in applicazione del c.d. Codice appalti, e della sentenza della Corte Costituzionale n. 401 del 27-11-2007,si chiede se sia ancora legittima l'applicazione dell'art. 33 ed in particolare il comma 1) lettera a) (...così come modificato dall'art. 24 della L.R. 20-07-2007, n. 17, pubblicata sul BUR il 19.02.2008)...ossia se la stazione appaltante che deve dar attuazione a lavori per € 30.000,00 circa possa ricorrere alla procedura negoziata. Grazie per la disponibilità e professionalità sempre dimostrate.

RISPOSTA del 23/06/09: La pubblicazione menzionata nel quesito, relativa al BUR del 19/2/08 (non a caso “Edizione speciale”) viene pubblicata annualmente per la raccolta di tutte le leggi regionali approvate l’anno precedente: non rappresenta quindi la pubblicità legale che per la L. R. 17/2007 è avvenuta nel BUR n. 65 del 24/07/07. Ciò premesso, stante anche quanto ha stabilito la Giunta Regionale mediante le Linee Guida di cui alla Deliberazione n. 547/2008 (recante Indirizzi operativi per l’applicazione della LR 27/2003 a seguito della Sentenza della Corte Costituzionale n. 401/2007, pubblicata sul BUR 1° aprile 2008) secondo cui “l’affidamento di lavori pubblici di interesse regionale mediante procedura negoziata è ora consentito unicamente nei casi previsti dal d. lgs. 163/06...”, nel caso di specie – procedura negoziata per lavori di importo pari a 30 mila euro – si dovrà pertanto far riferimento a quanto previsto dall’art. 122, c. 7 del Codice dei contratti. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 13/05/08 - Pubblicità - Pubblicità su siti informatici: Appalto di lavori inferiore ad EURO 500.000. Per l'articolo 122 comma 5 del Dlgs. 163/2006 posso fare la pubblicazione nel solo albo pretorio. L'osservatorio della Regione Emilia ROmagna, ai fini dlele comuniazioni previste dalla legge per l'Autorità di Vigilanza, ha istitutio un sistema on-line chiamato "SITAR" . é previsto che le S.A. debbano inviare le comunicazioni di avvio procedura di affidamento compreso il bando di gara che provvedono a pubblicare sul sito. A questo punto il mio bando viene visto da tutto il mondo mentre l'Amministrazione vuole attenersi alla pubblicità minima di legge (albo pretorio) Cosa devo fare?

RISPOSTA del 23/06/09: Il SITAR, nell’ambito del territorio dell’Emilia Romagna, svolge una duplice funzione: esso, infatti, è sia il sito della sezione regionale dell’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all’art. 7 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., sia il sito individuato ai sensi del dm 6 aprile 2001, n. 20 per la pubblicazione dei bandi di interesse regionale. I due profili debbono essere considerati distintamente, in quanto: 1. il SITAR, nell’ambito delle funzioni svolte come sito individuato ai sensi del dm 20/2001, svolge (tra le altre) la funzione di pubblicizzare il bando al fine di raggiungere gli operatori economici interessati a partecipare alla procedura di selezione; 2. per quanto riguarda, invece, le attività di monitoraggio effettuate come sezione regionale dell’Osservatorio, il SITAR raccoglie, successivamente rispetto alla aggiudicazione, le informazioni richieste dall’Autorità ai sensi dell’art. 7, comma 8, del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. Pertanto, nel caso di specie, si osserva quanto segue: - trattandosi di contratto avente ad oggetto lavori pubblici di importo inferiore a € 500.000, è necessario attenersi alle forme di pubblicità di cui al citato art. 122, comma 5 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. (albo pretorio della stazione appaltante e albo pretorio del comune in cui si eseguiranno i lavori); di conseguenza, non è obbligatorio procedere alla pubblicità del bando sul SITAR; - ove l’affidamento in questione sia di importo superiore a € 150.000, è necessario comunicare al SITAR, nella funzione di sezione regionale dell’Osservatorio, i dati di cui all’art. 7, comma 8 del d.lgs. 163/06 cit. In sostanza, per quanto riguarda i dati relativi al bando, essi dovranno essere comunicati al SITAR solo successivamente rispetto all’aggiudicazione, mediante la compilazione della scheda A, disponibile insieme alle altre schede riguardanti le comunicazioni da effettuare, sul sito della Autorità di vigilanza. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 06/07/08 - Procedura negoziata - Procedura ristretta: La procedura negoziata di cui all'art.122 co.7 del D.Lgs.vo n.163/2006 deve essere preceduta dalla previa pubblicazione di un bando? Se si come di differenzia dalla procedura ristretta?

RISPOSTA del 03/06/09: La procedura di cui all'art. 122, c. 7 non è necessario che sia proceduta da un bando, anche se ciò resta nelle facoltà dell'amministrazione (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 04/06/08 - Pubblicità - : Premesso che l'evento non si è mai verificato, con il presente quesito si chiede una risposta a quanto segue. Il D.M. 6 aprile 2001, emanato in attuazione dell’art. 24 della legge n.340/2000, prevede l’obbligo, per le stazioni appaltanti che pubblicano bandi relativi agli appalti di lavori di interesse regionale , la pubblicazione dello stesso bando sul sito della regione ove si svolgono i lavori. Il Codice dei Contratti pubblici (D.Lgs. n.163/2006) ha operato un riordino delle disposizioni inerenti le pubblicazioni dei bandi prevedendo, tra l’altro, che per gli appalti di lavori di importo inferiore a €500.000 il solo obbligo di pubblicazione all’Albo pretorio del Comune ove si eseguono i lavori e della stazione appaltante (comma 5, art. 122). Il Codice peraltro ha proceduto all’abrogazione dell’art. 24 della legge n.340/2000 Alla luce di quanto premesso si vuole sapere se la pubblicazione dei bandi di lavori sino a €500.000 può essere effettuata solo all’Albo pretorio della stazione appaltante (e del Comune ove si effettuano i lavori) o se ricorre ancora l’obbligo di pubblicazione sul sito della regione ove si svolgono i lavori.

RISPOSTA del 03/06/09: La risposta al quesito è affermativa.L’art. 122, comma 5 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., in quanto norma avente forza di legge, prevale su tutte le norme di rango inferiore ad essa precedenti. La pubblicità obbligatoria per quanto riguarda bandi di gara aventi ad oggetto lavori pubblici di importo inferiore a 500.000 euro, è solo quella sull’Albo della stazione appaltante e sull’Albo pretorio del Comune in cui si svolgeranno i lavori. é fatta salva la facoltà di cui all’art. 66, comma 15 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., ossia la possibilità di ricorrere, accanto alle forme obbligatorie, a forme aggiuntive di pubblicità. Si veda anche l'articolo 252, comma 3 del d.lgs n. 163/06. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 30/01/08 - Procedura negoziata - : Con riferimento all'art. 122 in oggetto si rileva che il dettato del comma 7 consente di affidare con procedura negoziata i lavori di importo inferiore ad € 100.000,00. Non è indicata la modalità procedurale. Chiedo di sapere: - se è possibile procedere in tal senso ad attivare la procedura negoziata; - chiedo di sapere se è possibile applicare la procedura indicata dall'art.57 comma 6, ovvero lettera d'invito inviata ad almeno tre operatori economici individuati tra coloro che hanno le caratteristiche di qualificazione economico finanziaria e tecnico organizzativa desunte dal mercato, pur non rientrando nella casistica individuata dall'art. 57.

