Art. 83 Determinazione del periodo di attività documentabile e dei relativi importi e certificati

1. La cifra di affari in lavori di cui all'articolo 79, comma 2, lettera b), e gli importi dei lavori previsti dall'articolo 79, comma 5, lettere b) e c), sono quelli realizzati nel quinquennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la SOA.

2. I lavori da valutare sono quelli eseguiti regolarmente e con buon esito iniziati ed ultimati nel periodo di cui ai precedenti commi, ovvero la parte di essi eseguita nel quinquennio, per il caso di lavori iniziati in epoca precedente o per il caso di lavori in corso di esecuzione alla data della sottoscrizione del contratto con la SOA, calcolata presumendo un avanzamento lineare degli stessi.

3. L'importo dei lavori é costituito dall'importo contabilizzato al netto del ribasso d'asta, eventualmente aggiornato in forza degli atti di sottomissione e degli atti aggiuntivi, ed incrementato dall'eventuale adeguamento dei prezzi e dalle risultanze definitive del contenzioso eventualmente insorto per riserve dell'esecutore diverse da quelle riconosciute a titolo risarcitorio, risultante nel quadro 6.1 dell'allegato B.

4. I certificati di esecuzione dei lavori, sono redatti in conformità dello schema di cui all'allegato B e contengono la espressa dichiarazione dei committenti che i lavori eseguiti sono stati realizzati regolarmente e con buon esito; se hanno dato luogo a vertenze in sede arbitrale o giudiziaria, ne viene indicato l'esito. La certificazione per i lavori relativi alla categoria OG 13, deve contenere l'attestato rilasciato dalle autorità eventualmente preposte alla tutela dei beni cui si riferiscono i lavori eseguiti.

5. I certificati rilasciati all'esecutore dei lavori sono trasmessi, a cura dei soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), all'Osservatorio con le modalità previste dall'articolo 8, comma 7.

6. Le SOA trasmettono all'Osservatorio, secondo le modalità stabilite dall'Autorità, entro quindici giorni dal rilascio delle attestazioni, i certificati e la documentazione a corredo di cui all'articolo 86, presentati dalle imprese per essere qualificate, relativi a lavori il cui committente non sia tenuto alla applicazione del codice e del presente regolamento, o eseguiti in proprio. L'Autorità provvede ai necessari riscontri a campione.

7. Qualora le SOA nella attività di attestazione, di cui all'articolo 40, comma 3, lettera b), del codice, rilevano l'esistenza di certificati di lavori non presenti nel casellario informatico di cui all'articolo 8, provvedono a darne comunicazione ai soggetti interessati di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), e all'Autorità per gli eventuali provvedimenti da emanarsi ai sensi dell'articolo 6, comma 11, del codice. Ai sensi dell'articolo 40, comma 3, lettera b), del codice, tali certificati di lavori non sono utilizzabili fino al loro inserimento nel casellario informatico di cui all'articolo 8.

8. La documentazione contabile dei lavori prodotta dall'impresa esecutrice non é utilizzabile dalle SOA, in sede di attestazione, in sostituzione dei certificati di esecuzione dei lavori rilasciati dalle stazioni appaltanti. La documentazione contabile non é altresì utilizzabile in caso di disconoscimento del certificato di esecuzione dei lavori da parte della stazione appaltante o del soggetto che si presume lo abbia emesso.

Giurisprudenza e Prassi

EMISSIONE DEI CERTIFICATI DI ESECUZIONE LAVORI

AVCP DELIBERAZIONE 2013

Integrazioni alla Deliberazione n. 24 del 23 maggio 2013 concernente “Indicazioni alle stazioni appaltanti, alle SOA e alle imprese in materia di emissione dei certificati di esecuzione lavori”

CERTIFICATO ESECUZIONE LAVORI - DICHIARAZIONE BUON ESITO

AVCP DETERMINAZIONE 2008

La facolta' di non apporre sul certificato dei lavori la dichiarazione di "buon esito" costituisce una indubbia prerogativa della stazione appaltante; tuttavia, il corretto esercizio di detta facolta' presuppone l'adozione di una serie di misure e provvedimenti tra loro consequenziali, ben definiti dalla normativa vigente, finalizzati a registrare il grave inadempimento alle obbligazioni contrattuali da parte dell'impresa, allorche' tale inadempimento comprometta la buona riuscita dei lavori.

L'attestazione di "buon esito" prevista dall'art.22, comma 7, secondo periodo, del D.P.R. n.34l00, resa dagli organi preposti alla tutela dei beni soggetti alle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali, in esito all'esecuzione di lavori su tali beni, ha la finalita' di garantire la necessaria selezione delle imprese che intendono partecipare alle procedure di appalto per le quali è richiesto il possesso della qualificazione nelle categorie OG 2, OS 2 e OS 25. Pertanto, il rilascio di detta attestazione da parte dell'organo preposto alla tutela - relativamente ad un procedimento d'appalto gestito da altri soggetti – non implica responsabilita' di altro genere, le quali restano in capo al soggetto appaltante.

