D. Lgs. 12 aprile 2006 n.163

Codice Appalti .it

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Art. 108. Concorso di idee

1. Le norme della presente sezione trovano applicazione, nei limiti della compatibilità, anche ai concorsi di idee finalizzati all'acquisizione di una proposta ideativa da remunerare con il riconoscimento di un congruo premio.

2. Sono ammessi al concorso di idee, oltre che i soggetti ammessi ai concorsi di progettazione, anche i lavoratori subordinati abilitati all'esercizio della professione e iscritti al relativo ordine professionale secondo l'ordinamento nazionale di appartenenza, nel rispetto delle norme che regolano il rapporto di impiego, con esclusione dei dipendenti della stazione appaltante che bandisce il concorso.

3. Il concorrente predispone la proposta ideativa nella forma più idonea alla sua corretta rappresentazione. Per i lavori, nel bando non possono essere richiesti elaborati di livello pari o superiore a quelli richiesti per il progetto preliminare. Il termine di presentazione della proposta deve essere stabilito in relazione all'importanza e complessità del tema e non può essere inferiore a sessanta giorni dalla pubblicazione del bando.

4. Il bando prevede un congruo premio al soggetto o ai soggetti che hanno elaborato le idee ritenute migliori.

5. L'idea o le idee premiate sono acquisite in proprietà dalla stazione appaltante e, previa eventuale definizione degli assetti tecnici, possono essere poste a base di un concorso di progettazione o di un appalto di servizi di progettazione. A detta procedura sono ammessi a partecipare i premiati qualora in possesso dei relativi requisiti soggettivi.

6. La stazione appaltante può affidare al vincitore del concorso di idee la realizzazione dei successivi livelli di progettazione, con procedura negoziata senza bando, a condizione che detta facoltà sia stata esplicitata nel bando, e che il soggetto sia in possesso dei requisiti di capacità tecnico professionale ed economica previsti nel bando in rapporto ai livelli progettuali da sviluppare.

ELENCO LEGGI COLLEGATE: art. 57, decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999

GIURISPRUDENZA COLLEGATA:

PRASSI: CONCORSO DI IDEE E CONCORSO DI PROGETTAZIONE - AVCP (2008)

Il concorso di idee rappresenta una sottospecie del concorso di progettazione: ai sensi dell’articolo 108 del d. Lgs. n. 163/2006, le norme della sezione dedicata ai concorsi di progettazione trovano applicazione, nei limiti della compatibilità, anche ai concorsi di idee, finalizzati all’acquisizione di una proposta ideativa, da remunerare con il riconoscimento di un congruo premio. In tale tipologia di concorso, non possono essere richiesti elaborati di livello pari o superiore a quelli richiesti per il progetto preliminare. Il comma 6, del sopra citato articolo 108, dispone che la stazione appaltante può affidare al vincitore del concorso di idee la realizzazione dei successivi livelli di progettazione, con procedura negoziata senza bando, a condizione che detta facoltà sia stata esplicitata nel bando e che il soggetto sia in possesso dei requisiti di capacità tecnico professionale ed economica previsti nel bando in rapporto ai livelli progettuali da sviluppare. Ne discende che il concorso di idee si distingue nettamente dall'appalto di progettazione: è infatti da considerare come una offerta al pubblico con la quale l'amministrazione aggiudicatrice promette di acquistare, premiandola o meno, un'idea progettuale. Di contro, nell'appalto di progettazione viene chiesta la redazione di un progetto. Per tale motivo, i requisiti richiesti dalla stazione appaltante nell’ambito del concorso di idee, che sono vincolanti ai fini dell’affidamento del premio, non possono esserlo nei confronti della successiva e diversa fase progettuale, in relazione al cui affidamento devono essere previsti specifici requisiti, sulla base di quanto disposto dagli articoli 62 e seguenti del d.P.R. 554/1999. OGGETTO: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 dall’Ordine degli Architetti della Provincia di C.

PARERI

QUESITO del 04/11/08 - Concorso di idee - Requisiti generali: Si chiede se i soggetti che concorrono ai concorsi di idee di cui all'art. 108 del d. lgs. 163/2008 devono: 1 - essere in possesso dei requisiti di cui all'art. 38 comma 1 del predetto decreto; - essere iscritti ad un ordine professionale; 3 - avere regolare posizione contributiva.

RISPOSTA del 22/12/08: Il concorso di idee è un peculiare procedimento con cui la S. A., mediante evidenza pubblica, acquisisce “una proposta ideativa”, in relazione ad una preindicata esigenza, previa valutazione da parte di una Commissione: al “vincitore” va un “premio”. Per i lavori non si richiedono elaborati di livello pari o superiore al progetto preliminare (art.108 c.3). La fattispecie è ricostruibile come negozio giuridico unilaterale della P. A. secondo lo schema civilistico dell’offerta al pubblico. Il requisito professionale è obbligatorio: ex art. 108 c. 2 concorrono sia i soggetti ammessi ai concorsi di progettazione (vale a dire i soggetti previsti dall’art. 90, c. 1, lett. d, e, f, g, h: necessariamente iscritti all’Albo quindi) che lavoratori subordinati abilitati “iscritti al relativo albo professionale”. Per i requisiti generali si evidenzia: - come si evince anche dalla citata terminologia del Codice dei contratti, il concorso di idee non è un contratto pubblico (appalto o concessione, ex art. 3, c. 3 d. lgs. 163/06); - l’art. 38 prescrive requisiti di ordine generale per la partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici: la ratio è prevenire patologie del corretto svolgimento dell’attività amministrativa durante l’esecuzione di contratti pubblici; - fatti salvi quindi i requisiti di ordine professionale, per il concorso di idee non risultano richiedibili altri requisiti. Sviluppando la tesi della Det. Autorità n. 3/2000, quando però nel bando si prevede che al vincitore possano essere affidati i successivi livelli progettuali, si rientra nell’appalto pubblico; quindi non solo i concorrenti devono possedere i necessari requisiti economici e tecnici, ma anche – si ritiene – i requisiti generali ex art. 38: altrimenti si avrebbe l’aggiramento surrettizio del citato art. 38. (fonte: Ministero Infrastrutture)

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