RISPOSTA del 11/05/09: La risposta è affermativa ad entrambi i quesiti. La procedura negoziata ai sensi dell’art. 122, comma 7 d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. è ammessa, entro il limite di € 100.000, a prescindere dal ricorrere o meno di una delle ipotesi descritte agli artt. 56 e 57 del medesimo d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. Quanto alle modalità di esecuzione della procedura negoziata, si ritiene sicuramente possibile procedere ai sensi dell’art. 57 cit., ossia senza la previa pubblicazione di bando di gara. Ove esistenti, la consultazione di almeno tre operatori economici (mediante lettera di invito ad offrire, seguita da negoziazione con la stazione appaltante) si rende necessaria per garantire la buona spendita del denaro pubblico. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 23/06/08 - Procedura negoziata - Cottimo fiduciario: Nel caso di procedura negoziata ex art. 122, comma 7 e nel caso di cottimo fiduciario ex art. 125, comma 6, lettera b) del D. Lgs. 163/2006 si deve procedere a seduta pubblica?Se si, è sufficiente la comunicazione agli operatori economici interpellati con la lettera d'invito o si deve dare pubblicità anche sul sito del Committente?

RISPOSTA del 22/04/09: Secondo la giurisprudenza (tra gli altri Consiglio di Stato, Sez. V, 19 marzo 2002, n. 5421; Sez. IV, 27 marzo 2002, n. 1726; Sez. VI, 14 febbraio 2002, n. 846; Sez. V, 14 aprile 2000, n. 2235), quello di pubblicità delle sedute di gara costituisce un principio generale finalizzato ad assicurare la trasparenza delle operazioni della commissione di gara ed una sorta di tutela "anticipata" della par condicio tra i concorrenti (mediante una forma di controllo esercitabile da parte delle singole imprese), come corollario dei principi di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa di cui all'art 97 della Costituzione. In forza del suo carattere generale, a detto principio (desumibile altresì dal disposto dell’art. art.89, comma 4, R.D. 23 maggio 1924, n.827), sono assoggettate anche le procedure negoziate, come chiarito dal Consiglio di Stato, sez. VI, nella sentenza n. 1369 del 22 marzo 2007. Vero è però che, in base ad una meno recente pronuncia del giudice amministrativo (T.A.R. Lombardia Milano, sez. III, sent. 26 luglio 2004, n. 3179, il principio di pubblicità delle sedute di gara trova applicazione nelle procedure negoziate “tutte le volte in cui la scelta del contraente avvenga mediante l’espletamento di uno specifico procedimento di gara in cui le regole siano state in precedenza formalizzate dall’Amministrazione”. Da tale sentenza si evince pertanto che l’obbligo di procedere a seduta pubblica dovrebbe essere limitato alle sole procedure negoziate “procedimentalizzate”, diverse dalle fattispecie contemplate nel quesito, sempre che l’Amministrazione non abbia deciso di formalizzare anche queste procedure. In tale ultima evenienza, in assenza nel bando o nell’avviso di indicazioni relative alla seduta pubblica, può essere ritenuta sufficiente una comunicazione contenuta nelle lettera d’invito. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 10/11/08 - Procedura negoziata - : Dovendo procedere all'affidamento di un lavoro di importo inferiore ad € 100.000,00, si è stabilito di procedere ai sensi dell'art.122 - comma 7 - del D.Lgs. 163/06. Si chiede se è facoltativo adottare la procedura negoziata previa pubblicazione di un bando di gara (art.56) o senza pubblicazione di un bando di gara (art.57).

RISPOSTA del 23/01/09: L’art. 122, c. 7 del Codice recita “la procedura negoziata è ammessa, oltre che nei casi di cui agli articoli 56 e 57, anche per lavori di importo complessivo non superiore a centomila euro”. Il comma citato, che riprende, in parte, la lettera di altra disposizione oggi non più vigente, ossia l’art. 24, c. 1, lett. 0a) della l. n. 109/94, pone alcune difficoltà di coordinamento con gli artt. 56 e 57 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., in quanto non chiarisce le modalità con le quali procedere all’affidamento. Venendo al caso di specie, si ritiene certamente possibile procedere mediante procedura negoziata previa pubblicazione di bando di gara, trattandosi di modalità procedurale che consente la massima tutela della concorrenzialità tra operatori economici. Anche la procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando di gara pare esperibile. Si segnala, tuttavia, il disposto di cui all’art. 57, c. 6 del Codice, il quale richiede il confronto tra “almeno tre operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei”. Concludendo, ove si stabilisca di procedere in base all’art. 57 cit., la consultazione di almeno tre operatori economici, ove esistenti, si rende necessaria per garantire la buona spendita del denaro pubblico e assicurare la piena legittimità dell’operato della stazione appaltante. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 06/11/08 - Opere urbanizzazione - : Si chiede se le opere di urbanizzazione di un piano di lottizzazione siano da appaltare mediante gara ad evidenza pubblica da parte dell' ente pubblico oppure il D.Lgs. 163/2006 così come modificato nel mese di Ottobre 2008 consente anche al privato (sotto soglia comunitaria) di procedere all' appalto delle opere (anche in assenza di scomputi)? Non si ritiene che l' appalto delle opere di urbanizzazione da parte della P.A. sia un aggravio amministrativo ? L' eventuale pubblicazione del bando di gara delle opere di urbanizzazione (costi) sui quotidiani e sulla G.U.R.I. non dovrebbe essere a carico del privato e non della P.A. ?

RISPOSTA del 22/12/08: Il Codice, modificato con d. lgs. 152/2008, per le opere di urbanizzazione realizzabili da privati, a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso ex art. 16 dpr 380/01 e art. 28 l. 1150/1942, prevede ora il seguente regime normativo (non distinguendo più fra urbanizzazione primaria e secondaria): 1. per importi sopra soglia comunitaria (€ 5.150.0000) la S.A. può prevedere che il titolare del permesso di costruire, in sede di richiesta del permesso, presenti il progetto preliminare delle opere da eseguire con indicazione del tempo massimo entro cui eseguirle; sulla base di quel progetto la S.A. bandisce una gara di appalto “misto” (progettazione ed esecuzione) a procedura aperta o ristretta (art. 32, c. 1, lett. g); 2. sotto soglia, affidamento con procedura negoziata senza pubblicazione di bando con invito ad almeno 5 soggetti se sussistono (art. 122, c. 8). Nella procedura sub 1 si chiarisce che il Comune è “stazione appaltante”; non così per la procedura sub 2, in cui non viene indicato il soggetto obbligato ad esperire la relativa procedura. In attesa di chiarimenti ufficiali del Ministero (non contenuti nella Relazione al d.lgs. 152/08) si segnala la prima dottrina, cui pare ragionevole aderire. In “Edilizia e Territorio” n. 39 del 6-11 ottobre 08, pag. 52 e ss. F. Marzari sostiene che alla procedura negoziata provveda il Comune quale S.A. con conseguente titolarità degli atti derivati (fra cui predisposizione atti di gara, comunicazioni all’Osservatorio, direzione lavori, coordinamento sicurezza e collaudo). Si precisa infine che non risulta comprensibile il riferimento, contenuto nel quesito, alle opere di urbanizzazione realizzabili dal privato “in assenza di scomputo”: si suggerisce quindi di riformulare nuovo e apposito quesito sul punto. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 22/10/08 - Criteri di aggiudicazione - : L'art.122 co.9 del d.lgs.vo 163 III Decreto correttivo vuol significare che nel caso di un numero pari o superiore a 10 offerte l'aggiudicazione è a favore del prezzo più basso in assoluto (senza calcolo anomalia) con facoltà di valutazione della congruità dell'offerta?