Oggetto: Dichiarazione di "buon esito" contenuta nel certificato di esecuzione dei lavori (art.22, comma 7, del D.P.R. n.34l00)

REQUISITI SOGGETTIVI DI PARTECIPAZIONE

TAR LAZIO SENTENZA 2007

Le clausole dei bandi che concernono i requisiti soggettivi di carattere tecnico-economico devono essere immediatamente impugnate, in quanto, condizionando o limitando la possibilità di partecipazione delle diverse imprese, implicano una grave alterazione della par condicio, la quale non si manifesta per la prima volta con l'esclusione dalla gara, bensì nel momento anteriore nel quale sono assunte come norma agendi della stazione appaltante. Ed è per questo che inficiano ab origine la legittimità dell’intero procedimento di gara.

Nel caso di specie la ricorrente era stata esclusa dalla gara per difetto del possesso dei requisiti di partecipazione, in seguito al procedimento di controllo a campione dei requisiti di capacità tecnico-economica dei partecipanti prevista dall’art. 10, comma 1 quater, della legge 109/1994. La clausola del bando che imponeva come requisito soggettivo di partecipazione l’esecuzione dei lavori analoghi svoltisi in un preciso riferimento temporale, era, come tale, immediatamente lesiva dell'interesse di tutti i possibili aspiranti, e per questo avrebbe dovuto essere immediatamente ed autonomamente impugnata, con conseguente inammissibilità dell'impugnazione contestuale del bando stesso e dell'esclusione, quando –come nel caso in esame - siano decorsi i termini per il ricorso contro il bando stesso.

REQUISITI TECNICI-PROFESSIONALI

TAR SICILIA PA SENTENZA 2007

Come emerge dalle previsioni dell’art. 22 del D.P.R. n. 34/2000 e dell’art. 189 del D.P.R. n. 186/2006, ai fini della valutazione della pregressa esperienza tecnica in relazione allo specifico oggetto dell’appalto, nel sistema di qualificazione normativamente previsto, appare corretto fare riferimento al complesso dei compensi ricevuti dal soggetto partecipante alla gara, indipendentemente dal fatto che tali compensi fossero già previsti nell’originario contratto ovvero dovuti in conseguenza della revisione prezzi.

TAR ABRUZZO AQ SENTENZA 2001

D.P.R. n.34/2000, il cui art.22.7 stabilisce che i certificati di esecuzione dei lavori sono redatti in conformità allo schema di cui all’allegato D e contengono la espressa dichiarazione dei committenti che i lavori eseguiti sono stati realizzati regolarmente e con buon esito.

Detta norma, relativa agli appalti di lavori di importo superiore ai 150.000 euro, contiene un principio che non può non ritenersi, in tutta evidenza, di carattere generale, in quanto teso in ogni caso a dimostrate la serietà e la capacità tecnica specifica della Ditta aspirante all’appalto di lavoro e quindi ad ingenerare un ragionevole affidamento nella stazione appaltante circa la corretta esecuzione dei lavori da eseguire; in tal caso, ovviamente, non è necessario che il certificato di esecuzione dei lavori sia redatto in conformità allo schema di cui all’allegato D in quanto tale prescrizione vale per appalti di lavoro di importo superiore a 150.000 euro, come già detto, ma è pur sempre necessario che il documento attesti la regolare esecuzione dei lavori.

Pareri tratti da fonti ufficiali

QUESITO del 23/01/2018 - OBBLIGO DELLE STAZIONI APPALTANTI DI RILASCIARE I CEL (COD. QUESITO 170) (84.4.B)

Vorrei sapere se la Stazione appaltante, ai fini del rilascio del CEL, deve valutare, ai sensi dell'art. 83 del DPR 207/2010, esclusivamente i lavori iniziati ed ultimati nei 5 anni precedenti alla data di sottoscrizione con la SOA. A tal fine vorrei sapere se sussiste l'obbligo di rilascio dei CEl nei confronti di ditte che non hanno sottoscritto il contratto con una SOA e se si può richiedere copia del contratto con la SOA ai fini della determinazione del periodo temporale di riferimento per l'emissione dei CEL.


QUESITO del 13/12/2017 - INFO CIRCA POSSIBILE DINIEGO ALLA RICHIESTA DI EMISSIONE DI CEL CHE SI RIFERISCE A LAVORI CONTABILIZZATI IL 05/12/2011 (COD. QUESITO 129)

E' possibile, oggi, negare la richiesta dell'emissione di un Certificato di esecuzione dei lavori atteso che i lavori di riferimento sono stati ultimati in data 12/07/2010 e che il certificato di pagamento della rata di saldo è stato emesso in data 05/12/2011 a seguito della emissione del Certificato di Collaudo Tecnico Amministrativo in data 07/11/2011?