RISPOSTA del 17/12/08: La risposta è affermativa, la norma è stata correttamente interpretata. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 29/11/07 - Pubblicità - : Oggetto: Pubblicazione bando asta pubblica lavori sotto soglia. L'art. 125 comma 5 e s.m.i. prevede che per i bandi bandi relativi a contratti di importo inferiore a cinquecentomila euro sono pubblicati nell=92albo pretorio del Comune ove si eseguono i lavori e nell'albo della stazione appaltante; gli effetti giuridici connessi alla pubblicazione decorrono dalla pubblicazione nell'albo pretorio del Comune. Si applica, comunque, quanto previsto dall=92articolo 66, comma 15, nonch=e9 comma 7, terzo periodo. L'art. 66.15 prevede la possibilità di utilizzare ulteriori forme di pubblicit=e0. L'art. 66 coma 7 terzo periodo (frase aggiunta dal D.Lgs 6/2007) prevede la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana viene effettuata entro il sesto giorno feriale successivo a quello del ricevimento della documentazione da parte dell'Ufficio inserzioni dell'Istituto poligrafico e zecca dello Stato.=bb. Domande: 1) per i lavori sotto soglia =e8 necessaria la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, nel caso fosse necessario, se la scendenza dei 26 giorni per la ricezione offerte vale a partire dalla pubblicazione all'albo del Comune. 2) è da pubblicare su qualche sito?

RISPOSTA del 04/12/08: A norma dell’art. 122, c. 5 del Codice, per i lavori pubblici di importo inferiore a 500.000 Non è necessaria la pubblicazione sulla GURI, essendo prescritta la pubblicazione sull’albo pretorio (del comune e della stazione appaltante.) A norma dell’art. 122, c. 6, lett. a) il termine di ricezione delle offerte decorre dal giorno di pubblicazione sull’albo pretorio del comune. La pubblicazione sul profilo di committente è facoltativo. Per importi pari o superiori a 500.000 euro e sino a soglia comunitaria le pubblicazioni necessarie sono: GURI,dalla quale decorre il termine per la recezione delle offerte, profilo di committente siti informatici, almeno uno dei principali quotidiani a diffusione nazionale e almeno uno dei quotidiani a maggiore diffusione locale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 14/12/07 - Oneri - : Il Comune ai fini del computo delle opere da realizzarsi a scomputo degli oneri di urbanizzazione si avvale di un apposito prezziario, solo parzialmente attualizzato per quelle categorie di lavori non comprese nell'atto originario. Nella sostanza una buona parte dei prezzi unitari è riferita all'anno 1981. é evidente che gli importi finali delle opere risultano sottostimati in modo sostanziale rispetto a quelli che deriverebbero dall'applicazione di un prezziario corrente in uso (prezziario OO.PP. Regione Piemonte 2007). Il quesito che si vuol porre è il seguente: Ai fini dell'individuazione dell'importo complessivo delle opere, necessariamente da confrontare con la soglia comunitaria di cui all'art. 28 del D.Lgs. 163/2006, quali devono essere i prezzi di riferimento?

RISPOSTA del 30/10/08: A norma dell'art. 29, c. 3 del Codice dei contratti pubblici una stima svolta nel 2007 basata su di un prezziario del 1981 può certamente creare seri dubbi di legittimità. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 29/11/07 - Pubblicità - : HO DA PREDISPORRE IL BANDO PER LAVORI SOTTO SOGLIA. CHIEDO SE BASTA PUBBLICARE IL BANDO ALL'ALBO DELL'AZIENDA E DEL COMUNE, OPPURE SE BISOGNA PUBBLICARLO IN GAZZETTA UFFICIALE.

RISPOSTA del 30/10/08: A norma dell’art. 122, c. 5 del Codice, per i lavori pubblici di importo inferiore a 500.000 è prescritta la pubblicazione sull’albo pretorio (del comune e della stazione appaltante.) Sopra i 500.000 euro e sino a soglia comunitaria le pubblicazioni necessarie sono: GURI, profilo di committente siti informatici, almeno uno dei principali quotidiani a diffusione nazionale e almeno uno dei quotidiani a maggiore diffusione locale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/10/07 - Procedura negoziata - Normativa applicabile: L'affidamento dei lavori pubblici di importo inferiore a 100.000 euro mediante procedura negoziata, ai sensi dell'art. 122, comma 7, del Codice dei contratti, può avvenire direttamente trattando con una unica impresa? Dopo l'abrogazione dell'art. 78 del Regolamento approvato con DPR 554/99 e sm, nelle procedure negoziate precedute da gara informale il numero di soggetti da invitare può essere inferiore a cinque? Deve essere applicato l'art. 57, comma 6, del Codice dei contratti, che prevede una selezione tra un numero minimo di tre operatori economici?

RISPOSTA del 03/07/08: I mutamenti intervenuti negli ultimi mesi nella legislazione in materia hanno portato ad una difficile applicazione di principi di interpretazione delle norme, come definiti dall’art. 12 delle disposizioni sulla legge in generale. Se resta di certo esito il principio di interpretazione secondo “il significato proprio delle parole” altro può dirsi per il principio dell’ “intenzione del legislatore”. L’art. 122, c. 7 del Codice recita “la procedura negoziata è ammessa, oltre che nei casi di cui agli articoli 56 e 57, anche per lavori di importo complessivo non superiore a centomila euro”. Il comma citato ricopia, in parte, la lettera di altra disposizione oggi non più vigente, ossia l’art. 24, c. 1, lett. 0a) della l. n. 109/94, il quale recitava: “l'affidamento a trattativa privata è ammesso per i soli appalti di lavori pubblici esclusivamente nei seguenti casi: 0a) lavori di importo complessivo non superiore a 100.000 euro”. Se il dato letterale è del tutto simile, si può discutere se, nonostante ciò, la norma resti la medesima anche dopo un’interpretazione di contesto della stessa, secondo la ratio legis. Nel precedente regime la trattative privata consentiva un affidamento diretto, seppur previa negoziazione, con un unico soggetto; ciò si desumeva dal fatto che l’art. 78 del dpr 554/99 (abrogato) prevedeva la consultazione di 15 soggetti solo in alcuni specifici casi e consentiva la chiamata di 5 soggetti solo in modo facoltativo (“La procedura della gara informale può essere adottata dalla stazione appaltante anche nel caso in cui questa non sia obbligatoria per legge; il numero dei soggetti da invitare può essere inferiore a quello di legge, e comunque non inferiore a cinque”). Di converso, oggi, l’art. 57, c. 6 del Codice sancisce il confronto tra “almeno tre operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei”. In buona sostanza, concludendo, di certo un confronto a tre è ipotesi che assicura la piena legittimità. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 07/05/07 - Pubblicità - : Con D.G.R. N. 310 DEL 13.02.2007 la Regione ha fornito ulteriori linne guida per il coordinamento della L.R. con la normativa statale, in particolare riguardo agli adempimenti pubblicitari disciplinati dall'art. 28 della L.R. Questa stazione appaltante, dovendo pubblicare nell'immediato un bando di gara di importo superiore a Euro 500.000 ed inferiore alla soglia comunitaria, redatto ai sensi della normativa regionale, richiede se ai fini di ottemperare agli obblighi di legge riguardo la pubblicazione sui quotidiani sia sufficiente effettuare la pubblicazone sui due quotidiani a maggiore diffusione regionale come previsto dalla L.R. oppure, oltre a questi, cumulativamente, sia necessario effettuare la pubblicazione su almeno un quotidiano nazionale ed uno a maggiore diffusione locale.

RISPOSTA del 02/07/08: Secondo le indicazioni fornite con D.G.R. 310 del 13 febbraio 2007, la modifica alla disposizione di cui all’art. 122, comma 5, del Codice dei contratti apportata dall’art. 2 del d.lgs. 6/2007, che ha reso tra loro cumulative la pubblicazione su un quotidiano a diffusione nazionale e quella su almeno un quotidiano a maggiore diffusione locale, non avrebbe inciso sulla disciplina regionale applicabile alle forme di pubblicità dei bandi di gara per lavori di interesse regionale di importo compreso tra 500.000,00 euro e la soglia comunitaria. Pertanto, in base alle suddette linee guida regionali, appare nella fattispecie sufficiente la pubblicazione del bando di gara sui due quotidiani a maggiore diffusione regionale, come testualmente previsto dall’art. 28, comma 1, della L.R. 27/2003, oltre naturalmente che sul sito Internet individuato dalla Giunta regionale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 17/10/07 - Appalto concorso - : Vi è l’intenzione di esperire una gara con la procedura dell’appalto concorso per l’ampliamento di un immobile adibito a Casa di Riposo - importo a base d’asta circa € 5.000.000,00. Tale procedura è peraltro prevista all’art. 27 dell’attuale Legge Regionale 27/2003. I lavori possono definirsi di speciale complessità ai sensi dell’art. 122 del nuovo Codice dei Contratti. Il Codice degli Appalti – D.to Leg.vo n. 163/2006 – nell’abrogare la Legge 109/1994, ha però abrogato definitivamente l’istituto dell’appalto concorso introducendo, all’art. 53 – comma 2 – lett. C), la fattispecie dell’appalto integrato. Tale tipologia resta peraltro di fatto congelata sino all’entrata in vigore del Regolamento attuativo del predetto Codice che dovrà definire sia la tipologia dei lavori di speciale complessità, sia i fattori ponderali da assegnare ai pesi o punteggi per la valutazione del progetto presentato dai concorrenti in fase di gara da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Si chiede pertanto se l’esperimento di una procedura di appalto concorso, con oggetto oltre all’esecuzione dei lavori, anche la progettazione definitiva o la sola esecutiva, nelle more dell’approvazione di detto regolamento, sia legittima.

RISPOSTA del 02/07/08: La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con nota del 25/09/07, in risposta a specifica nota del Ministero delle Infrastrutture (UDC/UL 0012332 del 19/09/07), ha precisato che la previsione di cui all’art. 253, comma 1-quinquies, del D.lgs. 163/2006, come modificata dal D.Lgs. n. 113/2007 (“per gli appalti di qualsiasi importo le disposizioni degli articoli 3, comma 7 e 53, commi 2 e 3 si applicano alle procedure i cui bandi siano pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 5”) va letta in coordinamento con il successivo comma 3 dell’articolo 253, in cui viene precisato che “per i lavori pubblici, fino all’entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 5, continuano ad applicarsi il DPR 554/1999 (…) e le altre disposizioni regolamentari vigenti, che in base al presente codice, dovranno essere contenute nel regolamento di cui all’articolo 5, nei limiti di compatibilità con il presente codice”. Di conseguenza, fino alla data di entrata in vigore del Regolamento di cui all’art. 5, D.Lgs. 163/2006, per l’appalto di progettazione ed esecuzione continueranno a trovare applicazione le norme previgenti contenute nella legge n. 109/1994 e del DPR n. 554/1999. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 02/10/07 - Pubblicità - Osservatorio: In relazione alle modifiche introdotte dal D.lgs. 113/2007 ed in particolare a quelle di cui ai commi 3 degli artt. 122 e 124 D.Lgs. 163/2006, in base alle quali si dovrà procedere all'inserimento dell'avviso dei risultati di gara sui siti informatici di cui all'art. 66, c. 7 (Ministero delle Infrastrutture e sito informatico presso l'Osservatorio), si chiede se l'inserzione di tali esiti di procedure di gara (ed anche quelli per importi superiori alle soglie comunitarie) - ma che non eccedono l'ambito territoriale comunale - debba avvenire solo sul sito dell'Osservatorio Regionale del Veneto, analogamente a quanto risulta dalle chiarificazioni inserite sul sito www.infrastrutturetrasporti.it per la pubblicazione dei bandi di gara. Si ringrazia per l'attenzione e la disponibilità.

RISPOSTA del 02/07/08: Il Dlgs. 113/2007 con le modifiche apportate in particolare al comma 3 dell’art. 124 del Dlgs. 163/06 ha reso obbligatoria la pubblicazione dell’avviso dei risultati di gara per tutti settori (lavori, servizi, forniture) e per tutte le fasce di importo (sopra e sotto soglia comunitaria). In particolare per quanto concerne le disposizioni relative alla pubblicazione sui siti informatici l’art. 66 comma 7 del D.lgs 163/2006 prevede la pubblicazione su due siti informatici: quello del Ministero delle Infrastrutture e quello dell'Osservatorio. L’Art. 253 comma 10 del Dlgs. 163/2006 -norme transitorie- ”dispone che sino all’entrata in vigore del sito informatico presso l’Osservatorio (riferito alla sezione centrale di cui all’art. 7 c.4 Dlgs. 163/2006), i bandi e gli avvisi sono pubblicati solo sul sito informatico di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, n. 20”. La pubblicazione sul sito del Ministero infrastrutture, l’unico ad oggi in funzione, come previsto nelle premesse del DM 20/2001, deve avvenire sul sito informatico predisposto dalle regioni (nel caso del Veneto, individuato con DGR 17.05.2001, n. 1173, ) per appalti di interesse regionale, sul sito del Ministero delle infrastrutture se trattasi di appalti di interesse sovraregionale. La note di chiarificazione in merito pubblicate dal Ministero delle infrastrutture sul proprio sito web all’indirizzo www.infrastrutturetrasporti.it riportano nel dettaglio come il servizio di pubblicazione sia articolato a livello statale e regionale. Nel caso pertanto di procedure di gara che non eccedono l’ambito territoriale comunale, una volta verificato che non siano di interesse sovraregionale (es. materie appartenenti ad un settore di competenza esclusiva nazionale), la pubblicazione avviene, per il Veneto sul sito informatico dell’Osservatorio regionale. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 03/05/07 - Pubblicità - GURI: Si chiede interpretazione art.122 co.5 ultimo periodo. I bandi inferiori a euro 500.000,00 devono essere pubblicati anche sulla GURI?

RISPOSTA del 02/07/08: La risposta è negativa. In base all’art. 122, comma 5 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., i bandi di gara relativi a lavori di importo inferiore a 500.000 euro sono pubblicati unicamente sull’Albo pretorio del Comune dove si eseguiranno i lavori e sull’albo della stazione appaltante. La non obbligatorietà della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è dimostrata anche dal fatto che, per tali bandi, la norma citata stabilisce che gli effetti giuridici riconnessi alla pubblicazione decorrono dalla data di pubblicazione sull’Albo pretorio del Comune, mentre nei casi di pubblicità obbligatoria sulla Gazzetta Ufficiale è quest’ultima che fa decorrere detti effetti (cfr., ad esempio, art. 122, comma 6 lett. a, ove è specificato che i termini per la ricezione delle offerte decorrono: 1. per i bandi di importo inferiore a 500.000 euro dalla pubblicazione sull’Albo pretorio del Comune; 2. per i bandi di importo superiore a 500.000 euro dalla pubblicazione sulla GURI). (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 12/03/07 - Termine offerta - : L'ultimo periodo dell'art. 90, comma 5 del DPR n. 554/99 prevede che i termini per la presentazione dell'offerta siano maggiorati della metà nel caso di appalto i cui corrispettivi sono stabiliti a corpo o a corpo e misura con presentazione di offerta a prezzi unitari. Tale disposizione faceva erronemente riferimento all'art. 79, comma 5 del medesimo DPR, mentre in realtà il riferimento legislativo avrebbe dovuto essere l'art. 79, commi 3 e 10. Attualmente l'art. 79 del DPR 554 è stato abrogato ad opera del D.Lgs. n. 163/2006. Si chiede di conoscere, quindi, se è obbligatorio in un appalto a prezzi unitari a corpo o a corpo e misura prevedere un periodo di pubblicazione del bando di gara non di 26 giorni, bensì di 39. Se la ratio della norma è quella di dare più tempo alle imprese per formulare un'offerta che implica la compilazione della lista, a mio avviso la maggiorazione dei termini dovrebbe essere ancora valida. Si chiede autorevole parere in merito dal momento che le stazioni appaltanti non sempre hanno comportamenti univoci in tal senso.

RISPOSTA del 20/11/07: Il ragionamento compiuto, sia in termini giuridici (si veda erroneo riferimento alla previgente normativa) sia in termini concreti è condiviso e corretto. La maggiorazione dei termini è ancora operante anche in virtù del principio generale oggi enunciato dall’art. 70 del d.lgs. 163/06 e ss.mm.ii, il quale afferma che nel fissare i termini le stazioni appaltanti devono tener conto di due fattori: a) complessità delle prestazioni oggetto del contratto, e quindi complessità dell’esame degli elaborati di gara; b) tempo necessario per preparare le offerte. La compilazione di una offerta a prezzi unitari è certamente un momento di maggior complessità rispetto ad un ribasso. Si può affermare che una maggiorazione sempre e comunque della metà non sia più attualmente un obbligo a pena di violazione di legge. La scelta sul quantum è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante che, prudenzialmente e di prassi potrà continuare ad usare la maggiorazione della metà, con la consapevolezza che in casi particolari potrà essere minore l’aumento dei termini (si ipotizzi una lista molto limitata). Nel caso di maggiorazione dei termini, certamente si eviterà ogni rischio di ricorso sul bando da parte delle imprese che non abbiano formulato l’offerta nei tempi dati dal bando. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 23/03/07 - Giustificazioni offerta - Offerta anomala: Si chiede di sapere se per tutti gli appalti di lavori debba essere richiesta nel bando di gara la presentazione, a corredo dell'offerta, delle giustificazioni di cui all'art.87, comma 2, del D.Lgs. 163/06, ovvero se esistono discriminanti al riguardo?

RISPOSTA del 20/11/07: A norma dell’art. 86 comma 5, relativo ai contratti di importo superiore alla soglia comunitaria, le offerte sono corredate, sin dalla presentazione, delle giustificazioni di cui all’articolo 87, comma 2 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii. relative alle voci di prezzo che concorrono a formare l’importo complessivo posto a base di gara. Tali giustificazioni debbono essere presentate in quanto, per ciò che concerne i contratti di rilevanza comunitaria, la normativa vigente non consente l’esclusione automatica delle offerte anomale. Al contrario, per i contratti sotto soglia comunitaria, è facoltà della stazione appaltante optare per l’esclusione automatica delle offerte che presentano un ribasso superiore alla soglia di anomalia. In tal caso, le giustificazioni a corredo dell’offerta non sono richieste (cfr. art. 122, comma 9 d.lgs. 163/06 ss.mm.ii.). (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 16/02/07 - Procedure aggiudicazione - Appalti sottosoglia: Dovendo questa Stazione Appaltante provvedere all'affidamento dei lavori di ripristino di una strada interpoderale danneggiata da eventi alluvionali (finanziamento D. L.gs 102/04 ex l. 185/92), avente un importo dei lavori da porre a base d'asta pari a complessivi euro 214.355,11 (di cui per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso euro 15.004,86), si chiede cortesemente di sapere il parere di codesta Sezione dell'Osservatorio circa la migliore modalità di scelta del contraente, anche alla luce di quanto recentemente disposto con Decreto legislativo 26 gennaio 2007, n. 6 "Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, a norma dell'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62 (Legge comunitaria 2004)".

RISPOSTA del 20/11/07: Nel caso di specie la procedura maggiormente adatta appare essere la procedura aperta in base all’art. 122 del Codice dei contratti pubblici. Sarebbe legittima anche la procedura ristretta, la quale però appare connotata da minor efficacia nel caso di specie. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 12/12/06 - Esiti - Pubblicità: Con quali modalità si deve pubblicare un'avviso di gara esperita (esito)per un appalto di lavori di importo superiore a € 500.000,00? si precisa che il bando è stato pubblicato in G.U., su due quotidiani a diffusione regionale e sui siti della Stazione appaltante e della Regione Veneto. Vale ancora il principio per cui bisogna rispettare, in fase di pubblicazione dell'esito di gara, le stesse regole utlizzate per la pubblicazione del bando?

RISPOSTA del 20/11/07: Dal testo del quesito non si evince se il richiedente abbia disposto la pubblicità in ottemperanza alla L.R. 27/03 o al Codice dei Contratti d.lgs. 163/06. L’art. 28, comma 1, della L.R. 27/2003, tuttora vigente (come argomentato dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 2155/06) alla cui osservanza è tenuta anche la s.a. che ha proposto il quesito, prevede che “per gli appalti dei lavori di importo pari o superiore a 500.000,00 euro e inferiore alla soglia comunitaria” la pubblicazione di avvisi e bandi sia fatta sul sito internet regionale e, per estratto, sul almeno due quotidiani regionali a maggior diffusione. Per “avvisi” devono intendersi tutte le comunicazioni inerenti i lavori stessi con obbligo di pubblicità, ivi compresi gli avvisi di gara esperita o “post-informazione” (cfr. risposta al quesito n. 2005-095-1346). Tuttavia nel caso di specie, in via prudenziale, si ritiene consigliabile procedere anche alla pubblicazione in G.U., ancorché per la post-informazione sotto-soglia la G.U. non sia prevista né dalla legge regionale né dalla legge statale (art. 122, c. 3). Per il futuro si invita la s.a. ad attenersi alle prescrizioni di legge regionale o – qualora ritenute prevalenti – a quelle del Codice dei contratti. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 07/08/06 - Opere urbanizzazione - : L'amministrazione comunale di B. intende approvare un progetto definitivo di manutenzione straordinaria manti d'usura di alcune strade comunali con importo inferiore a 100.000,00 e superiore a 40.000; e pertanto non inserito nel programma triennale dei lavori pubblici ma, successivamente o contestualmente deliberare che i lavori non verranno appaltati con le procedure previste dal d.lgs 163/06 ma affidati tramite stipula di una convenzione ai sensi della legge regionale n.12/2005 art. 45 ad un operatore edilizio( a scomputo oneri di urbanizzazione). 1)chiediamo se sia corretto che la progettazione e la direzione dei lavori oltre che il coordinamento della sicurezza possa essere affidato a dipendenti dell'ente. 2) chiediamo se é possibile eseguire lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria a scomputo oneri di urbanizzazione al di fuori del comparto di edificazione. 3) chiediamo di conoscere quali sono le modalità di affidamento dei lavori a scomputo oneri ad operatore economico lottizzante alla luce del nuovo codice degli appalti

RISPOSTA del 26/06/07: La risposta al primo quesito è affermativa. Quanto al secondo quesito, è da dire che il concetto di realizzazione di opere a scomputo del contributo dovuto a titolo di oneri di urbanizzazione ha alla base un criterio di corrispettività e di collegamento tecnico tra l’opera oggetto del provvedimento di autorizzazione e l’opera di urbanizzazione da realizzare a scomputo. Tale istituto, infatti, opera in modo affatto diverso dalla compensazione propria del diritto civile (artt. 1241 e ss. cod. civ.). Nel caso di specie, in base agli elementi forniti, pare di poter affermare che manca il richiamato nesso di corrispettività e di connessione tecnica tra opere. Pertanto, si ritiene di dare risposta negativa. Infine, relativamente al terzo quesito, si faccia riferimento all’art. 32, comma 1 lett. g) (per ciò che concerne le opere sopra soglia comunitaria), all’art. 122 comma 8 (che riguarda i contratti sotto soglia) e all’art. 253 comma 8 (sul regimae transitorio) del d.lgs. 163/06 (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 25/08/06 - Pubblicità - RUP: A QUESTO SETTORE xx é STATO APPROVATO UN PROGETTO FINANZIATO DALLA MISURA 1.9 (P.O.R. ...) PER L'IMPORTO DI € 750.000,00 DI CUI € 500.000,00 PER LAVORI RIENTRANTI NELLA CATEGORIA OG 2 ED OG 13. SI CHIEDE: - SE é APPLICABILE IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI; - QUALI SONO LE FORME DI PUBBLICITÀ (SE é SUFFICIENTE IL B.U.R.C.); - STANTE LA SCADENZA DEL 31/12/2006 QUALI PROCEDURE é POSSIBILE ADOTTARE PER RISPETTARE I TEMPI; - SE é POSSIBILE DISTINGUERE L'APPALTO IN CATEGORIA PREVALENTE E SCORPORABILE; - QUALI COMUNICAZIONI OCCORRE EFFETTUARE (AUTORITÀ, ECC...); - SE é POSSIBILE APPORTARE DELLE MODIFICHE NEGLI IMPORTI PARZIALI DEL PROGETTO PRIMA DI PUBBLICARE IL BANDO; SE é POSSIBILE INDIVIDUARE UN RUP SOLO PER L'ESPLETAMENTO DELLA GARA.

RISPOSTA del 26/06/07: Quanto al primo quesito: la risposta è affermativa, poiché , a norma dell’art. 253, comma 1 del d.lgs. 163/06, al quale si rinvia, l’applicabilità del codice dipende dalla data di indizione della gara. Quanto al secondo quesito: si rimanda all’art. 122, comma 5 del d.lgs. 163/06, che regolamenta le forme di pubblicità per i contratti pubblici sotto soglia comunitaria. In riferimento al terzo quesito, in base ai dati forniti si ritiene che le risorse impiegate per il progetto in questione siano provenienti dai fondi strutturali comunitari. Pertanto, la scadenza del 31.12.2006 si riferisce all’impegno di spesa, con obbligo di effettuare la spesa entro e non oltre il biennio successivo (quindi entro il 2008). A tal fine, pertanto, è necessario che entro la fine dell’anno in corso sia avvenuta la pubblicazione del bando (o la spedizione della lettera di invito nel caso di procedura ristretta). Quanto al quarto quesito: si faccia riferimento all’art. 118, comma 2 del d.lgs. 163/06, che fa obbligo di indicare nel bando di gara la categoria prevalente e le lavorazioni scorporabili, se esistenti, con i relativi importi. Quanto al quinto quesito: nel caso di specie è necessario effettuare tutte le ordinarie comunicazioni all’Osservatorio per i lavori pubblici per i lavori di importo superiore a 150.000 euro (o alla sezione regionale del medesimo Osservatorio, se i lavori in questione sono di interesse regionale). In ordine al sesto quesito: è possibile effettuare modifiche solo ove queste siano apportate a correzione di errori materiali. In caso contrario, prima della pubblicazione del bando è necessario provvedere alla riapprovazione del progetto. In relazione all’ultimo quesito: la risposta è negativa, in quanto il rup è necessariamente unico per le fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione (cfr. art. 10, comma 1 d.lgs. 163/06). (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 03/01/07 - Pubblicità - : Un bando di gara a procedura aperta < 500.000 euro emesso da un ente locale può essere pubblicato solamente all'Albo Pretorio, oppure è ancora valido il disposto del D.M. 20/2001 che prevede che TUTTI i lavori di interesse regionale (ovvero eseguito sul terriorio regionale) sono soggetti alla pubblicazione sul sito internet regionale?

RISPOSTA del 26/06/07: In base alla lettera dell’art. 122, comma 5 del d.lgs. 163/06 ss.mm.ii., la pubblicazione dei bandi sui siti informatici di cui al dm 6 aprile 2001, n. 20 è obbligatoria per i lavori pubblici di importo pari o superiore a 500.000 euro. Per importi inferiori, in virtù del richiamo all’art. 66, comma 15 dello stesso d.lgs. 163/06, tale forma di pubblicità è facoltativa. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 10/11/06 - Opere urbanizzazione - : Dalla lettura integrata degli art.32, comma 1, lett. g), art.121, comma 1 e art. 122, comma 8, del Codice dei Contratti, appare chiaro come tale complesso normativo debba essere applicato anche alle opere d'urbanizzazione eseguite da privati, a scomputo degli oneri,d'importo inferiore alla soglia comunitaria. Unica eccezione le urbanizzazioni primarie "...correlate al singolo intervento edilizio...", definizione che nel linguaggio urbanistico NON individua gli strumenti urbanistici di pianificazione. Ne consegue che tutti gli operatori privati che dovranno dare attuazione a piani attuativi (piani di lottizzazione, piani di recupero urbanistico, programmi integrati di riqualificazione urbanistica ed edilizia, ecc.) dovranno rispettare tale normativa; stante le rilevanti perplessità da parte degli operatori privati rispetto a tale innovazione, si chiede conferma, con cortese urgenza, di tale interpretazione.

RISPOSTA del 28/03/07: In materie di opere a scomputo, il quesito propone un’interpretazione che, per la verità, sembra difficilmente comprensibile in quanto poco chiara. Sul punto anche il Codice si dimostra farraginoso: giova pertanto riassumerne il regime. La L. 109 per le opere di urbanizzazione distingueva solo fra sopra e sotto soglia (art.2 c.5); il Codice distingue fra urbanizzazione primaria e secondaria. L’art. 32, c.1, lett.g conferma che vanno in gara le opere di urbanizzazione all’interno di un Piano di Lottizzazione quando l’importo delle stesse superi la soglia di rilievo comunitario. L’art. 122, c. 8 deroga al regime della gara solo per l’urbanizzazione primaria sotto soglia, implicitamente affermando che l’urbanizzazione secondaria sotto soglia va in gara. Ne è conferma anche l’art. 253 c.8 che deroga la disciplina pubblicistica per le opere di urbanizzazione secondaria sotto soglia già assunte formalmente dal privato alla data di entrata in vigore del Codice: il che implica che le stesse opere, formalmente assunte a partire dal 1 luglio 2006, vadano in gara. Chiara anche la ratio delle norme: l’ontologica diversità fra le opere di urbanizzazione primaria e le secondarie: per le prime, inscindibilmente connesse con l’opera principale, è coerente l’affidamento senza gara sia pure fino alla soglia comunitaria (in analogia a quanto prevede l’art. 31, c.1 lett. b, Dir. 2004/18/CE: casi di affidamento diretto dall’appalto ulteriore all’appaltarore iniziale); per le seconde, data la loro tipologia, non sarebbe in nessun caso giustificabile la deroga alla pubblica evidenza. Il tutto si colloca sulla scia dei principi statuiti dalla sentenza della Corte di Giustizia 399/1998 e dal parere della Commissione UE 2182/2001 sulla cui scorta fu modificato con L. 166/2002 l’art. 2 c. 5 L. 109. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 13/09/06 - Pubblicità - : Considerato che il D.lgs 163/2006 ha abrogato l'art. 80 del DPR 554/99, che prevedeva per i lavori di importo compreso tra i 500.000 e 1.000.000 di euro la pubblicazione del bando di gara sul Bollettino Ufficiale della Regione, e che il nuovo Codice dei Contratti non prevede espressamente l'obbligo di tale pubblicazione, ma a livello regionale prevede unicamente la pubblicazione sul sito informatico presso l'Osservatorio, si chiede di conoscere se esistono altri riferimenti normativi nazionali o regionali che impongono di procedere alla pubblicazione sul BURL.

RISPOSTA del 24/01/07: L’art. 122, comma 5 del d.lgs. 163/06 e ss.mm.ii., dispone le nuove forme di pubblicità per quanto riguarda i bandi di gara per l’affidamento di appalti di lavori pubblici di importo compreso tra i 500.000 euro e la soglia comunitaria (per la pubblicità dei bandi per l’affidamento di contratti di importo superiore alla soglia comunitaria, si veda l’ art. 66 del medesimo d.lgs. 163/06). In forza della norma citata non è più prevista la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, ma è prevista la pubblicazione sulla GURI. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 05/09/06 - Opere Urbanizzazione - : Il nuovo codice degli appalti, approvato con D.Lgs. 163/2006, all’art. 32, comma 1, lettera g), conferma la disciplina della gara per le opere di urbanizzazione all’interno di un Piano di Lottizzazione quando l’importo delle stesse superi la soglia di rilievo comunitario (cinque milioni di euro). Per contro, allorché si tratta delle opere di urbanizzazione sotto soglia, l’art. 122, comma 8, del codice degli appalti prevede che il titolare del permesso di costruire possa eseguire direttamente solo le opere di urbanizzazione primaria correlate all’intervento assentito. Quindi, quale è il regime delle opere di urbanizzazione secondaria sotto soglia previste in una convenzione? L’art. 32 del codice infatti trova applicazione, a parere dello scrivente, solo per le opere sopra soglia, mentre l’art. 122 riguarda espressamente solo le opere di urbanizzazione primaria. Ne consegue che, sempre a parere di chi scrive, le opere di urbanizzazione secondaria sotto soglia saranno soggette alla disciplina prevista dalla convenzione di lottizzazione con possibilità, se previsto, di una loro esecuzione diretta da parte del lottizzante (vedasi art. 16, comma 2, del DPR 380/2001). Un recente commento apparso per Il Sole 24 Ore ritiene invece che alle opere secondarie di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria si debba applicare il principio della gara ad evidenza pubblica stante l’opera della deroga di cui all’art. 122, comma 8, del codice, limitatamente alle opere di urbanizzazione primaria. La tesi non è condivisa dallo scrivente in quanto la deroga è solamente una deroga della procedura per le opere di urbanizzazione primaria e non coinvolge la libertà di azione per il privato lottizzante sotto soglia.

RISPOSTA del 23/01/07: Sul punto il Codice non risulta perspicuo ma si condivide la tesi del Sole 24 Ore che reputa soggette a pubblica evidenza le opere di urbanizzazione secondaria sotto soglia (vd.anche Circolare ANCE interpretativa del Codice Luglio 06). La Merloni per le opere di urbanizzazione distingueva solo fra sopra e sotto soglia (art.2 c.5 L.109); il Codice introduce anche la differenziazione fra urbanizzazione primaria e secondaria. Che l’urbanizzazione secondaria sotto soglia soggiace alla pubblica evidenza lo si ricava non solo implicitamente ex art. 122 c.8 (che dalla pubblica evidenza deroga solo per l’urbanizzazione primaria sotto soglia, implicitamente affermando che l’urbanizzazione secondaria sotto soglia va in gara) ma anche ex art. 253 c.8 che deroga la disciplina pubblicistica per le opere di urbanizzazione secondaria sotto soglia già assunte formalmente dal privato alla data di entrata in vigore del Codice: il che implica che le stesse opere formalmente assunte a partire dal 1 luglio 2006 vadano in gara (che è quanto interessa il quesito). Chiara anche la ratio delle citate norme: l’ontologica diversità fra le opere di urbanizzazione primaria e le secondarie. Per le prime, inscindibilmente connesse con l’opera principale, è coerente l’affidamento senza gara sia pure fino alla soglia comunitaria (in analogia a quanto prevede l’art. 31, c.1 lett. b, Dir. 2004/18/CE: casi di affidamento diretto dall’appalto ulteriore all’appaltarore iniziale) per le seconde, data la loro tipologia, non sarebbe in nessun caso giustificabile la deroga alla pubblica evidenza. Il tutto sembra infine collocarsi sulla scia dei principi statuiti dalla sentenza della Corte di Giustizia 399/1998 e dal parere della Commissione UE 2182/2001 sulla cui scorta fu modificato con L. 166/2002 l’art. 2 c. 5 L. 109. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/01/08 - procedura di gara - : Oggetto: scomputo oneri di urbanizzazione POSTO che l’art. 86 della Legge Regionale n.61 del 1985 permette all’interno di strumenti urbanistici attuativi Convenzionati lo scomputo del contributo per oneri di urbanizzazione tra categorie diverse (scomputo delle secondarie a fronte della realizzazione di opere di urbanizzazione primaria); POSTO che il Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE” (come modificato dal d.lgs. n. 113 del 2007), nel combinato disposto degli articoli 32 comma 1 lettera g e 122 comma 8, stabilisce che per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione secondaria (sopra o sotto la soglia comunitaria) deve essere bandita una gara; CONSIDERATO che l’art. 122 comma 8 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE” (come modificato dall'art. 2, comma 1, lettera cc), d.lgs. n. 113 del 2007) esclude le opere di urbanizzazione primaria sotto la soglia comunitaria dagli obblighi di cui all’art. 32 dello stesso Decreto Legislativo; SI CHIEDE Se per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria (sotto la soglia comunitaria) da parte di una ditta lottizzante, a fronte dello scomputo di oneri di urbanizzazione secondaria, si debba, ai sensi degli articoli 32 e 122 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (come modificato dal d.lgs. n. 113 del 2007), bandire una gara.

RISPOSTA del : Nel definire i presupposti che giustificano la deroga all’obbligo di bandire una gara, l’art. 122, comma 8, del D.Lgs. 163/2006 attribuisce rilevanza all’oggetto dell’intervento, riferito nella fattispecie alle opere di urbanizzazione primaria di importo inferiore alla soglia comunitaria, correlate all’intervento edilizio assentito, comprensivo dell’ipotesi in cui le opere siano funzionalmente connesse al suddetto intervento edilizio. Per contro, la disposizione in argomento non richiede esplicitamente l’esistenza di una condizione di omogeneità tra la categoria delle opere da realizzare a scomputo e la categoria di opere cui si riferiscono gli oneri di urbanizzazione. Pertanto, in assenza di una espressa previsione ostativa al riguardo, la fattispecie prospettata nel quesito appare riconducibile all’ipotesi di deroga prevista dal succitato art. 122, comma 8, del Codice dei contratti. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/01/07 - Programmazione - opere di urbanizzazione realizzate da privati: La legge regionale del Veneto n. 27/2003 all'art, 2, comma 2, lettera d-ter)introdotta dalla L.R. Veneto n. 17/2007 definisce lavori pubblici di interesse regionale ""i lavori realizzati dai privati in attuazione degli accordi tra soggetti pubblici e privati previsti dall'art. 6 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 "Norme per il governo del territorio" e successive modifiche e integrazioni; ai predetti lavori si applicano le disposizioni in materia di progettazione e direzione lavori, contabilità e collaudo dei lavori di cui alla presente legge e alla vigente normativa statale."" Si chiede se tali lavori, in particolare le opere di urbanizzazione previste nelle convenzioni urbanistiche con esecuzione dei privati a scomputo degli oneri di urbanizzazione, che non sono indicati nè fra quelli di competenza regionale, nè fra quelli di competenza di altri soggetti pubblici, devono essere inclusi nel programma triennale dei lavori pubblici del Comune.

RISPOSTA del : La fattispecie delle opere di urbanizzazione realizzate da privati a scomputo degli oneri, in attuazione di convenzioni urbanistiche concluse ai sensi dell’art. 6 della L.R. 11/2004, non rientra, come prospettato nel quesito, tra le opere di stretta competenza del Comune o degli altri enti pubblici qualificati “amministrazioni aggiudicatrici” dall’art. 3 c. 25 del D. Lgs 163/2006. Dette opere sono infatti eseguite dal privato, titolare della convenzione, in luogo del pagamento degli oneri dovuti per il rilascio delle autorizzazioni edilizie, nei modi previsti dalle disposizioni regionali e statali vigenti. Stante l’ambito soggettivo dei citati interventi pertanto, il Comune non è tenuto a inserirli nella propria programmazione. Va precisato che l’art. 2 comma d ter) della L.R. 27/2003, introdotto dalla L.R. 17/2007, nasce dall’esigenza di assoggettare le opere pubbliche di interesse regionale realizzate dai privati, a seguito di convenzione urbanistica, alle disposizioni regionali e statali in materia di progettazione, direzione lavori, contabilità e collaudo. Questo in adesione al dettato normativo comunitario e nazionale (art. 32 comma 1 lettera g) nonché art. 122 comma 8 D. Lgs. 163/2006). Da ciò deriva che l’onere della programmazione non è neppure a capo dei soggetti privati, come previsto dall’art. 32 comma 2 del D. Lgs. 163/2006, estendibile ai lavori pubblici di interesse regionale in virtù dell’art. 1 c.2 della L.R. 27/2003 e smi. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/01/07 - Pubblicità - bandi quotidiano"Gazzetta Aste e Appalti Pubblici": Si chiede se la pubblicazione dei bandi sul quotidiano "Gazzetta Aste e Appalti Pubblici" (si veda per informazioni il sito www.sific.it) sia valida ai sensi dell'art. 28 LR n. 27/2003 e del D.Lgs. n. 163/2006.

RISPOSTA del : L’art. 28 c. 1 della LR 27/03 prevede la pubblicazione di avvisi e bandi di gara per appalti di lavori di importo pari o superiore a 500.000€, per estratto, su almeno 2 quotidiani regionali a maggior diffusione. L’art.122 c.5 del Dlgs.163/06 prevede la pubblicazione a scelta della stazione appaltante di avvisi e bandi di gara per appalti di lavori di importo pari o superiore a 500.000€, per estratto, su almeno 1 dei principali quotidiani a diffusione nazionale e su almeno 1 dei quotidiani a maggior diffusione locale nel luogo ove si eseguono i lavori. L’art.66 c.7 del Dlgs.163/06 prevede la pubblicazione, di avvisi e bandi di gara per appalti di lavori, servizi e forniture di importo superiore alla soglia comunitaria, a scelta della stazione appaltante, su almeno 2 dei principali quotidiani a diffusione nazionale e su almeno 2 dei quotidiani a maggior diffusione locale nel luogo ove si eseguono i contratti. Caratteristiche più dettagliate in merito alla pubblicità sui giornali erano previste all’art.80 c.9 del DPR 554/99 (ora abrogato) che definiva “quotidiani nazionali (…) quelli aventi una significativa diffusione, in termini di vendita, in tutte le regioni e destinati prevalentemente a fornire contenuti informativi di interesse generale”; si rinvia per ulteriori approfondimenti in merito anche alla Delibera n.3 del 14/01/04 dell’ Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici. La finalità della norma è comunque quella di assicurare la massima trasparenza delle procedure di scelta delle imprese esecutrici, tenuto conto dei principi di libera concorrenza e di legalità dell’azione amministrativa. Il giornale specialistico “Gazzetta Aste e Appalti Pubblici” risponde alle caratteristiche normative richieste in termini di periodicità (quotidiano) e di diffusione (nazionale) nessun altro vincolo viene posto dalla citata normativa in vigore. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/01/08 - Trattativa privata - lavori inferiore ad euro 100.000: Nella procedura negoziata per importo lavori inferiore ad euro 100.000, ai sensi dell'art. 122, comma 7 del D.Lgs. n. 163 posso trattare con una sola ditta come previsto dall'art 3, comma 40 del D.Lls. n. 163 " le stazioni appaltanti consultano gli operatori economici .... e negoziano con uno o più di essi.... , oppure va applicato l'art. 57 comma 6 , ... e seleziona almeno tre operatori economici.....?

RISPOSTA del : L’art. 122, comma 7, del D.Lgs. 163/2006, in una prospettiva di continuità con l’art. 24, comma 1, della L. 109/1994 (che si riferiva alla “trattativa privata”), consente il ricorso alla procedura negoziata sulla sola base della soglia economica, senza richiedere ulteriori requisiti sostanziali e senza fornire indicazioni sulla procedura da seguire per l’affidamento dei lavori. Nella fattispecie, non pare pertinente il richiamo alla procedura prevista dall’art. 57, comma 6, del Codice, attesa l’assenza di un formale rinvio a tale disposizione. La volontà del legislatore è evidentemente quella di rimettersi alla libera scelta della stazione appaltante anche per quanto attiene ai profili procedurali, come definiti in termini generali dall’art. 3, comma 40, del D.Lgs. 163/2006 richiamato nel quesito, salva la necessità di dare adeguato conto nella motivazione della scelta di negoziare con un solo operatore, trattandosi, come chiarito, di una facoltà discrezionale dell’Amministrazione. (fonte: Ministero Infrastrutture)

QUESITO del 01/01/06 - Pubblicità - Importo superiore a 500.000,00 euro: Lo scrivente Rup dell’intervento di “___________” (già approvato da Regione Veneto e cofinanziato da IRVV) deve predisporre bando di gara per un importo a base d’asta di euro 981.870,32 oltre oneri sicurezza per euro 49.129,68. Ai sensi dell’art. 122, comma 6, lett. a) del D.Lgs. 163/2006 il termine per le ricezioni delle offerte nelle procedure aperte è di 26 gg. nel mentre precedentemente se ne prescrivevano 39 gg. Come procedere? Altresì le forme di pubblicità per bandi di gara di importo pari o superiori a euro 500.000,00 ai sensi dell’art. 122, comma 5 del D.Lgs. 163/2006 sono pubblicati rispettivamente sul GURI, sul sito web del Ministero delle Infr. , sito web Osservatorio, almeno uno dei principali quotidiani nazionali ovvero su almeno uno dei quotidiani a maggiore diffusione locale (?) - nel mentre la L.R. 27/2003 all’art. 28 prescrive per i medesimi importi la pubblicazione sul sito web individuato dalla Giunta Regionale e su almeno due quotidiani regionali a maggior diffusione. Come procedere?

RISPOSTA del : Relativamente ai due quesiti formulati si danno le seguenti risposte: 1) L’art. 253, comma 1, del D.lgs. 163/2006 (“Norme transitorie”) stabilisce che le disposizioni di cui al Codice medesimo “si applicano alle procedure e ai contratti i cui bandi o avvisi con cui si indice una gara siano pubblicati successivamente alla data della sua entrata in vigore”: di conseguenza, al caso in specie sarà applicabile la nuova disciplina ivi contenuta all’art. 122, comma 6, lett. a), secondo cui “nelle procedure aperte, il termine per la ricezione delle offerte, decorrente dalla pubblicazione del bando (…), non può essere inferiore a ventisei giorni”. 2) Per i bandi relativi ad appalti di lavori pubblici di interesse regionale, trovano applicazione le forme di pubblicità individuate dall’art. 28 della L.R. 27/2003. Pertanto, un appalto come quello di cui al quesito, ovvero di importo superiore a 500.000 euro ed inferiore alla soglia comunitaria, sarà soggetto alla pubblicazione del bando di gara sul sito internet della Regione Veneto e (per estratto) su almeno due quotidiani regionali a maggior diffusione, e non anche alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. (fonte: Ministero Infrastrutture)

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